Putin sconfigge più che il solo SIIL in Siria

F. William Engdahl New Eastern Outlook 15/10/15putin assemblyLa Russia e il suo presidente Vladimir Putin, più di un anno fa, nel luglio 2014, erano al centro dell’attenzione in Europa e Nord America accusati, senza uno straccio di prova, dell’abbattimento dell’inerme aereo civile malese sull’Ucraina orientale. I russi avrebbero ripristinato l’Unione Sovietica con il referendum popolare dei cittadini della Crimea, concordi nell’aderire alla Federazione Russa e non all’Ucraina. Le sanzioni venivano imposte alla Russia da Washington e Unione europea. La gente parlava di una nuova guerra fredda. Oggi il quadro cambia e profondamente. Washington è sulla difensiva, denunciata per i crimini che compie in Siria e Medio Oriente, tra cui la creazione della recente crisi degli asilanti in Germania e gran parte dell’UE. Da studioso di politica ed economia internazionale per la maggior parte della mia vita da adulto, devo dire che la moderazione emotiva che Vladimir Putin e il governo russo hanno dimostrato contro gli insipidi attacchi ad hominem da individui come Hillary Clinton, che paragonano Putin ad Adolf Hitler, è notevole. Ma più della moderazione è necessaria per allontanare il mondo dal baratro o, come qualcuno potrebbe dire, dall’inizio della terza guerra mondiale. L’azione brillante e diretta è essenziale. Ecco qualcosa di straordinario avvenuto in pochissimi giorni dal discorso all’assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York il 28 settembre, del Presidente Vladimir Putin.

Cosa ha detto…
Ciò che ha detto Putin all’Assemblea generale delle Nazioni Unite va notato per chiarire ciò che lui e la Russia hanno fatto nei giorni immediatamente successivi. Prima di tutto ha chiarito la legge internazionale dietro la Carta delle Nazioni Unite indicando che la Russia seguiva scrupolosamente la Carta nelle operazioni in Siria. La Russia, a differenza degli Stati Uniti, aveva formalmente ricevuto richiesta di aiuto dal legittimo governo siriano nella guerra al terrorismo. Ai delegati e capi di Stato alle Nazioni Unite, Putin ha dichiarato, “Le decisioni dibattute alle Nazioni Unite o sono prese in forma di risoluzioni o meno. Come i diplomatici dicono, o passano o no. Qualsiasi azione intrapresa eludendo tale procedura è illegittima e costituisce una violazione della Carta delle Nazioni Unite e del Diritto internazionale contemporaneo“. Ha continuato, “Sappiamo tutti che dalla fine della guerra fredda nel mondo è rimasto un centro in posizione dominante, e chi si trova al vertice della piramide degli Stati, tentato dal pensare che, dato che è così potente ed eccezionale, sa meglio cosa va fatto, e quindi non deve rendere conto alle Nazioni Unite, che invece di fare da passacarte delle decisioni dovute, spesso l’ostacola“. Putin ha seguito con un chiaro messaggio a Washington e ai governi della NATO sulla sovranità nazionale, anatema per molti che abbracciano il supposto Nirvana della globalizzazione ed omogeneizzazione totali: “Qual è il significato della sovranità statale, nel termine espresso dai nostri colleghi qui?