Gladio, Gladio-B e al-Qaida

Dedefensa, 28 maggio 2013

gladioPer oltre un decennio, polemiche e varie rivelazioni sono occasionalmente comparse riguardo Sibel Edmonds, giovane accademica multilingue assunta come traduttrice dell’FBI subito dopo l’attacco dell’11/9 per un lavoro di traduzione su ciò che si sono dimostrati essere dei documenti ultra-sensibili. Fu licenziata dopo essere intervenuta presso i suoi superiori sul contenuto di alcuni cabli top-secret che aveva tradotto, che dimostravano la fattiva collaborazione tra i vari dipartimenti e funzionari del governo degli Stati Uniti e diversi individui ed organizzazioni terroristiche vagamente affiliate al-Qaida, o raggruppati sotto questo nome. Edmonds ha pubblicato un libro sulla sua storia l’anno scorso (Classified Woman: The Sibel Edmonds Story). Ha incontro l’accademico, giornalista, scrittore e attivista Nafeez Mosaddeq Ahmed che ha pubblicato questa intervista con un lungo articolo sul rapporto tra gli statunitensi e i gruppi islamisti. L’articolo è stato pubblicato il 17 Maggio 2013 sul sito della rivista Ceasefire, ripreso da vari siti e finalmente pubblicato sul sito di Nafeez Mosaddeq Ahmed, Cutting Edge, il 21 maggio, 2013. In questa ultima versione, Nafeez Mosaddeq Ahmed aggiunge alcuni dettagli, tra cui il nome di determinate persone precedentemente designate in forma anonima. Ecco il lungo resoconto, molto dettagliato, della straordinaria complessità delle connessioni USA-islamisti e della miriade di implicazioni e operazioni sotto copertura che l’accompagnano.
Pubblichiamo la presentazione dell’articolo di Nafeez Mosaddeq Ahmed, l’inizio del articolo che descrive la carriera Edmonds, del suo licenziamento dall’FBI, delle pressioni e varie sfide legali che ha dovuto affrontare, e un passaggio particolarmente interessante che caratterizza lo sviluppo e la diffusione di una organizzazione designata Gladio-B, sviluppatasi da Gladio. L’uso dello schema Gladio-B prevede che i gruppi terroristici islamici siano utilizzati dal 1990, nello stesso modo dei gruppi neofascisti e neonazisti utilizzati principalmente in Europa negli anni ’70, in operazioni terroristiche attuate con le operazioni Gladio, soprattutto in Italia e in Belgio. Il collegamento è ovviamente molto interessante e permette di prendere in considerazione una panoramica delle operazioni sotto copertura e delle attività terroristiche del gruppo dei servizi di sicurezza degli Stati Uniti, di numerosi Paesi della NATO e di altri Paesi associati al blocco BAO, come quello del presidente egiziano Mubaraq. Si conferma l’importanza fondamentale di Gladio, estesa a Gladio-B, per l’intero periodo post-1945. Vediamo che l’operazione in generale, tendeva e tende a sorvegliare, se non a riunire, tutto il sistema delle operazioni sovversive del Sistema nel suo ramo americanista, durante questo periodo e fino ad oggi, secondo lo scenario volto ad attuare cambiamenti politici o di governo/regime in Paesi di diverse regioni (l’Europa con Gladio, l’Asia centrale e dintorni con Gladio-B) attraverso la strategia della provocazione che utilizza lo strumento del terrorismo per fini specifici che possono variare. Questi dati confermano l’analisi di Daniele Ganser, universitario svizzero e migliore specialista di Gladio, che ha trovato i collegamenti diretti tra l’azione di Gladio durante la guerra fredda e le implicazioni della stessa Gladio nell’attacco dell’11/9 e in generale con questo periodo del post-guerra fredda (vedasi due nostri testi su Ganser e Gladio, un’intervista del 27 dicembre 2005, e un’analisi simile del 27 dicembre 2005).

