Cosa ha spinto Washington a revocare le sanzioni all’Iran?

Valentin Vasilescu ZiaruldegardaReseau International 24 ottobre 2015Qadir_phased_array_radar_system_Iran_Iranian_army_defense_industry_military_technology_005Le sanzioni imposte all’Iran dagli Stati Uniti per il programma nucleare, sono state revocate per le pressioni esercitate da Mosca. Israele, che riceve aiuti militari annuali dagli Stati Uniti del valore di 4,3-4,5 miliardi di dollari, si sentì tradito dal partner principale. Israele aveva messo a punto un piano per attacchi aerei contro obiettivi in Iran utilizzando lo spazio aereo della Turchia. L’Arabia Saudita, il più ricco rivale sunnita dell’Iran sciita, ha reagito male verso la Casa Bianca. Molti analisti hanno cercato di trovare una spiegazione a tale sorprendente decisione degli Stati Uniti. Il mistero è ancora più fitto quando, subito dopo che la Russia aveva iniziato gli attacchi in Siria, la portaerei statunitense USS Theodore Roosevelt ebbe l’ordine di lasciare il Golfo Persico tornando negli Stati Uniti. È la prima volta dal 2007 che non ci sono portaerei degli Stati Uniti nel Golfo Persico, di responsabilità della V Flotta degli Stati Uniti. Qual è esattamente la causa di queste decisioni apparentemente inspiegabili di Washington? Un indizio è che, sebbene soggetto alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti, il governo iraniano ha investito negli ultimi dieci anni una quota insolitamente grande del bilancio nella ricerca. La conseguenza logica di questo investimento fu che il 14 settembre il Generale di Brigata iraniano Farzad Esmail, comandante della base aerea di Khatam al-Anbiya, disse che da marzo 2016 entrerà in servizio un radar a onde corte in grado di rilevare bersagli aerei e spaziali a 3000 km di distanza. