La strada per Mosca passa da Kiev: un colpo di Stato che minaccia la Russia

Mahdi Darius Nazemroaya, Global Research, 25 febbraio 2014

La presa del potere a Kiev dell’opposizione è un colpo di Stato eseguito con la forza, che ignora almeno la metà della popolazione ucraina. Eppure, non lo si saprebbe ascoltando i media e le reti come CNN o Fox News, o leggendo i titoli di Reuters e della British Broadcasting Corporation (BBC). Gli eventi a Kiev vengono ingannevolmente presentati da questi media e dai cosiddetti governi “occidentali” che li supportano, direttamente o indirettamente, come il trionfo del potere del popolo e della democrazia in Ucraina.

ucraina_stasL’ipocrisia assoluta è all’opera. Quando proteste e rivolte simili scoppiarono in Gran Bretagna e Francia, le prese di posizione e i toni utilizzati dai soggetti di cui sopra furono assai diversi. Questi attori definirono le proteste e le rivolte in Gran Bretagna e Francia come questioni di ordine pubblico, usando un linguaggio assai favorevole ai governi inglese e francese. Quando vi furono dichiarazioni di preoccupazione per i diritti e la sicurezza dei manifestanti da parte del governo degli Stati Uniti e della Commissione europea, quando la forza fu usata dai governi inglese e francese o quando dei manifestanti morirono? Anche senza ignorare, trascurare o svalutare le perdite di vite a Kiev, le radici della violenza devono essere analizzate onestamente. Nella stessa nota, si deve intendere che l’opposizione ucraina e i suoi sostenitori hanno agito scontrandosi violentemente con il governo ucraino. Non si argomenta contro il diritto dei cittadini di protestare, ma i disordini o l’uso delle armi per cacciare un governo democraticamente eletto, è una questione diversa che nessun governo di Stati Uniti o Unione europea accetterebbe sul proprio territorio. Quando le leggi dei Paesi statunitense ed europei appaiono minacciate, pesanti doppi standard emergono. Universalmente, le leggi penali di tali governi vietano l’assemblea dei cittadini per rovesciare il governo. Le leggi considerano chi sostiene, aiuta, consiglia o predica per il rovesciamento del governo o la sovversione politica criminale e la minaccia allo Stato. Negli Stati Uniti “chiunque abbia intenzione di provocare il rovesciamento o la distruzione di qualsiasi governo e stampa, pubblica, edita, diffonde, questiona, vende, distribuisce o rende pubblico qualsiasi scritto o stampato che sostiene, consiglia o insegna dovere, necessità, opportunità o proprietà nel rovesciare o distruggere un qualsiasi governo degli Stati Uniti con la forza o la violenza, o tenta di farlo, è considerato un criminale secondo il codice penale. Se due o più persone addirittura si incontrano per parlare di rimuovere il governo in molti di questi Paesi, possono essere imprigionati. Nel caso degli Stati Uniti, come afferma il codice penale statunitense, queste persone sono multate ai sensi del presente titolo o imprigionate a non più di 20 anni, o entrambe, e non sono eleggibili in nessuna carica degli Stati Uniti o in qualsiasi dipartimento o agenzia della stessa, per i cinque anni immediatamente successivi alla condanna.” Washington e l’Unione Europea hanno aiutato e incoraggiato apertamente gli atti di cui sopra, sostenendo la campagna dell’opposizione ucraina, anche inviando funzionari e politici ad incoraggiare le forze antigovernative in Ucraina. L’ironia è che questo è esattamente il tipo di comportamento che Stati Uniti ed Unione europea vietano sul proprio territorio e non tollererebbero mai contro se stessi. Se fosse soltanto un caso di etnocentrismo, tale atteggiamento potrebbe essere chiamato eccezionalismo. Tuttavia, non lo è, sinceramente si tratta di un cambio di regime spietato perpetrato da governi soliti nel nascondersi ipocritamente dietro la democrazia e l’umanitarismo.

