Il Lungo Braccio della Marina Russa: i missili Kalibr

Aleksandr Mozgovoj, Natsjonalnaja OboronaSouth FrontKaliber_3_risultatoI pattugliatori lanciamissili Zeljonij Dol e Serpukhov arrivano nella base navale di Novorossijsk. Furono costruiti presso lo stabilimento Maksim Gorkij di Zeljonodolsk, nell’ambito della classe Proekt 21631 Bujan-M. Faranno parte della Flotta del Mar Nero entro la fine dell’anno, dopo aver completato i test. Sono la quarta e la quinta nave della classe. Le primi tre operano con successo sul Caspio (erano alcune delle navi che hanno lanciato gli attacchi missilistici contro obiettivi terroristici in Siria), altri quattro sono in costruzione. Il 10 agosto, nella Baia di Ekaterinskaja Poljarnij vide la partenza del B-261 Novorossijsk, il capoclasse dei sottomarini elettro-diesel Proekt 06363 Paltus, progettato dalla TsKB Rubin, costruito dai Cantieri dell’Ammiragliato e consegnato alla Flotta l’anno scorso, salpando per Novorossijsk, sua base permanente. Arrivava a destinazione il 25 settembre. Zeljonij Dol e Serpukhov hanno in comune con il Novorossijsk d’essere parte della prima modernizzazione della Flotta del Mar Nero, e anche di trasportare sistemi missilistici Kalibr (conosciuti con la denominazione per l’esportazione “Club“), destinati a colpire obiettivi navali e terrestri. Questi missili sono stati sviluppati dalla società di Ekaterinburg OKB Novator, che fa parte del complesso Almaz-Antej. Il Novorossijsk è stato inviato nel Nord per consentire all’equipaggio di addestrarsi, tra cui immersioni alla massima profondità e lancio dei Kalibr. Il 3 agosto, il sottomarino completava con successo il test missilistico lanciando un missile da crociera dal Mare di Barents contro un obiettivo situato nel poligono di Chizha, nella Regione di Arkhangelsk. L’esercitazione sarà presto ripetuta dai sottomarini della Flotta del Mar Nero Rostov-na-Donu e Starij Oskol, già consegnati alla Marina. Poi sarà la volta del Krasnodar, in fase di test sul Baltico, e dei Velikiij Novgorod e Kolpino in costruzione nei Cantieri dell’Ammiragliato.
img16780Ogni sottomarino Proekt 06363, dal dislocamento in immersione di 3950 tonnellate, trasporta 14 siluri e 4 missili Kalibr-PL. Possono essere usati contro bersagli navali e di superficie. Le navi possono essere attaccate a 300 chilometri, mentre gli obiettivi di terra, a seconda del tipo di missile, da 300 a 2500km. In realtà Kalibr è una famiglia di missili con numerosi sottotipi, destinati alle forze armate russe e a clienti esteri. Vi sono varianti per le forze terrestri e per le forze aeree, ma questi missili sono utilizzati più ampiamente dalla Marina. Sono prodotti per sottomarini (Kalibr-PL) e navi di superficie (Kalibr-NK). La famiglia Kalibr ha un antenato comune, il missile da crociera strategico KS-122 del sistema S-10 Granat, sviluppato dalla stessa OKB Novator. Il Granat entrò in servizio nella Marina nel 1984, per essere lanciato dai tubi lanciasiluri da 533mm dei sottomarini. Il KS-122 ha un sistema di navigazione inerziale e può seguire una rotta di volo a basso profilo, a bassa quota e in modo “furtivo” su un bersaglio distante oltre 2500 chilometri. Questi obiettivi possono essere strutture militari, centri di comando, basi militari, grandi industrie e strutture simili. La flessibilità del sistema Granat fu dimostrata dai lanci eseguiti il 2 dicembre 1993 dal K-391 Kit (ora Bratsk), un sottomarino d’attacco nucleare della classe Proekt 971 Shuka-B, comandato dal Capitano di Secondo Rango Sergej Igishev. Il sottomarino in immersione lanciò con successo due missili contro obiettivi diversi. I missili da crociera della famiglia Kalibr sono dotati di testate convenzionali (penetranti, frammentazione ad alto esplosivo o cluster) dal peso tra 220 e 450 kg a seconda della variante. Sono munizioni ad alta precisione. I missili d’attacco contro-costa Kalibr possono essere utilizzati come armi deterrenti non strategiche, una caratteristica utile nell’attuale situazione di tensione causata dagli sforzi della NATO per espandersi ad est. Inoltre, tali missili non sono soggetti alle limitazioni sulle Forze nucleari