P2, IOR e Narcotraffico

Massoni, Chase Manhattan e l’armamento di Saddam Hussein
Dean Henderson  23 marzo 2013

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Lo specchio riflesso della Chase Manhattan
imagesCA7331HGIl consiglio di amministrazione della Chase Manhattan Bank aveva una massiccia presenza nel consiglio di consulenza per la politica internazionale della Banca Nazionale del Lavoro di (BNL).  Infatti i due consigli si rispecchiavano. Insieme al presidente della Chase David Rockefeller e al suo datato luogotenente Henry Kissinger, i due cda incastrati comprendevano il socio della Fluor Arabia Sheik Ahmed Juffali, il magnate indiano Ratan Tata, l’insider della Royal Bank of Canada Gustavo Cisneros, Giovanni Agnelli del conglomerato italiano FIAT, Pehr Gyllenhammar della svedese Volvo, il presidente della Mitsubishi Koichiro Ejiri e l’inglese Lord Carrington. I membri del consiglio consultivo della BNL comprendeva l’ex primo ministro canadese Pierre Trudeau, l’ex segretario alla Difesa britannico Lord Thornycroft, l’inglese Lord Ezra e il presidente della Petrofina Jean-Pierre Amory. [1]
Roy William Harris non era in questa squadra di élite dell’oligarchia internazionale, ma era una star presso l’unità di trading Energy Philbro della Salomon Brothers, che Salomon (ora parte di Citigroup) acquistò dalla famiglia Oppenheimer. Con i finanziamenti della Chase Manhattan di David Rockefeller, Harris fondò l’Arochem, una società privata per la raffinazione del petrolio,  fallita nel 1992 dopo aver dilapidato 200 milioni di dollari. Harris insistette di aver perso il denaro nel traffico di petrolio, ma il giudice, non bevendosela, lo spedì in prigione. Harris fece affari con la Bayoil, un’affiliata della Bay, facciata delle industrie di armi irachene. Bayoil era gestita da David Chalmers Bay, nel 1987, e svolgeva il ruolo d’intermediario nella rete irachena petrolio in cambio di armi, che coinvolgeva il trafficante d’armi cileno Carlos Cardoen, che aveva legami con la polizia segreta di Pinochet, la DINA. Cardoen era proprietario delle Industrias Cardoen-Chile e divenne rapidamente il più grande fornitore di armi dell’Iraq. La società costruì e inviò armi della società sudafricana Armscor, da tempo gestita dalla CIA. Secondo un’indagine di ABC Nightline, il direttore della CIA di Bush, Robert Gates, lavorò a stretto contatto con Cardoen. La Bayoil una volta affermò di possedere l’Arochem. Le società avevano in comune un edificio direzionale a Stamford, Connecticut. I 200 milioni che Harris aveva smarrito vennero probabilmente scremati dalla Arochem, finanziata dalla Chase, per alimentare il regime petrolio in cambio di armi della Cardoen e della CIA. L’avvocato di Harris, David Lewis, fu l’avvocato difensore della società gestita dai ragazzi della CIA Manuel Noriega e Ed Wilson. [2] La Bayoil venne fondata come Bay Petroleum nel 1935 dallo zio di Chalmers, un agente dell’OSS. La Bay fu venduta alla Tenneco nel 1955 e il padre di Chalmers avviò la Coral Petroleum, che operò in tutto il Medio Oriente. La Coral è fallita nel 1983, ma il padre di David trovò i mezzi per ritirarsi in una grande tenuta in Messico. [3] Coral Petroleum è anche il nome della ditta di sheik Khalid bin Mahfouz che ha una joint venture nel Mar Caspio con i Quattro Cavalieri. David Chalmers Bay iniziò a trattare con gli iracheni nel 1987, mentre lavorava con la Carey Petroleum, di proprietà di Ed Carey, fratello del  governatore di New York Hugh. Il trafficante di armi cileno Cardoen inviava navi cariche di bombe a grappolo a Saddam. Le spedizioni venivano pagate con petrolio iracheno, offerto a Cardoen con l’intermediazione di Chalmers, che procurava lo zirconio per le sue bombe a grappolo dalla Teledyne Industries dell’Oregon.[4]
