Maidan è un fronte anti-russo degli USA

FBII 29 gennaio 2014

L’attenzione di Washington è ora focalizzata sugli eventi in Ucraina. Per più di un mese cittadini ucraini si sono radunati a Piazza Indipendenza di Kiev per protestare contro il rinvio del Presidente Victor Janukovich della firma per l’accordo economico con l’UE. Tuttavia, gli Stati Uniti si sono da tempo preparati a una tale eventualità, fornendo all’opposizione ucraina fondi. Cerchiamo di capire, perché Washington ha bisogno di Maidan.

523552L’assistente del segretario di Stato USA Victoria Nuland è stata vista sul principale sito dell’opposizione di Kiev, Piazza Indipendenza, dove distribuiva panini e biscotti ai manifestanti ucraini. Il senatore statunitense John McCain ha incontrato i leader dell’opposizione ucraina a Kiev ed espresso sostegno ai manifestanti accampati per settimane nella capitale, una mossa che di sicuro irrita Mosca vedendola come ingerenza occidentale nel suo cortile di casa. McCain ha incontrato i leader dell’opposizione, l’ex-campione di pugilato Vitalij Klishko, l’ex-ministro dell’economia Arsenij Jatsenjuk e il nazionalista di estrema destra Oleg Tjanibog, che chiedono che il governo di Janukovich rassegni le dimissioni ed elezioni anticipate. L’ambasciatore Jeffrey Wright dice qualcosa sull’amicizia indissolubile tra i popoli nuovi arrivati e funzionari del dipartimento di Stato sono stati visti indossare spillette con i simboli di Maidan… Infatti, perché l’occidente dovrebbe soccorrere l’Ucraina? L’unica cosa che interessa alle capitali occidentali è impedire l’ulteriore ravvicinamento tra l’Ucraina e la Russia. Il paradigma offerto da Zbigniew Brzezinski è popolare tra i governanti occidentali. Ne La Grande Scacchiera: la supremazia americana e i suoi imperativi geostrategici, scritto nel 1997, disse che senza l’Ucraina la Russia cessa di essere un impero, mentre con l’Ucraina, comprata prima e soggiogata poi, si trasforma automaticamente in un impero… Secondo lui, il nuovo ordine mondiale sotto l’egemonia degli Stati Uniti fu creato contro la Russia e  per frammentare la Russia. L’Ucraina è l’avamposto occidentale per impedire la ricreazione dell’Unione Sovietica. L’obiettivo principale dell’associazione dell’Ucraina con l’Unione europea non era il benessere della gente, ma perseguire la missione geopolitica d’indebolire la Russia. Non c’è da stupirsi che Brzezinski e membri del dipartimento di Stato siano stati invitati dal Senato degli Stati Uniti, dove pochi giorni fa si svolsero le audizioni parlamentari sugli eventi ucraini. Il Comitato per le relazioni estere del Senato era il motore di tali audizioni.
Le testimonianze dell’assistente del segretario Victoria Nuland e del viceassistente del segretario di Stato Tom Melia avevano i soliti cliché, “Prima di tutto lasciatemi esprimere la nostra gratitudine a questa commissione e al Senato degli Stati Uniti per la sua leadership in Ucraina, e per l’eccellente rapporto di lavoro tra esecutivo e legislativo del governo su questo tema. Voglio anche ringraziare e lodare i senatori McCain e Murphy per il sostegno bipartisan dato direttamente al popolo dell’Ucraina nel fine settimana importante di dicembre, e per essersi impegnati con il Presidente Janukovich, il suo governo, l’opposizione, la comunità imprenditoriale e la società civile a sostegno di una soluzione pacifica, democratica, per uscire dalla crisi”, ecc. Nel loro insieme, le testimonianze di Nuland e Melia sembrano basarsi su una serie di ipotesi discutibili:
– Interessi nazionali chiari e identificabili statunitensi sono in gioco nel confronto attualmente in atto a piazza Maidan.
– Senza il sostegno finanziario e morale degli Stati Uniti l’opposizione al regime di Janukovich cesserebbe.
– La Russia, offrendo al governo ucraino un pacchetto di salvataggio più attraente di quello proposto dall’Unione Europea (UE) e dal FMI, ha agito in malafede.
– I manifestanti di Maidan parlano per tutto il popolo ucraino, la stragrande maggioranza del quale desidera entrare nell’UE.
– L’esito della crisi attuale avrà un preciso effetto sul futuro sviluppo della Russia, se l’Ucraina sceglie un futuro europeo, e così anche (un giorno) farà la Russia.