Come l’Unione europea ha favorito il golpe
Ciò che è avvenuto a Kiev è un colpo di Stato attraverso la manipolazione delle emozioni e le speranze di un segmento significativo della popolazione ucraina, da parte dai capi dell’opposizione. Va sottolineato che molti sostenitori dell’opposizione fanno ciò che credono sia giusto per il loro Paese e che essi stessi sono vittime dei loro capi corrotti. Si deve anche sottolineare, a prescindere da quale parte sostenga, che il popolo ucraino è vittima di politici corrotti. Sia il partito di governo che di opposizione si sono alternati al potere sfruttando l’Ucraina per vantaggio personale. La leadership dell’opposizione ha sostanzialmente usurpato il potere mentre l’Unione europea e gli Stati Uniti gli hanno dato pieno sostegno. Ciò è stato fatto tramite i tentativi di UE e USA nel legittimare la presa del potere dell’opposizione con il colpo di Stato a Kiev quale culmine della rivolta popolare in Ucraina. Anche se l’opposizione non è veramente unita, i suoi capi hanno grossolanamente rifiutato di compiere qualsiasi obbligo, dopo l’accordo mediato tra loro e il governo ucraino da parte dell’Unione europea, attraverso la troika di Francia, Germania e Polonia. Il governo ucraino e la Russia hanno giustamente accusato l’Unione europea e i mediatori europei di rifiutare di adempiere ai loro obblighi assicurandosi che l’opposizione rispetti l’accordo mediato dall’UE. Invece l’Unione europea ha consentito ai capi dell’opposizione ucraina d’ignorare i loro impegni e violare grossolanamente l’accordo. Mentre una fazione dell’opposizione trattava un’altra proseguiva la pressione dalle piazze, rifiutandosi di fermarsi fin quando il governo è stato estromesso. L’accordo firmato tra il governo ucraino e l’opposizione, il 21 febbraio 2014, non aveva alcuna clausola o termine tuttavia che concedesse all’opposizione diritti per occupare il potere esecutivo, legislativo e giudiziario dell’Ucraina o per creare unilateralmente una nuova legislazione. Qualsiasi informazione secondo cui l’accordo permette che ciò avvenga, è falsa e fuorviante. Invece l’accordo è stato utilizzato come travestimento per l’acquisizione dello Stato da parte dell’opposizione. In verità, l’Unione europea ha contribuito a mediare l’accordo per potenziare l’opposizione ucraina. La conversazione telefonica trapelata sulle proteste in Ucraina tra Victoria Nuland del dipartimento di Stato e Geoffrey Pyatt, l’ambasciatore statunitense a Kiev, hanno anche indicato che Stati Uniti e UE pianificavano la creazione di un nuovo governo in Ucraina. Il nastro su Nuland rivela che Washington lavorava per un nuovo governo dell’opposizione in Ucraina con figure che avrebbero facilmente adempiuto alle pretese di USA e UE. Ciò di cui Nuland e Pyatt parlavano è il cambio di regime in Ucraina, che non ha nulla a che fare con ciò che il popolo ucraino vuole, ma solo con ciò che il governo degli Stati Uniti e i suoi alleati vogliono dall’Ucraina. Se il governo degli Stati Uniti crede davvero che il popolo ucraino abbia il diritto di determinare il proprio futuro, non si sarebbe impegnato a nominare le figure del governo ucraino o a cercare di configurare il governo ucraino. Invece Washington avrebbe lasciato la formazione del governo di Kiev al popolo ucraino.

Camuffare nel parlamento nella Rada il colpo di Stato
I leader dell’opposizione cercano d’ingannare platealmente gli ucraini e il mondo sequestrando il ramo legislativo del governo del Paese. Vi sono forti possibilità che ciò sia fatto con il coordinamento e l’incoraggiamento dei governi di Stati Uniti e Unione europea. Per legittimarsi, l’opposizione ucraina usa il Parlamento ucraino o Verkhovna Rada. La Rada era già un luogo fortemente danneggiato da politici notoriamente disonesti che dominavano sia la maggioranza che l’opposizione della camera, semplice notaio legislativo. In altre parole, la leadership dell’opposizione ucraina cerca di legittimare il colpo di Stato a Kiev utilizzando l’anchilosata Rada ucraina. La Rada non era nel pieno decoro in tale votazione. L’opposizione ha inizialmente usato l’instabilità e la fuga del governo per dichiarare opportunisticamente legittimi i contestati voti alla Rada. Ciò è accaduto mentre circa la metà dei parlamentari ucraini era assente o in clandestinità per le violenze e i disordini a Kiev. In altre parole, i leader dell’opposizione hanno usato l’assenza di circa la metà dei parlamentari nella Rada per dare una finta legalità al loro colpo di Stato, cogliendo l’occasione approvando una legge parlamentare che sarebbe stata respinta se tutti i membri della Rada fossero stati presenti e votanti. Anche se sotto il controllo dell’opposizione, la Rada aveva ancora un numero sufficiente di parlamentari per tenere una sessione di emergenza, ma vi furono serie questioni procedurali, tecniche, giuridiche, etiche e costituzionali su ciò che accadeva. Per indire una sessione di emergenza, la Rada ha bisogno di almeno 226 dei suoi parlamentari. Sotto la guida dell’opposizione vi erano inizialmente 239 deputati, ma ciò non autorizzava l’opposizione ad approvare una qualsiasi legge o a far finta che la Rada operasse in sessione costituzionale regolare. Inoltre, vi erano importanti procedure specifiche necessarie da seguire, che i partiti dell’opposizione ignorarono e violarono. Il maggiore partito dell’Ucraina, il Partito delle Regioni