L’informatore della DEA John Pastis disse che Chalmers gli assicurò che il governo degli Stati Uniti aveva approvato l’affare. Nel 1988 Chalmers presentò i piani per la costruzione del complesso per il gas mostarda PC-2, del valore di 3 miliardi di dollari, in Iraq, in seguito costruito dalla Bechtel. Nello stesso anno, Oscar Wyatt, presidente della raffineria petrolifera Coastal Corporation, si vantava su Vanity Fair di aver fatto molti favori al direttore della CIA di Reagan, Bill Casey, durante i numerosi rapporti della Coastal con il governo iracheno. Roy William Harris fondò l’Arochem comprando un impianto di benzene portoricano nel 1987. Il finanziatore dell’operazione, la Chase Manhattan, mise a disposizione il doppio del denaro effettivamente necessario ad Harris, soldi che potrebbero essere stati dirottati verso le operazioni di Cardoen. L’associato di Harris, John Moller, dirigeva l’US Petroleum di Los Angeles. Lui e Harris avrebbero comprato opzioni put su azioni costosissime, con i profitti di questa vendite allo scoperto che finivano nei conti privati di Harris. La Delaney Petroleum di Londra, di proprietà di un amico di David Chalmer Bay, Michael Linehan, acquistò anch’essa opzioni put traendone profitto. Uno dei trader del petrolio della Delaney era Oscar Wyatt, figlio del presidente della Coastal Steven. La mente di questo complesso traffico di metalli e petrolio era Irwin Vosko che gestiva un ufficio della Bayoil alle Bahamas assieme a Peter Shaddick. Shaddick aiutò il presidente del Banco Ambrosiano Michele Sindona a saccheggiare la filo-pedofila Franklin National Bank, nel 1974. Sindona, era grande amico del segretario al Tesoro di Nixon, David Kennedy, che non fu mai condannato. Shaddick ricevette un misero anno di prigione. L’Arochem aveva sede off-shore nelle isole Cayman, dove l’intelligence saudita era occupata nel riciclaggio del denaro della droga del Cartello di Medellin. Quando il procuratore generale del Connecticut avviò un’indagine sull’Arochem, la Chase Manhattan assunse il futuro direttore della FBI e della CIA, William Webster. Webster fece in modo che una unità dell’FBI vicino a lui beccasse Roy William Harris prima che un gruppo diverso dell’FBI, di Stamford, CT, lo facesse. L’Arochem fallì. La Chase Manhattan scaricò le sue sofferenze nell’Arochem su un pool di piccole banche europee, che vi persero 15 milioni di dollari, vendendo poi la raffineria dell’Arochem, a Porto Rico, all’investitore israeliano Gad Zeevi, che possiedeva un’altra raffineria sull’isola, finanziata dalla Chase, per 6 milioni di dollari. Le banche europee citarono in giudizio la Chase e persero. Una causa del curatore fallimentare dell’Arochem affermava che la Chase aveva “saccheggiato le attività dell’Arochem“. La Chase negò qualsiasi conoscenza dei suoi prestiti all’Arochem nell’intermediazione armi contro petrolio con gli iracheni.[5]
Un altro grande trafficante di petrolio internazionale, Roger Tamraz, donò 300.000 dollari al Partito Democratico nel 1995-1996. Tamraz fu accusato di frode e appropriazione indebita in Francia, dove controllava la Banque de Participations et Placements di Parigi, dal 1987 fino a quando il governo francese la chiuse, mentre nel frattempo la Banca d’Inghilterra chiudeva la BCCI. Il nome della banca di Tamraz era sorprendentemente simile alla filiale svizzera della BCCI, la Banque de Commerce et de Placements. Stessa storia con i depositanti, tra cui il governo zairese, che vennero truffati quando 47 milioni di dollari scomparvero nel nulla. Tamraz trasferì i soldi alla sua Almashrek Bank of Beirut, nel suo Paese d’origine, il Libano, ripulendo i depositanti della Almashrek di altri 200 milioni di dollari.[6] Tamraz era stato presidente sia della Capital Oil Ltd., che della Tamoil Inc. Fu uno dei primi promotori dell’oleodotto del Mare Caspio da Baku, Azerbaijan, alla Turchia, e prese la cinese National Petroleum Company come partner nel progetto. Accompagnò il segretario al Commercio di Clinton, Ron Brown, nelle missioni commerciali in Russia, ma prima si diresse presso l’Arabian Corporation in Lussemburgo, tra i cui investitori vi erano cui Gaith Pharaon e lo sceicco Mohammed Bedrani, nipote del capo dell’intelligence saudita e il truffatore della BCCI, lo sceicco Kamal Adham.[7] Amante del panno verde, si recò nei casinò di Montecarlo. Ron Brown morì per una ferita da arma da fuoco alla testa, in un incidente aereo sulla Jugoslavia. Il pioniere del gasdotto del Mar Caspio Tamraz divenne sacrificabile e fu spedito in galera. E il Sea Caspian Pipeline Consortium nacque il 28 novembre 2001, sotto il controllo dei quattro cavalieri, che gli amici della Bechtel costruirono. Nel maggio 2005 emerse lo scandalo che coinvolgeva i traffici illegali di petrolio iracheno durante il periodo delle sanzioni degli anni ’90. Secondo un articolo sul Newshour di Jim Lehrer, del 18 maggio 2005, la Bayoil importò oltre 200 milioni di barili di greggio dal mercato nero iracheno, durante il periodo delle sanzioni.

