La Cina in Siria? Pronta ad unirsi alla Russia nella lotta allo Stato islamico

“Se Assad chiede, la Cina può schierare truppe in Siria”
Dr. Christina Lin Times of Israel 19 settembre 2015 – Fort RussMEMUR-SEN’DEN ÇÝN MALLARINI BOYKOT ÇAÐRISI MEMUR-SEN GENEL BAÞKANI YALÇIN: “TÜRKÝSTAN’DA ORUÇ TUTMAK DA YASAK. BAÞÖRTÜLÜ KADINLAR TACÝZ EDÝLÝYOR, KEYFÝ BÝR ÞEKÝLDE GÖZALTINA ALINIYOR. KUR’AN EÐÝTÝMÝ ENGELLENÝYOR, 500 BÝNUn articolo riferisce che 3500 uiguri si stabiliscono in un villaggio nei pressi di Jisr al-Shugur appena occupato nei pressi della roccaforte del Partito islamico del Turkestan (TIP) dell’esercito della Conquista appoggiato dalla Turchia. Presumibilmente sotto la supervisione dell’intelligence turca, accusata di fornire passaporti falsi per reclutare uiguri per la jihad in Siria. La notizia arriva dopo che il TIP ha occupato una base aerea siriana e acquisito aerei da combattimento e altre armi avanzate, come il SIIL aveva catturato avanzate armi statunitensi dell’esercito iracheno. Segue anche l’attentato di Bangkok presso un santuario frequentato da turisti cinesi, dato che le autorità thailandesi collegano gli uiguri “alla banda che ha attaccato il consolato tailandese in Turchia”, riferendosi ai Lupi Grigi della Turchia. Ciò sembra corroborare la valutazione dell’analista dell’IHS Jane Anthony Davis, secondo cui i Lupi grigi sono i probabili colpevoli date le proteste anticinesi e le violente dimostrazioni di luglio. Con il sostegno della Turchia all’esercito della conquista, il TIP è salito alla ribalta nella coalizione anti-Assad e ha giocato un ruolo chiave nella sconfitta dell’esercito siriano a Jisr al-Shughur, all’inizio dell’anno. Il combattente del TIP più importante apparso sui video di Jisr al-Shughur era il portavoce del TIP “del ramo in Siria” dal 2014, Abu Ridha al-Turqistani. Nel video si vedono i combattenti occupare un edificio e alzare sulla torre dell’orologio una bandiera nera di Jabhat al-Nusra su cui era scritto “Turkestan Islamic Party” in arabo. Tali militanti uiguri hanno compiuto una serie di gravi attentati in Cina nel 2013 e 2014, con alcuni uiguri che chiedono l’intifada contro il regime comunista cinese. Ora che il TIP ha una base in Siria ed espande la propria presenza e reclutamento, grazie ai mandanti turchi, la Cina dovrà seguire la propria raccomandazione del 2013, “combattere l’ETIM prima che la minaccia cresca” e schierare truppe in Siria.

