La guerra nello Yemen: operazioni di luglio-agosto 2015

Alessandro Lattanzio, 5/9/2051yemen-ocha-mapIl 26 marzo 2015 Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Quwayt, Bahrayn e Qatar scatenavano l’operazione Tempesta Decisiva impiegando 170 velivoli militari per bombardare lo Yemen: 100 sauditi (F-15S e Eurofighter Typhoon), 30 dagli Emirati Arabi (F-16 e Mirage 2000), 15 F-16 del Bahrayn, 6 della Giordania e 6 del Marocco. Basi aeree e della difesa aerea furono i primi obiettivi dell’aggressione aerea, seguiti da depositi dei missili superficie-superficie (SSM), aeroporti, porti ed edifici amministrativi di Sana, Hudaydah e Muqa, strade, ponti e stazioni. Il 22 aprile, il portavoce della coalizione saudita brigadier-generale Ahmad al-Asiri annunciava la falsa fine dell’operazione Tempesta Decisiva, affermando che “avevano distrutto i missili balistici dell’esercito yemenita“. A tale aggressione, Ansarullah e l’esercito yemenita attuavano le operazioni di risposta utilizzando l’artiglieria a lungo raggio ed attacchi oltre frontiera contro le basi militari dell’Arabia Saudita, impiegando lanciarazzi multipli BM-21 e BM-27, missili anticarro Metis-M e razzi anticarro RPG-29. La fase iniziale dell’operazione Tempesta Decisiva, incentrata sulla distruzione dei missili balistici (SSM) yemeniti, era fallita totalmente. Infatti il 6 giugno, almeno 1 missile Hwasong-6 (consegnato dalla Corea democratica allo Yemen nel 2002) colpiva la base aerea saudita di Qamis Mushayt, eliminando il comandante dell’aeronautica saudita. Lo Yemen disponeva di 25 SSM mobili (autocarrati) Hwasong-6 dalla gittata di 500 chilometri e con una testata di 770kg di alto esplosivo. Almeno 4 furono lanciati sulle basi saudite. Alcuno dei veicoli lanciamissili (TEL) yemeniti è stato colpito dai raid sauditi.
untitled1_risultato Intanto ad Aden, le due sacche residuali delle forze filosaudite, nel Cratere e nella piccola Aden, sito delle raffinerie e dei depositi di petrolio, venivano supportate dai raid aerei sauditi, dal tiro delle navi saudite ed egiziane, dai rifornimento aerei, dai droni da ricognizione sauditi e da un gruppo di 50 soldati delle forze speciali della Guardia Presidenziale degli Emirati Arabi Uniti, sbarcato nel Cratere ai primi di maggio e dotato di missili anticarro statunitensi Javelin. Tra l’8 e il 24 giugno 1500 militari e mercenari filo-sauditi, sauditi ed emiroti (EAU) sbarcavano nella Piccola Aden. Tali forze erano dotate di 170 blindati MRAP Oskosh, mortai e sistemi anticarro, sbarcati nel nuovo porto appositamente costruito nei pressi delle raffinerie. Il 14 luglio iniziava l’operazione Golden Arrow, che vide 75 MRAP e 600 soldati degli EAU assaltare da Piccola Aden il porto di Ras Amran e avanzare a nord di Aden. Altri 95 MRAP, 8 veicoli anticarro Enigma degli Emirati Arabi Uniti, 50 elementi della 6.ta Brigata Aerotrasportata dell’esercito saudita e 300 soldati delle forze speciali degli EAU, puntavano dalla sacca del Cratere all’aeroporto di Aden. La doppia operazione saudita-emirota veniva supportata da almeno 136 attacchi aerei sauditi su Aden. Velivoli cargo C-130 e C-17 di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar compivano ripetuti aviolanci presso le forze filo-saudite, mentre mezzi da sbarco e navi d’assalto anfibio, tra cui la nave logistica dell’US Navy HSV-2 Swift, trasportavano ad Aden materiale bellico e la task force corazzata/meccanizzata degli EAU composta dai 350 soldati del battaglione delle forze speciali della Guardia presidenziale, da una compagnia di carri armati Leclerc, da decine di veicoli da combattimento per la fanteria BMP-3M e MTV, obici semoventi G6 Denel da 155mm, portamortai da 120mm RG-31 Agrab e autocarri Tatra T816. Complessivamente Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita avevano inviato ad Aden una forza di 2800 militari composta da una brigata dell’esercito degli UAE e da diversi reparti per operazioni speciali, d’intelligence e logistiche sauditi ed emiroti. Il 4 agosto tale forza occupava temporaneamente la base aerea di al-Anad, grazie all’appoggio degli aerei della coalizione filo-saudita che compivano 25 incursioni, e puntava su Taiz e Zinjibar, capitale del Governatorato di Abyan. L’Arabia Saudita inviava armi e mezzi alle forze di al-Qaida nelle province yemenite di Marib e al-Juf.