Introduzione di Nafeez Mosaddeq Ahmed
Venerdì scorso, la rivista Ceasefire ha pubblicato il mio esclusivo e approfondito articolo investigativo che svela la sponsorizzazione occulta del Pentagono dei terroristi di al-Qaida dalla fine degli anni ’90 all’11 settembre, tra cui la sponsorizzazione dello stesso Ayman al-Zawahiri. La mia relazione si basa su interviste all’informatrice dell’FBI Sibel Edmonds, il cui caso straordinario è stato seguito dai professionisti di Vanity Fair e American Conservative, così come dai giornalisti del Sunday Times che hanno corroborato le sue affermazioni e parlato di una serie investigativa su cui stavano lavorando nel 2008 sulla base delle sue rivelazioni, che fu “ritirato” inspiegabilmente su  pressione del governo degli Stati Uniti. L’articolo è andato veramente bene raccogliendo oltre 4.000 contatti su Facebook, 500 su Tweets e venendo ripubblicato in tutto il web. L’articolo è stato anche ripubblicato dall’assai rispettata rivista investigativa Counterpunch. Ma c’è di più…
Le versioni pubblicate finora sono state modificate per evitare di fare certi nomi. Qui di seguito, in esclusiva per questo blog, pubblico la versione originale che indica il “funzionario del dipartimento di Stato” indicato da Sibel in passato, Marc Grossman, un alto funzionario del governo che ha lavorato per le amministrazioni Bush e Obama prima di passare al settore privato/lobbying...”

Il Sistema contro Sibel Edmonds
“Un’informatrice ha rivelato notizie straordinarie sul sostegno del governo degli Stati Uniti alle reti terroristiche internazionali e alla criminalità organizzata. Il governo ha negato le accuse ed ha anche  fatto di tutto per farla tacere. I suoi critici l’hanno derisa come affabulatrice e falsificatrice. Ma ora arriva la notizia che alcune delle sue più gravi accuse sono state confermate da un importante quotidiano europeo, solo per essere scacciate su richiesta del governo degli Stati Uniti. In un libro recente, Sibel Edmonds, ex traduttrice dell’FBI, descrive come il Pentagono, la CIA e il dipartimento di Stato hanno avuto legami intimi con al-Qaida fino al 2001. Nelle sue memorie Donna classificata: la vicenda di Sibel Edmonds, pubblicata l’anno scorso, accusa alti funzionari governativi di negligenza, corruzione e collaborazione con al-Qaida nel contrabbando di armi e  traffico di droga in Asia centrale.
Nell’intervista a questo autore ai primi di marzo, Edmonds ha sostenuto che Ayman al-Zawahiri, attuale capo di al-Qaida e vice di Usama bin Ladin all’epoca, ha avuto innumerevoli incontri periodici all’ambasciata statunitense di Baku, in Azerbaijan, con militari e funzionari dei servizi segreti statunitensi tra il 1997 e il 2001, nell’ambito di una operazione denominata ‘Gladio B’. Accusando che al-Zawahiri così come i vari membri della famiglia bin Ladin e altri mujahidin, furono trasportati su aerei della NATO in varie parti dell’Asia centrale e dei Balcani per partecipare alle operazioni di destabilizzazione del Pentagono. Secondo due giornalisti del Sunday Times, che parlano in condizione di anonimato, queste e altre rivelazioni sono state confermate dai vertici del Pentagono e da funzionari dell’MI6 nell’ambito di una serie investigativa in quattro parti che avrebbe dovuto essere pubblicata nel 2008. I giornalisti del Times hanno descritto come la storia sia stata inspiegabilmente abbandonata su pressione di non dichiarati “gruppi di interesse” che, suggeriscono, sarebbero stati associati al dipartimento di Stato degli Stati Uniti.
Descritta dall’American Civil Liberties Union come la “persona più imbavagliata negli Stati Uniti d’America“, Edmonds ha studiato diritto penale, psicologia e politica presso le università George Washington e George Mason. Due settimane dopo gli attacchi terroristici dell’11/9, la sua fluidità del turco, persiano e azero l’è valsa un contratto dell’FBI presso l’ufficio di Washington DC. Fu incaricata di tradurre fonti d’intelligence altamente classificate in operazioni contro sospetti terroristi dentro e fuori gli Stati Uniti. Nel corso del lavoro, è venuta a conoscenza di elementi che  provano come militari e agenzie di intelligence degli Stati Uniti collaborassero con i militanti islamici affiliati ad al-Qaida, proprio le forze incolpate degli attacchi dell’11/9, e di come i funzionari dell’FBI coprissero tali prove. Quando Edmonds si lamentò con i suoi superiori, la sua famiglia venne minacciata da uno dei soggetti della sua denuncia, e lei venne licenziata. Le sue accuse di spionaggio contro i suoi colleghi dell’FBI furono poi esaminati dall’Ufficio dell’Ispettore Generale del dipartimento della Giustizia, che non diede dettagli sulle accuse rimaste classificate. Anche se non vi sono conclusioni definitive raggiunte sulle accuse di spionaggio, il dipartimento della Giustizia ha concluso che molte delle accuse di Edmonds “sono provate, che l’FBI non le prese abbastanza sul serio e che furono, difatti, il fattore più significativo nella decisione dell’FBI di interrompere il suo servizio“.
