Bombardieri russi e SIIL: una partita nei cieli

Il Centro anti-SIIL apre a Baghdad
Jurij Zinin New Eastern Outlook 04/10/2015

11220129L’accordo tra Russia, Siria, Iran e Iraq sulla creazione di un centro d’informazione per coordinare la lotta contro lo SIIL a Baghdad ha ricevuto ampia copertura mediatica in Iraq. Sull’aspetto legale di questa fase, gli esperti sono convinti che la creazione di tale entità non richieda l’approvazione del Parlamento nazionale, dato che il centro d’informazione si trova nella giurisdizione dello Stato Maggiore delle forze armate irachene. Numerosi esponenti politici iracheni ed esperti hanno già espresso approvazione su questa fase dato che il centro presiederà raccolta ed analisi delle informazioni sullo stato della lotta allo SIIL fornendo ai quattro Stati succitati informazioni il più accurate possibili. Così, il vicecapo della provincia di al-Anbar ha dichiarato che il governo accoglie tutti gli sforzi regionali e internazionali che permetteranno all’Iraq di eliminare la minaccia jihadista. Il presidente della commissione Difesa e Sicurezza del Parlamento ritiene inoltre che i quattro Stati potranno finirla con lo SIIL più velocemente della “fallita coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti”, dichiarando che crede nella Russia come partner e soggetto politico capace di continuare a sostenere l’Iraq.
Secondo il giornale elettronico Sawt al-Iraq, questo accordo dei quattro Paesi aiuterà Baghdad nella lotta al terrorismo e al SIIL. Secondo il media lo sforzo comune comporterebbe un salto di qualità nel rafforzamento dell’Iraq e nella stabilizzazione del Medio Oriente. Il politico e giornalista Muhammad Abdul Jabar al-Shabut, che ha trascorso decenni all’estero opponendosi al regime iracheno precedente, ritiene che ci siano alcuni cambiamenti importanti da osservare in Medio Oriente da attribuire al coinvolgimento della Russia negli eventi. La Federazione russa è tra gli Stati che creano il centro informazioni di Baghdad. Gli Stati fondatori, tranne l’Iraq, non fanno parte della coalizione degli Stati Uniti, quindi, l’Iraq può svolgere un ruolo di collegamento tra Oriente e occidente nella lotta agli islamisti. Muhammad Abdul Jabar al-Shabut è convinto che la Russia si muova molto più velocemente degli Stati Uniti, e dato che si ritiene in Iraq che la coalizione internazionale di Washington combatta lo SIIL in modo letargico, i quattro Stati hanno la possibilità di “dare l’esempio”. Gli eventi nella regione nelle ultime settimane, secondo l’esperto iracheno, si sviluppano più velocemente di prima, mentre sempre più capi occidentali cambiano posizione sul ruolo che il presidente siriano Bashar al-Assad può svolgere in futuro. Il giornalista iracheno ha recentemente notato che c’è crescente consapevolezza sul pericolo terrorista nel mondo, e un riavvicinamento iraniano-russo-statunitense può salvare il mondo dalla nuova minaccia nazista che si nasconde sotto la maschera della lotta per l’Islam.

Jurij Zinin, ricercatore presso l’Istituto Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO), in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

12122432_1667573543485395_497252320431981310_nBombardieri russi e SIIL: una partita nei cieli
Lo Stato Maggiore Generale ha pianificato l’operazione siriana nei minimi dettagli
Jurij Gavrilov Rossijskaja Gazeta 4 ottobre 2015 – Fort Russ

Tutti gli esperti militari analizzando le azioni dei nostri piloti in Siria, sono d’accordo: questa operazione aerea è stata pianificata nei minimi dettagli, in base ai dati più volte confermati dall’intelligence, tra cui i satelliti del Ministero della Difesa, ed è ben pensata la scelta di determinati tipi di aerei da combattimento russi per gli attacchi alle basi del SIIL.

