Il colpo di Stato preventivo di Obama in Burkina Faso

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 5/11/2014

Thomas-Sankara-discourantDopo la rivolta popolare che ha costretto il vecchio dittatore del Burkina Faso, Blaise Compaoré, a cedere il potere dopo 27 anni di dominio, sostenuto da Stati Uniti e Francia, il presidente Barack Obama ha dovuto agire velocemente. La Casa Bianca ha voluto assicurarsi che i fedelissimi del predecessore assassinato da Compaoré, l’icona marxista Thomas Sankara, un uomo che sua madre, l’esperta dell’Agenzia USA per lo Sviluppo Internazionale (USAID)/Central Intelligence Agency (CIA) Ann Dunham Soetoro avrebbe contribuito a rovesciare nel 1987, non ritornino al potere nella nazione senza sbocco sul mare dell’Africa occidentale. L’Africa Command (AFRICOM) a Stoccarda, è rapidamente entrato in azione assicurandosi che i militari del Burkina Faso nominino il tenente colonnello Isaac Zida presidente “ad interim” del Burkina Faso. Obama, il direttore della CIA John O. Brennan e l’AFRICOM temono che il principale partito d’opposizione, Unione per la Rinascita/Movimento Sankarista (UNIR/MS) possa formare un nuovo governo. Il leader di UNIR/MS, Bénéwendé Stanislas Sankara, parente del defunto Thomas Sankara e avvocato della famiglia Sankara, ha una buona possibilità di divenire il nuovo presidente del Burkina Faso. Tuttavia, Zida, laureatosi presso l’Università delle US Joint Special Operations della MacDill Air Force Base di Tampa, Florida, e in un corso d’intelligence militare dell’AFRICOM in Botswana, è stato rapidamente imposto dall’amministrazione Obama sostituendo Compaoré, fuggito nella vicina Costa d’Avorio. Il presidente ivoriano Alassane Ouatarra, la cui madre è nata in Burkina Faso, è ritenuto un burattino di Banca Mondiale, Pentagono e Israele. Il Burkina Faso dell’amico di Obama, Compaoré, ha permesso la creazione di una base dei droni USA nel Paese, un’operazione classificata con il nome in codice SAND CREEK, e annunciato la creazione di centro d’intelligence militare regionale aggregato all’ambasciata degli Stati Uniti, dal nome in codice AZTEC ARCHER.

Bénéwendé Stanislas Sankara

Bénéwendé Stanislas Sankara

Mentre veniva assegnata ad una delle operazioni segrete sotto copertura non ufficiale (NOC) nell’ambito di un nebuloso lavoro presso la Banca mondiale, la madre francofona di Obama lavorava in Ghana quando Sankara, versione africana del leader rivoluzionario cubano Ché Guevara che aveva sottratto il Burkina Faso dalla tutela della Banca Mondiale, veniva assassinato dal capitano dell’esercito Compaoré e dai suoi ufficiali ribelli. Compaoré ordinò che il corpo di Sankara venisse smembrato e sepolto in una tomba anonima. Compaoré invertì la politica di Sankara centrata sulla colonia francese isolata che abbandonava l’utilizzo del nome coloniale “Alto Volta”, sostituendolo con “Burkina Faso” e nazionalizzava le industrie di proprietà straniera. Compaoré rientrò nella Banca Mondiale e nel Fondo Monetario Internazionale, e privatizzò le industrie nazionalizzate da Sankara, affrettandosi a ristabilire stretti rapporti con Francia e Stati Uniti. La presenza della madre di Obama ad Accra, durante il colpo di Stato del 1987 in Burkina Faso, ricorda la sua fortunata presenza a New York City nel 1985, mentre lavorava per la Fondazione Ford. Nel 1985, la CIA decise di lanciare l’operazione per rovesciare il presidente di sinistra del Suriname Desi Bouterse. La CIA si avvalse del sostegno della comunità imprenditoriale espatriata del Suriname, che in gran parte viveva a New York City. La madre di Obama, che parlava giavanese dal quando era stata in Indonesia, poté coordinare le operazioni anti-Bouterse con gli espatriati del Suriname, la maggior parte dei quali erano giavanesi emigrati nel Suriname dalle Indie orientali olandesi durante il dominio coloniale olandese. Il presidente Obama ha diligentemente ripreso il “bagaglio” della madre nei rapporti con i Paesi dove operava clandestinamente. Si rifiutò d’incontrare Bouterse, tornato alla presidenza del Suriname con le elezioni del 2010. Nel 2013, il figlio di Bouterse, Dino Bouterse, mentre viaggiava con passaporto diplomatico fu arrestato dall’US Drug Enforcement Administration (DEA) a Panama, e a New York fu accusato, in modo inconsistente, di aiutare Hezbollah. Obama ordinò anche pressioni finanziarie sull’Indonesia dopo la nomina del presidente Joko Widodo. Il calo del prezzo del petrolio, ritenuto una fabbricazione di Wall Street, non solo colpisce Russia e Iran, ma anche l’Indonesia. Jokowi, come è popolarmente noto, ha sconfitto il candidato dei militari indonesiani, il generale in pensione Prabowo Subianto, dopo un’elezione contestata. Obama, la cui madre e il patrigno indonesiano, il tenente colonnello in pensione Lolo Soetoro che, come il nuovo dittatore del Burkina Faso Zida, è stato addestrato dai militari negli Stati Uniti, sostennero il colpo di Stato della CIA del 1965 contro il presidente indonesiano Sukarno. Jokowi è il candidato scelto da Megawati Sukarnoputri, figlia di Sukarno e lei stessa ex-presidentessa dell’Indonesia. Riguardo Burkina Faso, Suriname e Indonesia, Obama e il suo direttore della CIA, Brennan, perpetuano l’eredità e il bagaglio politico di Ann Dunham, con cui sanciscono la politica estera statunitense.

