L’ONG di Gladio: da Kharkov a Nemtsov

Alessandro Lattanzio, 7 marzo 2015

Gene Sharp

Gene Sharp

La Komsomolskaja Pravda pubblicava i cablo di Wikileaks sulle riunioni di liberali e dirittumanitaristi russi con i rappresentanti dell’amministrazione USA presso l’ambasciata a Mosca. In una riunione del 14 gennaio 2010 presso l’ambasciata USA a Mosca tra l’inviato di Obama Michael McFaul e i cosiddetti “difensori dei diritti umani russi” Boris Nemtsov, Vladimir Milov, Vladimir Ryzhkov e il rappresentante del partito Forze di Destra Georgij Goft, si discusse delle condizioni adatte per rovesciare Vladimir Putin. L’ambasciatore statunitense John Byerle scrisse: “L’opposizione di destra russa ha accettato che l’obiettivo dell’opposizione nei prossimi due anni sia impedire il ritorno di Vladimir Putin alla presidenza. Ma secondo loro solo una situazione di emergenza porterebbe alla sua scomparsa” (come un omicidio eccellente…) All’epoca Boris Nemtsov era supportato da Jushenko e Timoshenko a Kiev, e si dichiarava invidioso del popolo ucraino: “Grazie a Majdan arancione avranno democrazia e felicità. Se potessimo avere lo stesso!” McFaul ordinò ai suoi ascoltatori russi, la “Deputinizzazione deve provenire dalla Russia”. Nel frattempo, il 22 febbraio 2015, a Kharkov mentre 500 sostenitori del golpe a Kiev manifestavano e raccoglievano ‘aiuti’ per l’esercito ucraino, un’esplosione colpiva i manifestanti uccidendo tre persone. Subito dopo il servizio di sicurezza ucraino (SBU) arrestava un ‘sospetto’. Infatti spuntava un “testimone credibile” dire che poco prima dell’esplosione, un individuo era andato via su un’auto con il nastro di San Giorgio. Subito dopo l’attentato ‘false flag’, il capo del Consiglio Sicurezza Nazionale e della Difesa dell’Ucraina Turchinov annunciava il lancio di un'”operazione antiterrorismo” a Kharkov. Già comparivano le foto di quattro persone arrestate, che secondo Turchinov sarebbero state russe. Ma tali foto furono scattate di notte, e poi pubblicate sul sito neonazista censor.net alle 17:08 del giorno dopo, 4 ore dopo l’attentato. I “colpevoli” furono arrestati prima dell’attentato… il blogger Igor Golikov sosteneva che sul video dell’esplosione appariva l’agente dell’SBU Igor Rassokha conversare amichevolmente con l’autore del video stesso. Rassokha organizzava unità paramilitari per reprimere i sospettati di tendenze “separatiste”. Intanto i deputati della Rada chiedevano l’arresto del sindaco di Kharkov, Kernes, che non aveva mai mostrato entusiasmo per la junta. Nei giorni precedenti i media majdanisti diffondevano allarmismo su un’offensiva delle FAN su Kharkov e Marjupol. Tra le vittime dell’attentato vi erano il colonnello della polizia di Pervomajsk Vadim Ribalchenko e il coordinatore di Euromajdan di Kharkov Igor Tolmachev, un dirigente di Pravij Sektor che guidò gli huligan del Metallist nella strage di Odessa del 2 maggio 2014. Molti notavano che negli ultimi 10-15 giorni tre capi di Pravij Sektor, che coordinarono il massacro di Odessa, erano stati liquidati. Il centurione Mykola, in diretto contatto con il ministro degli Interni golpista Arsen Avakov, era morto in ospedale 10 giorni prima; il centurione Kubik che controllava l’amministrazione comunale di Kiev e aveva minacciato Avakov promettendo di vendicare lo squadrista Muzichko eliminato dalla polizia ucraina, ed anch’egli partecipe al massacro di Odessa, era morto in circostanze ignote presso Debaltsevo; Tolmachev era il terzo.