e gli altri partiti filo-governativi o indipendenti non erano presenti al voto alla Rada. Anche se un numero crescente di deputati filo-governativi ora inizia a negoziare con l’opposizione e una fazione dei deputati del Partito delle Regioni è tornata alla Rada per proteggersi, l’assenza di molti deputati e il fatto che tutti parlamentari ucraini non fossero nella Rada a contestare l’azione dell’opposizione rende, per lo meno, la normativa passata discutibile. Esaminando altri fattori, le leggi approvate dalla Rada sono ancora più discutibili. Il presidente della Rada (portavoce o presidente), Volodimir Rybak, non era presente alla lettura delle proposte nella Rada. Rybak si sarebbe dimesso dal suo incarico. Non solo la persona eletta presidente della Rada da una sessione costituzionale deve essere presente al voto, ma il presidente della Rada deve approvare gli atti adottati firmandoli prima che siano trasmessi al ramo esecutivo del governo, per la promulgazione. Né i decreti possono divenire leggi o essere promulgati dopo il voto alla Rada senza la firma finale presidenziale. L’unico modo con cui un veto presidenziale può essere ribaltato è che i due terzi dei deputati della Rada sostengano un disegno di legge dopo il veto presidenziale, in questo caso il presidente o il presidente della Rada devono firmare il disegno di legge per adottarlo come legge.
L’opposizione ha cercato di aggirare l’approvazione presidenziale e l’assenza del presidente della Rada. Invece i capi dell’opposizione hanno scelto unilateralmente il nuovo presidente, Oleksandr Turchynov, in modo da far avanzare la loro agenda politica senza essere contestati. La nomina di Turchynov a presidente della Rada è stata pensata per dare agli atti parlamentari dell’opposizione ucraina una legittimità. L’opposizione ha nominato Turchynov affermando di aver seguito la costituzione, perché un presidente della Rada supervisionasse le proposte dei partigiani e li approvasse. Inoltre, Oleksandr Turchynov non solo sorveglia e approva gli atti unilaterali dell’opposizione ucraina, ma li trasforma in leggi essendo anche il presidente dell’Ucraina in carica. Ciò che ha fatto Turchynov, tuttavia, è illegale per una serie di motivi. In primo luogo, la maggioranza della Rada, cioè di tutti i deputati del Parlamento ucraino, deve nominare prima un nuovo presidente o portavoce della Rada per sovrintendere alla votazione parlamentare. Ciò non è avvenuto perché molti membri della Rada mancavano quando fu scelto. In secondo luogo, Turchynov non può assumere il ruolo di presidente della Rada, da primo vice-presidente o assumendo la carica di presidente ad interim, fin quando il presidente Viktor Janukovich si dimette o viene processato dalla Rada, cosa che non è avvenuta quando è stato nominato presidente. Usando le divisioni nella gerarchia sconcertata del partito delle Regioni, l’opposizione ha cercato di coprire la sua incostituzionalità. Dopo che Turchynov è stato nominato presidente della Rada, l’opposizione ha fatto sì che una fazione del Partito delle Regioni ritornasse alla Rada e che una serie di deputati indipendenti mettesse sotto accusa il presidente Janukovich. Questi parlamentari del Partito delle Regioni ed indipendenti collaborano con l’opposizione al fine di mantenere il posto o garantirseli con il nuovo regime politico a Kiev. La Rada è ora solo un ente di approvazione controllato dall’opposizione, che già agisce illecitamente. Anche se c’è ancora incertezza o discussioni se la versione 2004 o 2010 della Costituzione ucraina sia attiva, l’articolo 82 della Costituzione ucraina (a prescindere di qualsiasi versione) stabilisce che la Rada è la sola “competente, a condizione che non meno dei due terzi della sua composizione costituzionale siano stati eletti“. Si discute dei nuovi regolamenti sui media e dell’espulsione dei media russi dall’Ucraina. Svelando quanto siano false loro inclinazioni democratiche, i capi dell’opposizione minacciano di usare la Rada per vietare, inoltre, i partiti che gli si oppongono. Ciò include il divieto del Partito delle Regioni di Viktor Janukovich. Il Partito delle Regioni non è solo il partito politico più ampio, detiene anche quasi il quaranta per cento dei seggi della Rada. Nessun altro partito politico si avvicina al suo sostegno, nel panorama politico ucraino o nella Rada. Escludendo i seggi parlamentari dei suoi alleati nella Rada unicamerale, con 442 seggi, il Partito delle Regioni ne occupa 165 da solo. I partiti politici e coalizioni di opposizione comprendenti l’Unione pan-ucraina Patria (Batkivshchyna), l’Alleanza democratica per la riforma ucraina e Svoboda, hanno in totale 167 seggi. Non vi è alcun dubbio su chi abbia la maggioranza del sostegno degli elettori ucraini. La messa al bando del Partito delle Regioni annulla essenzialmente la scelta elettorale della maggioranza degli ucraini. I capi dell’opposizione vogliono anche utilizzare illecitamente la Rada per mettere fuori legge il Partito Comunista ucraino. Il Partito Comunista ucraino ha definito la cosiddetto protesta EuroMaidan/Euromaidan un colpo di Stato eterodiretto contro l’Ucraina e il suo popolo. Le minacce dell’opposizione di vietare il Partito Comunista ucraino, e addirittura di ucciderne gli aderenti per le strade, sono volte a punirlo per la posizione e il sostegno dato al governo ucraino contro le proteste antigovernative a Kiev.