1027994900Prima dell’annuncio ufficiale delle operazioni in Siria quasi nessuno sapeva della presenza del nostro gruppo aereo. Sì, i media occidentali riferivano di certe attrezzature nella zona del porto siriano di Lataqia. Ma nessuno poteva documentare che si trattasse dei velivoli delle forze aerospaziali della Federazione Russa, e non di mezzi forniti ad Assad su contratti nel quadro della cooperazione tecnico-militare. Il trasferimento del nostro gruppo aereo è avvenuto molto velocemente e all’oscuro dei capi dello SIIL. Abbiamo inviato non solo personale ed aerei in Siria, ma anche sistemi di comunicazione e di supporto per la base aerea, senza cui è impossibile organizzare i voli. E anche munizioni, carburanti e lubrificanti, tutti gli elementi essenziali per il normale funzionamento del gruppo aereo. E anche i droni, che dal lancio dell’operazione controllano in tempo reale i movimenti dei terroristi e trasmettono le immagini degli attacchi. E queste immagini appaiono non solo sugli schermi dei computer dei nostri ufficiali in Siria, ma vengono trasmessi sui monitor del Centro di Controllo della Difesa Nazionale della Russia. Una volta che l’operazione aerea è iniziata, alcuni media facevano “scoop” con la notizia che il Ministero della Difesa aveva inviato soldati di leva nella guerra civile in Siria. Per usare un eufemismo, questi articoli avevano due imprecisioni. Primo, il nostro esercito non prende parte a una guerra civile. L’obiettivo principale dell’operazione aerea è distruggere i membri dell’organizzazione internazionale, riconosciuta a livello mondiale come terrorista. Infliggono la morte non solo ai residenti dei Paesi del Medio Oriente, ma cercano anche di prendere il controllo della regione asiatica (centrale), minacciando la Russia e i nostri alleati (dell’Asia centrale) nella CSTO. Sulle reclute, è ingenuo pensare che l’esercito da un milione di uomini della Russia non abbia personale militare per eseguire un’operazione cruciale e pericolosa in Siria. Inoltre, tutti i piloti, ingegneri e tecnici aeronautici, così come quasi tutti gli operatori militari della base aerea e della logistica delle nostre forze armate, sono professionisti. Pertanto, lo Stato Maggiore Generale afferma che la probabilità d’inviare soldati di leva in Medio Oriente non è stata nemmeno discussa. Ma i generali non hanno deciso immediatamente la scelta degli equipaggiamenti per la Siria. Secondo lo schema classico, una grande operazione aerea di regola coinvolge diversi tipi di aerei: aerei-spia, caccia e bombardieri. Se necessario, aerei a lungo raggio decollano, in particolare i Tu-22M3.
3_6d7f5084Gli esperti dicono che in Siria una tale varietà di aerei da combattimento non è necessaria. Lo SIIL non ha aerei, così i nostri caccia Su-27 e MiG-29 non sono necessari. I droni possono essere usati per la rilevazione. Per i bombardamenti sui terroristi i bombardieri di prima linea Su-25 e Su-24M sono perfetti. Il sistema di puntamento-navigazione PNS-24M “Tiger” sul Su-24M consente al pilota di scendere a una quota di 50 metri e seguire il terreno in modo automatico. E’ molto difficile abbattere questo aereo, soprattutto dato che può lanciare bombe e sparare missili a diversi chilometri dal bersaglio. Ancora più universale è l’ultimo bombardiere Su-34. Dovrebbe essere chiamato complesso aereo multiruolo. Questa macchina, a seconda del compito assegnato, opera come caccia e come ricognitore e, naturalmente, come aereo d’attacco. Il Su-34 può salire a 11000 metri e i suoi piloti nemmeno sentire i g, permettendogli nella maggior parte del volo di non utilizzare la maschera di ossigeno. Il nuovo “Su” è dotato di un potente sistema elettronico con canali multipli di scambio delle informazioni. Radar multi-funzione e apparecchiature per le contromisure elettroniche migliorano le possibilità di sopravvivenza del velivolo. Il Su-34 può essere rifornimento in aria, installare serbatoi supplementari esterni, quindi l’autonomia di volo diventa sostanzialmente illimitata. Un altro dettaglio importante. Il Su-34 può utilizzare le munizioni con correzione satellitare, particolarmente importante per distruggere piccoli bersagli, come ad esempio jeep su cui i terroristi fissano una mitragliatrice leggera o un cannone antiaereo tipo ZU-23-2. Generalmente è difficile sfuggire all’attacco di questa macchina. Ma anche questo non esaurisce l’efficienza del nuovo velivolo. I suoi missili e bombe “intelligenti” garantiscono la distruzione dei bunker sotterranei. Presso Raqqa le bombe antibunker BETAB-500 sganciate dai Su-34 hanno colpito con precisione il posto di comando protetto del SIIL, così come i bunker sotterranei con depositi di munizioni ed esplosivi. A proposito di un’altra munizione assai precisa, il missile Kh-29L utilizzato in Siria dai piloti di Su-34 e Su-24, ne ha parlato il rappresentante delle forze aerospaziali Igor Klimov. “Il missile aria-terra della classe Kh-29L ha una testa a guida laser e al suo lancio il pilota illumina il bersaglio con un mirino laser, mentre l’aereo continua a manovrare“, spiegava. E aggiungeva che tale missile può colpire bersagli con una precisione di più o meno due metri. Ha una potente testata di mezza tonnellata ad alto esplosivo e a frammentazione.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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