Gladio rosso-nera: antifa, antagonisti e anarchici al servizio del banderismo

Alessandro Lattanzio, 30 novembre 2014

Antifa supporter degli ucrofascisti

Antifa supporter degli ucrofascisti

Il seguente quadretto spiega il supporto al golpe naziatlantisa in Ucraina, la bavosa propaganda russofoba e la disinformazione vomitata contro la popolazione di Novorossija generate nel marcio ambiente dei vari centri sociali e dei vari gruppetti autonomi, antifa, antiraz, antagonisti e anarchici, occidentali ed italiani. Tutti allegramente uniti dalla manipolazione tramite il dollaro USA (Soros-Kolomojskij), valore pubblicamente disprezzato, ma intimamente glorificato in tale ambiente mefitico.
Anche antifa, anarchici e antagonisti vari, seguendo gli ordini dei loro creatori e protettori, come gli enti privati dello speculatore miliardario George Soros, il servizio segreto tedesco BND e il ministero degli Esteri della Germania, e la CIA (secondo lo storico inglese Paul Preston gli anarchici si prestarono consapevolmente alla propaganda anticomunista organizzata dalla CIA e dai suoi ‘enti culturali’, negli anni della Guerra Fredda). In Ucraina, il circo dei pidocchi antagonisti e antifa non solo ha supportato e partecipato attivamente alla rivoluzione colorata di Euromajdan, ma ha supportato il golpe naziatlantista del 22 febbraio a Kiev, sostiene il governo nazi-oligrachico andato al potere con il golpe, è stato in prima fila nel pogrom di Odessa ed è in prima linea nel Donbas a massacrarne la popolazione locale. Decine, e forse centinaia di antagonisti, anarchici e antifa ucraini e stranieri sono entrati nelle file dei battaglioni neonazisti finanziati dall’oligarca sionista mafioso Igor Kolomojskij, che in Ucraina svolge la stessa funzione svolta da Soros/CIA in occidente e dal BND/Fondazione Luxemburg in America Latina ed Europa orientale. Non è un caso che diversi esponenti anarchici, antifa ed antagonisti ucraini vengano inviati a sfilare nell’ambiente ‘antagonista’ dell’Europa occidentale, per convincere il gonzume antagonista non solo che il governo golpista di Kiev “non è nazista”, ma che anche che popolo e lavoratori del Donbas sarebbero fascisti russi che invadono l’Ucraina, e che la Novorossija sarebbe un’emanazione dell’imperialismo russo-putiniano. Ciò nonostante che in Russia la propaganda neonazista sia un reato e che Mosca abbia proposto una risoluzione contro l’apologia del fascismo all’ONU. Ma i mantra della disinformazione vengono ripetuti dalle varie animacce della sinistra liberale anticomunista, dal PD all’ANPI, dai più sordidi centri sociali ai vari mefitici gruppetti anarchici e anarcoidi, non potendo che seguire il loro anticomunismo antropologico, la loro ideologia social-colonialista e la loro natura congenitamente filo-atlantista e filo-imperialista.
6Q-4Ut3lVuY Come illustra il sito The Insider, un sito di disinformazione in russo, di proprietà di Aleksej Navalnij, fantoccio dei neocon e dell’ambasciata USA a Mosca, anarchici e antagonisti majdanisti partecipano al massacro nel Donbas, arruolandosi nei nazibattaglioni Donbass, Azov, Dnipro, ecc.
A Kiev almeno 200 anarchici e antifascisti parteciparono a Majdan, oltre che in altre città ucraine.”
Antifa contro ‘separatisti’: gli ultras della squadra Arsenal, presunti antifascisti ucraini, affermano al sito neocon russo: “In considerazione del peggioramento della situazione militare nella parte orientale dell’Ucraina e dei recenti sviluppi in Crimea, dichiariamo apertamente che tutti coloro che sostengono la divisione del nostro Paese, sono nemici! Indipendentemente che siano nazisti o “antifascisti”. Ci opponiamo a qualsiasi tirannide, dittatura, totalitarismo e zarismo, non importa se imperiale, bolscevico o nazista. Per noi è infatti del tutto evidente che il caos nella parte orientale dell’Ucraina è dovuto alle ambizioni imperiali del Cremlino (…) non siamo russofobi...” (una tiritera sentita e strasentita dai nazisti ucraini e dalle loro puttane occidentali, come i Voerzio, i Cazzulani e i burocrati dell’ANPI). Gli antagonisti e gli antifa hanno creato la “Guardia nera d’Ucraina”, composta dai teppisti dell’Arsenal che, assieme agli hooligan nazisti del Dynamo e del Carpazi, integrano le fila dei nazibattaglioni banderisti come l’Azov, uccidendo cittadini ucraini russofoni a fianco dei neonazisti stranieri, come lo svedese Mike Skillt, capo-mercenario di Gladio, beniamino della stampa italiana e dei neonazisti lepenisti di Casapound e della Lega.
Gli “antifascisti” ucraini combatterebbero contro “l’imperialismo di Putin”, così si giustificano presso il pubblico gonzume del lercio universo dell’antagonismo occidentale e italiano, anche “partecipando a tutte le operazioni di intelligence e sabotaggio della junta di Kiev” contro le repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk. Quali siano tali operazioni, è subito spiegato “L’esperienza di tanti anni nell’Arsenal certamente aiuta, in particolare nelle città occupate (dalla propria popolazione russofona), scovando subito sospetti separatisti”. Infine, questi esimi sgherri ‘antagonisti’ della NATO, promettono: “l’Ucraina è il luogo da cui partire per cambiare tutto il mondo post-sovietico“, per trasformarlo in un putrido centro sociale al servizio degli oligarchi e della NATO. Fonte

