La parata della Vittoria in Cina: segnale ad amici e nemici

Andrej Bortsov, PolitRussia, 3 settembre 2015 – Fort RussChina Holds Military Parade To Commemorate End Of World War II In AsiaIl 3 settembre (per la Cina, si concluse in quella data), la parata in onore del 70° anniversario della vittoria nella seconda guerra mondiale si terrà nella Repubblica popolare cinese. E’ molto interessante vedere come i media seguono questo evento. Un esempio tipico è “Kommersant” che dice: “Questa settimana, il presidente russo Vladimir Putin farà una visita a Pechino, il cui apice sarà la partecipazione alle celebrazioni del 70° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale. Sullo sfondo della probabile assenza dei capi occidentali a Pechino, Vladimir Putin è stato nominato ospite principale della più ambiziosa parata militare in piazza Tiananmen, nella storia della RPC. Le autorità non hanno nascosto di aver preso in prestito l’esperienza russa della ‘mobilitazione del sentimento patriottico’ per la parata della Vittoria del 70° anniversario. Le celebrazioni della RPC e la visita del Presidente Putin si svolgeranno sullo sfondo di una forte riduzione degli scambi bilaterali, dell’uscita della Russia dai primi dieci partner commerciali della Cina e da crescenti problemi con i grandi progetti energetici ‘Potenza della Siberia’ e ‘Altaj’“. Si noti come si sposti il peso dall’evento sull’impatto della crisi economica globale che ha colpito non solo Russia e Cina. Su questa nota, ricordiamo anche che nel 2000-2013 il volume degli scambi bilaterali tra Russia e Cina è cresciuto più di dieci volte, da 8 miliardi a 89,2 miliardi ed era 95,28 miliardi nel 2014. E soprattutto si discute la possibilità di scambi in valuta nazionale in vari settori e del disaccoppiamento dal dollaro. Ma non ci occuperemo delle difficoltà economiche temporanee, piuttosto guardiamo al futuro delle relazioni politiche strategiche. La visita di Vladimir Putin in Cina è di Stato e si terrà in occasione della parata militare del 70° anniversario della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale e del popolo cinese sugli aggressori giapponesi. Poche persone vi prestano attenzione, ma le parate militari in Cina sono state sempre e solo tenute negli anniversari della fondazione della Repubblica popolare cinese e ogni dieci anni. Ma il 3 settembre non è un evento comune, ma la prima sfilata nella storia della Cina che non si terrà in occasione della fondazione della Repubblica popolare cinese. Il “Quotidiano del Popolo” ha indicato i seguenti motivi di tale decisione: “…Per la Cina, uno dei principali attori sulla scena mondiale, è il momento di dimostrare la potenza militare. La sfilata sarà un avvertimento al Giappone che la Cina non tollererà tentativi di cambiare l’ordine internazionale del dopoguerra o i tentativi di Tokyo di cambiare la storia”. Inoltre, il giornale dice che la sfilata sarà un segnale agli “elementi corrotti” che l’esercito del Paese è nelle mani del PCC e del popolo cinese. Vediamo come questo evento si presenta sulla situazione politica attuale. L’assistente del Presidente della Russia per gli affari internazionali, Jurij Ushakov, ha detto che la cosa principale è che: “Il 9 maggio a Mosca e il 3 settembre a Pechino, Russia e Cina festeggiano insieme. Così, dimostreremo dio avere una valutazione comune dei risultati della seconda guerra mondiale e che ci opponiamo allo stesso modo a tutti i tentativi di distorcere la storia“.
Visto che le celebrazioni in Cina sono essenzialmente una continuazione della celebrazione del 70° anniversario della vittoria a Mosca, cui partecipò il presidente cinese Xi Jinping, e in cui l’esercito cinese prese parte, così i soldati russi della guardia d’onore del Reggimento Preobrazenskij marceranno sulla Piazza Tiananmen. Sergej Shojgu ha riferito che la Russia “ha accettato volentieri l’invito del Ministro della Difesa della Repubblica Popolare di Cina a partecipare alla celebrazione a Pechino, in occasione del 70° anniversario della Vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, il 3 settembre di quest’anno, e ha accettato d’inviare forze armate della Federazione russa per la parata militare… I popoli dei nostri Paesi subirono le perdite più pesanti. La solidarietà tra Russia e Cina è di fondamentale importanza visti i tentativi di falsificare la storia e glorificare il fascismo“. Inoltre ha dichiarato che il Ministero della Difesa russo ha effettuato esercitazioni congiunte con la Cina e sostiene il proseguimento della cooperazione in questo settore: “In una situazione internazionale instabile, il rafforzamento delle relazioni di buon vicinato tra i nostri Paesi è di particolare importanza. Ciò contribuisce a garantire pace e stabilità del continente eurasiatico e altrove“. Oltre alla cooperazione, il cambio di sentimento politico nella RPC è importante. C’è un ripensamento del ruolo della Cina nella Seconda Guerra Mondiale: il paradigma precedente cambia e la guerra è ormai percepita come lotta del popolo cinese contro gli invasori giapponesi. La Cina ha già più volte affermato che, in tal modo, da Paese vincitore, ha diritto a un posto appropriato nell’ordine mondiale contemporaneo. Naturalmente, l’Unione Sovietica contribuì a sconfiggere l’esercito del Kuomintang, e le azioni degli Stati Uniti contro il Giappone vi ebbero un ruolo, ma è importante porre la Cina alla pari con i Paesi vincitori. E se qualcuno dice che i cinesi non poterono farlo da soli, allora ricorderemo la data storica in cui fu firmata la capitolazione della Germania: quando Keitel vide uomini in uniformi francesi tra coloro che partecipavano alla cerimonia, ridacchiò: “Come!? La Francia e noi abbiamo perso la guerra“. Almeno la Cina non si arrese, ma combatté. E’ quindi logico associare i Paesi che sconfissero il nazismo. Tuttavia, secondo i dati ufficiali, più di 35 milioni di cinesi furono uccisi nella guerra del 1937-1945. E’ comprensibile il motivo per cui la Cina menziona specificamente la falsificazione della storia: l’occidente ha costantemente riscritto la storia per 70 anni. Di cui è tipico il discorso dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Russia, John Tefft, sul Giorno della Parata della Vittoria a Mosca il 9 maggio, dicendo che gli Stati Uniti non cercano di danneggiare la Russia, ma piuttosto di affidarsi alla “partnership globale”. Negli Stati Uniti propagandano il ruolo delle truppe statunitensi nella liberazione dell’Europa da Hitler, chiamato “teoria degli sforzi eccezionali degli Stati Uniti nella vittoria congiunta degli Alleati sulla Germania nazista“. Il popolo sovietico, secondo tale logica, fece qualcosa, ma niente di esclusivo. Tutto ciò che rimane è “dimenticare” la vittoria “comune” e attribuire tutto agli Stati Uniti. Allo stesso modo, come nella Parata della Vittoria in Russia a maggio, i detrattori della Parata in Cina sottolineano: la Cina era debole, non riuscì a sconfiggere da solo l’esercito giapponese, ecc.
E’ significativo che l’85% del materiale militare sfilerà per la prima volta nella parata, come in Russia, dove esibimmo i nostri nuovi progressi frenando gli abusi volti a privare la Russia della propria sovranità. La Cina ha inviato 51 Paesi e 49 hanno detto sì, e alla fine 30 capi di Stato arriveranno per la sfilata, insieme ai rappresentanti di 19 altri Paesi. Truppe e delegazioni provenienti da 17 Paesi parteciperanno alla parata. È significativo che i delegati dagli Stati Uniti non siano venuti a Pechino. Così il mondo è ancora diviso tra coloro che vogliono mantenere l’egemonia degli Stati Uniti e la struttura del “capitalismo coloniale democratico”, e coloro che credono che le relazioni internazionali debbano essere costruite su condizioni reciprocamente vantaggiose per la salvaguardia dell’identità nazionale. L’ambasciatore russo a Pechino, Andrej Denisov, ha indicato che oltre al vertice dei due leader a Pechino, colloqui si svolgeranno con la partecipazione dei viceprimi ministri, ministri degli Esteri e altri alti funzionari su una vasta gamma di questioni. Ha detto: “Guardiamo il mondo in modo diverso. Ogni Paese ha i propri interessi, ma l’armonia degli approcci è grande“. Nei primi anni ’50, la Cina proclamò lo slogan “imparare dall’Unione Sovietica”, ma dopo la morte di Stalin la distruzione sotterranea del socialismo iniziò: il perseguimento dello sviluppo fu sostituito da filisteismo piccolo-borghese (anche Majakovskij mise in guardia su questo!), elementi di capitalismo (profitto come obiettivo “massimo”, vedasi la riforma Kossighin-Lieberman) furono introdotti nelle economie socialiste, e ci fu infatti sabotaggio: a meno di un mese dalla morte di Stalin, il decreto n° 895-385 del Consiglio dei Ministri del 25/03/1953 interruppe la costruzione dei 25 più importanti asset strategici. Ora è il momento per la Russia e la Cina d’imparare l’una dall’altra. La base delle attuali politiche della Repubblica Popolare Cinese si trova nella teoria di Deng Xiaoping della costruzione del socialismo con caratteristiche cinesi, o come dicono i cinesi: nazionale nella forma, socialista nel contenuto (si ricordi che il socialismo non è solo marxista). Naturalmente non si può copiare tutto, la Russia ha bisogno del proprio socialismo, dalla specificità russa. E naturalmente insieme dobbiamo resistere al globalismo.
