L’interferenza criminale dei Medici Senza Frontiere in Siria al fianco dei gruppi terroristici

Silvia Cattori – CounterPsyops

Lettera a Medici Senza Frontiere, in risposta ai suoi appelli per le donazioni, da una persona di nazionalità siriana. Risposta ai messaggi pubblicitari per le donazioni a Medici Senza Frontiere, del febbraio 2013
Medici Senza Frontiere 8 rue St Sabin 75011 Parigi
Majd Haddad, 15 marzo 2013

haf-as1Siria: L’interferenza di Medici Senza Frontiere (MSF) al fianco dei gruppi terroristici, è criminale
Infatti, perché i vostri amici, i presunti combattenti dell’esercito libero siriano, armato e finanziato dalle monarchie petrolifere del Golfo (come chiaramente anche voi stessi in Siria) e dalle potenze occidentali, in stretta collusione con i Fratelli musulmani, prendono di mira i popoli che secondo voi “non chiedono”? Ve lo dirò io, ma non è sicuro che sentirete il mio messaggio, poiché avete preso partito per le bande armate che danneggiano e odiano il popolo siriano, in modo evidente e senza scusanti: la destabilizzazione della Siria sovrana è gestita da chi vuole piegare questo anello chiave dell’asse della resistenza ad Israele. Se volete sapere cosa “il popolo ha chiesto”, sappiate che ha sempre chiesto al suo governo e alle sue forze armate di proteggerlo dagli attacchi delle bande armate che si definiscono “opposizione” (soprattutto quando gli osservatori internazionali circolavano in Siria e l’esercito non doveva intervenire), il “Popolo”, la grande maggioranza del popolo siriano, ha chiesto la fine delle sanzioni economiche manifestando massicciamente [1] e tutti i giorni contro le interferenze; il “popolo” s’è organizzato in comitati di difesa di quartiere, i cui volontari sono sempre più numerosi. Il popolo siriano, nella sua maggioranza, sostiene il suo governo perché garantisce la stabilità del Paese e la sua varietà
Non dovreste parteggiare,… ma tanto!
Le vostre operazioni “umanitarie” in Siria, imbarcate dagli elementi armati dell’ELS; il vostro pregiudizio; la vostra propaganda in favore dell'”opposizione” militarizzata, in maggioranza mercenari legati ad al-Qaida e sostenuti da potenze straniere, vi rende complici di questi nemici che infliggono atroci sofferenze al popolo siriano, assieme ai media dominanti. [2] I falsi testimoni che dite di avere ascoltato in Libano, e che presentate alla stampa come affidabili, hanno  utilizzato ampiamente la propaganda della vostra organizzazione in favore delle bande di estremisti che mettono a ferro e a fuoco la Siria. Abbiamo scoperto che nessuno di questi “testimoni che sostenevano di essere stati perseguitati dal governo siriano, fin negli ospedali, in quanto feriti“, parlava con accento siriano! Le vostre affermazioni che nessun giornalista, tranne Silvia Cattori, ha avuto cura di verificare, vi si rivoltano contro. Le vostre storie sono un’operazione di propaganda, tramite Peillon e Bérès, volta ad accusare il governo siriano di sparare ai civili e di distruggere centri sanitari. E a nascondere che ONG e medici arabi ben finanziati e attrezzati dal Qatar, siano già sul posto [3].
Non c’è nulla di umanitario nel vostro impegno in Siria! [4]
Tutto questo ci porta a credere che voi siete i leader di una ONG canaglia che, in certi contesti bellici, ha il compito di sostenere l’intervento diretto o indiretto di potenze come la Francia, appoggiandosi ai terroristi, in grande parte mercenari, per raggiungere i propri scopi. La rispettabilità e la simpatia dei medici dediti a salvare vite umane è completamente deviata da medici-“spioni” come Jacques Beres, finanziati e manipolati da associazioni musulmane, come dimostrato da una discussione con i vostri sponsor, che sottoponiamo alla vostra attenzione qui sotto (*). Pertanto, la definizione di “eroiche” delle vostre presunte azioni, è spregevole. Non soccorrete il popolo siriano, contrariamente a quanto sostenete, ma avvantaggiate coloro che vi pagano. Quindi ritengo che sia così in tutte le vostre operazioni, e non c’è ragione che siate leali altrove, e disonesti solo nel caso della Siria. Bisogna essere chiaroveggenti per sapere che il vostro aiuto va ai cosiddetti ribelli, ai terroristi che distruggono la Siria, il suo popolo, il suo passato e probabilmente il suo futuro? Ai saccheggiatori scatenati dei siti storici? Ai saccheggiatori dell’economia e dell’industria? [5] Ai creatori di orfani e vedove? Ai tagliagole mercanti di terrore? Agli attentatori, ai kamikaze che non esitano a colpire l’Università di Aleppo massacrando centinaia di studenti? Se effettivamente parlate con dei profughi, sappiate che lo sono dall’arrivo di questi pazzi di Allah, questi drogati e fanatici che voi stessi soccorrete. (Sono gli stessi contro cui la Francia si batterebbe in Mali)?
