Cosa vuole Putin con l’azione militare in Siria?

 Valentin Vasilescu, Reseau International 19 settembre 2015249096Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha detto che da un anno le posizioni del SIIL e i movimenti delle sue subunità in Siria e Iraq sono note con grande precisione dalla coalizione degli Stati Uniti, ma i loro aerei non hanno il permesso di bombardarle. Lavrov parla consapevolmente, dato che i russi hanno posizionato su Siria e Iraq, dal 2011, numerosi satelliti equipaggiati di sensori multispettro. I russi insistettero a giugno con gli Stati Uniti nel concordare un’azione coordinata per affrontare il SIIL. Senza risultati. Non è un segreto che la Russia ha inviato nell’aeroporto internazionale Basil al-Assad di Lataqia (Siria), un distaccamento avanzato composto da 1-2 compagnie della 810.ma Brigata di Fanteria di Marina, supportata da 7 carri armati T-90MS e 3 obici semoventi 2S23 Nona-SVK. Il trasporto è stato attuato su un convoglio costituito da una nave d’assalto anfibia classe Ropucha scortata da due cacciatorpediniere lanciamissili della Flotta del Mar Nero russa. La missione della Fanteria di Marina russa è proteggere l’aeroporto per permettervi ai russi un possibile dispiegamento di forze e mezzi. Attualmente, nel settore delle operazioni di volo dell’aeroporto di Lataqia, contenitori vengono trasportati nelle zone militari e di sicurezza russe, create lungo le piste di decollo livellando gli ostacoli. La piattaforma per gli elicotteri siriani è stata spostata e i vecchi bunker per le munizioni dismessi. Va ricordato che nell’aeroporto ha anche sede il 618.mo squadrone di elicotteri dell’esercito siriano, equipaggiato con mezzi russi Mi-14, Ka-25 e Ka-27. Utilizzando l’aereo-cargo Antonov An-124 (da 100 t), i russi hanno già creato una testa di ponte in Iran e Iraq per trasportare le munizioni necessarie alla fanteria.
12039597 Quale può essere l’obiettivo dei russi in Siria? La prima ipotesi è chiara e proviene dalle dichiarazioni dei russi, secondo cui i soldati russi addestrano quelli siriani su nuovi tipi di armi necessarie per neutralizzare il SIIL. Essendo l’aeronautica l’arma più efficace, è possibile che i russi impegnino in Siria velivoli ad alte prestazioni che Damasco non ha, e i cui piloti siriani non hanno familiarità. Per la Russia si tratta dell’occasione per testare in condizioni di combattimento i nuovi velivoli, come il Su-34, in grado di volare per due ore senza rifornimento, imbarcando un carico di 9000 kg (bombe e missili) e capace di affrontare 10-36 obiettivi per missione. Utilizza l’intera gamma di armi intelligenti (bombe e missili a guida laser, infrarossi, TV e, GPS) e ciò avviene tramite la torretta dei sensori Sapsan (costruita sotto licenza della Thales Damocle). Il sistema di navigazione radar del Su-34 appare sulla schermata della mappa del terreno sorvolato, similmente all’AN/APQ-164 del bombardiere B-1B statunitense. Rileva bersagli terrestri dalle piccole superfici riflettenti ad una distanza di 75-150 km. I sensori di bordo selezionano i bersagli terrestri in base a velocità o radiazione termica, permettendogli di rilevare e colpire con le armi di bordo qualsiasi veicolo, anche nascosto, in movimento o che abbia spento il motore da due ore. Un altro tipo di aereo russo ancora da testare in battaglia è il Su-35. Per evitare ai piloti istruttori russi di essere abbattuti in volo nello spazio aereo siriano, o attaccati da Israele o dalla coalizione degli Stati Uniti, la Russia ha dovuto schierare in Siria i sistemi di difesa aerea a lungo raggio S-300PMU2 (200 km di gittata) o S-400 (gittata di 400 km) e sistemi antiaerei a corto raggio Pantsir S2. Finora gli aerei della coalizione degli Stati Uniti hanno sorvolato lo spazio aereo siriano colpendo bersagli del SIIL senza avvertire l’esercito siriano. Con l’impianto dei sistemi S-300PMU2 e S-400, gli aeromobili dovranno avere il permesso di sorvolo in conformità agli standard internazionali, o essere distrutti.
La seconda ipotesi della presenza russa in Siria è stata diffusa da funzionari degli Stati Uniti. L’uso del territorio e dello spazio aereo della Repubblica araba siriana da parte dell’esercito russo per neutralizzare il SIIL. Perciò, la prima azione sarebbe paracadutare o eliportare due brigate di forze speciali dalla grande mobilità al confine tra Siria e Iraq. Lo scopo della manovra sarebbe frammentare il dispiegamento del SIIL, sigillando il confine per vietare i trasferimenti di truppe del SIIL in Siria. Il secondo passo sarebbe scatenare l’offensiva da parte di una forza aerea russa composta da 20 aerei da ricognizione, con o senza equipaggio, 200 aerei da combattimento e 400 elicotteri d’attacco e trasporto, con l’obiettivo di ridurre drasticamente la manovrabilità e