Le basi dei droni USA in Africa

Le basi dei droni USA in Africa

Se i sankaristi tornano al potere a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, ci sarà senza dubbio un regolamento di conti con gli Stati Uniti. Il futuro dell’US Joint Special Operations Air Detachment, che fa volare i droni nella regione sahariana e si trova presso l’aeroporto internazionale di Ouagadougou, sarebbe in pericolo, insieme al grande centro congiunto d’intelligence militare degli Stati Uniti presso la loro ambasciata. Sankara, che elogiò la Cuba di Fidel Castro e il Presidente Daniel Ortega del Nicaragua, era un obiettivo importante per la CIA, ed i suoi eredi politici del Burkina Faso continueranno ad essere nel mirino di Langley. Nell’ottobre 1987, Sankara elogiò Guevara a una cerimonia di commemorazione del 20° anniversario dell’esecuzione del leader rivoluzionario cubano per mano di uno squadrone della morte della CIA in Bolivia. Sankara disse, lodando gli ideali rivoluzionari di Guevara, “i rivoluzionari possono essere uccisi, ma non si possono ucciderne le idee”. Quando decise di respingere i prestiti e le sovvenzioni di FMI/Banca Mondiale, Sankara dichiarò in conferenza stampa, “Dobbiamo parlare con una sola voce, dicendo che questo debito non può essere pagato. E poiché Io sono una voce solitaria, sarò assassinato. Dobbiamo dirlo insieme, non possiamo pagare perché dobbiamo lavorare per costruire un futuro per il nostro popolo. Se solo il Burkina Faso si rifiuta di pagare, non sarò qui alla prossima conferenza”. Due settimane dopo aver fatto queste osservazioni, il 15 ottobre 1987, il vice di Sankara, Compaoré, da allora festeggiato più volte da Obama negli Stati Uniti, entrò nella stanza dove Sankara era seduto e gli sparò due volte a bruciapelo. Sankara si accasciò sulla sedia morto. Compaoré coordinò il colpo di Stato con la stazione della CIA presso l’ambasciata degli Stati Uniti di Ouagadougou e la stazione della Direzione generale per la sicurezza esterna (DGSE) francese presso l’ambasciata francese. C’era anche il forte sospetto del coinvolgimento del Mossad nel colpo di Stato.
Sparì la voce dell’uomo che disse, “come esercito al servizio della rivoluzione, l’esercito popolare nazionale non ospiterà un solo soldato che guardi con disprezzo o brutalizzi il popolo… ma coloro che lottano contro coloro che affamano il popolo, gli speculatori agricoli e i capitalisti di ogni tipo… sono per l’assistenza sanitaria a tutti… gli scambi con tutti i Oaesi su un piano di parità e in base dal mutuo vantaggio… m’indigna pensare ai palestinesi, che un’umanità disumana ha deciso di sostituire con un altro popolo, un popolo fino a ieri martoriato… vorrei sentirmi anche vicino ai compagni del Nicaragua i cui porti sono minati, i villaggi bombardati e che, nonostante tutto, affrontano il destino con coraggio e lucidità… cosa più pietosa e terribile, sì, sono le spaventose arroganza, insolenza e incredibile ostinazione di un piccolo Paese del Medio Oriente, Israele. Con l’indescrivibile complicità del suo potente protettore, gli Stati Uniti, Israele continua a sfidare la comunità internazionale da oltre vent’anni… Le idee non muoiono”.
L’insediamento per mano di Obama e di AFRICOM di Zida a sostituto di Compaoré, è volto ad impedire che i sankaristi non parlino mai più di Guevara, Castro e Thomas Sankara dalle piazze del Burkina Faso.

