Vertici e grande strategia geo-economica della Russia (I)

Andrew Korybko (USA) Oriental Review 7 settembre 2015SPIEF2015Mentre gli esperti occidentali erano impegnati a costruirsi il mito dell'”isolamento russo” per tutta l’estate, il Paese s’è dato da fare ospitando quattro importanti forum e vertici che assolutamente confutano le falsità dei media mainstream. San Petersburg International Economic Forum (SPIEF), Summit BRICS, Summit SCO e Eastern Economic Forum (EEF) sono riusciti a cementare il ruolo della Russia tra i principali centri economici del mondo multipolare. Ed hanno qualcos’altro in comune, ognuno è stato un forte passo verso l’integrazione economica nord-eurasiatica, nel grande intento di consolidare le posizioni della Russia nell’eventuale espansione economica verso il meridione del supercontinente. Quindi, l’obiettivo generale della Russia è rafforzare la propria presenza in ogni angolo dell’Eurasia, sfruttando l’influenza istituzionale come avanguardia nell’attuazione delle grandi ambizioni geo-economiche. La prima parte dell’articolo inizia passando in rassegna i quattro principali forum e vertici di San Pietroburgo, Ufa e Vladivostok, richiamando l’attenzione su alcuni temi e risultati rilevanti. Successivamente si passerà a una breve discussione su come questi eventi aiutino la Russia a consolidare la propria posizione nel Nord eurasiatico. La seconda parte esamina come il citato consolidamento può facilitare tre specifici passi verso sud che la Russia prevede di attuare. Infine, la serie si conclude osservando la visione economica della Russia oltre l’Eurasia e valutando la fattibilità della sua strategia globale.

L’illusione dell’isolamento
Diversamente dall’illusione che gli Stati Uniti cercano di costruire, la realtà è che la Russia è ben lungi dall’essere isolata, e i quattro forum tenutisi d’estate testimoniano in tal senso. Ecco come ognuno di essi ha dissipato l’inganno:

SPIEF: Questo evento annuale nella “Capitale occidentale” della Russia ha visto accordi per 5,4 miliardi di dollari firmati, ma i passi più importanti sono legati all’energia. Due protocolli notevoli sono stati conclusi per la costruzione dei gasdotti Nord Stream II e Greek Stream, quest’ultimo è la prima espansione del previsto Turkish Stream. Questi due progetti sono complementari approfondendo l’interdipendenza tra Russia ed Europa, ancora più significativo in questo momento perché dimostrano che le sanzioni politiche non possono eliminare la naturale base economica su cui storicamente si basano le relazioni bilaterali. Oltre a ciò, questi progetti energetici dimostrano anche che c’è un certo grado di volontà politica in Europa nell’eludere le sanzioni imposte dagli USA ed intensificare la cooperazione strategica con la Russia. Mentre l’UE nel complesso è ancora un protettorato statunitense (dopo tutto segue gli Stati Uniti nel sanzionare la Russia), la presa di Washington su alcune capitali non è totale come vorrebbe far credere. C’è la possibilità (per quanto distante) che un giorno tale teso rapporto coloniale possa essere ulteriormente slegato se certe nazioni europee continueranno a perseguire i propri interessi nazionali a prescindere dalla coercizione statunitense, culminando infine nella possibile confutazione dell’intera politica delle sanzioni e altro. Ciò spiega la veemenza con cui gli Stati Uniti si oppongono a qualsiasi cooperazione energetica europea con la Russia, rilevando che tali misure sono il primo passo per sbarazzarsi dell’influenza statunitense (che i Paesi dell’Unione europea ne siano consapevoli o meno). L’ultimo aspetto rilevante nella discussione è l’accordo nucleare a sorpresa che la Russia ha firmato con l’Arabia Saudita al forum. Nessuno se l’aspettava, mentre la diplomazia bilaterale finora era relegata nell’ombra per riguardo all’estrema sensibilità della relativa natura politica. Ciò va molto oltre il campo di studio del presente articolo, ma è importante riconoscere che la cooperazione nell’energia nucleare, con tutte le nazioni per non parlare del leader petrolifero e incursore regionale Arabia Saudita, ha sempre un più profondo significato strategico. Molto spesso prefigura l’intensificazione di pieni rapporti, e in questo caso particolare con uno degli alleati più tradizionali degli Stati Uniti.

BRICS: Il coronamento del vertice BRICS fu senza dubbio il doppio lancio della nuova Banca di sviluppo e dell’Accordo sul Contingente di Riserva (pool di valuta) dei BRICS. Queste due istituzioni sono i pilastri che sostengono la creazione di un ordine economico globale alternativo, ed è molto significativo che la Russia non solo vi abbia una posizione di leadership, ma che formalmente li attivasse al vertice ospitato in Russia. Com’è noto, la Russia collabora con la Cina nel spianare la via alle istituzioni non occidentali per liberare ‘i miliardi di bronzo’ (quelli al di fuori ‘del miliardo d’oro’) dal Washington consensus. Collegandosi al tema discusso qui, il successo del vertice BRICS dimostra la portata globale dell’influenza della Russia, il cui punto di forza è l’intersezione trilaterale tra essa, India e Cina (RIC, precursore reale dei BRICS). Soprattutto, i cinque partecipanti hanno concordato la dichiarazione di Ufa, un documento ampio che espone la posizione unitaria dei Paesi BRICS su varie questioni internazionali, centrato in modo evidente sulla cooperazione economica.