Niente di male
1771535Il 27-29 luglio 1989, una settimana prima che l’FBI facesse irruzione negli uffici della BNL ad Atlanta, la banca trasferì grandi quantità di denaro della BCCI attraverso la Morgan Guaranty Trust. Il 4 agosto, il giorno del raid, William Hendricks III, alto funzionario presso il dipartimento di Giustizia di Bush, si dimise per lavorare in uno studio legale che rappresentava la BNL. Si era unito all’ex procuratore generale Carter Griffin Bell, che in precedenza aveva mediato l’acquisizione dalla BCCI della National Bank of Georgia, e a William Rogers, l’ex segretario di Stato di Nixon e procuratore generale di Eisenhower. Bell fu trattenuto da George Bush durante le udienze Iran/Contra e lavorò per l’EF Hutton quando la società fu accusata di frode nell’emissione di assegni, nel 1985. Bell rappresentò l’Exxon durante il disastro della petroliera Valdez, difese l’AH Robbins durante la controversia con la Dalkon Shield e si battè per la Dow Corning, quando finì sotto indagine per le sue protesi mammarie al silicone fasulle. Rogers andò in soccorso del capo dei servizi segreti sauditi Adham, nel corso delle indagini sulla BCCI. L’ufficiale del dipartimento della Giustizia di Bush, Joe Whitley, si dimise tranquillamente per unirsi alla società legale di Atlanta che rappresentava la Matrix-Churchill. Per i suoi sforzi, Whitley fu nominato procuratore di Atlanta dal procuratore generale Richard Thornburgh, il giorno dopo che l’Iraq aveva attaccato il Kuwait. Whitley sostituì William Barr, che aveva sostituito Thornburgh come procuratore generale. Thornburgh nominò Roberto Martinez, l’avvocato che rappresentava il trafficante di armi cileno Carlos Cardoen, a procuratore di Miami.[8] Il revisore della BNL di New York, Louis Messere, distrusse dei documenti durante il raid dell’FBI. Pochi giorni dopo il raid, il colonnello Giuseppe Schiavo, l’addetto militare italiano a Baghdad, fu ucciso a casa sua, a Torino. L’ex capo esecutivo della Citigroup, Paolo Di Vito, s’incaricò di limitare i danni alla BNL di Roma su raccomandazione di Henry Kissinger. L’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Peter Secchia, l’aiutò nell’opera di pulizia a Roma. Il dipartimento della Giustizia di Bush trasformò il direttore della BNL di Atlanta, Christopher Drogoul, in capro espiatorio nel successivo insabbiamento. Il funzionario della BNL Franz von Wedel mise in grave difficoltà questa strategia, quando testimoniò che Drogoul aveva agito su consiglio dei consulenti della banca, la Kissinger Associates. Drogoul fu interrogato per sei settimane da una task force del governo che investigava sulla BNL, guidata da Arthur Wade, testimoniando sotto giuramento che la RD&D era una copertura della CIA per le transazioni BNL/Iraq. Neppure le trascrizioni ufficiali di corte mostrano la “risposta” a questa domanda. I funzionari doganali che cercarono di convocare Dale Toler, il fantasma della NSA che aveva guidato la RD&D, furono trasferiti immediatamente.[9] Il dipartimento della Giustizia inviò una nota alla Federal Reserve, dicendo di non voler fornire i 70 documenti relativi alla BNL al presidente del Comitato sulle banche del Congresso, Henry Gonzalez (D-TX), che aveva avviato l’indagine più approfondita sulla BNL fino ad oggi. La Federal Reserve impedì a Gonzalez anche di scoprire di chi realmente fosse di proprietà la Banca Centrale dell’Iraq. Il Consiglio consultivo nazionale, guidato dal segretario del Tesoro di Bush, James Brady, trattenne i verbali delle riunioni del 1989-1990 sulla BNL, dalle audizioni di Gonzalez. Il fiero Gonzalez, che fu minacciato all’aeroporto San Antonio, per la sua indagine, da G. Gordon Liddy,  concluse, “Gli Stati Uniti non hanno alcun controllo normativo su 800 miliardi di dollari noti come ‘finanziaria estera’, molti dei quali sono legati al traffico di droga“.[10]
