Come la Russia ha sventato il piano degli USA per la no-fly zone sulla Siria

Daniel Fielding 8 ottobre 2015 Comite ValmyReseau International1018546451Maggiori informazioni confermano che il dispiegamento russo eravolto più a sventare il piano statunitense per una no-fly zone sulla Siria, causando il cambio di regime, che a sconfiggere lo Stato islamico. La reazione scandalosa della NATO a una violazione secondaria dello spazio aereo turco di un aereo russo rivela il nocciolo del dispiegamento militare russo. L’occidente ha perso il controllo dei cieli della Siria. Quando inizialmente ho discusso la composizione aerea russa in Siria ho detto che i 4 caccia Su-30 dovevano fornire copertura aerea alla forza d’attacco. Ho anche pensato che i 6 Su-34 non erano veramente necessari, e venivano testati in un ambiente operativo. Avevo ragione sui Su-30, ma sbagliavo sui Su-34. Ho trascurato il fatto che, pur essendo un formidabile cacciabombardiere e velivolo d’attacco al suolo, il Su-34 è anche un grande caccia, differenziandosi sostanzialmente dal Su-24 che sostituisce. Il totale di 10 Su-30 e Su-34 è per i russi un fantastico gruppo da difesa aerea. Mentre il Su-34 non è così potente come l’ultra maneggevole caccia Su-30, è superiore all’F-16 che costituisce il grosso della Turkish Air Force, ed pari agli F-15 dell’aviazione israeliana. Questo è importante perché, come dimostra l’incidente al confine con la Turchia, il gruppo d’attacco russo conduce attacchi aerei nelle zone presso i confini turchi e israeliani, dove l’Aeronautica siriana non osava avventurarsi per timore dell’intervento delle forze aeree turche e israeliane. Ciò include gli attacchi su Raqqa, la capitale de facto dello Stato islamico, e Idlib, entrambi a breve distanza dal confine con la Turchia. La presenza di Su-30 e Su-34 significa che, a differenza dei siriani, i russi possono eseguire questi attacchi senza timore di interferenze dall’aeronautica militare turca. Ciò significa che, per la prima volta nella guerra siriana, non c’è posto in Siria in cui le milizie islamiste possano nascondersi dagli attacchi aerei. Questo cambia radicalmente la situazione militare, in parte perché l’Aeronautica siriana temeva di operare vicino al confine turco, per cui l’esercito siriano fu cacciato da Raqqa e Idlib ed era sulla difensiva nella Siria settentrionale e nei territori a nord e ovest di Aleppo, facilmente accessibili agli F-16 che operano dalle basi turche. Alcuni rapporti suggeriscono che la presenza dell’Aeronautica russa ha anche incoraggiato l’Aeronautica siriana a rientrare in quello spazio aereo. Vi sono indicazioni che F-16 turchi in volo presso il confine siriano siano stati seguiti (o “illuminati”) per 6 minuti dai radar di un caccia MiG-29. Il gruppo di attacco russo non include MiG-29. Se questo incidente ha effettivamente avuto luogo, il MiG-29 doveva essere siriano.