Tornando alla parata: sapete cosa è più gradito riguardo il prossimo evento? Che la parata della vittoria, almeno in Cina, si svolge come si deve, con le stelle rosse e sotto la bandiera rossa.

11907772Le lezioni di Storia e le nuove frontiere
Sergej Lavrov 3 settembre 2015 – Fort Russ

Le parole del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e del suo collega, il capo del Ministero degli Esteri cinese Wang Yi, appositamente per i lettori di “Gazzetta Russa” e “Quotidiano del Popolo”11896450Quest’anno è segnato dalla celebrazione del 70° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale. Per la Russia e la Cina questo anniversario ha un significato speciale. I nostri Paesi erano alleati nella lotta al nazismo e al militarismo giapponese, subirono il peso degli aggressori e le perdite più gravi. Grazie a coraggio senza pari, disponibilità al sacrificio e mobilitazione di tutte le forze, le nostre nazioni riuscirono a sopravvivere a quella terribile lotta, e a vincere. Le azioni aggressive del Giappone erano il prologo della seconda guerra mondiale, nel 1931 il Giappone invase la Manciuria, e nel 1937 scatenò un’azione militare su larga scala contro la Cina. L’Unione Sovietica era l’unico Stato che fornì aiuto concreto alla Cina, i sovietici consegnarono moderni aerei da combattimento, carri armati, artiglieria, armi leggere e mitragliatrici, mezzi di comunicazione, vari tipi di apparecchiature militari. Circa 5000 specialisti militari sovietici s’impegnarono in battaglia, tra cui un folto gruppo di piloti. Dopo il rifiuto di Tokyo di arrendersi, il nostro Paese, fedele ai suoi impegni, entrò in guerra in Estremo Oriente. Le truppe sovietiche in brevissimo tempo sconfissero il potente gruppo di forze giapponesi. Il nord-est della Cina e la Corea furono liberate dall’occupazione. Decine di migliaia di soldati sovietici diedero la loro vita per la libertà e l’indipendenza della Cina. Siamo lieti che Pechino conservi il ricordo dei nostri connazionali caduti. Un memoriale militare è stato aperto quest’anno nella provincia di Heilongjiang, ricordando la prima missione congiunta e l’esempio di cooperazione sul campo riuscita. Conserva i resti di soldati sovietici.
Oggi abbiamo di fronte il desiderio palese di falsificare la storia della guerra e di equiparare vittime e carnefici. Tutto questo offende non solo le nostre nazioni, ma colpisce le fondamenta del moderno ordine mondiale sancito dalla Carta delle Nazioni Unite. Pertanto, è imperativo che i nostri Paesi si uniscano nel cercare di continuare a difendere vigorosamente la verità storica e i frutti della nostra vittoria. E’ difficile esagerare in questo contesto, l’importanza della partecipazione del Presidente Xi Jinping alle celebrazioni a Mosca e delle unità delle forze armate della Repubblica popolare cinese, che marciarono sulla Piazza Rossa durante la Parata del 9 Maggio. Il destino del mondo non può essere deciso da un singolo Stato o da un gruppo ristretto di Paesi. Nell’attuale difficile situazione internazionale, caratterizzata da un elevato livello di turbolenza e crescente crisi, non vanno dimenticate le lezioni del passato, in modo da evitare errori fatali in futuro. Il bombardamento della Jugoslavia, l’occupazione dell’Iraq, il caos in Libia e la guerra fratricida in Ucraina dimostrano i tragici risultati della deviazione da questa elementare verità: alcun Paese ha il diritto di acquisire e conservare il dominio globale ed imporre le proprie opinioni, volontà e valori sugli altri. 70 anni fa i partecipanti della coalizione anti-hitleriana poterono abbattere ambizioni e differenze, e unirsi per sconfiggere il nemico comune e distruggere un’ideologia criminale. Il risultato più importante degli sforzi congiunti fu la creazione delle Nazioni Unite, il cui 70° anniversario è stato ampiamente celebrato quest’anno. Questo spirito di alleanza e le lezioni complessive della seconda guerra mondiale confermano la necessità di un lavoro collettivo per trovare risposte efficaci a sfide e minacce globali che ci attendono, e il valore del partenariato paritario e del reciproco rispetto sono essenzialmente l’unico modo per evitare nuovi conflitti. Su questa filosofia si basano le relazioni russo-cinesi, che sono le megliori della storia e continuano a migliorare. Si basano su sentimenti sinceri di amicizia e di affetto del nostro popolo, profondo rispetto e fiducia reciproca, rispetto reciproco per gli interessi fondamentali ed interesse per la prosperità dei nostri Paesi. In sostanza parliamo delle relazioni interstatali di nuovo tipo, una sorta di nuovo modello di cooperazione del XXI secolo.
