I fattori regionali che ostacolano i rapporti Russia-Giappone

Melkulangara Bhadrakumar, Strategic Culture Foundation, 25/08/20151026067608Il complesso reset del delicato rapporto Russia-Giappone, sembra sempre più lontano. Russia e Giappone desideravano un reset che vedevano nel loro interesse. La Russia spera di attirare il Giappone come importante partner economico, in particolare per lo sviluppo delle regioni siberiane e dell’Estremo Oriente, dove la Cina si muove. Da parte del Giappone, la disputa territoriale con la Russia è una questione emotiva che ha impedito di concludere un trattato di pace formale dopo la seconda guerra mondiale. Se le indicazioni all’inizio dell’anno erano che Putin avrebbe compiuto una visita storica in Giappone entro l’anno, il rinvio di Tokyo di un giro di consultazioni previsto a Mosca da parte del ministro degli Esteri Fumio Kishida (31 agosto – 1 settembre) per preparare il terreno della visita di Putin, impone un controllo della realtà. La decisione di Tokyo è vista come una ‘protesta’ per la visita del Primo ministro russo Dmitrij Medvedev a una delle quattro isole contese il 22 agosto 2015. Tuttavia, è solo l’ultima manifestazione visibile della costante idiosincrasia nelle relazioni russo-giapponesi, risalente alla visita del Primo ministro Shinzo Abe a Washington e ai nuovi orientamenti della Cooperazione per la Difesa tra Stati Uniti e Giappone del 27 aprile. Il documento di base originariamente steso nel 1979, delineava la cooperazione militare tra Stati Uniti e Giappone in caso di attacco militare (sovietico) al Giappone, aggiornato al dopo-Guerra Fredda nel 1997. Ora è stato rivisto per la seconda volta allineandosi alla geopolitica emergente nella regione Asia-Pacifico, imposta da una Cina “decisa”. Dal punto di vista russo, i giapponesi che si attrezzano per svolgere un ruolo più attivo nel sostenere le operazioni globali degli Stati Uniti, diventano una preoccupazione. In particolare, le linee guida sottolineano la cooperazione USA-Giappone nel campo della difesa missilistica balistica o BMD. Gli Stati Uniti, infatti, hanno iniziato a schierare il sistema BMD in Giappone. Ciò avviene in un momento in cui gli interessi russi e statunitensi sono in disaccordo nel Nord-Est asiatico, dove la possibilità di un grande conflitto è maggiore oggi. Non si può pretendere che la Russia veda l’alleanza nippo-statunitense come fattore di stabilizzazione nella regione. La Russia avrebbe potuto sperare che il DNA del Giappone l’inducesse a perseguire politiche estere indipendenti o senza eccessiva dipendenza dal sistema di alleanze degli Stati Uniti, ma il modo in cui Tokyo semplicemente segue le sanzioni degli Stati Uniti contro la Russia, sulla crisi in Ucraina, parla diversamente. Infatti, lo spettro di un’architettura BMD sponsorizzata dagli USA in Estremo Oriente preoccupa la Russia, che ha rivisto la dottrina militare lo scorso dicembre, avendo acuti crescenti timori che proprio una cosa del genere accadesse alla periferia del Paese. L’articolo 12 della dottrina militare russa si riferisce vividamente alla percezione della minaccia che dei vicini della Russia schierino il BMD e reclamino suoi territori.