Gli ospedali vengono presi di mira” dite, certo, ma anche linee elettriche, scuole, edifici pubblici, l’elenco è lungo, e sempre da parte dei vostri amati liberatori. [6] Bande armate massacrano, assaltano, assassinano, attaccano edifici governativi e sabotano linee ferroviarie.
Sul finanziamento: nel tentativo di distruggere il regime siriano, l’organizzazione dei Fratelli musulmani ha un obiettivo comune con Stati Uniti, Israele e Arabia Saudita, la cui paranoia anti-sciita ha raggiunto il  culmine con le vicende in Bahrain. Wikileaks ha rivelato quanto l’Arabia Saudita sia ansiosa di vedere gli Stati Uniti attaccare l’Iran. Un riflesso è la distruzione delle relazioni strategiche tra Iran, Hezbollah e Siria. Gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita potrebbero avere ragioni leggermente diverse nel volere la distruzione del regime baathista dominato dagli alawiti a Damasco… ma ciò che conta è che vogliono distruggerlo… Gli Stati Uniti fanno tutto il possibile per accaparrarsi la Siria. Forniscono sostegno finanziario ai leader dell’opposizione in esilio. [7]
I colpi di mortaio” cadono continuamente ad opera dei cosiddetti “liberatori”! “Le guerre sono sempre sporche” dite, come fosse una fatalità, benché voi siate gli angeli custodi dei guerrafondai! Vi infiltrare in Siria clandestinamente. In effetti, sembra che sia eccitante e adrenalinico! Ma perché non farlo legalmente, come la Croce Rossa, se volete veramente essere efficaci e fedeli ai vostri presunti principi? La vostra carta costitutiva non permette, per quel che ne so, di entrare illegalmente in Siria, ma ve ne vantate lo stesso. “Dato lo stato del sistema sanitario siriano dopo quasi due anni di conflitto…” dite? Ma non è normale quando la Siria viene punita con un embargo? Embargo che penalizza e soffoca il popolo, non il governo, di cui volete avere la pelle a tutti i costi. Il governo di uno Stato che è l’ultimo baluardo secolare della regione, che questi presunti liberatori vogliono distruggere e che voi vi recate a curare nelle zone che occupano con la forza (senza nasconderlo e anzi dichiarandolo apertamente). Lo Stato siriano è il garante della libertà religiosa di fronte all’instaurazione dell’intolleranza della Sharia, che quando può proclama “emirati islamici” nelle zone conquistate, come avvenne a Bab Amr, ad Homs e in alcuni quartieri di Aleppo. Aderendo al campo dei falsi “liberatori”, infiltratisi illegalmente in Siria, come del resto tutti i giornalisti francesi integratisi con i ribelli al pari di voi, saturate l’opinione pubblica con una propaganda che dipinge i terroristi mercenari da vera e propria resistenza.
“…Per continuare a svolgere questa missione in modo indipendente...” dite. Ma di quale l’indipendenza osate parlare quando, come è stabilito da varie fonti, il medico Jacques Bérès e l’anestesista Didier Peillon, per esempio, entravano illegalmente in Siria diverse volte, nel 2012, con il sostegno finanziario di Medici Senza Frontiere, e accompagnati laddove volevano questi terroristi dell’ELS che osate vergognosamente definire “opposizione”?
Non siete neutrali. Il vostro impegno non è umanitario, ma politico. Ripulite i “ribelli” che violentano ragazze davanti gli occhi inorriditi delle madri, che sgozzano uomini perché cristiani e alawiti. [8] Vi sono giornalisti onesti che sono dalla parte del popolo, che nella sua maggioranza rifiuta questi ribelli che voi angelicate. [9] Non aspettatevi che i patrioti siriani, inorriditi dai vostri “oppositori”, i terroristi dell’ELS con cui siete in combutta, vi dicano grazie. I Patrioti siriani che si affiancano alla resistenza del loro governo e dell’esercito siriano contro le barbare bande terroristiche che appoggiate, vi dicono: Vergogna su di voi! Coloro che sconfessano il vostro supporto ai criminali in Siria, e credetemi sono sempre più numerosi, dovranno da ora in poi diffidare della vostra azione “umanitaria” politicizzata.