557168_risultatoI 10 Su-30 e Su-34 sono solo una parte della forza di difesa aerea che i russi hanno posto in Siria. La base aerea di Lataqia è difesa da sistemi di antiaerei Pantsir. Il Pantsir è un sistema di difesa aerea di punto a corto raggio che unisce cannoni antiaerei da 30mm e missili antiaerei a corto raggio. Questo fa parte della difesa delle basi aeree, e il suo schieramento non è il più importante qui. Molto più importante, da cambiare la situazione, è il dispiegamento dell’incrociatore lanciamissili russo Moskva al largo delle coste siriane. Il radar da difesa aerea del Moskva è estremamente potente, ed è dotato di potenti missili antiaerei a lungo raggio basati sul sistema S-300. Non ci sono prove che i russi abbiano schierato missili S-300 in Siria. Tuttavia, la presenza del Moskva al largo delle coste siriane fondamentalmente assegna tale capacità. Si ritiene che i missili S-300 del Moskva abbiano una gittata di 90-150 km. Anche se non pare una delle versioni più sofisticate dell’S-300, che dovrebbe piuttosto essere considerata una famiglia di missili, l’S-300 sul Moskva è comunque un’arma potente, fornendo una formidabile capacità di difesa aerea. La ragione della presenza di questi sistemi di difesa aerea, aerei Su-30 e Su-34 aerei e missili S-300 del Moskva, è ormai chiara. L’articolo del Financial Times conferma ciò che molti avevano già sospettato: gli Stati Uniti erano in procinto di dichiarare la no-fly zone sulla Siria. Anche se l’obiettivo era il presunto Stato islamico, poiché esso non ha alcuna forza aerea l’obiettivo reale era chiaramente il governo siriano. Sembra che uno scenario simile a quello utilizzato in Libia nel 2011 fosse previsto: dichiarazione di una no-fly zone, seguita da una campagna di bombardamenti prolungata contro l’esercito siriano allo scopo di far vincere l’opposizione siriana sostenuta dagli Stati Uniti. Lo scopo dichiarato della no-fly zone, combattere lo Stato islamico, era solo una copertura. Questo spiega lo schieramento russo. I russi hanno evidentemente scoperto il piano statunitense e si sono precipitai a un proprio schieramento per impedirlo. Hanno potuto farlo anche se, a differenza degli Stati Uniti, alcuna base aerea nella regione è notevole, un’ulteriore prova delle capacità dei russi, dimostrando più volte di agire alla velocità della luce prendendo gli Stati Uniti in contropiede. Le precedenti occasioni in cui è successo furono la guerra del 2008 in Georgia e l’operazione in Crimea nel 2014. I russi scoprendo il piano statunitense dimostrano anche l’alta qualità dei loro servizi segreti. L’articolo del Financial Times mostra l’entità della costernazione a Washington, con l’ammissione a denti stretti, nonostante le isteriche richieste di azioni dai falchi guerrafondai, che il piano di una no-fly zoneè ora impossibile da adottare“. Vedasi il commento che il Financial Times attribuisce al capo militare della NATO, Generale Breedlove: “Il comandante supremo della NATO in Europa, il generale statunitense Phillip Breedlove ha avvertito la scorsa settimana che l’alleanza era “preoccupata da un’altra bolla A2/AD creata nel Mediterraneo orientale”. A2/AD significa antiaccesso, area interdetta“. In altre parole, i russi vietano agli USA di accedere ai cieli della Siria, vanificando i loro piani per una no-fly zone e per la campagna di bombardamenti per rovesciare il governo siriano. Il Financial Times ha citato fonti che descrivono lo schieramento russo in Siria come un “disastro”, mostrando lo sgomento provato dai capi di Stati Uniti e occidentali. Il dispiegamento russo in Siria ha alterato drammaticamente la situazione geopolitica, mostrando 25 anni dopo la caduta dell’URSS che la superpotenza russa è tornata.siria pantsir
La sezione seguente è stata pubblicata sul Financial Times:
Il bombardamento russo dei ribelli anti-regime in Siria è stato descritto come un disastro per gli sforzi della coalizione guidata dagli Stati Uniti di distruggere il SIIL, gruppo militante islamico, ma la vera sfida del Cremlino a Washington è nei cieli sul Paese devastato dalla guerra. Accanto a un contingente modesto a Lataqia, due dozzine di aerei Su-24 e Su-25, progettati per colpire bersagli a terra, Mosca ha dispiegato i mezzi che rendono la prospettiva di una no-fly zone di Stati Uniti e alleati in Siria impossibile da implementare. Solo un paio di settimane fa, dopo mesi di trattative, i funzionari erano vicini a un accordo sull’applicazione di zone di sicurezza aerea per fermare i bombardamenti di civili nel nord e sud della Siria da parte del regime Assad, secondo funzionari militari e diplomatici della coalizione guidata dagli Stati Uniti. L’accordo era basato su piani giordani e turchi presentati all’inizio di quest’anno. Molti funzionari credono che l’accelerazione dell’imminente attività della coalizione in Siria abbia precipitato l’improvviso intervento del Cremlino alla fine del mese scorso. “La ragione ultima è il rinnovato interesse per la Siria e la necessità di una sorta di soluzione politica, qualcosa che pensavano avremmo potuto ottenere implementando una no-fly zone, una zona di sicurezza“, ha detto un alto diplomatico europeo. Ma ogni speranza di coordinamento militare con la Russia per raggiungere tale obiettivo, anche sulla scia dello schieramento improvviso, s’è rapidamente spento. Il comandante militare supremo della NATO in Europa, il generale statunitense Phillip Breedlove, ha avvertito la scorsa settimana che l’alleanza “è preoccupata da un’altra bolla A2/AD che si crea nel Mediterraneo orientale“. A2/AD significa anti-accesso, area interdetta. I timori del generali Breedlove si sono avverati in questi giorni, quando il piccolo schieramento russo di quattro aerei Su-30, altamente manovrabili e progettati per abbattere altri aerei, era sulla base aerea Basil Assad di Lataqia, ampliato da un arsenale molto più sostanzioso.