La balcanizzazione dell’Ucraina? L’Ucraina seguirà la via della Jugoslavia?
Sembra che forse il peggio debba ancora venire. L’Ucraina è destinata a fare la fine dell’ex-Jugoslavia? La questione è stata dibattuta sempre più seriamente. Andrej Vorobjov, diplomatico russo a Kiev, ha anche commentato, con grande angoscia per il governo ucraino, che la federalizzazione può essere la soluzione migliore per l’Ucraina e che l’Ucraina era già in uno Stato federale de facto. Le ragioni dietro l’angoscia per i commenti sulla federalizzazione sono l’ansia crescente delle autorità e dei cittadini ucraini sulla possibilità che il loro Paese possa dividersi o frammentarsi. Prima della presa del potere dell’opposizione a Kiev, nel febbraio 2014, l’Ucraina era già un Paese dalla società polarizzata. La parte occidentale dell’Ucraina è sotto l’influenza e il controllo dell’opposizione, mentre le porzioni orientali e meridionali sono sotto l’influenza e il controllo del Partito delle Regioni e dei suoi alleati politici. Le azioni dell’opposizione esterne al quadro della democrazia, hanno aperto la porta all’illegalità e al decentramento del potere governativo. Diverse aree dell’Ucraina sono cadute nelle mani delle milizie d’opposizione. La milizia di Aleksandr Muzychko, uno dei capi dell’opposizione ultra-nazionalista e fervente oppositore della Russia, che combatté a fianco dei separatisti ceceni a Groznij contro l’esercito russo, ora controlla diverse città occidentali dell’Ucraina. Minaccia la guerra contro il governo ucraino utilizzando carri armati e armi pesanti. La macchinazioni politiche di tutti sono attive. Dopo l’avvento dell’opposizione, funzionari del partito delle Regioni del presidente Janukovich gli attribuiscono la responsabilità dei morti a Kiev e lo condannano come vigliacco e traditore, praticamente ignorando il ruolo che i capi dell’opposizione hanno giocato nell’accendere la crisi politica e le perdite di vite. Temendo le frange violente dell’opposizione, il Partito delle Regioni ha inoltre condannato la campagna di intimidazioni e minacce dell’opposizione nei confronti del Partito delle Regioni e dei suoi sostenitori. Vi sono deputati della Rada, parlamentari del Partito delle Regioni, che restano nelle regioni orientali e meridionali dell’Ucraina avendo paura di tornare a Kiev per via  delle milizie dell’opposizione, in cui hanno il sopravvento. Vi sono rapporti su un parlamento parallelo creato nella parte orientale e meridionale dell’Ucraina, che potrebbe effettivamente dividere il Paese come la Bosnia, divisa quando i serbi bosniaci crearono il proprio parlamento parallelo dopo che quello di Sarajevo ignorò la formula comunitaria della Bosnia, che sostanzialmente garantiva il diritto di veto alle comunità bosniaca, croata e serba di Bosnia  permettendo la co-esistenza. Il silenzio inaudito sulla metà dell’Ucraina, che i media mainstream di Stati Uniti e Unione europea si rifiutano di riconoscere, ora s’inasprisce e prepara l’ampliamento delle violenze a Kiev. Si teme la diffusione delle violenze perpetrate dall’opposizione militante. Le violenze hanno già iniziato a toccare Kharkov.