Majd Haddad – 15 marzo 2013

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Silvia Cattori ha intervistato funzionari di MSF, di MDM, di associazioni musulmane e siriane nell’ambito di un’indagine che ha avuto inizio nel 2012, e sospesa a causa di una malattia, sul coinvolgimento delle ONG umanitarie nel conflitto siriano e sul supporto “umanitario” che forniscono a delle cosiddette associazioni musulmane. Due di esse sono risultate strettamente correlate con il sionista BHL e asservite alle sue interferenze ideologiche. Ecco cosa risponde, il 27 maggio 2012, M’hammed Henniche, presidente di UAM-93 (Unione delle associazioni musulmane di Seine-Saint-Denis), alla giornalista Silvia Cattori che mette in primo piano la missione di Jacques Bérès, nel febbraio 2012 a Homs, organizzata e finanziata dall’UAM-93 e dall’associazione Francia-Siria per la democrazia in Siria. E Jacques Bérès è tornato a toccare il fondo del supporto umanitario,  diffondendo la propaganda dell’ELS. Il convoglio guidato da Beres e Didier Peillon nel marzo 2012, in una zona sotto il “controllo” dell’ELS, era effettivamente stato finanziato da MSF, cosa che uno dei suoi funzionari avevano negato; e le intenzioni di questi medici erano più politiche che umanitarie.

(*) Estratti dello scambio tra Silvia Cattori e M’hammed Henniche
(…)
SC: La verità non è che da una parte sola.
MH: Abbiamo dei siriani qui con cui abbiamo avuto una lunga discussione. Vogliono aiuti, come abbiamo fatto con la resistenza libanese e palestinese. Ci hanno portato i video che mostrano un regime duro. Gli abbiamo detto che li aiutiamo. I siriani dicono che preferiscono entrare in un periodo di caos, perché poi si arriva a una democrazia. Il regime è una famiglia, una casta che rappresenta il 7-8% della popolazione siriana, contro il 93%. Si è fatto più di quanto previsto. Si è potuto mediatizzare la situazione con numerosi articoli e passaggi in TV miei e di Jacques Bérès. Abbiamo avuto anche il telegiornale di TF1, I-TV, France 2, ecc. Hanno permesso a (Bérès) di entrare, abbiamo sostenuto la sua missione, acquistato attrezzature e soprattutto trovato le reti siriane per poter entrare in Siria. Era entrato ad Homs prima che venisse investita dall’esercito, permettendogli di fare interviste e video, al suo ritorno avrebbe potuto parlare come testimone diretto… Poi ci ha provato a marzo, ma vi rimase per poco, la resistenza l’aveva sconsigliato dal restarvi…
Dopo la sua prima missione, Bérès ha avuto una dozzina di apparizioni televisive, su al-Jazeera tutti i giorni, ma anche bfmt i-Tele, Canal+, France 5 e TSR l’hanno invitato… mettete il nome di Bérès sul nostro sito e vedrete… anche il New York Times

SC: Siete l’unica associazione che l’ha sostenuto?
MH: Ci sono molte associazioni siriane in Francia che fanno cene private, raccolgono soldi… Ci siamo concentrati sull’immagine di Bérès e i media.

SC: L’anestesista Didier Peillon ha fatto parte del convoglio di MSF con Bérès…?
MH: Alla sua seconda missione, sostenuta in gran parte da MSF, Peillon era con lui. Non era riuscita appieno, perché non poterono andare a Homs… Ci abbiamo guadagnato molto… con Bérès. Ha attaccato molte grandi organizzazioni. Dicendo come sia possibile che piccole organizzazioni come la nostra supportino attività così pesanti, mentre grandi organizzazioni che dispongono di grandi budget non fanno nulla. Ciò ha smosso le cose, MSF ha finanziato la seconda missione di Bérès e Peillon.