Il Ministero della Difesa russo ha annunciato il dispiegamento dell’incrociatore lanciamissili Moskva a largo di Lataqia. Il Moskva è armato con 64 missili antiaerei S-300, la più potente arma antiaerea della Russia. Il dispiegamento degli S-300, o di altri sistemi sofisticati, noti anche come “Sam a tre cifre”, era da tempo una delle peggiori paure del Pentagono in Medio Oriente. Il sistema S-300, che ha una gittata di 150 km, è in grado di abbattere tutti gli aerei stealth, tranne i più sofisticati. Ciò significa che la maggior parte delle missioni effettuate dagli alleati della coalizione di Washington, la Giordania utilizza ad esempio l’F-16, ora è molto vulnerabile. Anche il dispiegamento di Tornado e Typhoon del Regno Unito sulla base della RAF di Akrotiri, a Cipro, è minacciato dai missili. “Le forze russe ora chiariscono perfettamente che qualsiasi tipo di no-fly zone sul modello libico imposto da Stati Uniti e alleati è ormai impossibile, a meno che la coalizione sia effettivamente pronta ad abbattere aerei russi“, dice Justin Bronk, analista del Royal United Services Institute. “I russi non giocano alla de-escalation, ci dicono solo “sgomberate”. Le operazioni della coalizione in Siria saranno molto più complesse per pianificazione di missione e valutazione del rischio“. Anche le missioni di sorveglianza sulla Siria di aerei statunitensi e della coalizione saranno complicate. Un ufficiale della NATO ha detto che l’organizzazione dovrebbe affrontare “tattiche da guerra fredda” e la politica del rischio calcolato che la Russia ha recentemente utilizzato sui Paesi baltici. I piloti devono aspettarsi di vedere potenti sistemi radar russo “illuminare” i loro aerei come dimostrazione di forza, ha detto. Impedire la no-fly zone in Siria della coalizione guidata dagli Stati Uniti è importante per l’influenza di Mosca sugli eventi nel Paese. Con la presa territoriale del regime di Assad indebolita negli ultimi mesi, l’imposizione ulteriore dalla coalizione statunitense della no-fly zone poteva imporre negoziati che portavano alla perdita d’influenza della Russia. Ora tutto il processo diplomatico e politico avrà luogo alle condizioni di Mosca. “Le azioni militari della Russia vengono utilizzate per scopi politici, ci sono diversi esempi”, ha detto Alex Kokcharov, analista di IHS Janes, servizio di consulenza per la difesa. Per Putin, Stati Uniti e NATO, la “no-fly zone” ha ulteriore risonanza. “Putin è stato profondamente toccato dal rovesciamento di Gheddafi in Libia“, osserva Kokcharov. “C’è un motivo personale in questo“. Per i pianificatori militari russi, la no-fly zone, vista dagli occidentali come misura umanitaria, è spesso considerato strumento del cambio di regime.2Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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