Quando tentò di rendere pubblica la sua vicenda nel 2002, e di nuovo nel 2004, il governo degli Stati Uniti mise a tacere Edmonds invocando un precedente giuridico noto come “privilegio del segreto di Stato”, un potere illimitato per annullare una causa basata esclusivamente sulla pretesa del governo che prove o testimonianze potrebbero divulgare informazioni che potrebbero minare la “sicurezza nazionale”. Con questa dottrina, il governo cercò di classificare retroattivamente le informazioni riguardanti il caso Edmonds già note al pubblico, tra cui, secondo il New York Times, “quali lingue Edmonds traducesse, quali casi avesse gestito e con quali dipendenti avesse lavorato, disse il funzionario. Informazioni anche di routine e ampiamente diffuse, come e dove lavorava, sono ora classificate“. Anche se non è stata di certo la prima invocazione del “privilegio del segreto di Stato”, il caso Edmonds è stato utilizzato più volte come precedente nell’era post-11/9 dalle amministrazioni Bush e Obama per proteggere il governo degli Stati Uniti dal giudizio del tribunale su tortura, estradizioni, intercettazioni senza mandato, così come nella rivendicazione dei poteri di guerra del presidente. Altri esperti d’intelligence concordano che Edmonds sia inciampata su una cospirazione criminale nel cuore del sistema giudiziario statunitense. Nelle sue memorie, racconta che l’agente speciale dell’FBI Gilbert Graham, che lavorava per l’ufficio di Washington sulle operazioni di controspionaggio, le aveva detto davanti a un caffè “come si controllassero i precedenti dei giudici federali” nei “primi anni novanta per conto dell’FBI… Se arriviamo alla merda, agli scheletri nei loro armadi, il dipartimento della Giustizia li teneva in serbo per usarli contro di loro in futuro o per fargli fare ciò che voleva  su alcuni casi. Casi come il tuo“. Una versione redatta della divulgazione classificata di Graham al dipartimento di Giustizia, riguardo queste accuse, uscì nel 2007, riferendosi all'”abuso di autorità” dell’FBI nel condurre intercettazioni illegali per avere informazioni su funzionari pubblici degli Stati Uniti.

Descrizione di Gladio-B
Nella sua intervista di marzo a questo autore, Edmonds ha detto che le operazioni del Pentagono con gli islamisti erano l'”estensione” di un’originale programma di ‘Gladio’, scoperto negli anni ’70 in Italia, nell’ambito europeo dell’operazione segreta della NATO avviata già negli anni ’40. Come lo storico svizzero Daniele Ganser indica nel suo libro fondamentale, Gli eserciti segreti della NATO, un’inchiesta parlamentare italiana confermò che l’MI6 britannico e la CIA avevano stabilito una rete segreta “stay-behind” di eserciti paramilitari, gestiti da collaborazionisti fascisti e nazisti.  Gli eserciti segreti compirono attacchi terroristici in tutta l’Europa occidentale, ufficialmente attribuiti ai comunisti in quello che l’intelligence militare italiana chiamò ‘strategia della tensione’. “Si dovevano attaccare civili, donne, bambini, innocenti, sconosciuti assai lontani da ogni gioco politico“, ha spiegato Vincenzo Vinciguerra, operativo di Gladio, durante il suo processo nel 1984. “La ragione era molto semplice. Dovevano costringere queste persone… a chiedere allo Stato maggiore sicurezza“. Mentre la realtà dell’esistenza di Gladio in Europa è una questione storica, Edmonds sostiene che la stessa strategia è stata adottata dal Pentagono negli anni ’90 in un nuovo teatro di operazioni: l’Asia. “Invece di usare i neonazisti, hanno usato i mujahidin diretti dai vari bin Ladin, così come al-Zawahiri“, ha detto.