untitled3_risultatoIl 3 agosto, comunque l’esercito yemenita ed Ansarullah bombardavano le basi militari saudite di Alib, Tawila, Hasira, Quba, Jalah, che veniva occupata dall’esercito yemenita per due giorni. Nella provincia di Lahij, l’esercito yemenita e i comitati popolari respingevano l’assalto alla base aerea di al-Anad da parte delle forze filo-saudite, dopo pesanti bombardamenti aerei sauditi, catturando 11 miliziani filo-sauditi. Il 5 agosto, le forze yemenite abbattevano un elicottero d’attacco Apache saudita nella provincia di Hajah, ad Harad, e bombardavano le basi saudite di al-Tawal, al-Dud e al-Jihad nel Jizan, di al-Arabah e al-Rabuah nella provincia di Asir, e infine la base di al-Haras, nel Najran. Il 6 agosto, esercito e forze popolari yemeniti distruggevano le posizioni e 7 autoveicoli delle milizie filo-saudite nella provincia di Lahij, eliminando decine di miliziani filo-sauditi. Al-Qaida attaccava le postazioni di Ansarullah nel Jabal al-Hama, Jabal Hirmaz, al-Zahar, Dhi Naim e al-Bayda, ed occupava al-Huta, Rabat, al-Lahum e al-Masabin, presso Aden. Il 7 agosto, 5 soldati dell’UAE venivano eliminati quando il loro veicolo finiva su una mina sulla strada tra Aden e Abyan. Nel frattempo, le forze popolari e l’esercito yemeniti colpivano la base militare saudita di Wadi al-Najran. L’avanzata del corpo di spedizione saudita-emirota su Taiz veniva bloccata dalle forze yemenite, mentre i sauditi si ritiravano dalla provincia di Marib dopo aver perso la base di Shirfa occupata da Ansarullah.
Il 10 agosto, un piano dei sauditi per uccidere dei comandanti dell’esercito yemenita, destabilizzare il Paese e infiltrarsi a Sana veniva sventato dalle forze yemenite. Inoltre il 9 agosto, le forze popolari yemenite catturavano 11 autoveicoli Hummer dalle truppe degli Emirati Arabi Uniti, nella provincia di Lahij. L’11 agosto, l’esercito e i comitati popolari yemeniti bombardavano le basi saudite di Quwah, al-Mutan, al-Jalah e al-Jihad, dove distruggevano 2 autoveicoli militari sauditi. Decine di miliziani filo-sauditi venivano eliminati negli scontri presso Taiz. Secondo Usman al-Zaydi, ufficiale dell’intelligence yemenita, “Mansur Hadi chiederà alle tribù yemenite filo-saudite nel sud di tenere manifestazioni a sostegno della separazione dello Yemen del sud”. Le forze di Hadi avevano istituito posti di blocco per ostacolare il traffico verso le città del sud, “quali misure volte a spianare la strada alla dichiarazione d’indipendenza dello Yemen del Sud”. Ansarullah comunque annunciava che esercito e forze popolari yemeniti avevano il controllo della maggior parte delle regioni sudyemenite, nonostante le pretese dei filo-sauditi, “l’esercito yemenita e Ansarullah controllano vaste aree meridionali dello Yemen“. Motivo principale per cui Hadi e al-Qaida occupavano alcune regioni meridionali dello Yemen era il supporto militare e logistico ricevuto da Arabia Saudita ed EAU, le cui forze erano rimaste impantanate nelle province di Aden e Lahij. Il 12 agosto, le forze yemenite bombardavano le basi saudite Qubah e Jalah nel Jizan, distruggendo un autoveicolo militare saudita.