“, Putin chiese retoricamente, “Significa in pratica la libertà di ogni uomo e ogni Stato di essere libero di scegliere il proprio futuro. Tra l’altro, ciò ci porta alla questione della cosiddetta legittimità delle autorità statali. Si consiglia di non giocare con le parole o di manipolarle. Nel diritto internazionale, nelle relazioni internazionali, ogni termine va chiaramente definito, reso trasparente ed interpretato nello stesso modo da tutti“. Putin aggiunse: “Siamo diversi e dobbiamo rispettarci. Le nazioni non dovrebbero essere costrette a conformarsi allo stesso modello di sviluppo che qualcuno ha dichiarato l’unico appropriato. Dovremmo tutti ricordare le lezioni del passato. Ad esempio, ricordiamo esempi del nostro passato sovietico, quando l’Unione Sovietica esportò esperimenti sociali, spingendo a cambiamenti in altri Paesi per ragioni ideologiche, e questo spesso portò a conseguenze tragiche causando degrado, invece di progredire“. Quelle poche parole indicano succintamente ciò che è fondamentalmente sbagliato nell’ordine internazionale di oggi. Nazioni, soprattutto chi si proclama sola superpotenza, infallibile egemone, gli Stati Uniti, hanno arrogantemente deciso, dopo il crollo del principale avversario, l’Unione Sovietica, nel 1990, di creare ciò che può essere chiamato soltanto impero totalitario globale, ciò che GHW Bush nel suo discorso al Congresso dell’11 settembre 1991 chiamò Nuovo Ordine Mondiale. Credo con convinzione che i confini siano importanti, che il rispetto per le diverse culture, diverse esperienze storiche sia essenziale in un mondo in pace. Questo è altrettanto vero per le nazioni come per i singoli esseri umani. Ci sembra di aver dimenticato questa semplice idea tra tutte le guerre degli ultimi decenni, ci ricorda Vladimir Putin. Poi il presidente russo va al cuore della questione, mettendo a nudo le vere attività dell’amministrazione Obama in Siria e Medio Oriente armando e addestrando i terroristi islamici “moderati” per attaccare la bestia nera di Washington, il regolarmente eletto e recentemente rieletto presidente siriano Bashar al Assad. Putin afferma: “invece di imparare dagli errori degli altri, alcuni preferiscono ripeterli e continuare ad esportare le rivoluzioni, solo che ora queste sono “rivoluzioni democratiche”. Basta guardare la situazione in Medio Oriente e Nord Africa… i problemi si cumulano da tempo in questa regione, e la gente voleva il cambiamento. Ma qual è stato il risultato effettivo? Invece di portare a riforme, l’intervento aggressivo ha avventatamente distrutto le istituzioni governative e lo stile di vita locale. Invece di democrazia e progresso, ora c’è violenza, povertà, disastri sociali e totale disprezzo per i diritti umani, tra cui anche il diritto alla vita”. Poi, in una nota indirizzata a Washington e alle sue ONG della rivoluzione colorata nota come primavera araba, Putin chiede esplicitamente: “Vi esorto a chiedere a coloro che hanno creato tale situazione: vi rendete conto, almeno ora, cosa avete fatto?” Putin, senza nominarlo, affronta il ruolo degli Stati Uniti e della NATO nella creazione dello SIIL, notando con precisione la curiosa anomalia della sofisticata nuova unità del Tesoro degli USA che imponendo sanzioni finanziarie alle organizzazioni terroristiche, ignora completamente le fonti dei finanziamenti dello SIIL, le sue vendite di petrolio agevolate dal famiglia del presidente turco, per citarne solo uno. Il presidente russo ha dichiarato: “… lo stesso Stato islamico non spunta dal nulla. E’ stato inizialmente sviluppato come arma contro i regimi laici indesiderati. Avendo il saldo controllo di parte di Siria e Iraq, lo Stato islamico si espande ora aggressivamente in altre regioni. Cerca di dominare il mondo musulmano e altro… La situazione è estremamente pericolosa. In tali circostanze, è ipocrita ed irresponsabile fare dichiarazioni sulla minaccia del terrorismo e allo stesso tempo chiudere un occhio sui canali utilizzati per finanziare e sostenere i terroristi, inclusi i ricavi da traffico di droga, contrabbando di petrolio illegale e di armi“.

