Guerra in Ucraina: qual è il suo scopo recondito?

Aleksandr Bojtsov Strategic Culture Foundation 21 /02/2014

2672243Mentre scrivo queste righe infuria una vera e propria guerra per le strade di Kiev e nelle regioni occidentali dell’Ucraina. Dire che era stato predetto non significa nulla: tale sviluppo era inevitabile.

Fucili al muro
Parafrasando il classico “Se dici nel primo capitolo che c’è un fucile appeso al muro, nel secondo o terzo capitolo deve assolutamente sparare”. Se Pravý Sektor gioca il suo ruolo nel primo atto del dramma di Maidan, aprirà il fuoco nel terzo capitolo. Il colpo di Stato nel 2004 diede carta bianca ai gruppi paramilitari, successori ideologici dei fascisti ucraini della seconda guerra mondiale, avviando l’addestramento ideologico e al combattimento dei giovani. I funzionari didero una mano glorificando il capo dell’OUN-UPA (l’Organizzazione dei nazionalisti ucraini – Esercito insurrezionale ucraino) di Stepan Bandera, il cui esercito combatté con le forze di Hitler. Il gruppo nazionalista Prosvita è stato finanziato finora dallo Stato ucraino per la sua produzione ideologica verso i militanti. E’ un egregio esempio di come il Partito delle Regioni ignora la crescente minaccia del fascismo nel Paese. Perciò, i radicali di destra sono divenuti più forti, hanno accumulato armi e migliaia di militanti addestrati. Le conseguenze di tale connivenza non si sono fatte attendere. I neo-nazisti hanno attaccato i poliziotti presso il palazzo del governo (il consiglio dei ministri dell’Ucraina). I soldati coscritti sono stati brutalmente picchiati per molte ore presso gli uffici del presidente di Bankovaja Street. Ecco come s’è cercato di trasformare le proteste di massa in un colpo di Stato. In quei giorni l’opposizione parlamentare è riuscita a mantenere la protesta relativamente pacifica, seguendo il modello consolidato delle rivoluzioni colorate.
Un’altra serie di violenza a Kiev ha avuto luogo il 19 febbraio. Quel giorno i militanti di Pravý Sektor hanno attaccato il quartiere governativo. Gli eventi del 19-20 febbraio sulla via Grushevskogo furono visti dai media come ulteriore prova del fuoco. La destra di Pravý Sektor è composta da gruppi neofascisti militarizzati. I suoi rapporti con l’opposizione parlamentare sono conflittuali fin dal primo giorno delle proteste di Kiev. Tuttavia, parlamentari e radicali di destra sono fratelli siamesi, non esistono senza l’altro. I primi hanno fama internazionale, sono rappresentati nelle strutture di potere, hanno risorse e supporto mediatico e un rilevante sostegno pubblico, ciò che i militanti non hanno. A loro volta i radicali hanno la potenza d’assalto che l’opposizione parlamentare non ha. È un matrimonio di convenienza che porta al tragico finale di Euromaidan. Sektor Pravý non ha mai fatto mistero di non aver aderito alle proteste per il rifiuto del Presidente di firmare l’accordo di associazione con l’Ucraina. Persegue un obiettivo diverso piuttosto, una rivoluzione nazionalista. Non importa che l’opposizione a tre teste non metta da parte i tentativi di capeggiare le proteste volte a rovesciare il presidente. Le proteste pacifiche non hanno prodotto alcun risultato, se non la marginalizzazione di Maidan. Di conseguenza la reputazione di Vitalij Klishko, Arsenij Jatsenjuk e Oleq Tjagnybok ne ha sofferto molto agli occhi dei radicali e delle masse di manifestanti scontenti. Così hanno deciso di iniziare una loro partita. L’opposizione parlamentare l’ha visto come un modo per precipitarsi nel prendere le redini del movimento, nel tentativo di raccoglierne i dividendi politici nei colloqui con il governo. Avendo sostegno politico e la promessa amnistia per i crimini commessi, i radicali si sono precipitati a prendere le armi. Maidan doveva sparare, perché non avrebbe potuto fare altrimenti.

Non c’è bisogno di falchi con colombe come queste
Il governo ucraino ha anche creato tutte le condizioni per le proteste di massa, che non avevano nessuna sostanza dopo il fallimento del vertice di Vilnius sul partenariato orientale, trasformandole in un’ampia rivolta armata antigovernativa. La costituzione dello Stato prevede l’imposizione di legge, ordine e sicurezza dei cittadini. Si tratta di una disposizione che ogni governo è obbligato ad imporre utilizzando tutti i mezzi legali a disposizione. Il governo ucraino ha ignorato le proprie responsabilità creando le condizioni per l’avvio del colpo di Stato. Euromaidan ha costantemente chiesto l’uso della forza per rovesciare il governo costituzionale e l’intervento straniero. In risposta, la SBU (il servizio di sicurezza dell’Ucraina) ha aperto un procedimento penale relativo al tentativo di organizzare un colpo di Stato. Letteralmente il giorno dopo si precipitò nell’ufficio del partito Batkivshina (Patria) dell’Ucraina. Si scoprì che ogni settimana i gruppi dell’opposizione e i radicali  ricevono 20 milioni dollari dall’ambasciata degli Stati Uniti per finanziare i militanti e il movimento Maidan. Le organizzazioni ucraine pro-occidentali, create da servizi speciali della NATO durante la Guerra Fredda, fornivano anch’esse fondi. Fin dall’inizio un centro di comando clandestino ha coordinato le attività dei manifestanti Maidan, diretto da esperti occidentali con esperienza nella messa in scena di rivoluzioni arancioni in tutto il mondo… Ma il procedimento penale è stato chiuso nel febbraio 2014, dopo gli scontri di via Grushevskogo, poiché i responsabili non furono identificati. Questa formulazione è stata utilizzata su Internet, invasa da videoclip di Maidan, caricando le reti sociali di aperti inviti ai radicali a prendere le armi. Invece di punirli per aver partecipato alle proteste di massa, il governo ha dato il consenso all’amnistia in cambio del ritiro da edifici amministrativi e dalle piazze. Le leggi tutelate da forze dell’ordine, agenzie ufficiali e giudici, che limitano le attività degli agenti stranieri e vietano le organizzazioni che propagano l’ideologia fascista, furono revocate. I golpisti hanno rifiutato ogni compromesso, hanno usato la tregua di due settimane per concentrare le forze, preparare le armi ed elaborare l’insurrezione armata.