untitled_risultato Il 15 agosto, esercito e forze popolari yemeniti bombardavano le posizioni dell’esercito saudita ad al-Quba, al-Ramza e al-Radif nel Jizan, eliminando 27 soldati, 8 veicoli e 1 carro armato sauditi e bahraini. Il 16 agosto i raid aerei sauditi uccidevano 23 civili ad al-Asaliyah, nella provincia di Sada. L’esercito e le forze popolari yemeniti colpivano, il 17 agosto, le basi militari saudite di Alab, nel Dhahran, e di Mud e Jalah, nel Jizan, con oltre 30 razzi Grad. Il 18 agosto, esercito e Comitati Popolari yemeniti respingevano l’assalto saudita sulla provincia di al-Bayda tendendo un’imboscata alle forze d’invasione a Lawdar, tra Abyan e la città di Bayda, eliminando almeno 40 soldati sauditi ed emiroti. Almeno 7 blindati degli Emirati Arabi Uniti venivano distrutti, e altri 3 catturati dagli yemeniti. Un altro carro armato saudita veniva distrutto dagli yemeniti ad al-Quba, in Arabia Saudita, liberando la regione di al-Jamhaliah. Il 18 agosto, un attacco aereo saudita su Amran uccideva 20 studenti ed insegnati in una scuola. Il 20 agosto, Ansarullah riprendeva il controllo di diversi quartieri di Taiz, arrestando il capo delle forze filo-saudite nella regione, Baradar al-Maqlafi, mentre le forze yemenite bombardavano le basi militari saudite nelle province di Dhahran al-Janub e Asir in Arabia saudita. L’esercito yemenita abbatteva un altro elicottero d’attacco saudita AH-64 Apache con un missile terra-aria, nella provincia di Jizan, nel sud dell’Arabia Saudita. Sempre il 20 agosto, i bombardamenti aerei sauditi uccidevano 95 civili e ne ferivano altri 129 nella città di Taiz. Il 22 agosto, un plotone di genieri sauditi cadeva in un’imboscata di Ansarullah perdendo 1 veicolo recupero corazzato M88A1, 1 veicolo da combattimento per la fanteria M2A2, 1 blindato al-Shibl, 3 bulldozer blindati e 1 veicolo tattico. Il Brigadier-Generale Abdulrahman bin Sad al-Shahrani, comandante della 18.ma Brigata dell’esercito saudita, veniva ucciso nell’operazione di Ansarullah. Ad Aden, nel frattempo, al-Qaida distruggeva il quartier generale della polizia e 3 imbarcazioni della guardia costiera yemenita, dopo che le forze speciali degli EAU avevano liberato Robert Stuart Douglas, ostaggio inglese di al-Qaida dal 2014. Il 23 agosto l’esercito e le forze popolari yemeniti colpivano un convoglio militare saudita nella provincia di Jizan e distruggevano la base militare saudita di al-Mamut. Le forze yemenite prendevano il controllo di diverse colline nel Jizan. A Zi Naym, nella provincia di al-Bayda, nello Yemen, le forze yemenite eliminavano Maliq Salah al-Hishami, comandante della milizia filo-saudita. Il 27 agosto, l’esercito yemenita ed Ansarullah bombardavano ancora la base saudita di al-Mamut, nella provincia di Jizan, eliminando 10 soldati, 1 Hummer e 1 carro armato dell’esercito saudita. Il 29 agosto, 3 consiglieri militari statunitensi e 7 militari dell’esercito saudita venivano eliminati dalle forze yemenite nella regione di Najran, nell’Arabia Saudita. Il 30 agosto, l’esercito yemenita occupava la base militare saudita di Mashal, nella provincia di Jizan, eliminando decine di soldati e diversi mezzi sauditi.
Il 1.mo settembre l’esercito e le forze popolari yemeniti bombardavano con razzi Grad le basi militari saudite di al-Shabaqa e Bayt al-Muqashaf, nella provincia del Jizan, distruggendole. L’esercito yemenita catturava anche un drone da ricognizione saudita nella provincia del Jizan. Il 3 settembre, le forze yemenite distruggevano un deposito di armi nella base delle forze emirote a Marib, eliminando 22 soldati degli Emirati Arabi Uniti e altri 5 del Bahrayn, mentre un elicottero militare degli Emirati Arabi Uniti veniva abbattuto con un missile dalle forze yemenite nella regione di al-Safir, eliminando tutti i militari a bordo. In conclusionee, 103 cadaveri di soldati sauditi ed emiroti sarebbero stati recuperati nell’aeroporto militare nella provincia di Marib, dopo l’attacco missilistico delle forze yemenite. 45 erano soldati degli Emirati Arabi Uniti, 16 dell’Arabia Saudita e 5 del Bahrayn. Altri 70 erano stati feriti mentre 40 tra autoveicoli e blindati e 3 elicotteri d’attacco erano stati distrutti nell’attacco. Soldati e comitati popolari yemeniti liberavano la Jabal al-Wash, a sud di Taiz, 346 chilometri a sud di Sana, il 4 settembre, dopo avere respinto l’avanzata dei soldati sauditi. Le forze yemenite bombardavano anche le basi militari saudite di Abu Salul e Qazan nella regione del Qujarah Tawal, in Arabia Saudita, al confine con lo Yemen, e la base militare saudita di Bin Yalin, presso la città saudita di Najran.