Le domande e le risposte dell’audizione lasciano pochi dubbi sul fatto che tali ipotesi siano condivise dal presidente della commissione Robert Menendez, dal senatore Bob Corker e non sorprende, anche dai senatori Chris Murphy e John McCain, freschi del loro recente viaggio a Kiev. Meno si parla delle risposte di McCain, meglio è. Dopo aver affermato che l’Ucraina “è un Paese che vuole essere europeo, non russo” e che il popolo ucraino “grida il nostro aiuto“, ha proseguito bizzarramente dicendo non una, ma due volte, che la Russia impone l'”embargo” sul cioccolato dell’Ucraina. Tale embargo al cioccolato sembra davvero suscitare la sua indignazione. Da parte loro, Menendez e Corker sono stati più sul punto. Menendez ha minacciato sanzioni contro il regime di Janukovich e si domandava perché l’amministrazione non avesse già denunciato la Russia al WTO. Per prima cosa Corker ha sgridato il dipartimento di Stato per non aver aggiunto nomi alla lista Magnitskij che, ha detto, ne avrebbe “diritto”. Eppure ha chiarito che concorda con i testimoni secondo cui “l’Ucraina è un Paese incredibilmente importante” e l’esito della crisi attuale “potrebbe plasmare la politica interna della Russia stessa“. In nessun momento vi fu la prova, nelle domande agli intervistati e nelle risposte dei senatori, che si pensasse se fosse appropriato per il governo degli Stati Uniti farsi sempre più profondamente coinvolgere nella vita politica di un Stato sovrano al crocevia del mondo. Nessun dubbio è stato espresso sul fatto che le scelte di un governo democraticamente eletto sui suoi partner commerciali, le elezioni e la sicurezza debbano essere oggetto del controllo statunitense. Come il professore emerito di Princeton Stephen F. Cohen ha incisivamente sottolineato, “Non è democratico rovesciare un governo democraticamente eletto. E’ l’opposto“. Né ci fu alcun riconoscimento che l’Ucraina sia profondamente e quasi equamente divisa tra occidentalisti nei centri urbani come Kiev e Lvov, e russofili del Sud e dell’Est, ignorando che Russia, Ucraina e Bielorussia abbiano radici comuni risalenti alla Rus’ di Kiev nel 9° secolo, come dice The American Conservative.
Melia è andato oltre (ex-portavoce di Nuland nel dipartimento di Stato, leggermente più sfumato), affermando che l’attenzione del comitato sull’Ucraina è giustificata non solo perché si trova “al centro dell’Europa”, ma perché è anche un “prezioso” e ” importante partner” degli Stati Uniti. Se tali affermazioni non aggrottarono le sopracciglia, i verdoni che cita certamente dovrebbero farlo. Secondo Melia, dalla dissoluzione dell’URSS nel dicembre 1991, gli Stati Uniti hanno speso, il termine che Melia ha utilizzato è stato “investito”, oltre 5 miliardi dollari per l’assistenza all’Ucraina, di cui 815 milioni dollari per il finanziamento della democrazia e i programmi di scambio. Inoltre, dal 2009 l’amministrazione Obama ha inviato 184 milioni di dollari per programmi apparentemente volti a sostenere società civile, diritti umani, buon governo e Stato di diritto in Ucraina. E’ logico supporre che per Euromaidan oggi si spenda quei soldi. Un enorme palco con illuminazione e acustica, attrezzature per militanti, pasti caldi, migliaia di posti letto, riscaldamento, apparecchiature mediche, internet ad alta velocità, indumenti caldi, autobus per i militanti diretti ad assaltare le amministrazioni di altre regioni… Ovviamente, una sola giornata di azioni a Maidan costa centinaia di migliaia di dollari. A sostegno di tale versione, in riferimento ai servizi di sicurezza ucraini, lo schema dettagliato dei finanziamenti a Maidan è stato pubblicato su Internet: “Ogni caposquadra della resistenza ha avuto promessa una ricompensa in denaro. 200 dollari al giorno per ogni combattente attivo e altri 500 se il gruppo è di oltre 10 persone. I coordinatori vengono pagati almeno 2000 dollari al giorno per alimentare gli scontri del gruppo controllato, eseguendo azioni offensive contro agenti di polizia e rappresentanti delle autorità pubbliche. L’ambasciata statunitense a Kiev ha ricevuto contanti. Combattenti attivi e leader ricevono i pagamenti sui loro conti personali.” Le informazioni sulla gestione dei conti bancari dei  militanti vengono sempre pubblicate su Internet.