Ora la penisola di Crimea russofona chiede la secessione, annullando la decisione di Nikita Krusciov di staccare la penisola di Crimea dalla Russia sovietica per premiare l’Ucraina sovietica a simbolo dell’unità e dei legami tra la Russia e l’Ucraina. Se la penisola di Crimea dovesse separarsi, ci sono suggerimenti che la Russia possa intervenire militarmente nella penisola. Se questo dovesse accadere, avverrebbe attraverso un invito dei funzionari della Crimea e della Rada autonoma (Duma o Parlamento) della Crimea, che già nel giugno 2006 crearono una legislazione che vieta alle forze della North Atlantic Treaty Organization (NATO) di entrare nel territorio della Crimea, mentre definiva Viktor Jushenko, il presidente pro-NATO dell’Ucraina, fantoccio di Stati Uniti ed Unione europea. La preoccupazione per l’intervento russo è stata anche affrontata con ironia ipocrita e l’indiretto avvertimento di Susan Rice al Cremlino di non inviare truppe in Ucraina. La Repubblica Autonoma di Crimea, sede della minoranza musulmana dell’Ucraina, non è l’unico luogo in Ucraina minacciato d’intervento per il colpo di Stato a Kiev. Per affrontare l’opposizione violenta e armata ucraina, che ha destabilizzato Kiev, delle contro-milizie si sono formate in luoghi come gli oblast di Kharkov e Donetsk nelle parti orientali e meridionali dell’Ucraina. Funzionari ucraini provenienti da queste regioni dell’Ucraina, hanno anche detto che non riconoscono la Rada di Kiev come legittima e che la legislazione da essa adottata è illegale e nulla. La politica polarizzata dell’Ucraina si sovrappone ai confini della religione organizzata. Mentre la maggioranza degli ucraini è cristiana appartenente alla Chiesa Russa Ortodossa di Ucraina (chiamata semplicemente Chiesa ortodossa ucraina), c’è anche una divisione tra loro legata alla politica nazionalista. Circa la metà dei seguaci della Chiesa ortodossa ucraina guarda al Patriarca Kirill di Mosca come suo patriarca e primate supremo della Chiesa ortodossa ucraina, ma l’altra metà appartiene alla porzione sfuggita alla Chiesa ortodossa ucraina, che segue il Patriarca Filaret di Kiev. Almeno in termini nominali, ultra-nazionalisti e sostenitori dell’opposizione per lo più seguono il Patriarcato di Kiev e coloro che sostengono il Partito delle Regioni, in genere guardano a Mosca come centro spirituale. Queste divisioni possono essere manipolate per uno scenario di tipo jugoslavo. Il quadro si complica quando si esaminano le minoranze religiose in Ucraina. Cattolici ucraini, uniati della Chiesa greco-cattolica e cattolici romani, in genere sembrano favorire l’opposizione e l’integrazione con l’Unione europea. Vi è effettivamente crescente risentimento verso i cattolici ucraini, visti come agenti polacchi dai membri della Chiesa ortodossa ucraina. Nonostante la ben nota e pubblicizzata avversione per gli ebrei di una parte dell’opposizione (vi sono anche opinioni negative analoghe sugli ebrei, storicamente esistite in Ucraina, tra alcuni sostenitori del governo), gli ebrei ucraini sono divisi tra pro-governativi e antigovernativi. Secondo il Jerusalem Post e l’Agenzia telegrafica ebraica, gli ebrei ucraini hanno preso parte alle proteste antigovernative a fianco degli ultra-nazionalisti ucraini. I musulmani ucraini, tre quinti dei quali tartari di Crimea, d’altra parte sembrano sostenere in generale la parte filo-governativa, anche se vi è il supporto musulmano ai partiti di opposizione. I musulmani ucraini, tuttavia, sono prudenti e non supportano la dissoluzione dell’Ucraina o i sentimenti separatisti esistenti tra la comunità russa.