EmOhuy6-paINazismo kosher in Ucraina
57530140100889490489noSoldati della brigata speciale israeliana Golani combattono nel battaglione nazista ucraino Ajdar, come Grisha Fajvorov, che al riguardo afferma, “La maggior parte dei neo-nazisti qui non ha alcun problema con noi (ebrei israeliani), hanno un problema con chi è contro l’Ucraina. Non molto tempo fa incontrai una persona che può essere definita un vero nazista, e mi ha detto ‘Forse una volta eravamo nemici, ma è il passato. Dobbiamo costruire il presente. Oggi siamo fratelli in armi’.” Grisha Fajvorov ha vissuto ad Haifa, nel kibbutz Malchiae e nell’insediamento di Kiryat Shmona. Arruolandosi nelle IDF (forze armate israeliane) entrava nella brigata Golani. “Un mio amico, medico a Piazza Maidan a Kiev, mi ha detto che c’era un casino e che cose orribili accadevano, gli chiesi di aiutarlo. Mi sono detto ‘andiamo’ e sono venuto“, (si pensi ai famosi studenti di medicina presenti a Odessa il giorno del massacro nella casa dei sindacati). Subito Fajvorov entrava nel nazibattaglione Ajdar. “L’Ajdar è molto simile alla Golani“, afferma, “siamo inviati a sigillare qualsiasi buco. Quando le altre unità rinunciano veniamo e imperiamo. La gente qui vuole sapere un sacco di cose dalle IDF. Ci chiamano nazisti, ma questi nazisti guardano alle IDF come a un miracolo, un modello da imitare. Alti ufficiali si siedono accanto e mi chiedono di raccontargli della IDF. In Ucraina ho capito che il mio stile di vita è esattamente ciò che la gente vuole qui, la libertà. Si può chiamarla anarchia, e si può anche chiamarla democrazia. Personalmente i miei motivi sono la giustizia e la lotta contro ogni male. C’è una grande differenza tra un fascista e nazionalista, che sta con la nazione. Comunque, io sono un anarchico, un antifascista. Parlo russo e non ucraino, e tutti sanno che io sono israeliano e la gente l’accetta“. Fajvorov dice che non è l’unico ebreo nel battaglione e che insieme a lui vi sono anche soldati musulmani, “Nessuno espelle nessuno o vieta qualsiasi lingua, siamo tutti fratelli in armi”. Fajvorov ha incontrato il mercenario nazista ed ebreo ultra-ortodosso Asher Cherkaskij del battaglione neonazista Dnipro. Il vicegovernatore Dnepropetrovsk, Boris Filtov, braccio destro dell’oligarca mafioso Igor Kolomojskij, aveva chiesto che cibo kosher venisse inviato anche al nazibattaglione Ajdar, in onore di Fajvorov.
Negli Stati Uniti, un emendamento al National Defense Authorization Act (NDAA) per il 2015 che avrebbe proibito aiuti e armi ai neo-nazisti in Ucraina, veniva respinto nel novembre 2014. I rappresentanti democratici Jeffries e Conyers avevano presentato l’emendamento, che avrebbe esplicitamente impedito a chi “loda o glorifica il nazismo e i suoi collaboratori, anche attraverso l’uso di simboli suprematisti, neo-nazisti o simili“, di ricevere qualsiasi forma di sostegno dall’US Department of Defense. L’emendamento fu presentato ai lobbisti della Anti-Defamation League (ADL) e del Simon Wiesenthal Center, due dei più grandi gruppi di pressione ebraici negli USA, ma ADL e Wiesenthal Center si rifiutarono di appoggiare la proposta di Jeffries e Conyers, con la pretesa che i partiti come Svoboda, avevano “moderato la loro retorica“. Un lobbista dell’ADL insistiteva che “ci si dovrebbe concentrare sulla Russia”, mentre il Centro Wiesenthal sottolineava l’incontro tra i capi politici neonazisti ucraini e l’ambasciata israeliana, quale prova che gruppi come Svoboda e Settore destro avevano abbandonato il loro estremismo. Dopo euromajdan, Svoboda incontrò l’ambasciatore israeliano Reuven Din El, “Vorrei chiedere agli israeliani di rispettare anche i nostri sentimenti patriottici“, disse Tjagnibok, “Probabilmente ogni parte nella Knesset (israeliana) è nazionalista. Con l’aiuto di Dio, lasciate che sia così anche da noi”. Settore destro, invece veniva plaudito da Foxman, capo dell’ADL, quando il suo capo incontrò Din El, “il capo del Settore destro Dmitrij Jarosh ha sottolineato che Settore destro si opporrà a tutti i fenomeni (razzisti), in particolare all’antisemitismo, con tutti i mezzilegittimi“, dichiarava l’ambasciata israeliana. Il partito Fronte popolare del primo ministro Arsenij Jatsenjuk è formato da diversi militanti di estrema destra, come Andrej Parubij, co-fondatore del Partito nazional-socialista ed ex-capo dei comitati di difesa di Majdan, o Andrej Biletskij, capo del nazibattaglione Azov, o dal suo vice Vadim Trojan. “La missione storica della nostra nazione in questo momento critico è guidare le razze bianche del mondo nella crociata finale per la sopravvivenza. Una crociata contro gli untermenschen semiti“, rivendica Biletskij.
