La Russia cambia tattica di bombardamento in Siria

Valentin Vasilescu, ZiaruldegardaReseau International 19 ottobre 2015LATAKIA-SYRIA-Russ_3464636bDisperata dalla Russia che segna successi significativi contro lo SIIL, la Turchia s’è inventata la scena in cui un drone russo Orlan-10 (60 km di raggio di azione) sarebbe stato abbattuto dall’Aeronautica Militare turca, “dimenticando” di dire che il drone si è schiantato sul confine siriano, a 80 km dalla base russa a Lataqia di al-Humaymim, oltre il raggio di controllo, e che proveniva dalla regione curda. L’anno scorso, prima del bombardamento dell’aviazione turca sui curdi, gli Stati Uniti gli fornirono armi, tra cui droni che volano a bassa velocità e bassa quota. Quindi c’è la buona probabilità che il drone sia uno di quelli consegnati dagli Stati Uniti ai combattenti curdi. Il sistema che i russi hanno creato in Siria per la raccolta ed elaborazione delle informazioni, compreso il complesso automatico C4I (comando, controllo, comunicazioni, computer, informazioni ed interoperabilità) ha rispettato tutte le sue promesse. Ciò gli ha permesso, nel corso degli ultimi attacchi a nord-est di Aleppo, di distruggere 2 carri armati e 3 pickup Toyota dello SIIL rilevati dai ricognitori telecomandati russi Dozor 600. Dopo quasi tre settimane di operazioni aeree in Siria, l’esercito russo è giunto alla conclusione che il bombardamento abbia ora creato gravi interruzioni nelle forniture di carburante e munizioni al nemico. I bombardamenti russi hanno distrutto quasi un migliaio di pezzi d’artiglieria e veicoli armati dei ribelli islamici. Gli attacchi aerei sui campi di addestramento hanno neutralizzato diverse migliaia di combattenti, mentre altre migliaia di ribelli preferiscono disertare attraversando il confine con la Turchia. Tuttavia, l’avvio della grande offensiva su tutto il territorio delle truppe siriane richiede la modifica del sistema di raccolta delle informazioni, con particolare attenzione su blindati e pick-up Toyota che danno grande mobilità ai ribelli islamici. L’obiettivo è quindi raccogliere ed individuare le posizioni facili da isolare e circondare per l’esercito siriano. I ribelli islamici potranno essere neutralizzati con bombe alta precisione. Perciò è necessario ritagliare il territorio occupato dai ribelli islamici in 20-28 aree di 50×30 km ciascuna, su cui pattuglino ad alta quota e in modo permanente i droni a grande autonomia. Ciò significa che la Russia invierà in Siria altri 10 ricognitori telecomandati Dozor 600 dall’autonomia di quasi 24 ore. Modificando il ruolo degli UAV, è anche necessario adattare l’impiego degli aerei da combattimento Su-24M, Su-34 e Su-25SM russi. 5-7 zone di libera caccia ad alta quota saranno imposte sui territori occupati dai ribelli islamici. Ogni zona dei bombardieri russi verrà sovrapposta alle aree da ricognizione di 4 droni. Ogni volta che un drone rileverà uno o più autoveicoli in movimento degli islamisti, i loro dati verranno passati al bombardiere presente sulla zona. I tempi tra il rilevamento e l’attacco non supereranno i 3-5 minuti, piuttosto che i 15 minuti necessari all’attaccante per decollare dalla base aerea dopo l’allerta. A seconda del livello e della frequenza delle attività ribelli nella singola zona di volo, un bombardiere può effettuare 4-8 attacchi su obiettivi situati 40-50 km l’uno dall’altro. Con questo cambio di tattica, i pianificatori sperano che le operazioni russe aumentino il numero di attacchi aerei da 80-90 al giorno, come oggi, a quasi 300 al giorno.

1028670257Il Mi-24 terrorizza i terroristi in Siria
Valentin Vasilescu, ZiaruldegardaReseau International 19 ottobre 2015