Da 16 anni membro del Congresso degli Stati Uniti, due volte candidato presidenziale degli Stati Uniti, Dennis J. Kucinich rivela in profondità i piani statunitensi: “Mentre il piano dell’UE dell’accordo di associazione viene spacciato come vantaggiosamente economico per i cittadini ucraini, in realtà appare come cavallo di Troia della NATO: una massiccia espansione della posizione militare della NATO nella regione. Inoltre, l’accordo avviene sotto la copertura di nebulose promesse economiche a una popolazione assediata dalla fame di salari migliori. In un Paese dove il salario minimo mensile medio è pari a circa 150 dollari, non è difficile capire perché gli ucraini siano in piazza. Non vogliono essere nell’orbita della Russia, né vogliono essere pedine della NATO. Ma la situazione degli ucraini viene sfruttata per strappare un nuovo accordo militare con il pretesto della riforma economica? Per la NATO, l’obiettivo è l’espansione. Il premio è l’accesso a un Paese che condivide una frontiera di 1426 miglia con la Russia. La mappa geopolitica sarebbe drammaticamente rimodellata dall’accordo, con l’Ucraina come nuovo fronte della difesa missilistica occidentale alle porte della Russia. Qualora l’accordo nucleare degli Stati Uniti con l’Iran andasse a pezzi, l’Ucraina potrebbe essere impiegata nelle grandi dispute regionali. Quando la spesa militare aumenta, la spesa interna crolla. Vincitore difficilmente sarà il popolo ucraino, ma la gente di Lockheed-Martin, Northrop Grumman, Boeing e altri interessi della difesa. Gli ucraini non sono in Piazza Indipendenza per la NATO. Eppure, il vantaggio della NATO è chiaro. Meno chiaro è se gli ucraini avranno i benefici economici che cercano.”
Il governo ucraino ha preso la decisione giusta di rimanere fuori dall’UE. Gli interessi economici dell’Ucraina sono con la Russia, non con l’UE. Questo è del tutto evidente“, dice l’economista statunitense e editorialista di Creators Syndicate Paul Craig Roberts. “L’UE vuole che l’Ucraina  aderisca in modo che venga saccheggiata come Lettonia, Grecia, Spagna, Italia, Irlanda e Portogallo. Gli Stati Uniti vogliono che l’Ucraina aderisca in modo che possa diventare un altro posto per le basi missilistiche di Washington contro la Russia.” “Se sapessimo a pieno ciò che succede, probabilmente noi, gli Stati Uniti, perché questa è una sorta di guerra per procura, siamo prossimi alla guerra con la Russia, come durante la crisi dei missili di Cuba“, ha detto Stephen F. Cohen, professore emerito presso New York University e Princteon University. Per quanto Washington nasconderà il suo coinvolgimento negli scontri a Kiev? Quali potrebbero essere i prossimi passi degli Stati Uniti? Il timore che truppe statunitensi si piazzino nel territorio nazionale dell’Ucraina potrebbe provocare un’altra guerra, essendovi la condizione in cui potrebbe aversi un’altra sanguinosa battaglia per il suo controllo. Il timore di un tale passo da parte del governo degli Stati Uniti è stato scatenato dalla dichiarazione di John Kerry a Davos, in Svizzera.
Kerry aveva chiarito che il mito secondo cui gli Stati Uniti hanno mutato politica estera viene smascherato. Ha aggiunto che gli USA non recedono dalla politica d’impegnarsi nelle zone dove vi siano violenze ed escalation delle violazioni dei diritti umani. Kerry è stato diretto rispondendo   che l’assenza di vistosi movimenti di truppe o mancanza di risposte minacciose non indica  disimpegno degli USA. Gli Stati Uniti valutano una serie di opzioni in risposta alla repressione dell’Ucraina delle proteste dell’opposizione, comprese eventuali sanzioni, ha detto il dipartimento di Stato. A dicembre il capo del Pentagono Chuck Hagel ha avvertito Kiev contro l’uso della forza militare contro i manifestanti, “in qualsiasi modo”, e ha esortato moderazione. Diverse petizioni che chiedono l’invio di forze di pace statunitensi in Ucraina vengono registrate sul sito web della Casa Bianca. Anche se tale idea ha ancora relativamente pochi voti, diverse migliaia, non si può eliminare completamente la possibilità dell’azione umanitaria che coinvolga l’esercito statunitense in Ucraina.
Jugoslavia, Libia, Siria… Washington utilizza in genere lo scenario dell’intervento per fasi. Per primo il capo dello Stato viene sottoposto ad ostruzione internazionale. Poi, se ciò fallisce, il Paese subisce l’embargo economico. Assieme a ciò si suscita il caos nel suo territorio. Infine, la NATO propone l’invio delle forze di pace per porre fine alle sofferenze dei cittadini…

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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2 Responses to Maidan è un fronte anti-russo degli USA

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