gal_9694-245x300Mikael Skillt, il cecchino neonazista della 21.ma brigata Norrland dell’esercito svedese e della Guardia nazionale svedese, condividendone gli ‘ideali’ combatte con Belitskij nel battaglione Azov, dove afferma avere “almeno tre compiti: sono il comandante di una piccola unità di ricognizione, sono un cecchino e qualche volta coordino le operazioni nelle aree civili“; è anche il capo operativo del gruppo “Volontari svedesi d’Ucraina” e viaggia regolarmente tra Svezia e Ucraina, come il suo camerata Fontana, che viaggia tranquillamente tra Piemonte e Ucraina. Skillt, nonostante il supporto sionista alla sua causa, o forse proprio per questo, dice che gli ebrei non sono bianchi e non dovrebbero mescolarsi con i bianchi. Il nazibattaglione Azov è stato formato e armato dal ministero degli Interni ucraino. Il consigliere ministeriale Anton Gerashenko nega che il battaglione abbia legami con i neonazisti dell’Assemblea nazional-sociale. “L’Assemblea nazional-sociale non è una organizzazione neo-nazista. È un gruppo di patrioti ucraini che danno la vita, mentre i ricchi europei parlano solo di sostenere l’Ucraina. Quando, posso chiedere, verranno gli inglesi e ci aiuteranno a combattere i terroristi inviati dal presidente russo Putin? Ci sono giornalisti stranieri, provenienti da Svezia, Spagna e Italia, venuti a riferire sui risultati eroici dei combattenti nella lotta contro il terrorismo“, (e come non pensare ai Biloslavo, Attanasio e Maddalena, quel ‘giornalista’ compiaciuto che intervistava un nazista ucraino che aveva vissuto in Italia e che partecipava al massacro nel Donbas, e che trova buona stampa nel sito del covo dei sostenitori italiani, antifa e antagonisti, del governo naziatlantista di Kiev)?
Almeno altri 30 neonazisti svedesi sono andati in Ucraina per partecipare al golpe e all’aggressione al Donbas, tra cui Andreas Carlsson leader del Partito di Svezia, ricercato per tentato omicidio, o i fratelli Patrik ed Henrik Fridén, sempre del Partito di Svezia, o David Eriksson, un mercenario che vive in Estonia, a Tallinn, o ancora Carolus Loefroos, che nega di condividere i valori di Azov, “sono stufo di persone sedute davanti alla loro maledetta tastiera a scrivere quello che gli altri dovrebbero fare, ma non vogliono fare nulla loro…” La maggior parte dei neonazisti svedesi ha aderito al nazibattaglione Azov, che ha reclutato anche 300 mercenari italiani, francesi e di diversi altri Paesi europei. I nazibattaglioni Ajdar e Azov sono precisamente il tipo di organizzazione neonazista che l’emendamento Conyers-Jeffries avrebbe privato dell’assistenza degli Stati Uniti. Ma quando il deputato ha chiesto aiuto a ADL e Centro Wiesenthal per sostenerlo, l’hanno respinto, quindi l’emendamento è stato ignorato permettendo agli USA di proseguire nel rifornire i nazibattaglioni ucraini.

Grisha Fajvorov, cecchino israeliano a piazza Majdan, Kiev

Grisha Fajvorov, cecchino israeliano a piazza Majdan, Kiev

Grisha Fajvorov, cecchino delle forze speciali israeline. Come anche il cecchino svedese neonazista Skillt, il cecchino anarchico sionista di Tzahal è corso in Ucraina, a sostenere il golpe di Gladio a Kiev, e la guerra della NATO contro la popolazione del Donbas e di Odessa.

Grisha Fajvorov, cecchino delle forze speciali israeline. Come anche il cecchino svedese neonazista Mike Skillt, il cecchino anarchico-sionista di Tzahal Fajvorov è corso in Ucraina, a sostenere il golpe di Gladio a Kiev, e la guerra della NATO contro la popolazione del Donbas e di Odessa.

Fonti:
Alternet
BBC
Fort Russ
Reseau International

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