Cosa fa…
La Russia nelle ultime settimane manovra completamente contro il diabolico, essendo diabolico, ordine del giorno dell’amministrazione Obama non solo in Siria, ma anche nel Medio Oriente e ora in Europa, scatenando l’ondata di profughi. Ha apertamente teso la mano invitando Obama, nell’incontro a New York del 30 settembre, a collaborare per sconfiggere lo SIIL. Obama ha testardamente insistito sul fatto che prima Assad deve andarsene, nonostante il fatto che Christine Wormuth, sottosegretaria del Pentagono responsabile della guerra in Siria, abbia confermato le dichiarazioni russe sul ruolo essenziale di Assad nella sconfitta dello SIIL. Ha detto al Senato degli Stati Uniti che i militari di Assad “hanno ancora una notevole forza“, aggiungendo, “sono ancora la più potente forza militare sul campo. La valutazione attuale è che il regime non corre imminente pericolo di cadere“. Ora arrivano le urla di protesta dei falchi neo-con, come il sempre guerrafondaio senatore John McCain, presidente dell’Istituto Repubblicano Internazionale, ONG per l’esportazione delle rivoluzioni democratiche, sostenuto dall’ONG degli Stati Uniti National Endowment for Democracy. Oppure ascoltiamo le reticenti proteste del presidente Obama. Questo perché Washington è ampiamente sotto osservazione mondiale per il sostegno ai terroristi in Siria contro un capo di Stato e un governo regolarmente eletti. I falchi statunitensi accusano la Russia di colpire “l’opposizione moderata” o i civili.

Vestiti nuovi dell’imperatore
Getty_031912_RussianSyrianFlagsiStockLa Russia di Putin svolge sempre così elegantemente, anche con grazia, il ruolo del ragazzino nella classica favola di Hans Christian Andersen del 1837, I vestiti nuovi dell’imperatore. Il ragazzino che con la madre è tra migliaia di abitanti del villaggio affollatasi davanti al balcone del palazzo imperiale, dove l’imperatore dissociato si pavoneggia nudo pensando d’indossare un magnifico vestito nuovo. Il ragazzino grida, tra l’imbarazzo di tutti i cittadini servili che pretendono che gli abiti siano magnifici, “Mamma, guarda, l’imperatore è nudo!” Cosa voglio dire? Nei primi quattro giorni di bombardamenti di precisione su siti specifici in Siria, gli avanzati jet da combattimento russi sparavano missili aria-superficie a guida laser Kh-29L colpendo bersagli con una precisione inferiore ai due metri, riuscendo a distruggere i principali centri di comando, depositi di munizioni e infrastrutture essenziali dello SIIL. Secondo i rapporti ufficiali del Ministero della Difesa russo, accompagnati da foto, i bombardieri Su-34 avevano attaccato un campo di addestramento speciale e un deposito di munizioni dello SIIL nei pressi di al-Tabaqa, provincia di Raqqa, avamposto cruciale dello SIIL occupato nell’agosto 2014, dopo aspre battaglie. “Come risultato dell’esplosione del deposito di munizioni, il campo di addestramento dei terroristi è stato completamente distrutto“, dichiarava il portavoce del Ministero della Difesa russo. I jet Su-25 russi avevano anche attaccato un campo di addestramento dello Stato islamico a Idlib, distruggendo un laboratorio per la produzione di cinture esplosive. Mosca afferma che la sua forza aerea aveva “colpito 3 depositi di munizioni, carburante e armamento dei gruppi armati illegali. L’Aeronautica usa bombe KAB-500 per far esplodere depositi di munizioni e armamenti, e bombe antibunker BETAB-500 per distruggere 4 posti comando dei gruppi armati dello SIIL. Gli impianti dei terroristi sono stati completamente distrutti“, aggiungeva il portavoce di Mosca. L’Aeronautica russa effettuava 20 voli e 10 raid aerei contro le installazioni del gruppo terroristico Stato Islamico (ISIL) nelle ultime 24 ore. Poi Mosca annunciava di aver colpito anche avamposti importanti di altri gruppi terroristici, quale il ramo di al-Qaida, al-Nusra. Questi sono i cosiddetti “moderati” su cui McCain e i falchi di Washington piangono. Washington ha creato ciò che chiama “nuove” Forze siriane (NSF), che a suo parere sono composte da terroristi “moderati”, eufemisticamente indicati come “ribelli”. Immaginate i colloqui di arruolamento