Kuril-Kunashir-island-Med-006 Washington e Tokyo potevano considerare una linea che non vedesse la Russia come minaccia al Giappone e l’alleanza nippo-statunitense contraria alla Russia, ma nel clima attuale delle relazioni russo-statunitensi, Mosca non ha intenzione di farsi illusioni. La spinta di Abe ad espandere il ruolo dei militari (sotto la dottrina dell”autodifesa collettiva’) neanche aiuta. La controversa legge approvata dalla camera bassa del parlamento del Giappone, il mese scorso, permetterebbe alle truppe giapponesi di combattere all’estero per la prima volta dalla seconda guerra mondiale. In poche parole, la proposta di legge testimonia che Tokyo cede alle pressioni statunitensi favorendone la strategia per riequilibrare il potere in Asia, giocando un ruolo più attivo nell’alleanza militare USA-Giappone. L’inquietudine di Mosca potrebbe non avere trovato un’articolazione forte, a differenza di Pechino, ma l’inquietudine c’è sicuramente. Una serie di passi di Mosca da aprile, seguono tale prospettiva. Così, le celebrazioni della Giornata della Vittoria a Mosca il 9 maggio si sono rivelato il culmine della convergenza strategica tra Russia e Cina: il presidente cinese Xi Jinping è stato infatti l’ospite d’onore; il Presidente Putin ha confermato i suoi piani per partecipare alle celebrazioni della Cina a Pechino il 3 settembre; oltre a dare grande impulso alle relazioni economiche e un comune ricordo struggente della storia, i due leader hanno inoltre deciso di collegare formalmente l’Unione economica eurasiatica della Russia alla Cintura economica della Via della Seta cinese, implicando “uno spazio economico comune sul continente” (Putin). Ancora una volta, a giugno, il Ministro della Difesa Sergej Shojgu ordinava l’accelerazione della costruzione di infrastrutture militari e civili sulle isole Kurili. Il 24 luglio, annunciava che le truppe russe schierate sulle isole Kurili saranno “riarmate” entro settembre. Nel frattempo, nuove esercitazioni militari sono in programma sulle isole Kurili. Ai primi di agosto, il governo russo approvava un programma federale per lo sviluppo socio-economico complessivo delle Isole Kurili, nel prossimo decennio, con una spesa stimata a 1,5 miliardi di dollari. Il Primo ministro Dmitrij Medvedev ha detto che il programma “faciliterà la trasformazione delle isole Kurili in un moderno territorio russo dove sia comodo vivere e interessante lavorare”. Finalmente Medvdev compiva una visita molto pubblicizzata alle isole Kurili. In un commento recente, il tabloid Global Times del Partito Comunista Cinese ha osservato: “I loro (Russia e Giappone) interessi strategici sono in conflitto… la maggiore minaccia alla sicurezza di Mosca sono le alleanze militari dominate dagli USA. Il Giappone, d’altra parte, ha svolto un ruolo attivo in tali alleanze… La disputa territoriale sfida una soluzione rapida… Oggi è ancora più improbabile che la Russia non risponda alle pretese territoriali giapponesi… Ci sono molte barriere strutturali tra Russia e Giappone. Anche se il rapporto… può vedere una distensione, non migliorerà notevolmente”. E’ una valutazione corretta. Ma il commento omette di esaminare il calcolo strategico russo. Andando indietro nel tempo, nel periodo della guerra fredda, il Giappone formò la linea di contenimento degli Stati Uniti ‘contro le forze d’intervento navali sovietiche’. E Mosca rispose ordinando alla Marina sovietica di trasformare il Mare di Okhotsk in un bastione strategico navale per i sottomarini lanciamissili balistici, con le isole Kurili nella zona ‘esclusiva’. Pertanto, il rafforzamento russo sulle isole Kurili ha una ragione. Inoltre, lo è anche in previsione dell’apertura del cosiddetto Passaggio a nord-est. Già nel settembre 2011, molto prima della crisi in Ucraina e della relativa degradazione dei rapporti ‘Est-Ovest’, la Russia svolse la più grande esercitazione militare navale presso le isole Kurili nel dopo-Guerra Fredda, coinvolgendo 20 navi militari e bombardieri. Probabilmente la politica artica della Russia richiede che le isole Kurili siano la prima linea difensiva e della sicurezza nazionale del Paese. La Russia rafforzerà costantemente la propria presenza militare sulle isole Kurili e ne svilupperà comunque le infrastrutture portuali.
É luogo comune che l’Artico abbia enormi riserve non sfruttate di petrolio e gas, minerali, acqua fresca, pesce e così via. Ma ciò che è meno noto è che la forte presenza strategica nella regione artica consente alla Russia anche accesso agli oceani del mondo, fondamentale per contrastare la strategia del contenimento degli Stati Uniti. Il Pentagono valuta che la Russia attualmente sia la nazione più avanzata al mondo nello sviluppo di infrastrutture militari nell’Artico. La dottrina militare della Russia, che Putin ha firmato lo scorso dicembre, mira a costruire una rete unificata di strutture militari nei territori artici per ospitare truppe, navi e aerei da guerra. In teoria, anche se Mosca ha in gran parte mantenuto per sé i propri pensieri, vedrebbe nella cooperazione USA-Giappone sul BMD, nel quadro degli orientamenti per la cooperazione nella Difesa USA-Giappone, una minaccia all’equilibrio strategico. In tali circostanze, il ripristino delle relazioni con il Giappone diventa problematico. Chiaramente, gli Stati Uniti sospingono l’implementazione della BMD in Estremo Oriente. I rapporti russo-giapponesi possono guastarsi se Mosca ad un certo punto decide di serrare i ranghi con Pechino sulla minaccia posta dall’implementazione del BMD dagli Stati Uniti. La prossima visita di Putin a Pechino sarà un’importante passo del riallineamento strategico emergente in Estremo Oriente.kurilesLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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