I mandanti sauditi

Dean Henderson, Left Hook, 29 ottobre 2012

Fox News si svela sempre più essere un programma di psy-op saudita/israeliano per distruggere gli USA, incoraggiando stupidità, arroganza e la combinazione più micidiale e corrosiva di questi due elementi. Ciò non deve sorprendere, dato che il maggior azionista della psy-op Newscorp/Wall Street Journal/Fox News è il sionista Rupert Murdoch. La seconda delle parti interessate è il principe saudita al-Waleed bin Talal. La sottomissione degli statunitensi agli interessi di Israele è ben documentata. Meno noto è il ruolo saudita come finanziatore degli intrighi Mossad/MI6/CIA in tutto il mondo. Sia la Fratellanza Musulmana, che la Casa dei Saud e i cabalisti d’Israele sono stati creati dai loro fratelli massoni dei servizi segreti britannici. L’oligarchia bancaria degli Illuminati gestisce tutte e tre le società segrete e controlla l’economia globale attraverso il monopolio della banca centrale e l’egemonia sul traffico di petrolio, armi e droga. Questa cabala di satanisti guidata dai trilionari Rothschild, disprezza ugualmente le persone di tutte le fedi, siano ebrei, cristiani, musulmani, buddisti o animisti. Il trucco è escluderci e tenerci all’oscuro e divisi. Così i loro spaventapasseri indossano molti cappelli. (Quello che segue è tratto dal Capitolo 5: Affittasi sceicco del Golfo Persico: Big Oil & i suoi banchieri…)

La Casa dei Saud ha storicamente operato come ufficiale pagatore per le avventure militari segrete  ideate dalla City of London. Fa parte dell’inganno su petrolio in cambio di armi e droga, fungendo da carburante della lavanderia degli eurodollari a Londra. I sauditi inviarono oltre 3,8 miliardi dollari alla CIA per addestrare i mujahidin afghani. Il loro emissario era Usama bin Ladin. Diedero 35 milioni di dollari ai contras del Nicaragua. La tangente Northrop/Lockheed destinata ad Adnan Khashoggi, giocava un ruolo chiave nel rifornire l’Impresa di Richard Secord finanziata dalla Casa dei Saud. Ma mentre gli sforzi verso i contras e i mujahidin finirono sulle prime pagine dei  giornali, la Casa dei Saud era occupata a finanziare la contro-insurrezione in tutto il mondo.
In Africa, i sauditi fornirono supporto al Fronte per la Salvezza Nazionale (NFS) che operava dalle basi in Ciad, nel tentativo di rovesciare il presidente libico Muammar Gheddafi. Il Ciad è stato a lungo un paese importante per il dominio della Exxon-Mobil sulla produzione petrolifera del Nord Africa. Nel 1990, a seguito del riuscito contro-colpo di stato sostenuto dalla Libia contro il governo del Ciad che sponsorizzava l’NFS, gli Stati Uniti evacuarono 350 capi del NFS con il finanziamento saudita. Gli Stati Uniti restituirono 5 milioni di dollari di aiuti al governo dittatoriale del Kenya di Daniel Arap Moi, in modo che il Kenya ospitasse i leader del NFS, mentre altri governi africani rifiutarono di prenderseli. Arap Moi poi sostenne le operazioni segrete della CIA in Somalia, che sempre i sauditi finanziavano.
I sauditi finanziarono i ribelli dell’UNITA di Jonas Savimbi in Angola, nel loro brutale tentativo di rovesciare il governo socialista dell’MPLA del presidente Jose dos Santos. Su richiesta della CIA, i sauditi inviarono milioni in Marocco per pagare l’addestramento in quel paese dell’UNITA. L’Angola ha enormi giacimenti di petrolio. Nel 1985, la Chevron e la Texaco gestivano il 75% dei proventi del petrolio dell’Angola. Nel 1990, il 29% del greggio Exxon-Mobil diretto negli USA proveniva dall’Angola. Una relazione annuale della De Beers, il tentacolo della famiglia Oppenheimer che monopolizza il commercio mondiale dei diamanti, si vantava di acquistare  diamanti dall’UNITA. Savimbi venne accolto alla Casa Bianca dal presidente Reagan. I sauditi finanziarono la RENAMO nella campagna terroristica del ‘Piano Rosa’ della CIA, e da loro appoggiata, contro il governo nazionalista del Mozambico. Verso la metà degli anni ’80, sia i sauditi che l’Oman inviarono armi alla RENAMO attraverso le isole Comore, in nome di Israele e dell’apartheid in Sud Africa. Due presidenti delle Comore, Ali Soilah e Ahmed Abdullah Abderemane, furono assassinati dai mercenari che proteggevano il traffico di armi.
Nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), ex Zaire del fantoccio degli Illuminati Mobutu Sese-Seko che aveva governato con il pugno di ferro per quasi quattro decenni, aveva operato come cane da guardia della City of London sulle ricche riserve di cobalto, uranio e molibdeno dello Zaire; tutti elementi vitali per il programma militare nucleare degli Stati Uniti. Lo Zaire è anche ricco di rame, cromo, zinco, cadmio, stagno, oro e platino. Mentre Mobutu accumulava oltre 5 miliardi di dollari nei conti bancari svizzeri, belgi e francesi, il popolo dello Zaire viveva nello squallore. Mobutu fu insediato nei primi anni ’60 dopo che l’agente della CIA Frank Carlucci, poi segretario alla difesa di Reagan e Bush, e ora presidente del fondo di investimento della famiglia bin Ladin, Carlyle Group, aveva operato come consulente dei gangster che assassinarono il primo ministro del Congo Patrice Lumumba. Sotto il regno di Mobutu, gli Stati Uniti ebbero basi militari a Kitona e Kamina, da dove la CIA perseguiva le guerre segrete contro l’Angola, il Mozambico e la Namibia, con il finanziamento della Casa dei Saud. La guardia del palazzo di Mobutu, DSP, fu addestrata dal Mossad israeliano. Alla fine degli anni ’70, i sauditi pagarono molto affinché le truppe marocchine salvassero Mobutu dai secessionisti katanghesi guidati da Laurant Kabila. Mobutu fu deposto nel 1998 dalle forze fedeli a Kabila, amico di Fidel Castro. I sauditi cominciarono il finanziamento delle incursioni militari nel Congo dei governi di Rwanda, Uganda e Burundi. Questa destabilizzazione della regione dei laghi causò il genocidio ruandese. Kabila fu assassinato nel 2000, dopo aver rifiutato di giocare per conto degli Illuminati. Più di quattro milioni di persone sono morte nella RDC, negli ultimi dieci anni. Lumumba e Kabila non furono i primi nazionalisti africani presi di mira dagli illuminati.
Nel corso degli anni ’50 e ’60 la CIA e l’intelligence francese assassinarono il nazionalista marocchino Mahdi ben Barqa, la cui Union Nationale des Forces Populaires minacciavano il monarca-fantoccio degli USA, re Hassan II. Il presidente di sinistra della Giunea Sekou Toure e il socialista tunisino Habib Bourgiba furono assassinati dai servizi segreti occidentali. Nel 1993 il presidente sudanese Omar al-Bashir ha accusato i sauditi di fornire armi all’Esercito di Liberazione del Popolo Sudanese (SPLA) di John Garang. La parte meridionale del Sudan, che l’SPLA sta cercando di staccare, è ricca di petrolio. Il Mossad ha rifornito per anni l’SPLA dal Kenya. Nel 1996, l’amministrazione Clinton annunciava aiuti militari a Etiopia, Eritrea e Uganda. L’aiuto venne incanalato per un’offensiva del SPLA su Khartoum. La crisi nel Darfur è il risultato diretto dell’ingerenza di Arabia Saudita/Israele/USA per conto di Big Oil.
Il Presidente algerino Chadli Benjladid accusò i sauditi di finanziare il barbaro Gruppo Islamico Armato (GIA) che, dopo che l’Algeria aveva protestato contro gli USA per l’avvio della Guerra del Golfo, scatenò il terrore contro il popolo algerino. Benjladid fu costretto a dimettersi. Ciò fu seguito dal passaggio frettoloso della legge sugli idrocarburi, che aveva aperto i giacimenti petroliferi del paese storicamente socialista ai Quattro Cavalieri. La CIA ha poi aiutato i terroristi del GIA a recarsi in Bosnia, dove contribuirono a distruggere la Jugoslavia socialista. L’Algeria ha una lunga storia di sfida a Big Oil. Il presidente Houari Boumedienne, uno dei grandi leader arabi socialisti di tutti i tempi, fece appello ad avviare un ordine economico internazionale più giusto, nei suoi discorsi infuocati alle Nazioni Unite. Aveva incoraggiato i produttori a fare del cartello un mezzo per l’emancipazione del Terzo Mondo dai banchieri di Londra.
Il petroliere indipendente italiano Enrico Mattei iniziò a negoziare con l’Algeria e altri paesi nazionalisti dell’OPEC che volevano vendere il loro petrolio a livello internazionale, senza avere a che fare con i Quattro Cavalieri. Nel 1962 Mattei morì in un misterioso incidente aereo. L’ex agente dell’intelligence francese, Thyraud de Vosjoli, dice che la sua agenzia era coinvolta. William McHale del Time, che aveva seguito il tentativo di Mattei di spezzare il cartello di Big Oil, morì anch’egli in circostanze strane.
Nel 1975 gli Stati Uniti inviarono 138 milioni di dollari in aiuti militari, attraverso l’Arabia Saudita, allo Yemen, nella speranza di rovesciarvi la rivoluzione marxista. Il tentativo fallì e il paese fu diviso tra Nord e Sud Yemen per due decenni, prima di fondersi di nuovo nel 1990. L’aiuto di Stati Uniti/Arabia Saudita a Yemen e Oman continua fino ad oggi, nel tentativo di eliminare i movimenti nazionalisti in quei paesi, che confinano con il regno saudita e i suoi vasti giacimenti petroliferi controllati dai Quattro Cavalieri. Durante il tentativo di partizione della Bosnia dalla Jugoslavia, il re saudita Fuad arrivò a chiedere la fine dell’embargo dell’ONU sulle armi. Quando l’embargo venne tolto, i sauditi finanziarono gli acquisti di armi dei bosniaci musulmani. Più tardi, i sauditi finanziarono il narcotrafficante Kosovo Liberation Army, così come i separatisti albanesi dell’NLA che attaccavano il governo nazionalista di Macedonia. I sauditi finanziarono anche le operazioni segrete della CIA in Italia, dove sborsarono quasi 10 milioni di dollari, nel 1985, per cercare di distruggere il partito comunista.
Recentemente il principe saudita Bandar ha donato un milione di dollari alla Biblioteca presidenziale Bush Sr., e un altro milione alla campagna di alfabetizzazione Barbara Bush. La sera dell’11 settembre 2001, il principe Bandar fumava sigari alla Casa Bianca con il presidente Bush, mentre i membri della famiglia bin Ladin venivano evacuati dagli Stati Uniti nello spazio aereo chiuso a tutto il resto del traffico. I sauditi semplicemente giocarono il loro storico ruolo di ufficiali pagatori di Mossad/MI6/CIA nell’attuazione del 9/11?

Dean Henderson è l’autore di quattro libri: Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve & Stickin’ it to the Matrix.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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