L’agente della NSA della Kissinger Associated, Brent Scowcroft e il segretario al commercio del Texas, Robert Mosbacher, ignorarono gli inviti del presidente del Comitato sulle banche del Senato Don Riegle (D-MI) a testimoniare sulla BNL. Scowcroft invocò il “privilegio esecutivo” per schivare richieste simili delle Commissioni sul Sistema Bancario della Congresso. Sei giorni prima  che Christopher Drogoul venisse incriminato, Henry Kissinger si dimise dal consiglio della BNL. Lo stesso giorno l’Iraq si arrese nella guerra del Golfo. Il giudice della corte federale distrettuale di Atlanta, Marvin Shoob, che sentì le tirate giudiziarie nei confronti della Drogoul, condivise i sospetti di Gonzalez, affermando, “Il fumo esce da ogni finestra. Devo concludere che l’edificio è in fiamme“. Shoob mollò il caso BNL nell’ottobre 1992, rilasciando una dichiarazione di 15 pagine che accusava il cover-up di CIA/BNL di Roma. Come saluto d’addio, il giudice Shoob si rifiutò di condannare cinque imputati che avevano patteggiato con i pubblici ministeri, descrivendoli come “pesci piccoli e pedoni di una cospirazione molto più grande“. Nel 1992, il sostituto del giudice Shoob, Frederick Lacey, rilasciò una dichiarazione negando la necessità di un procuratore speciale, perché non vi era “alcuna prova del coinvolgimento della CIA nell’armamento di Saddam Hussein“. Il deputato Charles Schumer (D-NY) accusò sia Lacey che il procuratore generale William Barr, che aveva nominato Lacey, di avere conflitti d’interesse. Schumer disse della dichiarazione di Lacey, “penso che giri intorno ai fatti“.[11] Barr era d’accordo con Lacey nel negare le ripetute richieste del Congresso di nominare un consulente indipendente per indagare sulla BNL, il primo atto del genere da parte di un procuratore generale, da quanto la figura del consulente indipendente era stata creata, nel 1978. Il deputato Jack Brooks (D-TX) accusò Barr di ostruzionismo, mentre il presidente del Comitato sulle banche del Congresso, Gonzalez, preparò una risoluzione per chiedere al Congresso l’impeachment di Barr per ostruzione alla giustizia. Il deputato Charlie Rose (D-NC) dichiarò: “Credo che i documenti siano stati falsificati, i funzionari del governo hanno mentito al Congresso e c’è stato un cover-up da parte della Casa Bianca.” Mentre il coro di dissenso si faceva più forte, Barr ordinò al direttore dell’FBI, William Sessions, di avviare le indagini della sua agenzia sulle connessioni della BNL con i vertici politici ed economici. Quattro giorni dopo, il dipartimento della Giustizia aveva annunciato che avrebbe avviato un’indagine separata sul Procuratore Generale per il suo conto spese. Qualcuno inviava un non così sottile messaggio a Barr. Le indagini dell’FBI non decollarono mai.
Lacey, Barr e Thornburgh avevano tutti stretti legami con i servizi segreti. Lacey in precedenza fu uno dei sette giudici che sedettero nella super-segreta Corte di sorveglianza dell’intelligence straniera (FISA), che emise rapidamente mandati per la NSA sulle intercettazioni elettroniche e telefoniche. Un altro ex giudice della FISA, Albert Bryan, è Gran Maestro della Loggia massonica di Washington DC, la più potente della nazione.[12] Il presidente Gonzalez accusò il cover-up della CIA di Thornburgh, per “ritardare le incriminazioni sulla BNL, cercando ripetutamente di bloccare l’indagine della commissione, sotto il falso pretesto che avrebbe messo in pericolo la sicurezza nazionale.” Nel 1993, il presidente Clinton rilasciò una dichiarazione a discarico dei funzionari di Bush nel caso della BNL, dopo che il suo dipartimento della Giustizia aveva bloccato i tentativi degli avvocati di Christopher Drogoul di citare in giudizio George Bush, Lawrence Eagleburger e James Baker III. Il giudice federale Marvin Shoob disse che tale conclusione di Clinton poteva essere stata raggiunta solo in una “terra di nessuno”. Clinton poi si rifiutò di rilasciare i documenti dell’esecutivo per le indagini di Gonzalez. La corsa di Clinton a tagliare i ponti ebbe molto a che fare con la protezione della First Lady. Nel 1990-1992 Hillary Clinton, come direttrice di Wal-Mart, fu anche l’agente aziendale e membro della direzione della LaFarge Corporation, una società affiliata alla Kennametal, una delle società che armarono illegalmente gli iracheni attraverso la BNL. Secondo una lettera del procuratore Marianne Gasior al segretario al Tesoro di Clinton, Robert Rubin, la Kennametal spediva le sue armi in Iraq attraverso l’Ordnance Center dello stabilimento della Lafarge, nella penisola di Marblehead, in Ohio. Alla fine il consiglio guidato da Griffin Bell ottenne 400 milioni di dollari di liquidazione dalla BNL. I contribuenti degli Stati Uniti, già scossi dal default iracheno sui prestiti di BNL, CCC e BEI, pagarono il conto, mentre le società e i banchieri festeggiavano con Saddam a Baghdad.

