Russia e Iran si coordinano in Siria per preservare la stabilità regionale

Mahdi Darius Nazemroaya Strategic Culture Foundation 28/09/201512039212Molte parole negative sono state dette sul ruolo di Mosca nella crisi siriana da Stati Uniti e alleati. Dall’agosto 2015 tali affermazioni hanno avuto una svolta. Le segnalazioni del rafforzamento militare russo in Siria cominciavano. Senza prove, tali rapporti continuarono ad agosto e settembre. Alcuni articoli ipotizzavano che lo sforzo russo sia coordinata con l’Iran. Tali rapporti sono collegati alle affermazioni su Qasim Sulaymani, capo della Forza al-Quds dei Guardiani della Rivoluzione Islamica dell’esercito iraniano, in visita in Russia per discutere la strategia congiunta russo-iraniana in Siria. Altri rapporti affermavano che le mosse di Mosca avevano lo scopo di sostenere un Hezbollah esausto e anche la rivale influenza iraniana in Siria. Tali rapporti, tuttavia, non sono altro che congetture fuorvianti.

La cooperazione iraniana e russa
I rapporti su Iran e Russia in competizione per l’influenza in Siria sono false. L’obiettivo principale di iraniani e russi è mantenere intatta la Siria. Come nella cooperazione russo-cinese in Eurasia orientale e Asia-Pacifico, Iran e Russia collaborano in Medio Oriente e nella regione centrale dell’Eurasia. Da Mar Caspio e Caucaso a Levante e Mar Mediterraneo, Teheran e Mosca agiscono come forze di stabilità. La cooperazione tra Russia e Iran aumenta. Un’esercitazione navale congiunta nel porto iraniano di Anzaili, nel Mar Caspio, è stata condotta ad agosto. Nell’esercitazione le navi da guerra russe Volgodonsk e Makhachkala si erano addestrate con le navi da guerra iraniane Damavand, Joshan e Peika. Le precedenti esercitazioni russo-iraniane nel Mar Caspio si erano svolte nell’ottobre 2014. Nel 2014 e 2015, ufficiali iraniani e russi condussero varie comunicazioni e riunioni ad alto livello. Ad esempio, attraverso gli incontri tra i Ministri della Difesa della Federazione Russa e dell’Iran, Sergej Shoigu e Hussein Dehghan, un accordo di principio è stato raggiunto al momento della consegna del sistema S-300 all’Iran. Mentre era a Mosca per una conferenza sulla sicurezza internazionale, Hussein Dehghan aveva anche suggerito la necessità dello sforzo congiunto eurasiatico tra Iran, Russia, Cina e India per controbilanciare Stati Uniti e NATO. Oltre a commenti da ufficiali iraniani e russi sull’Iran che esamina la possibilità di acquistare aerei passeggeri russi per l’aviazione civile iraniana, vi sono stati anche colloqui sulla condivisione della tecnologia militare e lo sviluppo congiunto di armi. Ciò include la realizzazione congiunta di aerei militari tra Mosca e Teheran. La Russia inoltre aiuta l’Iran a sviluppare il proprio sistema di navigazione satellitare, che sarà collegata o basato sul Global Navigation Satellite System della Russia (GLONASS). GLONASS, come il sistema di navigazione satellitare della Cina Beidou, è un rivale del Global Positioning System (GPS) di Washington. Da parte sua, l’Iran programma l’esportazione della propria tecnologia dei droni in Russia.

Proteggere la Siria
Dopo aver impedito, da parte di Stati Uniti e altri membri della NATO, l’uso dello spazio aereo per trasportare carichi umanitari ai siriani, la Russia ha utilizzato la rotta alternativa su Iran e Iraq. Articoli senza prove sostennero che il governo di Damasco era sull’orlo del collasso. Alzando la posta, Washington iniziò a suonare il campanello d’allarme sulla presenza militare russa in Siria, ricordando le rivendicazioni precedenti sul rafforzamento militare iraniano. Cosa molto significativa, parallelamente a tali rapporti non comprovati, ufficiali statunitensi, inglesi e francesi chiedevano a Iran e Russia di portare il governo siriano al tavolo dei negoziati. Cosa dice ciò della situazione? Inoltre, la presenza di militari russi e iraniani in Siria era di lunga data. Teheran e Mosca hanno consiglieri militari e tecnici nella RAS. La Russia ha una base navale nel porto mediterraneo di Tartus, mentre gli iraniani hanno accordi militari di difesa con la Siria. Tutto questo nell’ambito giuridico e nel quadro del diritto internazionale. Esiste veramente un intervento militare russo e iraniano in Siria? Se iraniani e russi aumentano la presenza militare in Siria, preserveranno la stabilità regionale. Questo significa non solo mantenere lo Stato siriano intatto e aiutare un governo sovrano a difendere il proprio popolo, ma fermare anche l’espansione di gruppi come al-Nusra, al-Qaida e Stato Islamico, cosa che Stati Uniti ed alleati hanno deliberatamente incubato e alimentato in Siria e Iraq. Se i rapporti sono veri su Iran, Siria, Russia e Iraq che creano una coalizione anti-SIIL con Hezbollah in Libano (che alcune fonti libanesi chiamano il 4+1), con la possibile inclusione della Cina, le vere intenzioni di questa alleanza dovranno essere tenute a mente.