23571-thumbCome abbiamo accennato nel precedente articolo, unità meccanizzate dell’esercito siriano, occupano le posizioni per lanciare un’offensiva su direttrici multiple: enclave di Rastan (tra Hama e Homs), nord di Hama e Qan Shayqun (a sud del governatorato di Idlib). I velivoli russi hanno ripetutamente colpito obiettivi dello SIIL nei tre distretti preparati in precedenza per riparare circa 15000 ribelli islamici. In combattimento, gli aerei d’attacco Su-25SM bombardano i vari punti di supporto dei combattenti ribelli, dotati di missili anticarro statunitensi BGM-71 TOW, blindati e pezzi d’artiglieria. I Su-25SM sono blindati ed armati con 8 lanciarazzi UB-32, ognuno con 32 razzi esplosivi S-5M o S-SK anticarro da 57 mm e una gittata di 3-4 km. I Su-25SM schierati in Siria furono modernizzati nel 2012 e dispongono di un microprocessore che gestisce e coordina il dispositivo di armamento e puntamento, calcolando e indicando al pilota le aree per un possibile attacco, permettendo tiri estremamente precisi. Gli aerei d’attacco si alternano agli aerei a geometria variabile Su-24M2, che intervengono tra due ondate degli aerei d’attacco Su-25. I Su-24M2 sono armati con 8-12 bombe da 100, 250 o 500kg. I loro obiettivi sono grandi bersagli di superficie: depositi di munizioni, stazioni per la distribuzione del carburante e campi dei ribelli. Allo stesso tempo, ad alta quota, i droni da ricognizione russi trasmettono alla base aerea i dati sugli effetti degli attacchi. Gli elementi più spettacolari e pericolosi per i ribelli rimangono, tuttavia, gli elicotteri d’attacco Mi-24V, che si basano sull’elemento sorpresa nelle evoluzioni a bassissima quota e ad alta velocità in gruppi di 4 o 6 unità. Per evitare di essere colpiti dai missili superficie-aria portatili (MANPADS), gli elicotteri Mi-24V lanciano regolarmente esche termiche. L’equipaggio è composto dal pilota e dall’artigliere. In Siria, le formazioni di elicotteri Mi-24V creano una no-fly zone su un’area limitata. I loro obiettivi di caccia sono veicoli in movimento, come le Toyota dello SIIL armate di mitra, precedentemente rilevate dai droni russi. Contro i pickup, elicotteri Mi-24V utilizzano 6 lanciarazzi UB-32 con razzi esplosivi S-5M e un cannone di bordo. Con gli elicotteri d’attacco Mi-24V, i russi molestano i gruppi mobili ribelli, privandoli dei veicoli, riducendone quasi a zero la mobilità e inchiodandoli su posizioni specifiche nel terreno da cui non poter sfuggire. Ciò consentirà successivamente di distruggere i concentramenti dei ribelli islamici con bombe ad alta precisione.maxresdefault

La Russia impedisce i sorvoli israeliani su Siria e Libano
Un quotidiano libanese sostiene che jet israeliani rientravano dopo il confronto con aerei russi sul nord del Libano
Roi Kais, Ynet, Russia InsiderРоссийская боевая авиагруппа на аэродроме "Хмеймим" в СирииLe forze russe avvertivano Israele sui voli dell’IAF nello spazio aereo controllato dai russi, vicino al confine siriano-libanese, dopo che aerei israeliani furono rilevati nelle vicinanze, secondo un articolo comparso sul libanese al-Safir. L’articolo appare il giorno dopo che la Russia annunciava di aver istituito un “numero verde” con Israele per coordinare l’attività aerea su Libano e Siria. Al-Safir citava diplomatici libanesi “informati” dire che l’avvertimento si ebbe dopo che i radar russi identificarono aerei israeliani avvicinarsi allo spazio aereo controllato dai russi, due settimane fa. “Gli aerei russi bloccarono immediatamente i jet israeliani mentre volavano sulla regione di Aqar, nel nord del Libano. I russi inviarono subito un chiaro avvertimento agli israeliani che entrando nello spazio aereo siriano sarebbe stato il pretesto per aprire il fuoco”, ha detto la fonte. Secondo il giornale, considerato fedele a Hezbollah, gli aerei israeliani compresero rapidamente l’avvertimento e cambiarono rotta. L’incidente avvenne il giorno dopo i colloqui tra funzionari israeliani e russi sullo spazio aereo comune. Il rapporto sostiene che il messaggio russo chiariva agli israeliani di stare lontani dallo spazio aereo siriano. Funzionari libanesi citati nell’articolo dissero che gli aerei israeliani di solito volano sul nord del Libano ogni giorno e “tendevano a volare su una rotta sulla regione di Aqar, dopo aver svolto ricognizioni in modo circolare sulle acque territoriali libanesi, raggiungendo alla fine le acque territoriali della Siria“. L’articolo citava un funzionario, “Il loro obiettivo era osservare il movimento delle navi nel porto di Tartus, così come il traffico aereo dell’aeroporto di Lataqia, preoccupati da possibili trasferimenti di armi ad Hezbollah“. Lo stesso funzionario affermava che l’esercito libanese aveva notato un calo dei sorvoli israeliani da quando l’avviso fu emesso il 1 ottobre, ma chiariva che i sorvoli nella zona continuano.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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