Gli gnomi di Zurigo
OO2o4kTgOElXZx88CZ0u80SIprJG7GGA1RCvVEw-jKK+Jyw1Y28owFi8FAzJRTq1Un’indagine italiana nel 1981 rivelava che cinque top manager della BNL di Roma, tra cui il direttore generale Alberto Ferrari, erano membri della loggia massonica italiana P-2.[13] La P-2 aveva un debole per i dittatori sudamericani, gli squadroni della morte fascisti e i trafficanti di droga. Le attività della P-2 colpivano il continente europeo. Il capo della loggia P-2 del Grande Oriente, Roberto Calvi, controllava il Banco Ambrosiano. Calvi fu invitato una volta al ranch di John Connelly, in Texas, dove i due fondarono un’altra facciata della P-2 denominata Comitato per la Difesa del Mediterraneo. Calvi fu indicato come “banchiere di Dio”. Quando Papa Giovanni Paolo I avviò un’indagine sul Banco Ambrosiano e il suo collegamento con la banca vaticana, l’Istituto per le Opere di Religione (IOR), fu trovato morto dopo soli 34 giorni essere arrivato alla Santa Sede. Calvi fu trovato impiccato poco dopo, in un’impalcatura sotto il Blackfriars Bridge di Londra, con 15.000 dollari in tasca e un mattone (un simbolo massonico) appeso al collo. Ore prima, la segretaria di Calvi, Graziella Corrocher, fu vista volare da una finestra del 4° piano della sede milanese dell’Ambrosiano. Era stata anche la contabile dei massoni della P-2.[14]
Il segretario al Tesoro di Nixon, David Kennedy, grande amico di Michele Sindona, era socio di Roberto Calvi al Banco Amrosiano. Sindona incanalava il denaro della CIA al Vaticano e ai partiti democristiani europei, che la CIA preferiva di gran lunga ai socialisti. Sindona collaborava con lo IOR e con il capo banchiere statunitense della Continental Illinois del Vaticano, per acquistare la milanese Banca Privata Finanziara (BPF) e la ginevrina Banque de Financement. Il consorzio fu lanciò la Moneyrex di Roma, che più di 850 banche internazionali utilizzarono per diffondere i proventi dell’eroina della mafia italiana e della P-2. Parecchi di essi venivano riciclati dal Vaticano in Svizzera. [15] Sindona aveva stretti legami con la famiglia criminale dei Gambino. Saccheggiò la Franklin National Bank che, secondo il libro dell’ex senatore dello Stato del Nebraska John DeCamp, The Franklin Cover-up, era l’epicentro di un giro internazionale di pedofili. Nel 1969 Sindona era consulente finanziario di Papa Paolo VI e la Banca Vaticana divenne la più grande azionista dell’Ambrosiano.[16] Nel 1986, Sindona fu condannato per aver ordinato la morte del suo liquidatore Giorgio Ambrosoli, che fu ucciso nel 1979, dopo aver trovato prove delle attività criminali mentre lavorava a casa di Sindona. Due giorni dopo essere stato condannato all’ergastolo, Sindona fu trovato morto nella sua cella per avvelenamento da cianuro. Poco prima della morte Sindona aveva dichiarato: “Hanno paura che possa rivelare alcune informazioni molto delicate, che non vogliono siano divulgate“.[17] Nel 1967, la Continental Illinois inviò 4milioni di dollari attraverso la BPF per finanziare un colpo di Stato della destra in Grecia, sponsorizzato dalla CIA, che rovesciò i socialisti e fece nascere la sinistra clandestina del 17 Novembre, che da allora ha ucciso ufficiali e banchieri statunitensi e britanniche. Nel corso delle elezioni del 1972, la Continental utilizzò la BPF per canalizzare 10 milioni di dollari in fondi della CIA alla Democrazia Cristiana. Nel 1973 il CEO della Continental David Kennedy, entrò nel consiglio di FASCO, la holding che controllava dal Liechtenstein il Banco Ambrosiano. FASCO era gestita dalla CIA per finanziare la P-2 e aveva stretti legami con la Gulf & Western Corporation, controllata dalla United Brands degli spacciatori Carl Lindner e Max Fischer. La Continental erogò frequenti finanziamenti ai Quattro Cavalieri, incanalando i fondi per la diocesi di Chicago del vescovo controllato dalla CIA Paul Marcinkus, che aiutava la Ditta a finanziare il movimento polacco Solidarnosch, e che poi  presiedette la Banca nazionale di Cicero, la risurrezione immacolata della BCCI, situata nel sobborgo di Chicago, “terra di Al Capone”, Cicero. Il leader della P-2 Calvi, era ufficiale pagatore del movimento polacco Solidarnosch e aiutò il Vaticano ad acquistare immobili negli Stati Uniti, tra cui il complesso del Watergate. Quando La Continental finì sotto la Bank of America, fondatrice della BCCI, ne prese il controllo con un penny per ogni dollaro, con un’asta fallimentare. Il servizio segreto del Vaticano, l’Opus Dei, spesso definita la “santa mafia”, era dietro la nomina del cardinale polacco Karol Wojtyla a Papa Giovanni Paolo II. Il nuovo Papa lanciò l’offensiva dell’Opus Dei/Vaticano per abbattere i movimenti latino-americani della teologia della liberazione e il comunismo dell’Europa orientale. Roberto Calvi andava ad incontrare i finanzieri dell’Opus Dei, la notte in cui fu scoperto il suo corpo carico di mattoni. Nel numero del gennaio 2004, Counterpunch rivelò che il giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti, Anton Scalia, è un membro dell’Opus Dei.