La nostra interazione sulla scena mondiale è un fattore importante per il mantenimento della stabilità internazionale e regionale. Russia e Cina aderiscono agli stessi o strettamente connessi approcci ai problemi chiave della modernità, abbiamo sempre sostenuto la formazione di un nuovo ordine mondiale policentrico basato su diritto internazionale, rispetto per l’identità dei popoli e loro diritto ad una scelta autonoma della via allo sviluppo. Siamo avversari decisi dell’imposizione della propria volontà su nazioni sovrane, anche con la forza, le sanzioni unilaterali e la pratica dei “doppi standard”. Coordiniamo efficacemente le nostre azioni in varie piattaforme multilaterali, tra cui le Nazioni Unite, il “Gruppo dei 20”, ai vertici di BRICS e SCO svoltisi con successo a luglio a Ufa, sostenendoci sempre reciprocamente. L’interdipendenza che cresce nelle condizioni della globalizzazione e l’emergere e il rafforzamento di nuovi centri di potere e d’influenza, richiedono approcci innovativi per garantire la crescita sostenibile dell’economia mondiale. Solo insieme, guidati dalla logica del partenariato e del reciproco vantaggio, è possibile affrontare queste sfide. L’Unione economica eurasiatica attivatasi il 1° gennaio 2015 è destinata ad essere un fattore significativo nel garantire sviluppo economico sostenibile ai suoi aderenti. Tuttavia, non ci opponiamo ad altri processi d’integrazione in Eurasia, al contrario, siamo disposti a collaborarvi e a costruire ponti tra Europa e regione Asia-Pacifico. Una direzione creativa simile proposta dalla Cina è il concetto della Cintura economica della Via della Seta. Il vettore formato avanzando questi programmi nello spazio economico comune offre l’opportunità d’armonizzare i nostri sforzi. Un passo importante in questa direzione è la firma della Dichiarazione comune russo-cinese sulla cooperazione nella costruzione di UEE e Via della Seta a Mosca l’8 maggio 2015. In realtà si tratta della strategia intesa a garantire la complementarità di queste iniziative con la massima efficienza per tutti i membri. È importante che nell’ambito degli obiettivi prefissati, aderire ai principi di trasparenza, mutuo rispetto, uguaglianza e apertura di tutti i membri, sia in Asia che in Europa. Certo, sarà un processo lungo ma secondo un proverbio cinese, “la forte volontà supera un ostacolo, il saggio tutte le vie”. Condizione necessaria per lo sviluppo di una cooperazione fruttuosa nella regione Asia-Pacifico, il cui ruolo crescerà nell’economia e nella politica mondiali, è rafforzare la stabilità regionale. Questo spiega l’importanza della creazione di meccanismi affidabili per garantire la sicurezza pari e indivisibile nella regione basata su approcci non allineati. L’iniziativa russo-cinese sulla sicurezza e la cooperazione nella regione Asia-Pacifico lanciata nel settembre 2010 ha lo scopo di risolvere questo problema. Considerandone i principi, Russia insieme a Cina e Brunei ha presentato una proposta per iniziare a lavorare alla costruzione di un’architettura regionale che riunisca le realtà moderne, approvata all’8.vo vertice dell’Asia orientale nell’ottobre 2013.
Intendiamo continuare di pari passo con i nostri amici cinesi a fare tutto ciò necessario per garantire che la nostra collaborazione sia vantaggiosa per i nostri popoli, sostenendo i nostri ideali di giustizia e uguaglianza in ambito internazionale. La parte importante del successo è un dialogo ricco e fiducioso al più alto livello. Sono sicuro che la visita in Cina all’inizio di settembre del Presidente della Russia Vladimir Putin darà forte ulteriore impulso al nostro partenariato strategico multiforme e contribuirà all’ulteriore divulgazione del suo potenziale inesauribile.11894993Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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