Isaac Zida

Isaac Zida

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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One Response to Il colpo di Stato preventivo di Obama in Burkina Faso

  1. Era inevitabile che il popolo del Burkina Faso si trovasse in questa situazione!
    Che ci si può aspettare da un uomo che ha fatto assassinare il suo amico e fratello Thomas Sankara, che dirige questo Paese col pugno di ferro da 27 anni, che impedisce ad ogni cittadino di sfidarlo democraticamente? La stessa persona ha ospitato sul suo suolo i ribelli che hanno tentato, il 19 settembre 2002, di rovesciare il suo omologo e “fratello” africano Laurent Gbagbo (legittimamente eletto in Costa d’Avorio nell’ottobre 2000) mentre era in visita ufficiale in Italia.
    Era inevitabile che prima o poi, il popolo burkinabè dovesse fare i conti col suo tiranno.
    Il problema non è Compaoré che cerca di mantenersi al potere, ma piuttosto i suoi supporters e soprattutto la sua cerchia di parenti e amici che sono coscienti di sostenere un dittatore; ma poiché questo ultimo garantisce loro dei vantaggi, sono “obbligati” a cantare le sue lodi, servirlo e aiutarlo a mantenersi al potere anche se questo comportasse l’oltraggio alla Costituzione burkinabè.
    Quanti collaboratori di Compaoré avrebbero il coraggio di denunciare che è anormale rimanere al potere per 27 anni? NESSUNO.
    Credo che sia arrivata, l’ora per noi Africani, di alzarci in modo unanime per condannare ogni atto contrario all’applicazione della democrazia: il non rispetto della costituzione della nazione, il colpo di stato, la ribellione armata eccetera… Infatti i conflitti e le crisi non capitano solamente agli altri!
    Oggi non è possibile guardare solo il proprio orticello, sperando che la grandine colpisca il vicino, ma non noi stessi! In effetti quando i ribelli (cittadini e militari ivoriani, burkinabè e maliani), entrando dal Burkina Faso, il 19 settembre con lo scopo di far cadere Laurent Gbagbo, lasciarono più di tremila vittime in terra ivoriana, non si udì le sdegno del popolo burkinabè a sostegno di quello ivoriano!
    Infine, tengo a sottolineare, che tante ONG, Associazioni, Parrocchie o semplici cittadini italiani s’impegnano per aiutare il popolo burkinabè e questo è lodevole. Allo stesso tempo devo ammettere che il silenzio degli stessi rispetto all’operato di Blaise Compaoré è scioccante. Nessuno osa comunicare all’opinione pubblica italiana, che Blaise Compaoré godeva di tutti i confort possibili, avendo addirittura, in una delle sue proprietà, una clinica personale (per non dire ospedale) all’avanguardia mentre i suoi connazionali morivano e tuttora muoiono di fame o di malattie.
    Questo silenzio “colpevole” è impressionante e si spinge fino al punto di non aver prodotto grida di indignazione quando il 25 giugno 2008, la Fondazione Galileo di Firenze ha deciso di attribuire il premio dello stesso nome a Compaoré…
    L’ex presidente ha trovato asilo presso l’amico Alassane Ouattara (attuale capo di stato della Costa d’Avorio di origini del Burkina Faso), ma è doveroso porsi la seguente domanda: chi pagherà per tutti i crimini commessi dallo stesso Compaoré e dal suo regime, tra cui l’uccisione di Thomas Sankara (la Speranza dell’Africa), del giornalista Norbert Zongo, dei presunti autori dei golpe inventati come quello del 2011?
    Il popolo burkinabè cerca di cancellare oggi ogni traccia di Blaise Compaoré, nonostante i suoi 27 anni a capo del Paese. Un esempio di questo fatto è stata la recente distruzione della sua statua eretta accanto a quella di Gheddafi, che è stata stranamente risparmiata, nella città di Bobo Dioulasso. Il Burkina Faso si è sempre riconosciuto in Thomas Sankara; come del resto, l’eroe nazionale del Congo è Patrice Lumumba, benché il presidente Mobutu abbia governato quello Stato per ben 32 anni.

    Tony Akmel
    Autore del libro « La Francia in Costa d’Avorio : guerra e neocolonialismo dal 19 settembre 2002 »

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