Più a sud, alla P-2 di Calvi si era associata Patria y Libertad, fondata da Stefano Delle Chiaie in Cile. Delle Chiaie aveva incontrato spesso il generale Augusto Pinochet, mentre la P-2 collaborava con il piano Trak II della CIA per rovesciare il presidente socialista Salvador Allende. Patria y Libertad e Delle Chiaie si unirono a Michael Townley della P-2, per scatenare violenze per le strade di Washington, nel 1973, quando misero una bomba nell’auto dell’oppositore di Pinochet Orlando Letelier, uccidendolo assieme a Ronni Moffit, dell’Istituto di studi politici di sinistra. Letelier era sulla lista nera nell’ambito della stessa operazione Condor in cui l’agente della DINA cilena, Carlos Cardoen, contrabbandava armi in Iraq. Altri, nella lista degli obiettivi della CIA, erano il generale cileno Carlos Prats, il nazionalista argentino Juan Torres, i politici uruguaiani Hector Gutierrez e Zelmar Michelini, e il generale boliviano Joaquin Zenteno.[18] Il direttore della CIA George Bush, che aveva già contribuito a coprire l’attentato a JFK, ora soppresse le testimonianze del ruolo della DINA (e forse anche proprio) negli omicidi Letelier e Moffit. Lo spargimento di sangue era assai peggiore nel Cile di Pinochet, dove si scatenò il dominio terroristico sulla sinistra cilena. Licio Gelli, un veterano pro-franchista della guerra civile spagnola, è stato il fondatore della P-2. Aveva aiutato l’OSS a creare la “linea dei topi” con la quale i criminali di guerra nazisti fuggirono in Sud America. Gelli era la prima versione di Carlos Cardoen, negoziando numerosi accordi armi-petrolio per conto dei Quattro Cavalieri e della CIA. Fu consulente economico dell’uomo forte argentino Juan Peron e ambasciatore dei Cavalieri di Malta in Uruguay, una grande lavanderia dei narcodollari del Sud America, dove il compare del Vaticano, Umberto Ortolani, possedeva una grande banca. Gelli era un partner commerciale di Klaus Barbie e ospite d’onore alla nomina del 1981 del presidente Reagan. Gelli affermò di essere amico di George Bush, membro onorario della P-2 e 33° grado della massoneria.
Nel 1981 le autorità italiane scoprirono quello che gli atti giudiziari descrissero come “una struttura segreta (che) ha avuto l’incredibile capacità di controllare le istituzioni dello Stato, fino al punto di diventare quasi uno Stato-nello-Stato“. In una perquisizione della casa di Lucio Gelli, la polizia  trovò un elenco dei collaboratori massoni, che comprendeva tre ministri, 40 parlamentari, 43 generali, otto ammiragli, capi dell’intelligence, capi della polizia di quattro grandi città, industriali, banchieri, diplomatici e celebrità. [19] Trovarono anche un documento dal titolo ‘La strategia della tensione‘, che proponeva la fabbricazione del terrore per screditare le Brigate Rosse italiane e costringere gli italiani a chiedere un governo più autoritario, fascista. Il progetto era una evoluzione di Gladio, la strategia segreta della NATO attuata dopo la seconda guerra mondiale, che sosteneva l’alleanza tra il Vaticano, la mafia, la CIA e i Cavalieri di Malta. Nel 1980, gli operatori della P-2 bombardarono la stazione ferroviaria di Bologna, uccidendo 85 persone, quindi ne incolparono le Brigate Rosse. Nel 1978, il primo ministro italiano Aldo Moro fu rapito e ucciso, presumibilmente dalle Brigate Rosse. Sia la vedova di Moro che uno i suoi più stretti collaboratori dicono che a Moro Henry Kissinger disse di fermare le sua politica di stabilizzazione o “la pagherà cara“. Kissinger fu chiamato a testimoniare dall’ex-primo ministro italiano Giulio Andreotti, un caro amico di Licio Gelli, mentre era processato per coinvolgimento con la mafia. [20] Un articolo dell’Independent di Londra dichiarava che l’omicidio di Moro potrebbe essere stato un colpo della CIA/P-2. Manzur al-Kassar, finanziato dalla P-2, gestiva una rete top-secret della CIA dedita al traffico di eroina in Siria. I media italiani riferirono che la P-2 era finanziata tramite una società panamense chiamata Amitalia, e sostenne che parte del motivo dell’invasione statunitense di Panama, era distruggere i documenti che collegavano George Bush, la CIA e i massoni della P-2 all’attentato di Lockerbie. La P-2 reclutò alti ufficiali sudamericani, trafficava in armi e droga, e sostenne sia i partiti di estrema destra che di estrema sinistra, utilizzando la “strategia della tensione” per creare un clima di paura favorevole ai colpi di Stato militari, che avrebbero portato al potere i fascisti della “legge e ordine”. [21]