Alexander "Atsa" Kazun

Alexander “Atsa” Kazun

Il 28 febbraio 2015, su NTV, l’analista politico Sergej Kurginjan affermava: “...Jarosh (il capo di Pravij Sektor), coopera con CANVAS, un’organizzazione serbo-statunitense che istiga le “rivoluzioni arancioni”, come Majdan e tutto il resto. Ora CANVAS è fortemente presente in Russia. Boris Nemtsov fece uno strano discorso il 10 febbraio, dicendo di avere paura di essere ucciso dalle autorità. Subito dopo la cosa fu discussa da Jarosh e rappresentanti di CANVAS. Tra gli esponenti di CANVAS giunti in Russia vi era un serbo, Alexander “Atsa” Kazun che vive negli Stati Uniti; costui fu arrestato per l’attentato di Kharkov, e poi fatto rilasciare da Turchinov. Non è interessante? Vogliamo davvero sapere chi c’è dietro tali omicidi?“…Due combattenti del battaglione speciale della polizia “Kharkov-1” e una ragazza di Pravij Sektor, feritisi mentre maneggiavano l’esplosivo, furono evacuati da un gruppo di quattro persone. La strana attività di tale gruppo attirò l’attenzione della polizia, e i quattro furono arrestati. Durante una perquisizione, venne scoperto che il loro furgone era carico di armi, tra cui un lanciagranate automatico AGS-30. Il capo del gruppo era un cittadino degli Stati Uniti di origine serba, Alexander Kazun, soprannominato “Atsa”, residente a Washington DC e impiegato dall’ONG CANVAS (finanziata da George Soros). Kazun fu immediatamente rilasciato su ordine diretto del segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale e Difesa dell’Ucraina Aleksandr Turchinov“. (Pravosudija)

L’attentato a Kharkov del 23 febbraio, che uccise tre persone e ne ferì una decina, fu attribuito dai media golpisti ucraini, ancor prima delle indagini, ai “separatisti” novorussi e ai servizi d’intelligence russi.68182_original“CANVAS” o “Centro per l’azione e le strategie nonviolente applicate” è finanziato da USAID, Freedom House, National Endowment for Democracy, George Soros. “Queste sono le stesse persone, gli oligarchi in Serbia, addestrate dalla CIA e che operano in Ucraina (e in altri Paesi) che hanno cacciato il vostro Janukovich. In diversi articoli molto interessanti, l’Ucraina è menzionata da ognuno di loro“. Il deputato Oleg Tsarjov, il 1° dicembre 2013, riferì di Marko Ivkovic, il capo dell’organizzazione serba Otpor!/CANVAS: “L’altro ieri il mio amico era in volo per l’Ucraina, e la sua compagna riconobbe il ben noto organizzatore di colpi di Stato Marko Ivkovic. Divenne famoso come fondatore di “Otpor” serba, della georgiana “Kmara” e dell’ucraina “Pora”. Marco ha cercato di organizzare qualcosa di simile in Russia, ma fu espulso e dichiarato persona non grata. Era in Kirghizistan nel 2010, quando il presidente Bakiev fu estromesso. Ora Majdan è in mani esperte e finanziariamente sicure. Gli statunitensi non risparmiano denaro con Ivakovic, non molto tempo fa i suoi progetti in Ucraina furono finanziati dal National Democratic Institute degli Stati Uniti con 1,2 milioni di dollari“. Nel 2012, Marko Ivkovic aveva già operato in Ucraina per conto del National Democratic Institute degli Stati Uniti, creando assieme al “Fronte dei Mutamenti” di Arsenij Jatsenjuk, l’organizzazione “OPORA” per contare i voti alle elezioni. Era l’eminenza grigia della campagna elettorale di Jatsenjuk. I media ucraini già all’inizio del 2012 ipotizzavano che Ivkovic fosse impegnato a preparare “Majdan-2”.

Il deputato ucraino Aleksej Goncharenko, commerora Boris Nemtsov

Il deputato ucraino Aleksej Goncharenko, commemora Boris Nemtsov

Aleksej Goncharenko nel Palazzo dei Sindacati di Odessa, il 2 maggio, quando coordinò il massacro degli oppositori al golpe naziatlantista.

Aleksej Goncharenko nel Palazzo dei Sindacati di Odessa, il 2 maggio 2014, quando coordinò il massacro degli oppositori al golpe naziatlantista.

Nel settembre 2013 Arsenij Jatsenjuk e altri capi dell’opposizione incontrarono Marko Ivkovic del National Democratic Institute degli USA, e Fink Bryne Gomez, cittadino statunitense dipendente dell’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale degli USA. Marko Ivkovic disse ad A. Jatsenjuk, V. Klishko e O. Tjagnibok di proclamare a Majdan il “governo del popolo” provvisorio, che avrebbe dovuto insediarsi nel municipio di Kiev, chiedere l’intervento dell’esercito e contattare le ambasciate europee e degli Stati Uniti per ricevere il riconoscimento internazionale. L’ambasciata degli USA aveva già preparato la risposta ufficiale approvando tale pretesa. I consulenti statunitensi di Euromajdan utilizzarono gli stessi modelli, istruzioni e pratiche utilizzate a Belgrado nel 2000 e a Cairo nel 2011. CANVAS coopera, “sviluppando strategie a lungo termine legate alla produzione di conoscenze, strumenti e studi della lotta nonviolenta globale, e creando una rete di ricercatori su resistenza e strategie non-violente“, con enti come Air Force Academy del Colorado, John Hopkins University e Columbia University, tutti collegati al Pentagono e alla CIA, cosi come Albert Einstein Institute, Freedom House ed altri enti russofobi. Fred Burton, vicepresidente di Stratfor, ‘ente di ricerca’ privato legato alla CIA, affermava in un’e-mail che “questa organizzazione riceve molti soldi dagli statunitensi… Ho parlato con alcune persone che fanno pressione affinché CANVAS riceva più soldi”, precisando inoltre che Otpor! fu finanziata da Freedom House, International Republican Institute, The Open Society Institute, USAID e Istituto statunitense per la pace. Va notato che la moglie del capo di CANVAS, Srdja Popovich, ha lavorato per Stratfor da marzo 2010 a marzo 2011. CANVAS supporta Stratfor nell’esecuzione delle rivoluzioni colorate contro i governi ostili agli Stati Uniti. In un’altra e-mail del marzo 2010, Stuart Burton affermava che CANVAS “cerca di sbarazzarsi di Chavez“. In effetti CANVAS applica i modelli ideati da Gene Sharp, l’inventore del cosiddetto “cambio di regime non-violento”. Nel 1990, Gene Sharp partecipò alle manifestazioni a Riga consigliando Sajudis (l’organizzazione russofona lettone), quando dei cecchini di Sajudis uccisero manifestanti e spararono sui poliziotti, con l’obiettivo di destabilizzare i Paesi baltici dell’URSS.