Non interferenza non significa inazione sugli interessi fondamentali
Alcuni esperti indicano il principio della non-interferenza della Cina quale vicolo cieco. Tuttavia, il principio di non ingerenza della Cina è più in riferimento all’intromettersi negli altri affari politici nazionali di altri Paesi, come ad esempio la propensione occidentale a intervento e violazione della sovranità di altri Paesi per rovesciare i regimi autocratici che non amano. Politica di non interferenza non significa inazione quando sicurezza e interessi della Cina sono minacciati. Non è difficile per la Cina agire quando i propri interessi principali sono minacciati, il che significa violazione di sovranità, integrità territoriale, sviluppo economico e sopravvivenza del regime. All’Asia Security Summit IISS 2011, il ministro della Difesa cinese Liang Guanglie enunciò così gli interessi fondamentali della Cina: “Gli interessi fondamentali sono tutto ciò che riguarda sovranità, stabilità e forma di governo. La Cina ora persegue il socialismo. Se c’è qualche tentativo di rifiutare questa strada, toccherà gli interessi fondamentali della Cina. Oppure, se vi è qualche tentativo d’incoraggiare un qualche parte della Cina alla secessione, si toccano sempre gli interessi fondamentali della Cina su terra, mare o aria. Quindi, tutto ciò che è legato allo sviluppo economico e sociale nazionale della Cina tocca anche gli interessi fondamentali della Cina“. Se il TIP continua a guadagnare potere nell’esercito della conquista, una filiazione degli stregoni jihadisti collegati ad al-Qaida e agli estremisti salafiti, il Xinjiang potrebbe diventare il prossimo Afghanistan e seguire il modello di Afpak e Siria/Iraq, con locali forze terroristiche con santuari che attirano combattenti stranieri, godendo del sostegno materiale e diplomatico di Turchia e altre potenze dai comuni ideologia e interessi. Inoltre, il regime di Assad è attualmente ancora il governo legale e riconosciuto dall’ONU della Siria, nonostante controlli 1/3 del territorio. Se Assad chiede e dà il permesso a Russia, Cina e altri membri della SCO di assisterlo militarmente, sarà conforme al diritto internazionale. Ciò differisce dagli attuali attacchi aerei della coalizione anti-SIIL degli USA in Siria, che non opera nell’ambito del mandato delle Nazioni Unite, né con il permesso del governo sovrano, anche se gode dell’autorizzazione implicita, in una certa misura, del regime di Assad per combattere il SIIL. Nel 2014 l’inglese David Cameron esitò a partecipare ad attacchi aerei siriani proprio a causa del timore di violare la legge internazionale.

Guerra per procura della Turchia contro la Cina
Con Erdogan che scatena una guerra per procura islamista contro Cina, curdi, Assad, Sisi, Netanyahu tramite gli affiliati di al-Qaida, esercito della Conquista, Fratelli musulmani e Hamas, non c’è da meravigliarsi che Siria ed Egitto abbiano chiesto di aderire alla SCO a giugno. Così Siria e Cina sono minacciate dall’esercito della conquista che attacca Assad e Xinjiang cinese. Come Peter Lee ha notato, i cinesi si sono preoccupati anche quando il presidente palestinese Abbas visitò il nuovo palazzo presidenziale di Erdogan, nel gennaio 2015, dove le guardie d’onore erano vestite con costumi di guerrieri storici, tra cui un uiguro. Ogni guerriero rappresenta uno dei 16 “grandi (o storici) imperi turchi” commemorati dal sigillo ufficiale della Turchia, uno dei quali è il Kanato uiguro che sottopose la dinastia Tang a un rapporto tributario, quando l’impero cinese era debole. Grazie ad Hurriyet, sappiamo che il guerriero uiguro era il sesto uomo dalla cima della scalinata sulla sinistra. Erdogan, espandendo l’influenza della Turchia in Siria e le ambizioni di ricostituire il “mondo turco dal Mare Adriatico alla Grande Muraglia”, spingerà l’aspirante socio della SCO, la Siria, a chiedere aiuto e concedere il permesso alla Cina di far marciare le truppe sulla Via della Seta “per combattere l’ETIM prima che la minaccia cresca“.

erdogan-steps27392229-warriors-numberedTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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One Response to La Cina in Siria? Pronta ad unirsi alla Russia nella lotta allo Stato islamico

  1. Il mio pensiero mi porta a rispolverare i ricordi delle guerre fatte a Sadam Ussen e a Ghedaffi per liberare il popolo dal tiranno. Ma da quando non ci sono loro a tenere a bada quelle popolazioni costituite da gruppi tribali. Ora non è più possibile mettere ordine in quelle zone. Ormai è cambiato il pensiero di quei popoli e vogliono vivere un’altra dimensione. Ormai il declino di principi che riuscivano tenere a bada quei popoli è in declino. L’occidente impotente a tali cambiamenti deve subirne le conseguenze addossandosi col suo buonismo la volontà di sfamare i profughi che scappano dalla guerra.

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