1366232_-_mainLa nave da guerra statunitense HSV-2 Swift partecipava al conflitto nello Yemen sotto bandiera degli Emirati Arabi Uniti. Questa nave veloce può caricare 500 tonnellate e ha due piattaforme per elicotteri MH-60. Veniva usato tale stratagemma dato che Emirati Arabi Uniti ed Arabia Saudita non hanno navi d’assalto anfibio. Fino al 3 agosto la nave aveva trasportato e sbarcato ad Aden una brigata di fanteria meccanizzata degli Emirati Arabi Uniti composta da un battaglione corazzato con carri armati Leclerc, un battaglione di fanteria meccanizzata con BMP-3M, un battaglione di artiglieria semovente con pezzi autopropulsi Denel G6 da 155mm e un battaglione delle forze speciali di 350 soldati. La marina degli EAU ha 2 fregate, 2 corvette, 2 cacciamine, 14 pattugliatori; la marina saudita conta invece 7 fregate, 4 corvette, 9 pattugliatori, 3 cacciamine; il Quwayt ha 10 pattugliatori e 3 mezzi da sbarco; il Bahrayn 1 fregata, 10 pattugliatori, 3 mazzi da sbarco; il Qatar ha 11 pattugliatori e 1 nave anfibia (per 3 carri armati o 100 soldati); l’Oman ha 7 corvette, 7 pattugliatori, 2 navi anfibie e 3 logistiche che possono trasportare in totale 500 uomini e 7 carri armati. Lo Yemen contava su 1 nave d’assalto anfibio e 4 mezzi da sbarco, oltre a 2 corvette, 8 pattugliatori e 3 cacciamine. Il Marocco dispone di 3 mezzi da sbarco che possono trasportare 150 soldati in tutto, e l’Egitto dispone di 4 sottomarini, 13 fregate, 40 pattugliatori, 18 cacciamine, 13 mezzi da sbarco e 12 navi anfibie, che in totale possono trasportare 60 blindati BTR. Dal punto di vista operativo, i marines sauditi sono dotati di 140 APC spagnoli BMR-600P ma non hanno i mezzi necessari per un gruppo d’assalto basato su una nave d’assalto anfibio (portaelicotteri), perché mancanti degli elementi fondamentali. Il compito principale della nave portaelicotteri d’assalto anfibio è imbarcare, schierare e proiettare all’estero un corpo di spedizione della fanteria di Marina con elicotteri da trasporto, hovercraft e mezzi da sbarco classici. L’Arabia Saudita non ha né hovercraft né mezzi da sbarco convenzionali. Come missione secondaria, la portaelicotteri assicura la superiorità aerea sulla zona dello sbarco e supporto aereo durante lo sbarco, grazie agli elicotteri d’attacco a bordo. La marina saudita non è dotata di elicotteri d’attacco imbarcati. Per proteggere la portaelicotteri e fornire tiro di supporto nella zona dello sbarco, il corpo di spedizione ha bisogno di due cacciatorpediniere con missili superficie-superficie e cannoni. La Marina saudita non ne ha. I cacciatorpediniere vanno integrati con due fregate con lo stesso armamento. L’Arabia Saudita ha 3 fregate costruite in Francia della classe al-Riyadh (Lafayette) armate con missili da crociera SCALP EG, missili antinave Exocet MM40 Block II, missili antiaerei Aster 15 (30km di gittata) e cannoni da 100mm e 20mm. Si aggiungono 4 fregate leggere della classe al-Madinah costruite in Francia negli anni ’80. Queste navi non hanno la potenza di fuoco necessaria per supportare le portaelicotteri. Un altro tipo di mezzo d’appoggio essenziale per il gruppo d’assalto anfibio è il sottomarino, per neutralizzare un possibile attacco dei sottomarini nemici. L’Arabia Saudita non ne ha. Comunque l’Arabia Saudita iniziava ad occupare l’isola yemenita di Socotra, nell’Oceano Indiano, per costruirvi una base navale, “Centinaia di lavoratori asiatici vi sono stati dispiegati dalla marina saudita per costruire una base navale nell’isola“, secondo il sito al-Itihad. Gli USA intanto portavano da 20 a 45 i “consiglieri” che coordinano le operazioni militari di Arabia Saudita e Bahrayn contro lo Yemen, in un intervento che “mette in ombra di gran lunga la guerra aerea condotta dagli Stati Uniti contro lo Stato islamico in Iraq e Siria”. (LATimes)

La base degli EAU colpita da un misile Tochka degli yemeniti a Marib.

La base degli EAU colpita da un misile Tochka degli yemeniti nel Marib.

Fonti:
Fars
Fars
Fars
Fars
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Fars
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MiddleEast Eye
Moon of Alabama
Moon of Alabama
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News of Yemen
Reseau International
Sputnik
Sputnik
The Saker
Washington Institute
Washington Institute

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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