Srdja Popovich e consorte

Srdja Popovich e consorte

L’ultimo tassello di tale trama riguarda Gladio-B, ovvero i terroristi islamisti impiegati dalla CIA e dalla NATO nella loro crociata in Medio Oriente, contro Libia, Siria, Iraq e Iran, e nel Caucaso, contro Federazione russa, Ossezia del Sud e Abkhazija.
Isa Munaev, capo dei terroristi ceceni, durante la Guerra cecena del 1999 era il comandante a Groznij, e dopo la liberazione della capitale Munaev fuggì nel Pankisi, la gola georgiana utilizzata dalla CIA per alimentare la guerriglia islamista in Cecenia. Nel 2005 fu ferito e ricoverato in Danimarca, dove rimase fino al 2014, quando si recò in Ucraina a combattere contro la popolazione novorussa. A Kiev Munaev creò il nazibattaglione Dzhokhar Dudaev, dal nome del primo capo dei separatisti ceceni, liquidato dalle forze russe nel 1996. Il braccio destro di Munaev era l’inglese Adam Osmaev, arrestato a Odessa nel 2012 per aver partecipato ai preparativi per attentare a Vladimir Putin. Osmaev fu poi liberato dai golpisti nel 2014. Il battaglione è costituito da terroristi caucasici dello Stato islamico, giunti dalla Siria in Ucraina con passaporti turchi, e da neonazisti ucraini, soprattutto di Cherkassij. Munaev veniva finanziato da Igor Kolomojskij, l’oligarca ebraico-svizzero proprietario di PrivatBank, Ukrnafta, della TV 1+1 e della squadra di calcio Dnipro e nominato dai golpisti di Kiev governatore di Dnepropetrovsk. Kolomojskij aveva anche finanziato i nazibattaglioni Dnipro e Dnipro-1, Azov, Ajdar, Donbass e Pravij Sektor. I nazibattaglioni islamisti attivi in Ucraina oggi sono, oltre al battaglione Dudaev, il battaglione Shayq Mansur, di stanza a Marjupol, un battaglione e una ‘centuria’ di separatisti tatari crimeani di stanza a Kramatorsk. Munaev era in contatto con la polizia politica ucraina SBU. Il 26 gennaio Munaev si recò a Debaltsevo convinto che le truppe majdaniste stessero “sfondando le linee nemiche”, ma venne eliminato presso Chernukhino dai federalisti novorussi. Adam Osmaev diveniva il nuovo capo del nazibattaglione Dudaev, prima di venire sospettato dell’omicidio dell’agente d’influenza degli USA Boris Nemtsov. Infatti, una fonte della polizia di Mosca indicava di avere le prove che i servizi segreti ucraini aveano avuto un ruolo nell’omicidio di Nemtsov. Il portavoce del comitato investigativo Vladimir Markin affermava “L’omicidio potrebbe essere una provocazione per destabilizzare la situazione, con Nemtsov divenuto agnello sacrificale per coloro che non sono esigenti sui metodi politici“. I servizi speciali majdanisti avrebbero arruolato dei killer del nazibattaglione Dudaev, per vendicare la morte di Isa Munaev. Inoltre la polizia russa studiava il ruolo di alcune persone nell’omicidio di Nemtsov; non escludendo che a Mosca, oltre ai killer vi fossero anche “controllori” per osservare le conseguenze politiche dell’omicidio, come il deputato majdanista Aleksej Goncharenko, che coordinò la strage di Odessa del 2 maggio 2014.

Adam Osmaev

Adam Osmaev

Riferimenti:
First Look
Fort Russ
Fort Russ
Fort Russ
Free Ukraine Now

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