intermedie. Ecco perché si assiste alla massiccia “Kalibrazione” della Marina russa. La prima nave a ricevere i Kalibr-NK è la fregata leggera Daghestan della classe Proekt 11661K costruita dall’impianto Maksim Gorkij a Zeljonodolsk. E’ entrata in servizio il 28 novembre 2012 dopo il riuscito lancio di un Kalibr su un bersaglio terreno. È stata seguita da 3 pattugliatori lanciamissili Proekt 21631 Bujan-M: Grad Slavjazhsk, Uglich e Velikij Ustjug. Queste piccole navi dal dislocamento di 949 tonnellate trasportano 8 missili Kalibr ciascuna nelle cellule di lancio verticale UKSK, che possono anche lanciare i missili antinave supersonici Oniks. Il Grad Slavjazhsk effettuava un lancio riuscito nel settembre 2013 contro un bersaglio terrestre. I sommergibilisti iniziano ad acquisire i Kalibr a partire dal K-560 Severodvinsk, sottomarino della classe Proekt 885 Jasen, costruito da Sevmash. Ha effettuato numerosi lanci nel 2013 e 2014, in superficie e in immersione. Il sottomarino può trasportare 32 missili di questo tipo. 6 altri sottomarini della classe ne saranno dotati. Gli impianti Zvezda e Zvezdochka attualmente modernizzano ampiamente alcuni sottomarini Proekt 949AM e Proekt 971M, tra cui il Bratsk che ha eseguito il doppio lancio dei Granat. Riceveranno i Kalibr-PL. I sottomarini Proekt 949AM trasporteranno 72 missili Kalibr-PL e Oniks. Grazie ai missili da crociera, i sottomarini nucleari e convenzionali non dovranno più colpire le navi in mare aperto, ma nei loro porti, attaccando da lunghe distanze. Possono ora attaccare una vasta gamma di obiettivi terrestri e da direzioni poco protette dalle difese aeree. Questo vale anche per l’attacco a navi di superficie. Nel prossimo futuro, sottomarini convenzionali, pattugliatori e navi di superficie lanciamissili potranno minacciare tutti i maggiori siti in Europa e Medio Oriente. Mentre i sottomarini nucleari avranno gli Stati Uniti come loro obiettivo.
3M14AE-Sizzler-Air-Launch-1S Attualmente in fase di test si trova la fregata Admiral Grigorovich, che impiega i Kalibr su celle verticali. Tuttavia, a differenza della Daghestan e della classe Bujan-M, può anche essere armata con la variante anti-sottomarino del Kalibr, il missile balistico 91RTE2 capace di colpire sottomarini nemici a 40 km di distanza. L’impianto Jantar di Kaliningrad si prepara a varare l’Admiral Makarov, la terza nave di questa classe. Ha ripreso a lavorare sulle due successive navi della classe, e la sesta fregata, l’Admiral Kornilov, sta per essere impostata; tutte le navi della classe sono destinate alla Flotta del Mar Nero. A quanto pare il problema della fornitura delle turbina a gas è stato risolto, dopo che Kiev aveva ordinato all’impianto Zorja-Mashproekt di Nikolaev di sospendere le consegne. I Kalibr saranno adottati anche dalle fregate Proekt 22350 costruite presso il Cantiere del Nord; la nave capoclasse Admiral Gorshkov è in fase di test. La sua sezione di prua contiene due cluster a 8 celle UKSK per 16 missili Kalibr e Oniks, che possono lanciare anche il missile anti-som 91RTE2. Infine citiamo l’ultimo progetto della TsMKB Almaz, le corvette lanciamissili Proekt 22800 Karakurt. Il lavoro di progettazione su questa classe di navi di 800 tonnellate e in grado di trasportare 8 missili Kalibr-NK è in via completamento. La nave capoclasse sarà impostata alla fine del 2015 o all’inizio del 2016. Il Comandante della Marina Ammiraglio Viktor Chirkov ha detto che la Marina ordinerà non meno di 18 navi di questa classe.
Sappiamo dell’idea di disporre i Kalibr in container standard da 40 piedi (Kalibr-K) da installare su navi civili, anche fluviali. Tali occulti arsenali galleggianti possono operare inosservati su mari e fiumi. La versione d’esportazione Club-S ha avuto successo. E’ stata installata su più di venti sottomarini diesel-elettrici consegnati a Algeria, Vietnam, India e Cina. I marinai iraniani vi lanciano sguardi avidi. L’occidente capisce chiaramente la potenza del sistema Kalibr. Non per niente l’ha battezzato “Sizzler“.m-14aeTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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