L’Opus Dei del Vaticano aveva forti legami con la P-2 e il movimento fascista Patria y Libertad, in Sud America. La CIA e la P-2 appoggiarono il regime del narco-terrorista Alberto Fujimori in Perù durante gli anni ’90, attraverso il loro surrogato peruviano, il Servizio d’Intelligence Nazionale, il cui acronimo è abbastanza appropriato, SIN. Fujimori lanciò una campagna a base di terrorismo di Stato contro la sinistra peruviana, cancellando temporaneamente due gruppi ribelli indiani, Sendero Luminoso e il Tupac Amaru. Nel 1991 il SIN uccise diciassette civili nel sobborgo povero di Barrios Altos, a Lima. Due anni dopo il SIN fece sparire nove studenti universitari e un professore di La Cantuta. Il capo del SIN era Vladimiro Montesinos che difese i trafficanti di droga nei tribunali, come attività secondaria. Nel 1996 i ribelli del Tupac Amaru occuparono la residenza dell’ambasciatore giapponese a Lima e presero diversi ostaggi. Il capo negoziatore di Fujimori, durante la crisi, era monsignor Juan Luis Cipriani, sostenitore di destra di Fujimori e membro dell’Opus Dei. Il SIN e le forze speciali peruviane fecero breccia nella casa e posero fine a un mese di stallo nella loro tipica maniera sanguinaria, uccidendo tutti i sequestratori. Un degli ostaggi rilasciati in precedenza era Kieran Metcalfe, un dirigente minerario canadese. Metcalfe disse dei suoi rapitori, “non sono sicuro se qualcuno si sia schierato con queste persone, ma penso che molti abbiano provato un certo rispetto verso loro (del Tupac Amaru)“. Nel 2001 il capo del SIN Montesinos, fu accusato di essere al soldo dei trafficanti di droga e fu costretto a fuggire a Panama, per evitare il processo. Il presidente Fujimori sapeva di essere il prossimo e fuggì in Giappone, suo luogo d’origine, dove gli venne data subito una cattedra presso l’Università di Kyoto. Il nuovo presidente peruviano, Alejandro Toledo, chiese al Giappone l’estradizione di Fujimori, per processarlo. Il governo giapponese si rifiutò. Toledo, un ex dirigente della Banca Mondiale, divenne sempre più impopolare a causa del suo programma di privatizzazioni. Nel 1993 il presidente argentino Carlos Menem, un caro amico della Citigroup e della famiglia Bush, si dimise per uno grave scandalo sul narcotraffico. Menem fu solo l’ultimo di una serie di criminali che gestirono l’Argentina, a lungo punto di ritrovo preferito della HSBC del Sud-Est asiatico, finanziato dall’eroina che entrava in America Latina. Nel 1968, la CIA iniziò l’addestramento della polizia e degli squadroni della morte in Uruguay, Brasile e Argentina, per attaccare i gruppi della sinistra rivoluzionaria. La regione divenne un nesso orwelliano di sanguinari dittatori fascisti e del narcotraffico della CIA/P-2. Le giunte argentine erano particolarmente brutali. La CIA usò il narcotrafficante della mafia corsa Augusto Ricord, per infiltrarsi nei movimenti di sinistra. In Argentina, il contrabbandiere di Ricord, Christian David, s’infiltrò nel gruppo rivoluzionario dei Tupamaros, che avevano rapito i torturatori della CIA Dan Mitrione e Fry Claude. Mitrione fu giustiziato.[22] David recentemente ha dichiarato, dalla sua cella, che gli venne offerto un contratto per assassinare John F. Kennedy, ma che rifiutò. Ha detto che vecchie famiglie di banchieri assoldarono dei siciliani per l’omicidio Kennedy. Nel 1997, le madri di Plazo de Mayo, un gruppo argentino di madri i cui figli e figlie erano morti nel Paese durante il genocidio sponsorizzato dalla CIA, accusarono l’inviato del Vaticano in Argentina, nel 1974-1980, Pio Laghi di aver avuto un ruolo nelle torture, sparizioni e omicidi dei loro figli. Laghi fu inviato dal Vaticano negli Stati Uniti, per dirigere la Congregazione per l’Educazione Cattolica, che supervisiona le scuole cattoliche in tutto il mondo.[23] Decenni di narco-corruzione hanno lasciato l’economia argentina nel caos. Alla fine del 2001, l’Argentina omise di pagare il debito di 132 miliardi dollari ai banchieri internazionali guidati dalla Citigroup. Manifestanti attaccarono le banche argentine, il peso argentino fu gravemente svalutato e il Fondo monetario internazionale emise le tipiche richieste di austerità. Cinque presidenti dopo, l’Argentina s’è rifiutata di conformarsi alle pretese del FMI e rimane esclusa dal credito internazionale.
