Un Giappone militante del Sol Levante?

Phil Butler New Eastern Outlook 25/09/2015korea-abe-protestIl 70° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale è stato importante per molte ragioni. La nuova legge emanata la settimana scorsa non è l’ultima delle conseguenze della nuova guerra fredda che minaccia il mondo. Per la prima volta dal 1945 le forze militari giapponesi possono essere impiegate nei conflitti all’estero, anche se il Giappone non vi è coinvolto. Il primo ministro del Giappone Shinzo Abe l’ha proclamato chiaramente quale atto in sostegno dell’egemonia statunitense. Quando Shinzo Abe si è insediato nel 2012, molti pensavano che la cosiddetta abenomics avrebbe riacceso la potenza industriale del Giappone. Invece di forgiare una nuova economia basata su capacità e ingegno giapponese, Abe si è unito agli USA in un’altra corsa agli armamenti. Questo ultimo annuncio è un preludio alla guerra, non c’è dubbio. L’amministrazione Obama ha bisogno di un alleato militare di destra, e l’ha appena avuto. Da quando Shinzo Abe ha partecipato alle Olimpiadi di Sochi contro la volontà di Barack Obama, nel 2014, sono successe molte cose. Il leader giapponese una volta aveva una strategia valida per il Paese perseguendo la pace praticando la distensione con Vladimir Putin e la Russia, mentre rinfoderava le sciabole con la Cina. L’articolo di Bloomberg dal 2014 parla di tale “cambiamento” della politica internazionale di Abe, punto di svolta nella situazione di oggi. Il “cambio” delle lealtà nel mondo fu in parte riacceso quando Giappone, Stati Uniti e molte altre potenze “occidentali” hanno tentato di riscrivere la storia della seconda guerra mondiale. Prima Obama e i suoi alleati hanno evitato le celebrazioni della Vittoria in Russia del 9 maggio, da allora Abe ha cercato di raccontare al mondo del ruolo del Giappone nella guerra. Abe a Sochi era sulla via della pace, e improvvisamente il leader giapponese ha voltato le spalle a Putin e alla distensione, unendosi al gruppo dei sette nelle sanzioni contro la Russia per la Crimea? Ciò suscita la domanda: “Cos’è successo?” Da parte sua Shinzo Abe è sempre apparso un leader onorevole. La sua simpatia evidente per il presidente della Russia veniva sempre ignorata dai media occidentali. Anche così, la situazione del Giappone nel mondo non era invidiabile in quel momento; ci si chiede quali motivazioni abbia spinto Abe a puntare la sua yoroi (?? o ‘grande armatura’) contro la Russia e la Cina ora. Ho sempre creduto che Abe sia un uomo d’onore, così ancora una volta vediamo una leva imprevista usata da Washington. Diamo un’occhiata a ciò che è accaduto subito dopo Sochi, e forse le linee dello scontro di oggi possono essere ulteriormente valutate.
20121031-japan-sunNel febbraio 2014 Abe era in Russia ad assistere alle magnifiche Olimpiadi. Il 1° marzo i media mainstream occidentali iniziavano a dire come Obama avrebbe cacciato Putin dal G8. Poi il 24 marzo i giornali riportavano la notizia che il G8 a Sochi diventava G7 a Bruxelles, invece. Il 25 marzo la CNN annunciava l’accordo USA-Giappone su centinaia di chilogrammi di uranio altamente arricchito (HEU) e plutonio separato dagli impianti nucleari della nazione asiatica. Ma il plutonio militare trasferito era solo una frazione di quello che il Giappone ha accumulato, l’annuncio era solo un indicazione. Ad Aprile l’incubo della distensione di Abe diventava più evidente. Il Wall Street Journal del 24 aprile indicava che Mitsuru Obe rivelava al mondo “ciò che è successo” alla volontà da samurai di Abe nell’avere buone relazioni con la Russia. Il giornalista economico di Tokyo inquadrava la situazione così: “Un accordo bilaterale è un passo fondamentale per portare avanti le discussioni sulla Trans-Pacific Partnership, un’iniziativa di libero scambio condotta dagli Stati Uniti e che coinvolge 12 nazioni. E’ anche la principale componente economica della politica estera del “pivot” in Asia di Obama”. Il TPP al momento è interpretato da giornali come il Washington Post quale mossa positiva di Obama (e Hillary Clinton) verso una cosa chiamata “New American Pacific Century“, come se le vecchie leve di Washington non avessero mai funzionato. Il fatto è che Abe ha tentato di giocare le sue carte economiche per trattare con Obama, ma la minaccia di perdere miliardi di dollari di vendite di auto ha avuto il suo prezzo. Il passaggio al TPP è cruciale per Obama, lo si vede anche nella stampa occidentale. I giornali di allora dipinsero il TPP come la vendita della pancetta ai giapponesi, ma in realtà è solo un NAFTA più grande, un disastro per i lavoratori e l’industria statunitensi. Indipendentemente da ciò, Abe e il Giappone sono stati costretti ad allearsi con gli Stati Uniti contro la Russia. Ma c’è di più.