SC: La direzione di MSF è pronta a fornire attrezzature?
MH: hanno spiegato che il loro mandato, o documenti, gli proibivano di tornare in Siria, che potevano farlo solo in un villaggio di confine, costruendovi un ospedale, ma che MSF dovrebbe attenersi ad operare solo d’accordo con gli Stati… con i regimi vigenti. Non dovrebbe inviare uomini senza l’approvazione del regime… Abbiamo voluto mediatizzarlo, l’abbiamo fatto una volta… tocca ad altri farlo… I media hanno giocato la partita…

[1] Vedasi: Resistere alle milizie armate sostenute all’estero è una questione di sopravvivenza per il popolo siriano.
Per il popolo siriano non è più questione di opposizione politica, ma questione di esistenza! Ciò spiega la grandezza delle manifestazioni spontanee a Damasco contro la sordida decisione della Lega Araba di sospendere la Siria da Stato membro. Ciò spiega anche le manifestazioni spontanee in tutta la Siria, dopo la grande esplosione di Kafarsouseh. (Francia 23-24 gennaio 2013): In un’intervista, l’OSDH riconosce la creazione delle Forze di difesa nazionale da parte dell’esercito siriano, formazione paramilitare di 50.000 uomini e donne incaricato di difendere i propri quartieri contro le incursioni dei ribelli. Questo nuovo “Esercito di difesa civile” (la frase è dello stesso Rami Abdel Rahman) “ha uomini in tutti i quartieri della Siria” che si addestrano “dall’inizio dell’anno.” L’AFP ha riportato la formazione di un gruppo di volontarie nella città di Homs, dando voce ad alcune di loro.
[2] Peillon e Bérès sono entrati più volte illegalmente in Siria con un convoglio finanziato da MSF. Erano accompagnati da personale dell’ELS, l'”opposizione” militarizzata e sostenuta dall’estero. Hanno curato i combattenti di questo pseudo-esercito (ELS) portando forniture mediche.
[3] Vedasi il sito di MSF: “In Siria, il farmaco viene usato come arma di persecuzione“. Si guardi la testimonianza faziosa del presidente di MSF a Ginevra.
[4] “Perché il presidente di Medici Senza Frontiere (MSF) aumenta l’intossicazione spacciando come vere le testimonianze di persone anonime, con volti mascherati e alcuni dei quali non hanno un accento siriano, ma probabilmente del Golfo Persico, presentandoli come siriani, che  ovviamente attribuiscono alle forze di al-Assad e ai medici ospedalieri atti di indicibili torture a feriti, bambini, ecc.“, scrisse allora Silvia Cattori? Vedasi qui.
Le vostre ONG, come i “grandi giornalisti” di France Television e Radio France, l’Unione europea, la Commissione sui Diritti Umani delle Nazioni Unite, Amnesty International, ecc., hanno deliberatamente ignorato i crimini commessi dal maggio 2011 in Siria dai gruppi terroristici, hanno legittimato i loro crimini chiamandoli “opposizione”, “rivoluzionari” e “resistenza”, mentre ignorano le grandi manifestazioni popolari a sostegno del governo di Assad.
[5] Cfr. Mondialisation. I rappresentanti della “Confindustria di Aleppo” hanno illustrato il saccheggio e/o distruzione di oltre un migliaio di impianti, e che la documentazione di un gran numero di questi casi, ben documentati, è in preparazione per un procedimento penale giudiziario contro “lo Stato turco”, responsabile di aver permesso, organizzato e partecipato allo smantellamento delle fabbriche, trasportandone le attrezzature in Turchia per un ammontare di perdite che supera i 300.000.000.000 di lire siriane! In realtà, ci sono state migliaia di fabbriche, di qualsiasi dimensione, oggetto di vandalismo e saccheggio, in cui le scorte di materie prime e di prodotti finiti sono stati rubati, sottratti i macchinari apertamente trasportati oltre il confine turco. Alcune attrezzature dovevano essere “rottamate” e vendute alle fonderie turche. Gli esempi non mancano!
[6] Vedasi: Verità e bugie in Siria.
[7] Vedasi: Nadia Khost denuncia il cinismo dell’Occidente. Qualcuno ha mai visto nella storia umana un “esercito libero” addestrato a far esplodere, distruggere, gasdotti, oleodotti, reti elettriche, bruciare edifici pubblici, saccheggiare camion che trasportano zucchero, riso o olio ai danni del proprio popolo? Qualcuno ha mai visto un “esercito libero” uccidere tecnici, medici, scienziati e professori universitari; rapire i propri fratelli e poi chiederne il riscatto ai poveri genitori in cambio della liberazione?
[8] Vedasi: Siria: La prova degli abusi dei “ribelli” contro le minoranze.
[9] Cfr.: Lo sguardo dei siriani su una guerra orchestrata dagli stranieri.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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