La direzione che guidava i massoni della P-2 che hanno terrorizzato l’America del Sud e armato Saddam attraverso la BNL, ha sede in Svizzera, nella Loggia Alpina. I membri della direzione della Loggia Alpina includono Stefano Delle Chiaie, Lucio Gelli, il fondatore del Club di Roma e avvocato dello spopolamento Aurelio Peccei e Henry Kissinger. La Loggia Alpina è raggiunta da ogni banchiere svizzero che si rispetti. I potenti dell’Alpina vengono spesso indicati come gli gnomi di Zurigo. Loggia Alpina, Banco Ambrosiano, P-2 e Lucio Gelli sono collegati al Priorato di Sion attraverso un gruppo filonazista francese noto come Galates Alpha.[24] Il predecessore della P-2, la P-1 fu fondata da Giuseppe Mazzini, 33° grado della massoneria e Gran Maestro della Gran Loggia d’Oriente a Roma, il cui nome era sinonimo di mafia. La P-1 di Mazzini non fu costituita dai sicari analfabeti dei ristoranti italiani che i media corporativi degli Stati Uniti piace far passare come  mafia tipo Padrino, Sopranos, ecc. Piuttosto P-1, P-2 e logge massoniche, in tutto il mondo, sono le vere sedi della mafia, che viene arruolata dal delicato sorseggiatore di tè in guanti bianchi Duca di Kent, a Londra, che risponde direttamente alla cugina Regina Elisabetta II, il parente della famiglia Bush che presiede la Camera dei Windsor.[25] Numerosi documenti del Priorato di Sion conservati presso la Biblioteca nazionale francese sono stati pubblicati dalla Loggia Alpina. Il giornalista francese Mathieu Paolio affermava di aver visto questi stessi documenti nella libreria Alpina. Poco tempo dopo la pubblicazione di un libro che descrive l’interesse del Priorato nella linea di sangue dei Merovingi, Paolio fu trasferito in Israele dove fu giustiziato come spia. Altri documenti del Priorato di Sion che elencano la genealogia della dinastia merovingia, si trovavano presso il Triangolo d’Argento dei Lloyd di Londra, fino al 1979. Tutti gli inglesi collegati al Priorato sono dirigenti dell’enorme società di assicurazione conosciuta come Guardian Assurance o Guardian Royal Exchange Association.[26] Hanno tutti titoli nobiliari o sono collegati al settore bancario internazionale, alla famiglia Churchill o ai servizi segreti inglesi.

Note
[1] “Kissinger Associates, Scowcroft, Eagleburger, Stoga, Iraq and BNL”. Presidente Henry Gonzalez. H2694.  Senate House Banking Committee. 4-28-92
[2] “Oilman, Trader, Banker, Spy”. James Norton. Forbes . 1-30-95. p.84
[3] Ibid
[4] Shell Game: A True Story of Banking, Spies, Lies, Politics and the Arming of Saddam Hussein. Peter Mantius.  Printing of St. Martin. New York.  1995.  p.56
[5] Norton. p.85
[6] “Fundraising Figure Faces Trial in France”. Anne Swardson. Washington Post. 10-10-97
[7] “Oil Financier Got US Security Briefing While Negotiating to Build Big Pipeline”. Michael K. Frisby. Wall Street Journal . 3-14-97.  p.14
[8] “A Gift for George: Why is Bill Clinton so Desperate to Bury Bush’s Iraqgate Scandal?” Stephen Pizzo. Mother Jones. 11/12, 1993. p.62
[9] “CIA to Furnish Files in BNL Case”. John J. Fialka. Wall Street Journal . 9-21-92. p.A1
[10] “My Advice to the Privileged Orders”. Chairman Henry Gonzalez (D-TX). H1107.  Senate House Banking Committee. 3-9-92
[11] Evening Edition. National Public Radio. 12-9-92
[12] The Puzzle Palace: America’ National Security Agency and its Special Relationship with Britain’s GCHQ. James Bamford. Sidgwick and Jackson.  Londra.  1983
[13] Mantius. p.101
[14] Rule by Secrecy: The Hidden History that Connects the Trilateral Commission, the Freemasons and the Great Pyramids. Jim Marrs. HarperCollins Publishers. New York.  2000. p.258
[15] Hot Money and the Politics of Debt. RT Naylor. The Linden Press/Simon & Schuster. New York.  1987.  p.52
[16] In Banks We Trust. Penny Lernoux. Anchor Press/Doubleday.  Garden City, NY. 1984. p.146
[17] Marrs. p.259
[18] The Great Heroin Coup: Drugs, Intelligence and International Fascism. Henrik Kruger. South End Press. Boston.  1980. p.204
[19] Marrs. p.257
[20] Ibid. p.258
[21] Naylor. p.78
[22] Kruger. p.78
[23] “Group Accuses Papal Envoy of Role in Argentina’s Dirty War”. AP. Missoulian. 5-21-97
[24] Dope Inc.: The Book that Drove Kissinger Crazy. The Editors of Executive Intelligence Review.  Washington, DC. 1992. p.367
[25] Ibid
[26] The Robot’s Rebellion: The Story of the Spiritual Renaissance. David Icke. Gateway Books. Bath, UK.

Traduzione di Alessandro LattanzioSitoAurora

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