la potenza del SIIL. L’obiettivo può essere raggiunto dagli aerei russi neutralizzando veicoli antiaerei, di supporto, blindati, depositi di carburante e munizioni, e disturbando il comando del SIIL in territorio siriano. Ciò è possibile perché, una volta dispiegati i sistemi missilistici S-300PMU2 e S-400 e i MiG-31 siriani, l’aeronautica russa avrà la supremazia nello spazio aereo siriano. La terza fase sarebbe un’operazione combinata aeroterrestre con un corpo di spedizione composto da 4 brigate, combinando potenza di fuoco, precisione e grande mobilità. I russi potrebbero usare, per la prima volta, i nuovi blindati Bumerang, Kurganets-25, T-15 e T-14 Armata, il cui design s’ispira all’operazione Desert Storm del febbraio 1991. Tenendo conto del fatto che ci sarebbero 5000 combattenti del SIIL attivi in Siria, la missione russa dovrebbe essere di breve durata, circa 4-6 giorni e dal successo sicuro all’83-87%. Il vantaggio creato dalla neutralizzazione del SIIL in Siria per la Russia potrebbe generare una richiesta simile dal governo iracheno.
La Russia perseguirà l’impegno a neutralizzare il SIIL? Una vittoria lampo della Russia la trasformerebbe in una notte nella potenza formidabile che libera Siria, Iraq, Giordania, Libano ed Egitto. Questi Paesi si unirebbero incondizionatamente al più forte alleato della Russia nella regione, l’Iran. Allo stesso tempo, l’equilibrio di potere in Medio Oriente cambierebbe a scapito degli Stati Uniti, spingendo Israele, Arabia Saudita e altri califfi feudali del Golfo a temere le conseguenze della loro condotta nella destabilizzazione del Medio Oriente. D’altra parte, la Cina ora si arma attivamente costruendo strutture militari nel Mar della Cina meridionale, mostrando segni d’insofferenza per l’accaparramento statunitense del mercato del Sud-Est asiatico (con il 60% della popolazione mondiale). In Ucraina, il piano degli Stati Uniti di rafforzare il fianco orientale della NATO sarà rinviato. Inoltre, l’Unione europea è profondamente divisa dalla crisi causata dall’ondata di profughi, e ancora non trova una soluzione. Pertanto dovrà accettare il piano di stabilizzazione russo della Siria per impedire l’afflusso di rifugiati in Europa. Il territorio della Russia, in contrasto con gli Stati Uniti, è sul continente europeo e asiatico consentendo maggiore velocità di manovra alle forze da dispiegare. Washington è consapevole di non poter affrontare contemporaneamente tre fronti: Europa, Medio Oriente e Sud-Est asiatico. Ecco perché gli statunitensi sono estremamente cauti, cercando di evitare il conflitto con la Russia in Medio Oriente. Tuttavia, la Russia non ha intenzione di espellere permanentemente gli Stati Uniti dal Medio Oriente, cosa che può fare. L’obiettivo tattico della Russia è distruggere il SIIL in Siria e Iraq prima di essere riutilizzato dai suoi mandanti. L’obiettivo strategico è poter utilizzare l’influenza creata dalla neutralizzazione del SIIL costringendo gli Stati Uniti a cambiare atteggiamento verso la Russia. Putin è pronto a scommetterci molto e si prepara ad avere la merce di scambio. L’accordo che ha in mente è abolire le sanzioni economiche alla Russia, l’Ucraina di nuovo nella sfera d’influenza russa e togliere gli scudi antibalistici USA in Polonia e Romania. Scudi balistici e missili da crociera Tomahawk che, per la Russia, sono diretti contro Mosca. sat_image1_annotated2Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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2 Responses to Cosa vuole Putin con l’azione militare in Siria?

  1. Ottimo sunto su quanto sta accadendo in Siria con i miei complimenti ad Alessandro Lattanzio per le traduzioni chiarissime, cosa che con le penose condizioni della stampa nazionale ed internazionale legata mani, piedi e bocca cucita e completamente asservita ai poteri massonici di oltre oceano e, a Valentin Vasilescu per le notizie, le ipotesi, gli armamenti e gli scenari di Medio Oriente tornato alla normalità, sotto l’nfluenza russa, che non è da confondersi con quella sovietica. Infine grazie a Voi di Aurora che ci mettete al corrente di cose che in Italia la stampa ed i media si tengono ben lontani dalla realtà commentando “pro domo USA” e contro i Russi qualsiasi cosa …anche la più banale. Grazie ancora.
    P.S. Ho su FB una pagina intitolata ” Quelli che stanno con Putin e con la Russia”, dove pubblico i vostri articoli più interessanti copia-incollandoli in maniera tale che si leggano chiaramente la Fonte e gli autori degli articoli. Se invece la cosa non dovesse essere possibile, comunicatemelo che termino subito la pubblicazione.
    Grazie
    Giuseppe Pino Marinelli (anche su FB)

  2. Pingback: Gli USA e i russi in Siria | Aurora

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