Le linee offuscate tra ucraini e russi
La politica del Paese dell’Europa orientale è ancora più complicata dal fatto che la lingua russa è prevalente nelle regioni orientali e meridionali dell’Ucraina. C’è un contenzioso sui numeri esatti. Per via della vicinanza delle due lingue, russa e ucraina, in alcune parti dell’Ucraina è difficile capire se la popolazione locale parla un dialetto ucraino o russo. Ancora più sconcertante, i confini tra identità e lingua ucraina e russa non sono netti. A parte le lingue e il fatto che ucraino e russo una volta erano una sola lingua, c’è una linea sfocata su chi sia etnicamente ucraino e chi russo. Circa il trenta per cento degli ucraini si considera russo con madrelingua russa, e che sono russofoni secondo il governo ucraino, ma solo circa la metà di questi cittadini ucraini russofoni è in realtà etnicamente Russkye (di etnia russa). Il lavoro sociologico condotto nel 2004 afferma che il numero di russofoni è in realtà molto più alto, e che russo e ucraino sono effettivamente usati quasi allo stesso modo. C’è anche una minoranza di etnia russa che parla ucraino come prima lingua e una molto più grande minoranza di ucraini etnici che parla russo come prima lingua. Molti cittadini ucraini sono anche bilingue e c’è anche preferenza per l’uso del russo come lingua commerciale e quotidiana in molte parti dell’Ucraina. Nell’ambito del processo storico e sociologico, gli ucraini etnici hanno adottato l’identità dei russi etnici e viceversa, russi hanno adottato l’identità di ucraini etnici. Quando è stato richiesto, molti cittadini ucraini non erano nemmeno sicuro se fossero Russkye o di etnia ucraina. Se qualcosa va ricordato delle cause della Prima Guerra Mondiale e della Seconda Guerra Mondiale, dovrebbe essere il nazionalismo e il sentimento di eccezionalità usati come oppiacei per catturare e manipolare i cittadini per supportare la guerra e l’ascesa degli opportunisti. I capi dell’opposizione ucraina hanno deliberatamente promosso e alimentato sentimenti ultra-nazionalisti per accecare e manipolare i loro seguaci. Il nazionalismo ucraino, in particolare nell’occidente filo-Unione Europea, è stato formulato sulla base di insani sentimenti antirussi e sul concetto distorto di superiorità culturale dell’Unione europea e inferiorità culturale degli slavi orientali (in particolare russi, ma anche ucraini e bielorussi). Le molteplici convergenze tra ucraini e russi e il complesso rapporto tra le identità ucraine e russe  causarono gli atteggiamenti decisamente antirussi dell’opposizione tradizionale, che in parte apertamente glorifica Adolf Hitler, il Terzo Reich e l’invasione dell’Unione Sovietica, minacciando la solidarietà sociale ucraina e le future relazioni di Kiev con la Russia e gli altri Paesi confinanti con l’Ucraina.

Rivoluzione per la democrazia o sovversione dell’Unione europea?
La crisi in Ucraina non ha avuto luogo perché il governo ucraino è corrotto o usava la forza contro i manifestanti in Piazza dell’Indipendenza a Kiev. E’ iniziata perché il governo ucraino ha rifiutato di firmare l’accordo di associazione UE-Ucraina nel novembre 2013. Questo è il motivo per cui le violenze a Kiev hanno avuto incondizionatamente copertura politica dalla dirigenza di Stati Uniti e Unione europea, legittimandole internazionalmente, ma ha anche avuto il sostegno dei media sotto forma di parzialità a favore dell’opposizione. I social media erano saturi di propaganda e video fasulli, come il video del Council for Foreign Relations “Io sono un ucraino” di YouTube, che dipinge un quadro distorto delle ragioni della rivolta antigovernativa. Come  propaganda che ignora le motivazioni delle proteste antigovernative, il video “Io sono un ucraino” ignora del tutto il fatto che le proteste a Kiev non furono avviate da rivendicazioni democratiche, ma dal rifiuto del governo ucraino nel firmare l’accordo con l’Unione europea. In realtà, il governo ucraino e il Partito delle Regioni erano inizialmente assai favorevoli all’accordo di associazione con l’Unione europea, ma dopo che l’UE si rifiutò di rinegoziare l’accordo o di dare garanzie finanziarie e sollievo economico a Kiev per le perdite commerciali e i superiori prezzi del gas che l’Ucraina avrebbe dovuto affrontare a seguito della firma dell’accordo. Inoltre, gli oligarchi ucraini allineati con il presidente Janukovich e il suo Partito delle Regioni si resero conto che l’accordo avrebbe permesso alle imprese dell’Unione europea di smantellare le proprie aziende e sostituirne il monopolio con quelli corporativi dell’UE. L’accordo UE avrebbe costretto l’Ucraina a cambiare molte leggi e regolamenti commerciali penalizzando le imprese degli oligarchi ucraini e, in termini economici, consentendo a che l’Ucraina venisse saccheggiata e ridotta a colonia dell’Europa orientale. Il governo ucraino non ha firmato l’accordo UE perché è filo-russo. Anche se il Partito delle Regioni si rivolge politicamente agli ucraini filo-Russia, chi dice o pensa che la leadership del Partito delle Regioni sia filo-russo o che il Partito delle Regioni sia filo-russo, è grossolanamente male informato o appiattito. Per molti anni la leadership del Partito delle Regioni ha anche apertamente detto di non essere ostile alla NATO e Viktor Janukovich, da primo ministro, attuò anche le politiche d’integrazione alla NATO che il presidente Leonid Kuchma perseguiva. Il governo ucraino non ha firmato l’accordo dell’Unione europea per l’associazione UE-Ucraina, per via dei propri interessi e non per sentimenti positivi verso la Russia. Se solo l’accordo avesse mirato all’economia ucraina senza mettere in discussione i monopoli e i privilegi degli oligarchi ucraini, il presidente Janukovich e il governo ucraino avrebbero firmato senza alcuna esitazione. L’accordo UE, tuttavia, era semplicemente impossibile e suicida per gli oligarchi e l’economia ucraini. L’accordo con l’UE in aggiunta avrebbe costretto l’Ucraina a tagliare i suoi rapporti commerciali con i principali partner economici, la Russia e gli altri membri del Commonwealth degli Stati Indipendenti (CSI), senza avere alcuna alternativa. Sarebbe stato politicamente mortale per il Partito delle Regioni.

