Siria, breve considerazione

Alessandro Lattanzio, 11/10/2015Selection_055_risultatoL’US Navy ritira in anticipo di due mesi la portaerei Theodore Roosevelt (CVN-71) dal Golfo Persico, dove era presente dal 2007. Questa mossa è un ‘danno collaterale’ del lancio dei 26 missili da crociera russi 3M-14 Kalibr-NK effettuato il 7 ottobre dalle navi da guerra russe della Flottiglia del Caspio, la fregata Daghestan e le corvette Uglich, Grad Svaljazhsk e Velikij Ustjug. I 26 missili da crociera 3M14 Kalibr-NK distrussero 11 basi del SIIL, dimostrando la notevole capacità tecnico-operativa della VMF (Marina Militare russa). Ciò ha infatti impensierito il Pentagono; la Theodore Roosevelt è di stanza nella base navale di Manama, Bahrayn, sede della V Flotta dell’US Navy, e ben dentro il raggio d’azione dei missili da crociera Kalibr. Da qui la decisione di far prendere il largo alla portaerei, tipico bersaglio per cui sono sempre stati costruiti i missili da crociera navali russi.

Gittata del Kalibr, se lanciato dal Mar Caspio

Gittata del Kalibr, se lanciato dal Mar Caspio

La strage ad Ankara, in Turchia, che ha ucciso 97 persone e feritone oltre 400 tra i manifestanti della marcia per la pace, è un’operazione della struttura occulta terroristica della NATO, Gladio/Stay Behind, che non vuole mollare la presa sulla Siria, dopo aver subito la sconfitta epocale in Ucraina e il rovesciamento di fronti in Iraq, i capi terroristi della NATO/Gladio vogliono continuare ad avere una ragione d’esistere continuando la guerra per procura in Siria per conto del marcescente dominio wahhabita nella Penisola Araba e nel Golfo Persico. Si ricordi che il capo della CIA Brennan è un convertito al wahhabismo legato alla famiglia dei Saud, e che dipartimento della Difesa e CIA hanno ancora 10000 terroristi sui loro libri paga, addestrati nei campi della CIA e delle SOF (forze speciali degli USA) in Turchia, Giordania e Iraq (dove erano camuffati da prigioni militari), allo scopo di abbattere il governo baathista siriano e distruggere, fisicamente, Siria, Iraq e Libano. L’operazione intensificatasi nel 2013, dopo il fallimento della False Flag ‘chimica’ nel Ghuta, presso Damasco, viene vanificata però in questi ultimi 10 giorni dall’intervento russo in Siria. Mosca annulla il piano degli Stati Uniti, volto a ripetere il “successo” ucraino impiegando questi 10000 “ribelli” per rovesciare il governo legittimo siriano. A ciò si aggiunge che Federazione russa e Iran hanno ricacciato gli Stati Uniti da Iraq e Siria, e li stanno scacciando dallo Yemen. Gli USA vengono effettivamente ed operativamente espulsi dal Medio Oriente, perciò CIA e NATO, tramite la loro struttura congiunta Gladio (Gladio-B in Medio Oriente), ricorrono disperatamente alle loro ultime risorse: il terrorismo di estrema destra in Turchia, con le bombe contro la sinistra filo-curda, e il terrorismo della Fratellanza mussulmana, con Hamas a Gaza che proclama all’improvviso, dopo anni, la lotta per conquistare Gerusalemme, come se a Gaza non ci siano ben altre priorità. In effetti, Gladio/NATO/Pentagono, le cui facce pubbliche sono Hillary Clinton, l’ex-generale Petraeus, John McCain e Zbignew Brzezinski invocano lo scontro diretto contro la Federazione russa, si sono attivati avvertendo Ankara e Tel Aviv che un qualsiasi accomodamento con Mosca sulla Siria comporta dei costi.
Dall’agenzia AP: “I ribelli appoggiati dalla CIA in Siria, che avevano iniziato a fare pressione sulle forze del Presidente Bashar Assad, sono ora sotto i bombardamenti russi con poche prospettive di essere salvati dai loro padroni statunitensi, dicono funzionari degli Stati Uniti…. L’amministrazione Obama ha poche opzioni per difendere coloro che aveva segretamente armato e addestrato. I russi “conoscono i loro obiettivi e hanno una sofisticata capacità di capire la situazione in battaglia”, ha detto il deputato Mike Pompeo, del Comitato Servizi Segreti della Camera”. I neocon chiedono non solo che gli Stati