L’ultimo incontro di Gladio noto pubblicamente si svolse al Comitato Clandestino Alleato della NATO (ACC) di Bruxelles nel 1990. Mentre l’Italia era un punto focale per le maggiori attività europee, Edmonds ha detto che la Turchia e l’Azerbaigian furono i principali condotti per una completamente nuova e diversa serie di operazioni in Asia con i veterani della campagna anti-sovietica in Afghanistan, i cosiddetti “arabi afghani” addestrati da al-Qaida. Queste nuove grandi operazioni del Pentagono ebbero il nome in codice ‘Gladio B’ dal controspionaggio dell’FBI: “Nel 1997, la NATO chiese [al presidente egiziano] Hosni Mubaraq di scarcerare i militanti islamici affiliati ad Ayman al-Zawahiri [il cui ruolo nell’assassinio di Anwar Sadat portò all’ascesa di Mubaraq]. Furono trasportati, agli ordini degli Stati Uniti, in Turchia per [l’addestramento e l’impiego in operazioni] del Pentagono“, ha detto. Le accuse di Edmonds trovano qualche pubblica conferma indipendente. Il Wall Street Journal riferisce di un accordo nebuloso tra Mubaraq e “l’ala operativa della Jihad islamica egiziana, che fu poi guidata da Ayman al-Zawahiri… Molti dei combattenti di quel gruppo accettarono un cessate il fuoco con il governo dell’ex presidente Hosni Mubaraq, nel 1997.” Youssef Bodansky, ex direttore del Congressional Task Force sul terrorismo e la guerra non convenzionale, ha citato fonti dell’intelligence USA in un articolo per la difesa e gli affari esteri: Politica strategica, confermando le “discussioni tra il leader terrorista egiziano Ayman al-Zawahiri e un arabo-statunitense noto per essere un emissario della CIA e del governo degli Stati Uniti.” Fece riferimento a un'”offerta” fatta ad al-Zawahiri nel novembre 1997 per conto dell’intelligence degli Stati Uniti, concedendo mano libera in Egitto ai suoi islamisti mentre  sostenevano le forze statunitensi nei Balcani. Nel 1998, il fratello di al-Zawahiri, Muhammed, guidava un’unità d’elite dell’Esercito di liberazione del Kosovo contro i serbi durante il conflitto in che Kosovo, avrebbe avuto contatti diretti con la leadership della NATO. “È per questo”, continuò Edmonds nella sua intervista, “anche se l’FBI regolarmente monitorava le comunicazioni  diplomatiche di tutti i Paesi, solo quattro ne furono esenti, Regno Unito, Turchia, Azerbaijan e Belgio, sede della NATO. Nessun altro Paese, nemmeno gli alleati Israele e Arabia Saudita, ne furono esenti. Ciò perché questi quattro Paesi erano parte integrante delle cosiddette operazioni Gladio-B del Pentagono“.
Edmonds non specula sugli obiettivi delle operazioni ‘Gladio B’ del Pentagono, ma evidenzia le seguenti possibilità: proiezione di potenza degli Stati Uniti nell’ex sfera di influenza sovietica per avere un accesso strategico, precedentemente inutilizzato, all’energia e alle riserve di minerali per le aziende statunitensi ed europee; respingere la presenza russa e cinese e ampliare la portata delle lucrose attività criminali come particolarmente il traffico di armi e droga. L’esperta di finanza del terrorismo Loretta Napoleoni stima il valore totale dell’economia criminale a circa 1.500 miliardi dollari ogni anno, la maggior parte dei quali “finisce nelle economie occidentali, dove viene riciclata negli Stati Uniti e in Europa“, un “elemento vitale del flusso monetario di queste economie.” Non è un caso quindi che il commercio dell’oppio, come Edmonds ha detto a questo autore, sia cresciuta rapidamente nell’Afghanistan occupato dalla NATO: “So per certo che gli aerei della NATO inviano abitualmente eroina in Belgio, da dove poi finiscono in Europa e nel Regno Unito. Hanno anche inviato eroina nei centri di distribuzione di Chicago e New Jersey. Le operazioni di controspionaggio dell’FBI e della DEA (Drug Enforcement Agency) acquisirono le prova di questo traffico di droga sorvegliando una vasta gamma di obiettivi, tra cui funzionari del Pentagono, della CIA e del dipartimento di Stato. Nell’ambito di questa sorveglianza, il ruolo dei Dickerson, con il supporto di Grossman, nel facilitare il traffico di droga, aumentò d’importanza. Era chiaro da ciò che l’intero traffico di droga, denaro e terrorismo in Asia centrale era diretto, prima dell’11/9, da Grossman.” La prova di ciò, secondo Edmonds, resta nelle registrazioni di sorveglianza del controspionaggio dell’FBI che le venne chiesto di tradurre. Anche se queste presunte prove non sono mai apparse in tribunale, a causa degli sforzi del governo degli Stati Uniti con il ‘privilegio del segreto di Stato’, poteva testimoniare in dettaglio le sue accuse contro Grossman e altri, fatte sotto giuramento nel 2009. Inoltre, diffuse queste accuse con un’intervista all’ex funzionario della CIA Philip Giraldi della rivista American Conservative, quello stesso anno…

scott2cia_opiummapTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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