La corsa euro-atlantica verso l’Eurasia: usare Kiev contro la Russia e oltre…
Il sostegno di Stati Uniti ed Unione europea all’opposizione ucraina, anche se in parte, ha per scopo trascinare l’Ucraina nella loro orbita e circondare, isolare ed infine sovvertire la Federazione russa. Gli orangisti rinascenti e la nuova coalizione dell’opposizione hanno formato un nuovo fronte, che può essere definito fronte neo-orangista, intensamente volto a trascinare l’Ucraina nell’orbita euro-atlantica di Washington e Commissione europea con l’eventuale adesione a enti e strutture sovranazionali come NATO ed Unione Europea. Questi politici dell’opposizione crearono il caos dopo la rivoluzione arancione, quando diressero l’Ucraina. Resta da vedere se potranno ri-orientare l’Ucraina nella zona euro-atlantica (la parola “euro-atlantica” mimetizza il ruolo degli Stati Uniti in Europa, che più propriamente dovrebbe essere chiamata area euro-statunitense). Quando i capi dell’opposizione dominavano l’Ucraina, erano occupati a rubare e a combattersi per perseguire gli obiettivi di Stati Uniti ed Unione europea. Julija Tymoshenko, quando era prima ministra, e il presidente orangista Viktor Jushenko erano ancora occupati ad accusarsi di corruzione e tradimento. C’era una simultanea campagna per cancellare la storia e i profondi legami storici dell’Ucraina con la Russia dall’era sovietica e pre-sovietica. Non solo la Federazione Russa fu demonizzata e la lingua russa discriminata dall’opposizione e dagli elementi ultra-nazionalisti, ma i cittadini ucraini russi o con opinioni favorevoli ala Russia e all’integrazione eurasiatica furono anche dipinti come traditori, stranieri e nemici dell’Ucraina. Tutti i ricordi della storia comune con la Russia furono attaccati, compresi i monumenti ai soldati caduti che difesero l’Ucraina e l’Unione Sovietica dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale o, come viene detta in Ucraina e in Russia, la Grande Guerra Patriottica.
Riguardo Siria e Iran, è stato ripetutamente affermato molte volte che la strada per Teheran passa per Damasco, e che gli Stati Uniti e i loro alleati hanno preso di mira la Siria per colpire l’Iran. Riguardo l’Ucraina e la Russia, un assioma molto simile è applicabile. La strada per Mosca passa da Kiev. L’acquisizione dell’Ucraina è parte integrante di una campagna geo-strategica contro i russi, come la campagna del cambio di regime contro Damasco, in misura minore. Il cambio di regime in Ucraina è parte di una guerra occulta e palese nei confronti della Federazione russa. La Rada del governo fantoccio in Ucraina eliminerà uno dei partner più importanti di Mosca. Se l’Ucraina aderisce a UE e NATO, minaccerà direttamente i confini occidentali della Russia e la sicurezza di una delle più importanti basi navali russe, con la base della Flotta russa del Mar Nero a Sebastopoli in Crimea. Se si aggraveranno, gli eventi in Ucraina colpiranno la sicurezza e le relazioni diplomatiche di tutti i Paesi dell’Europa orientale. La Polonia è già vista con diffidenza da Bielorussia e Russia. Il governo polacco, nella sua interazione con l’Ucraina, ha agito come il governo turco ha agito nei confronti della Siria. Con l’appoggio dei governi di Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Francia, Varsavia ha sostenuto le forze antigovernative ucraine in molteplici modi, proprio come Ankara ha sostenuto le forze antigovernative e le operazioni di cambio di regime in Siria in diversi modi. La Russia non è sola. La Federazione russa non è l’unico Paese preoccupato di quanto è successo in Ucraina. L’allontanamento dell’Ucraina dalla Russia si propone inoltre d’isolare la Russia dall’Europa e ridurre l’Unione Eurasiatica formata da Russia, Kazakistan e Bielorussia in un progetto prevalentemente asiatico, invece che in un progetto europeo e asiatico. I governi bielorusso e kazako sono preoccupati. Paesi come Armenia, Kirghizistan, Iran e Cina guardano gli eventi a Kiev con preoccupazione. L’Ucraina è un partner di questi Paesi che vedono il conflitto in Siria e le rivolte antigovernative in Ucraina e Venezuela parte della guerra globale che gli Stati Uniti hanno intrapreso contro di loro e i loro alleati. Le opinioni degli iraniani non sono molto diverse da quelle dei russi. L’Iran ha espresso preoccupazione che ciò che è stato avviato a Kiev comporti l’eventuale disgregazione dell’Ucraina con ampie conseguenze destabilizzanti nella regione del Caucaso, che condivide il Mar Nero con l’Ucraina e si unisce all’Iran. Il capo delle forze armate iraniane ha anche commentato il colpo di Stato come “passaggio dall’indipendenza alla dipendenza.” Giusto per dare un’idea sull’importanza del valore che questo gruppo di Paesi da all’Ucraina, va osservato che i cinesi hanno firmato il 5 dicembre 2013 un accordo bilaterale annunciando che l’Ucraina era un partner strategico di Pechino. Nell’accordo vi è l’impegno cinese a fornire a Kiev protezione militare con l’ombrello nucleare cinese. I governi di Ucraina, Cina e Russia hanno discusso l’ammissione dell’Ucraina nell’Accordo di cooperazione di Shanghai (SCO).