Uniti istituiscano una no-fly zone per proteggere i terroristi in Siria, e che abbattano gli aeromobili che liquidano il jihadismo islamo-atlantista, ma anche che Washington rifornisca di armamenti il governo ucraino per riprendere i combattimenti contro la Novorossija. La no-fly zone imporrebbe alle Forze armate statunitensi maggior interventismo e la disponibilità a scontrarsi con la SAAF e la RVVS, cosa che non può fare, come dimostra la ritirata della portaerei Theodore Roosevelt e l’esaurimento delle forze aeree statunitensi impiegate in Medio Oriente; si considerino questi dati: gli Stati Uniti e la relativa coalizione anti-SIIL dall’8 agosto 2014 al 6 ottobre 2015 hanno condotto 7323 attacchi aerei, di cui 4701 in Iraq e 2622 in Siria; gli USA ne hanno effettuati 5718 (3231 in Iraq e 2487 in Siria); gli altri Paesi della coalizione (Arabia Saudita, Australia, Bahrayn, Canada, Danimarca, Emirati Arabi Uniti, Francia, Giordania, Paesi Bassi, Regno Unito e Turchia) ne hanno condotto 1470 in Iraq e 135 in Siria. Quindi le sortite nel complesso sono state 57843 su Iraq e in Siria. Il tutto al modico prezzo di 4 miliardi di dollari. A questo punto i mezzi delle forze aeree statunitensi, tutt’altro che modernissimi all’inizio delle operazioni, sono notevolmente usurati, le scorte di munizioni e pezzi di ricambio ridotte, il personale stanco e demoralizzato, visto anche gli insignificanti risultati ottenuti da tale enorme e costosissimo sforzo contro lo SIIL. Scarsi risultati ottenuti per volontà politico-operativa dei vertici degli USA. Quindi, alla luce di ciò, “Le nostre opzioni sono assai più ristrette rispetto a due settimane fa“, ammetteva il senatore statunitense Angus King, del Comitati su intelligence e forze armate, “Non credo che ci sia una risposta semplice…. Un ulteriore coinvolgimento è molto problematico a causa della presenza russa“.
A fronte del fallimento sostanziale dell’asse Stati Uniti-Arabia Saudita-Qatar-Turchia-Israele nel tentativo di distruggere l’Asse della Resistenza resuscitando al-Qaida e creando lo Stato islamico, Iran e Russia comprendono l’opportunità di sfruttare il momento, infliggendo all’atlantismo una sonora sconfitta sul fianco meridionale del suo principale fronte, quello orientale, bloccato dopo che la puntata offensiva frontale contro la Federazione russa, scatenata dal golpe di Gladio a Kiev, è stata fermata in Crimea e Donbas. Grazie alla scelta operata dagli strateghi di Gladio/NATO di supportare qualsiasi organizzazione estremista, in Ucraina come in Siria, Mosca può inquadrare l’intervento in Siria nell’ambito internazionale della “Guerra al terrore”, con il supporto della maggiore potenza militare regionale, l’Iran, (una potenza nucleate di fatto, i test atomici operativi glieli ha fatti la Repubblica Popolare Democratica di Corea); tutto ciò non può non mutare il quadro geopolitico del Medio Oriente (e del Mondo), senza che gli ultimi operativi dell’imperialismo statunitense di CIA/NATO/Gladio non intervengano con il supporto delle loro quinte colonne terroristiche attive in Medio Oriente e della famiglia Saud, il cui Paese-proprietà sprofonda sempre più in una crisi globale (aggressione allo Yemen, crollo delle entrate delle vendite prezzo del petrolio, imminente crisi di successione al trono, ecc.), la cui cessione della presidenza della commissione sui diritti umani dell’ONU è solo una marchetta per accontentare i reali wahhabiti dopo le batoste rimediate in Iraq, Siria e Yemen.

Vladimir, non ci crederai! Ne ho preso uno proprio ora!

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Fonti:
Dance with Bears
Moon of Alabama
Zerohedge

3 Responses to Siria, breve considerazione

  1. Pingback: Fronte Unito di Russia e Siria contro il terrorismo - Una Lira per l'Italia

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  3. iniorante scrive:

    Hamas è na spy-op …. il mossad è maestro in queste operazioni ….

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