Ho già discusso del ruolo dei complessi industriali militari e bancari nella corsa agli armamenti e nella guerra aperta. Mentre le grandi agenzie stampa spammano con notizie politiche su Obama, Abe, Putin e capi come la tedesca Angela Merkel, sono le sottostanti notizie sulle aziende che consentono di capire i veri accordi in corso. Si prenda per esempio il Giappone che opta per la Fuji/Bell nel programma UH-X. Scommetto che il lettore non sapeva nemmeno prima d’ora che il Giappone pianifica l’attuale rafforzamento militare. Il programma UH-X è uno dei tanti programmi per lo sviluppo di sistemi d’arma di nuova generazione per le forze di “autodifesa” del Ministero della Difesa (MoD) del Giappone. Questo accordo, diventando una collaborazione europea e statunitense per costruire elicotteri per il Giappone, verserà più di 2 miliardi di dollari nelle casse giapponesi. L’accordo è stato firmato subito dopo che la Russia ha lasciato il G8, siglato giusto in tempo per il grande annuncio sul rafforzamento militare di Abe. Ma c’è ancora di più…
L’inchiostro non s’è asciugato sulla riforma militarista di Abe che già aziende come Thales si fanno avanti per produrre mezzi da combattimento avanzati come l’Hawkei, autoveicolo 4×4 protetto, per il Giappone. La visita di Abe ad Hanoi, in Vietnam la settimana scorsa, è stata caratterizzata dalla promessa di fornire al Vietnam motovedette. All’inizio del mese il dipartimento di Stato degli USA ha approvato la possibile vendita da 1,5 miliardi di dollari di due sistemi da combattimento AEGIS della Lockheed Martin Corp. Al Giappone per fornirgli capacità ABM.
Japanese PM Abe waits for U.S. President Obama to arrive for their meeting at the G20 Summit in St. Petersburg Le stime indicano che ben l’80% della popolazione del Giappone si oppone alla revisione di Abe della dottrina militare del Paese. Questo è un altro motivo per chiedersi quale leva Obama ha spinto per fare entrare il Giappone nella nuova guerra fredda. Con un industria nucleare contestata, e le solite importazioni giapponesi sempre più vincolate, il Paese di Abe si trova in mezzo ai guai internazionali, di nuovo. Se Pearl Harbor fu un atto di sopravvivenza dei giapponesi, forgiare nuove spade da samurai oggi provoca un certo disagio tra gli storici. Quest’anno il Ministero della Difesa giapponese ha chiesto il più grande budget dalla Seconda Guerra Mondiale, in parte per comprare droni Global Hawk, 6 caccia stealth F-35 e 12 convertiplani V-22 Osprey, tra l’altro. In questo momento la potenza militare del Giappone è al 9° posto dopo Stati Uniti, Russia, Cina e le altre potenze nucleari. Con un budget più grande e meno vincoli sullo sviluppo, è chiaro che i giapponesi potrebbero facilmente superare tutte le altre nazioni ad eccezione di Stati Uniti e Russia in pochi anni. E’ già chiaro il trucco delle forze giapponesi che passano da unità di difesa pura a unità anfibie in grado di proiettare potenza militare. Inoltre, vi sono le indicazioni leggendarie sulle capacità tecnologiche che il Giappone potrebbe utilizzare per appianare o migliorare sistemi d’arma discutibili come l’F-35. Sotto la vecchia dottrina, al Giappone era proibito partecipare alla ricerca militare di questo tipo. Guardando gli ultimi eventi con attenzione, appare cristallino come la nuova corsa agli armamenti sia partita. La posizione di Abe nei confronti della Russia è un primo indicatore, ma la notizia del militarismo di fondo è un pieno allarme. Dalla capacità anfibia agli accenni rivelatori sulla capacità nucleare, come indicato dalla CNN, il Giappone è già dentro fino al collo nello sviluppo di armi avanzate. L’articolo di Defense News delinea i dilaganti sforzi del Paese sulle armi spaziali. Inoltre, la Corea del Sud come domino finale dell’accerchiamento di Obama previsto nella seconda Guerra fredda, segue un gioco distensivo pericoloso, oggi. L’articolo dell’Executive Intelligence Review (EIR), riflette sulle lotte di potere in corso. Una citazione dice tutto ciò che c’è da sapere sui progressi di Obama dai commenti di ex-alti funzionari della Corea del Sud, tra cui tre ex-ministri degli Esteri: “Mentre Seul vede ancora l’alleanza storica con Washington cruciale, i relatori hanno sottolineato più volte che gli Stati Uniti non potranno impedire la drammatica mossa di Seul verso una maggiore cooperazione con Cina e Russia nel processo della “Via della Seta”.”
Il 7 dicembre 1941 le forze navali dell’impero del Giappone attaccarono Pearl Harbor nelle isole Hawaii. L’evento, una volta chiamato “giorno dell’infamia”, fu in realtà provocato e alimentato da eventi che rispecchiano ciò che succede nel mondo d’oggi. Qualsiasi storico degno di tale nome può verificarlo, il governo degli Stati Uniti di allora non solo provocò i giapponesi, ma l’intelligence statunitense sapeva dell’attacco prima che accadesse. Gli USA “sanzionarono” il Giappone per l’espansione militare ed economica della nazione. Dipendenti dalle importazioni di vario valore strategico, i giapponesi non ebbero alternative. Il cataclisma della guerra mondiale esplose, centinaia di migliaia di miliardi in valuta attuale furono puntati, vinti e persi mentre le nazioni furono distrutte e ricostruite. Decine di milioni di morti, miliardi pagarono e noi tutti continuiamo a vivere sotto un incantesimo. Quindi il titolo di quest’articolo deriva da una naturale paura, da una considerazione giustificabile e da un’inchiesta potentemente suggerita sulle intenzioni di Washington. Gli USA istigano queste nazioni a un’altra guerra? Sarà il Sol Levante del Giappone economico e positivo, o sarà il testimone mondiale del capitolo finale dei nostri futili sistemi? So che è giunto il momento che tutti noi consideriamo cosa succede._64108784_japan_flag_640afpPhil Butler, è investigatore e analista politico, politologo ed esperto di Europa orientale, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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