Contro tutti i pronostici
Ognuno ha fatto del suo meglio per scatenare lo scontro armato. Gli eventi in Ucraina si svolgono con l’interferenza diretta e palese di Stati Uniti ed Unione europea. I loro inviati e diplomatici hanno costantemente minacciato il presidente dell’Ucraina e i membri del governo di sanzioni. L’ipocrisia occidentale non genera altro che avversione: le violenze dei manifestanti, tra cui rapimenti e torture, sono dipinte in occidente come “azioni pacifiche”, qualsiasi tentativo intrapreso dal governo per proteggere i soldati dalle molotov suscita la minacce delle sanzioni. L’escalation improvvisa del 18 febbraio, che ha comportato numerose vittime, il furto di armi e scontri di piazza non ha mai fermato i falchi occidentali. Spaventati in un primo momento, sono rinculati e hanno ripiegato dalle loro dichiarazioni del 18 febbraio sull’imposizione di sanzioni alle parti in conflitto. Tornarono alle minacce contro il governo nel caso avesse deciso di usare la forza. Il 18 febbraio l’ambasciatore statunitense in Ucraina, Geoffrey Pyatt, disse che gli Stati Uniti credevano che la crisi ucraina potesse essere risolta con il dialogo e che le sanzioni sarebbero state imposte a chi incoraggiava l’uso della forza da entrambi le parti. Il giorno successivo, l’ambasciatore disse che il diritto alla protesta pacifica doveva essere garantita e notificò che ad alcuni funzionari ucraini erano stati rifiutati i visti. Non ha mai ricordato la responsabilità dell’opposizione nelle violenze. Colpi furono sentiti a Kiev, e in Ucraina occidentale “manifestanti pacifici” assaltarono siti militari e stazioni di polizia, mentre il vicepresidente Joe Biden parlava al presidente Janukovich al telefono chiedendo di far ritirare le forze speciali dalle strade della capitale ucraina. Probabilmente li voleva via in modo che non creassero ostacoli all’irruzione in case private, al furto nelle farmacie e all’assassinio degli oppositori politici nei loro uffici…
L’”artiglieria pesante” dell’Unione europea si unì alla pressione esercitata sul presidente dell’Ucraina. José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, ha avvertito Janukovich che il Consiglio degli affari esteri dell’Unione europea si riuniva il 20 febbraio per prendere provvedimenti contro i funzionari ucraini responsabili della perdita di vite. I ministri degli esteri di Svezia, Lettonia, Polonia, Lituania e Germania hanno proposto di discutere la possibilità di schierare una forza di peacekeeping sul territorio dell’Ucraina. Dietmar Stuedemann, ex-ministro degli Esteri tedesco, ha fatto sapere che la missione di pace piuttosto sarà “un’operazione di coercizione per l’adesione all’associazione”, affermando che l’obiettivo dell’Unione europea è  concludere i negoziati sull’accordo di associazione e la zona di libero scambio.

Nessuno vince
L’attuale stallo è diverso dal colpo di Stato del 2004, perché è discontinuo tra declino ed esagitazione per qualche evento stimolante. La ragione è che l’operazione di coercizione della pace non è ancora finita. L’occidente sarebbe soddisfatto con un qualsiasi “compromesso con l’opposizione” che comporti un accordo di tipo coloniale o le dimissioni di Janukovich, trasferendo il potere all’opposizione filo-occidentale. Il torpido svolgersi degli eventi per tre mesi non ha prodotto il risultato desiderato dagli interessati, così l’attuazione del piano B è diventato inevitabile, prevedendo l’avvio della guerra civile e l’eliminazione dello stato dell’Ucraina nella sua forma attuale. I goostrateghi statunitensi vogliono destabilizzare l’Ucraina. La loro vera intenzione non è associare il Paese all’Unione europea, ma piuttosto evitarne l’integrazione con l’Unione Eurasiatica. Gli statunitensi sono sicuri che se riuscissero gli sforzi di Mosca nell’integrazione dello spazio post-sovietico, ne sarebbero automaticamente condannati. Non c’è dubbio che in tale gioco geopolitico, i falchi di Washington non saranno fermati dal numero di morti che potrebbero esserci scatenando la guerra civile in Ucraina.

La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

2 Responses to Guerra in Ucraina: qual è il suo scopo recondito?

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