SCO: Questo vertice si è tenuto subito dopo quello dei BRICS, e il suo successo più visibile è l’espansione dell’organizzazione, avviando l’adesione di India e Pakistan. A parte le connotazioni politico-militari è di buon auspicio anche sul piano economico della SCO, che di recente sottolinea tale vantaggio per gli aderenti. In modo pertinente, non è senza ragione che la Cina abbia proclamato che l’organizzazione sarà la piattaforma utile della Nuova Via della Seta, e il vertice di quest’anno comprendeva anche discussioni sul relativo aiuto dalla Banca di Sviluppo della SCO. Quindi si può testimoniare che la SCO sia riuscita a presentarsi come istituzione integrativa dal concreto potenziale economico, detenendo un’enorme importanza futura per le tre economie di perno (Russia, India, Cina) e lo spazio geostrategico (Asia centrale) fra esse. Nel contesto della strategia geo-economica russa, ciò fornisce al Paese una via commerciale Nord-Sud dalla Siberia all’Asia meridionale (passando per Asia centrale e Iran), rafforzando i legami tra Russia e Cina a livello bilaterale e infrastrutturale, collegandole attraverso le repubbliche ex-sovietiche.

EEF: Il primo Eastern Economic Forum tenutosi a Vladivostok è un investimento verso la piattaforma asiatica integrante lo sviluppo della regione dell’Estremo Oriente, ricca di risorse. Questo enorme angolo del Paese ha le chiavi per l’evoluzione della Russia da economia euroentrica a una più diversificata che abbracci il multipolarismo economico quanto quello politico. La funzione dell’Estremo Oriente non è solo aprire la via alla Ferrovia Transiberiana dal Pacifico all’Europa, ma anche di nodo logistico chiave per la rotta del mare Artico. In supplemento a quest’ultimo, gli investimenti nelle più lontane zone economiche speciali avanzate, nella parte settentrionale della regione, porterebbero a costruire infrastrutture che colleghino i porti di Vladivostok a quelli sul Mare Glaciale Artico, facendo della città sui mari caldi il capolinea meridionale di un nuovo asse commerciale nord-sud. Inoltre, se le due Coree saranno collegate a Vladivostok tramite la rete ferroviaria, la “capitale orientale” della Russia diverrebbe uno dei centri del Pacifico più integrati dell’Asia nordorientale data la capacità geostrategica unica di collegare penisola coreana, Giappone e nordest della Cina a Russia, Oceano Artico e Unione europea. Nel perseguimento di questa visione a lungo termine, il Presidente Putin ha posto attenzione prioritaria allo sviluppo dell’estremo oriente per migliorare la redditività del Pivot della Russia verso l’Asia e la sua funzione nell’economia globale asiacentrica.

Tutte le strade portano in Russia
Questi quattro vertici e forum sono i cardini della più ampia strategia geo-economica della Russia, consolidandone la posizione nel nord dell’Eurasia prima di volgersi alle ricche sponde meridionali. Prima del cambio, la Russia deve riuscire a collegare i mercati del nord dell’Eurasia a quelli orientali (Asia orientale) occidentali (UE), centrali (Asia centrale) e diventare il primo canale commerciale tra UE e Asia orientale. Per adempiere a questo compito ciclopico, sfrutta il potenziale economico combinato e la sovrapposizione istituzionale tra Unione eurasiatica, SCO (i membri dell’Asia centrale in questo caso) e Via della Seta inaugurando il Ponte Eurasiatico quale controparte terrestre della rotta del Mare Artico. Guardando attraverso il prisma dei quattro vertici e forum discussi in questo articolo, appare chiaro il ruolo che ognuno di essi ha svolto in questo quadro unitario. SPIEF è diretto principalmente all’Unione europea, anche se negli ultimi anni s’è ampliato geograficamente includendo gli interessi aziendali in Medio Oriente (Arabia Saudita), Sud Asiatico (India) e Asia orientale (Cina) dimostratisi nell’evento (in gran parte dovuti non solo alle sanzioni, ma anche alla comprensione dell’ampio ruolo di geo-cardine economico della Russia come qui spiegato). La SCO, anche se si estende quest’anno includendo formalmente l’Asia del Sud, è sempre stata catalizzatrice della cooperazione tra Russia, Cina e Stati dell’Asia centrale, con i due nuclei (Russia e Cina) che sincronizzano la loro politica nell”Heartland‘. Gli accordi all’EEF, più diretti all’Asia orientale, cercano di diversificare il perno della Russia mediante l’ampliamento delle relazioni con i vicini coreani e giapponesi. Infine, il vertice BRICS tocca tutto questo e di più, con l’impatto rivoluzionario che ha sull’architettura economica globale. Complessivamente, la visione della costruzione del blocco per collegare le suddette rotte commerciali verso la Russia, con forum e vertici quali opportunità multilaterali per riunire tutti i partner interessati (oltre ad attrarne di nuovi), a coordinarne gli sforzi e promuovere nuovi programmi congiunti. Idealmente, la Russia vorrebbe occupare il ruolo centrale nel rapporto UE-Cina, della logistica commerciale tra Asia centrale ed Europa e tra Asia centrale ed Asia orientale, aspettandosi sufficienti vantaggi per sviluppare le proprie regioni di transito scarsamente popolate e contribuendo alla ricchezza nazionale. Inoltre, la creazione di una rete commerciale poliedrica, stabile ed efficiente, che copra la zona economica nord eurasiatica (UE/Russia/Asia Centrale/Cina o Lisbona – Hong Kong via Mosca e Tashkent) renderà molto più facile per la Russia sfruttare il potenziale economico verso sud, che rappresenta il logico passo successivo della grande strategia geo-economica.EEF2015Andrew Korybko è analista politico e giornalista di Sputnik ed attualmente vive e studia a Mosca, in esclusiva per Oriental Review.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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