Il presidente russo traccia una rotta coerente

Dr K. R. Bolton, New Dawn 15 novembre 2014

Oggi abbiamo bisogno di nuove strategie per preservare la nostra identità in un mondo in rapido cambiamento, un mondo divenuto più aperto, trasparente e interdipendente. Ciò si presenta in praticamente tutti i Paesi e popoli in una forma o nell’altra: Russi, europei, cinesi e americani, le società di quasi tutti i Paesi. VV Putin, Valdai Club, 19 settembre 2013putin_islam_tartarstan_terrorism_2012Vladimir V. Putin ha mantenuto la sua posizione ideologica e ha ribadito la determinazione della Russia a mantenere sovranità e identità di fronte alla globalizzazione. La via di Putin per la Russia è stata inequivocabilmente affermata nel discorso del settembre 2013 alla sessione plenaria del Valdaj Club comprendente dignitari stranieri e luminari russi della politica, del mondo accademico e dei media. Putin aveva dichiarato che, mentre ogni nazione ha bisogno della sua forza tecnica, alla base di tutto c’è “l’autodeterminazione spirituale, culturale e nazionale” senza cui “è impossibile progredire“. “La cosa principale che determinerà il successo è la qualità dei cittadini, la qualità della società: la loro forza spirituale, morale e intellettuale“, Putin rifiuta il determinismo economico dell’era moderna, affermando: “Dopo tutto, la crescita economica, la prosperità e l’influenza geopolitica derivano tutte da condizioni sociali. Dipendono dai cittadini di un determinato Paese che si considerano una nazione, da quanto s’identificano con propri storia, valori e tradizioni, e se sono uniti da obiettivi e responsabilità comuni. In questo senso, trovare e rafforzare l’identità nazionale è davvero fondamentale per la Russia”. Putin sottolineava la minaccia all’identità russa, “pressioni oggettive derivanti dalla globalizzazione“, così come attacchi alla Russia provocati dai tentativi di erigere l’economia di mercato che, va aggiunto, erano pretesi da oligarchi interni e plutocrati esteri; tentativi che sono ancora in corso. Putin sottolinea inoltre che la mancanza d’identità nazionale serve tali interessi: “Inoltre, la mancanza di una idea nazionale derivante dall’identità nazionale avvantaggia l’elemento quasi-coloniale delle élite, quello deciso a rubare e sottrarre capitale, e che non collega il proprio futuro con quello del Paese, il luogo in cui guadagnano i loro soldi”. Ciò che globalisti ed oligarchi vogliono imporre alla Russia dall’estero non può costituire un’identità, che deve nascere da radici russe, e non essere un prodotto estero nell’interesse mercantile: “La pratica ha dimostrato che una nuova idea nazionale non appare semplicemente, né si sviluppa secondo le regole di mercato. Uno Stato e una società spontaneamente costruiti non funzionano, e nemmeno copiare meccanicamente le esperienze di altri Paesi. Tali primitivi prestiti e tentativi di civilizzare Russia dall’estero non sono stati accettati dalla stragrande maggioranza del nostro popolo. Questo perché il desiderio di indipendenza e sovranità politica, spirituale, ideologica ed estera è parte integrante del nostro carattere nazionale. Tra l’altro, tali approcci hanno spesso fallito anche in altre nazioni. Il tempo in cui modelli di vita pronti ad essere installati in Stati esteri come i programmi dei computer è passato”. “Sovranità, indipendenza ed integrità territoriale della Russia sono incondizionate“, afferma Putin, invocando l’unità fra tutti i partiti, contro il separatismo etnico e sollecitando il dialogo ideologico tra le fazioni politiche. Putin riconosce anche che ciò che oggi è chiamato “occidente”, con gli Stati Uniti come “leader del mondo occidentale”, come i media e il dipartimento di Stato ci ricordano costantemente, mostra poche tracce dei suoi fondamenti tradizionali: “Un’altra grave sfida all’identità della Russia è legata agli eventi che si svolgono nel mondo. Qui ci sono politica estera ed aspetti morali. Possiamo vedere come molti Paesi euro-atlantici in realtà rigettano le loro radici, inclusi i valori cristiani che costituiscono la base della civiltà occidentale. Negano i principi morali e tutte le identità tradizionali: nazionali, culturali, religiose e persino sessuali”. Nel crollo dei valori occidentali, l’attacco di Putin alla “correttezza politica”, in cui la religione è motivo d’imbarazzo, con le feste cristiane, ad esempio, modificate o eliminate. Tale nichilismo viene esportato nel mondo traducendosi in una “profonda crisi demografica e morale“, determinando il “degrado” dell’umanità. Mentre il multiculturalismo è problematico per molti Stati europei, la Russia è sempre stata multietnica e questa diversità va incoraggiata per forgiare le identità locali, ma nel contesto dello Stato-civiltà russo. Simultaneamente al declino morale e religioso c’è il tentativo d’imporre un “mondo unipolare standardizzato”, in cui le nazioni scompaiono, rifiutando la “la diversità data da Dio” al mondo a favore di “vassalli”. Su ciò Putin promuove l'”Unione Eurasiatica”, blocco geopolitico che permetterà agli Stati della regione di resistere alla globalizzazione.
Il discorso di Putin a Valdaj dimostra che ha una visione del mondo completamente sviluppata su cui basare il corso futuro della Russia, indicando inoltre che, mentre Putin potrebbe avere i suoi difetti (e non riesco a pensare a coloro che potrebbero essere disinvolti), è l’unico uomo di Stato autentico nel mondo d’oggi, e ha fatto della Russia il più probabile asse di una nuova civiltà e nuova era.putin_inauguration_kirill_0Per una più profonda comprensione del conflitto tra Russia di Putin e occidente, vedasi New Dawn Special Issue Vol. 8 N. 5, con l’articolo di KR Bolton “Il Grande Complotto contro la Russia: cosa c’è realmente dietro la campagna contro Putin“.

KR Bolton, membro dell’Accademia di Ricerche Sociali e Politiche (Atene) e dell’Istituto di Studi Superiori in Geopolitica e Scienze ausiliarie (Lisbona). E’ collaboratoredi Foreign Policy Journal, ed ha una rubrica fissa su New Dawn e su The Great Indian Dream (Indian Institute of Planning & Management). E’ ampiamente pubblicato da media accademici e generali. Tra i suoi libri: Rivoluzione dall’alto (Arktos, Londra, 2011), Stalin: The Enduring Legacy (Black House Publishing, London, 2012), Artisti della destra (Counter Currents Publishing, San Francisco, 2012), The Parihaka Cult (Black House, 2012), Introduzione all’Animo Umano nel Regime Socialista di Oscar Wilde (Black House, 2012), La sinistra psicotica: dalla Francia giacobina al movimento Occupy (Black House, 2013), Geopolitica dell’Indo-Pacifico (2013), Peron e peronismo (2013), Introduzione ai sette pilastri della saggezza di TE Lawrence (2013).

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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