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

ISWIraq_risultatoIraq condividerà l’intelligence sul SIIL contro la volontà degli USA
Sputnik, 28/9/2015

Quds_risultatoIl governo iracheno, sostenuto per anni dagli USA, ora compie un ulteriore passo geopolitico indipendente versi i vicini Iran e Siria, così come la Russia, condividendo informazioni senza l’approvazione di Washington.
In primo luogo, l’Iraq ha recentemente fatto arrabbiare il dipartimento di Stato consentendo agli aerei russi di trasportare rifornimenti ed equipaggiamenti in Siria sul proprio spazio aereo. Ibrahim al-Jafari, Ministro degli Esteri iracheno, secondo il Council on Foreign Relations, ha detto ai giornalisti alla domanda sui voli russi che il suo Paese “non ha violato alcuno dei nostri impegni verso la comunità internazionale“. Solo due giorni dopo, l’esercito iracheno annunciava l’avvio dello scambio regolare d’intelligence sui terroristi del SIIL con Russia, Siria e Iran, e che avrebbe “partecipato alla raccolta delle informazioni sul terrorismo del SIIL”. La disposizione è importante per la sicurezza del Paese, si legge, l’Iraq è preoccupato da migliaia di volontari aderenti allo Stato Islamico provenienti dalla Russia, afferma il New York Times. L’accordo è stato raggiunto senza mai chiedere a Washington ed annunciato il 27 settembre, scrive il NYT. Ciò ancora una volta irritava gli Stati Uniti, abituati a pensare l’Iraq come Paese sotto loro controllo e membro fondamentale della coalizione degli USA contro il SIIL. La reazione statunitense è stata brusca. L’obiezione mira al governo di Bashar Assad in Siria. “Non sosteniamo la presenza di funzionari del governo siriano che fanno parte di un regime che ha brutalizzato i propri cittadini“, ha detto il portavoce della coalizione anti-SIIL il colonnello degli Stati Uniti Steven H. Warren. Il segretario di Stato USA John Kerry ha brevemente commentato l’incontro con il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, a margine dell’assemblea generale delle Nazioni Unite, sul problema del coordinamento con la Russia. E un alto funzionario del DoS in conferenza stampa ha descritto la posizione di Washington con più dettagli. “Stiamo solo iniziando a cercare di capire quali siano le intenzioni dei russi in Siria e Iraq, e provare a vedere se ci sono modi reciprocamente vantaggiosi in futuro. Abbiamo un lungo cammino da percorrere nelle conversazioni“, ha spiegato il funzionario. Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente degli USA Barack Obama s’incontravano il 28 settembre a New York per affrontare diverse questioni. Ma prima di tutto il coordinamento degli sforzi in Medio Oriente.
Gli Stati Uniti hanno fornito ufficialmente assistenza militare alle forze armate irachene per miliardi di dollari; ci sono circa 3500 militari statunitensi dispiegati nel Paese. Tuttavia, è meno noto in generale che la Russia è stato il primo Paese a fornire aerei da guerra cruciali per la difesa strategica della capitale Baghdad, di Tiqrit e altre aree dalla rapida avanzata delle forze islamiste nel 2014. Soprannominato ‘carro armato volante’, l’aereo da attacco al suolo anticarro Sukhoi Su-25 Grac è arrivato durante l’assedio di Baghdad, contribuendo a fermare l’offensiva fulminea dei jihadisti d’estate, come il Ministero della Difesa iracheno ha poi sottolineato. La consegna immediata fu la fornitura ritardata dagli Stati Uniti dei jet da combattimento F-16, che l’Aeronautica irachena prevedeva di usare nella lotta agli islamisti. “La consegna degli aviogetti (Su-25) è avvenuta nel quadro del sostegno internazionale all’Iraq nella lotta al terrorismo. La consegna veloce e tempestiva di aeromobili da parte degli esperti piloti militari russi fu dovuta ai legami tra il governo russo e quello iracheno“, ha detto il ministero in un comunicato del 1 febbraio 2015. Il Ministero della Difesa iracheno annunciava in questa dichiarazione, inoltre, che l’aviazione dell’esercito aveva ricevuto altri due nuovi elicotteri d’attacco anticarro russi Mil Mi-28NE Havoc. Inoltre, la Russia aveva fornito all’Iraq gli elicotteri d’attacco multiruolo Mi-35 Hind, sistemi lanciafiamme pesanti TOS-1A, sistemi di difesa aerea Pantsir, unità di supporto del tiro Dzhigit, artiglieria e altre munizioni. Il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, durante l’incontro con il suo omologo iracheno la scorsa primavera, sottolineava che la Russia si è impegnata “a continuare ad aiutare Baghdad per rafforzarne la difesa a tale minaccia, assicurando unità, integrità territoriale dello Stato e non interferenza negli affari interni“. Lavrov ha poi sottolineato che la Russia considera l’assistenza tecnico-militare diretta all’Iraq un “contributo reale al successo della lotta al terrorismo”.
L’Iraq attualmente combatte il gruppo jihadista Stato islamico dell’Iraq e Levante (SIIL) che occupa parte del Paese dall’estate 2014. Il gruppo, che opera anche in Siria dal 2012, ha occupato vaste aree in entrambi i Paesi, proclamandovi il califfato.1027631630Traduzioni di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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