Non c’è dubbio che il governo ucraino sia corrotto, ma l’opposizione non è migliore ed è altrettanto corrotta. Non si può negare, tuttavia, che quando si tratta del sostegno popolare del popolo ucraino, il Partito delle Regioni e i suoi alleati politici ne ricevono uno maggiore rispetto all’opposizione che ha sequestrato il Paese con l’uso della forza e delle intimidazioni. Né quei funzionari del partito della Regioni, ruffiani timorosi verso l’opposizione al potere, possono giustificare o nascondere il colpo di Stato a Kiev cercando di decidere se salvarsi la pelle o la situazione. Anche se è innegabile che l’opposizione abbia originariamente pianificato il colpo di stato, solo quando i mezzi democratici sono esauriti può essere legittimo un tale uso della forza. I capi dell’opposizione ucraina hanno galvanizzato i loro sostenitori mobilitandoli a Kiev e spingendo un’escalation violenta, mentre la metà pro-governativa del Paese è rimasta immobile. Come già detto in precedenza, ai numeri mostrati per le strade di Kiev dall’opposizione corrispondono i numeri altrettanto grandi o forse anche più grandi, di ucraini che vi si oppongono. Che dire delle loro opinioni sul futuro dell’Ucraina?

1ukraine_map_region_vote-1024x576Copyright © 2014 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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4 Responses to La strada per Mosca passa da Kiev: un colpo di Stato che minaccia la Russia

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  2. Ogni qualvolta che si legge un’articolo di questa ampiezza, si resta frastornati,per la capacità imperialista che sottende e per l’incapacità dei popoli a non farsi avviluppare nella ragnatela tessuta da soggetti che organicamente e oggettivamente sono coinvolti in modo inequivocabile con il potere la corruzzione e l’omicidio.Chi oggi ha preso il potere con i modi che sappiamo,non’è certamente un soggetto politico nuovo,o affidabile,sappiamo che da quando si è materializzato sulla scena politica di quel paese,ha fatto di tutto,per staccarlo dal contesto naturale d’appartenenza.L’imperialismo americano in primis,con tutti i loro ascari europei,non si fermeranno,con i soliti richiami al dettato della pace fra i popoli,loro vogliono e organizzano la guerra fra i popoli.Infatti anche nel loro paese,così come in tutti gli altri,che necessitano di attrezzarsi in tal senso,hanno accelerato alcune istanze che di democratico non’hanno nulla semmai hanno del fascistoide,nazista.Cosa vogliono dire e dirci,la creazione e il riassetto di centinaia di campi di detenzione,o concentramento? Cosa si sta preparando al popolo americano,ma non solo a lui,con la creazione di enormi cimiteri?Si stanno approntando gli strumenti per far fronte allo sterminio,che l’imperialismo fascista di marca u.s.a,ha pianificato?Che tutto il “contorno”,Kyev in ordine temporale,ma vi è stato Libia,irack,Afganistan,Attacco alle torri,con varo delle leggi antidemocratiche,Siria, sono solo un passaggio,o meglio un’arma,puntata alla tempia di tutti i popoli,in quanto è deciso che l’umanità debba attraversare nuovamente il suo non’essere umanità?E mai possibile che 4 famiglie attraverso il controllo delle grandi corporate,dell’industria petrolifera,finanza,fondazioniil cui scopo è geopolizzare il pianeta in funzione di un unico pensiero,un’assetto economico politico e militare.Riprendendo dai punti di rottura dei precedenti imperi,per costituirne uno,l’unico,l’impero planetario?

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