di un reclutatore della CIA, “Muhammad, sei un islamista moderato? Ma certo, mio caro istruttore della CIA. Vi prego di prendermi, addestrarmi e armarmi nella lotta contro il dittatore spietato Assad e contro lo SIIL. Sono dalla tua parte. Puoi fidarti di me…” A fine settembre veniva segnalato che il maggiore Anas Ubayd, alias Abu Zayd, completato l’addestramento della CIA in Turchia, disertava e aderiva a Jabhat al-Nusra (al-Qaida in Siria) subito dopo essere entrato in Siria. Incredibilmente, i funzionari statunitensi ammettono che Washington non ha o non esercita il controllo sugli ascari jihadisti una volta entrati in Siria. La defezione di Abu Zayd dopo essere stato addestrato in tecniche di guerra avanzate dagli Stati Uniti, è tipica. Altri elementi delle Forze nuove siriane hanno consegnato direttamente tutte le loro armi a Nusra entrando in territorio siriano, nella città di Atarib, a fine settembre. Tali ultime defezioni di “moderati” che si aderiscono al ramo di al-Qaida in Siria, al-Nusra, avvenivano meno di due settimane dopo che il generale Lloyd Austin III, capo della “guerra contro lo SIIL” degli Stati Uniti, nel corso di un’audizione sulla Siria presso il Comitato dei servizi armati del Senato, ammettesse che il programma militare statunitense volto ad addestrare 5400 combattenti in un anno, ne aveva prodotto finora solo “quattro o cinque” ancora attivi sul campo. Il resto aveva aderito a SIIL e al-Nusra di al-Qaida; ecco l'”opposizione moderata” allo SIIL filo-USA.
Ciò che i riusciti bombardamenti di precisione russi hanno fatto è esporre in tutta la loro laida nudità i vestiti nuovi dell’imperatore. Per più di un anno, l’amministrazione Obama affermava di aver usato la più terrificante potenza aerea del pianeta presumibilmente per distruggere lo SIIL, descritto come “accozzaglia di militanti che vanno nel deserto con scarpe da basket”. Curiosamente, fino alla settimana scorsa, lo SIIL ampliava la rete di potere in Siria e Iraq sotto i bombardamenti degli Stati Uniti. Ora, in 72 ore, l’esercito russo lanciava 60 bombardamenti, colpendo più di 50 obiettivi dello SIIL, portandone i combattenti a ciò che il portavoce del Ministero della Difesa russo ha descritto come “panico”, con più di 600 di loro che disertavano. Secondo Mosca, la lotta è solo all’inizio, aspettandosi che duri tre o quattro mesi. L’amministrazione Obama ha addestrato i terroristi di al-Qaida/al-Nusra, presumibilmente per combattere lo SIIL, similmente a quanto il decaduto Generale David Petraeus fece in Iraq e in Afghanistan assieme al coordinatore speciale di Obama, l’appena dimesso Generale John Allen. I terroristi “moderati” addestrati dagli Stati Uniti venivano approntati, ed è ormai chiaro a tutti, in realtà per combattere Assad e aprire la via al cambio di regime dei Fratelli musulmani in Siria, un vero e proprio salto nel buio per il mondo se fosse successo. Ora, con la verità palese denunciata dai notevoli successi di una manciata di aerei da combattimento russi in quattro giorni contro lo SIIL, che fanno più della “coalizione anti-SIIL” degli Stati Uniti in oltre un anno, è chiaro a tutti che Washington seguiva uno sporco doppio gioco. Ora l’ipocrita maschera dell’amministrazione Obama è stata spazzata via dai tiri precisi dei missile a guida laser russo Kh-29L. Come i governi dell’UE e altri ammettono, nonostante la forte opposizione di Washington, Putin dimostra che la Russia è essenziale per qualsiasi soluzione pacifica del conflitto in Siria. Ciò a sua volta ha enorme influenza sull’attuale crisi dei richiedenti asilo in Germania e UE, ed ha anche un enorme impatto sulle prospettive di pace nel mondo. Il Comitato del Premio Nobel per la Pace del Parlamento norvegese, piuttosto che considerare John Kerry potrebbe prendere in considerazione Vladimir Putin e il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu, per il premio.syria-rebels-mapF. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, laureato in Scienze Politiche all’Università di Princeton è autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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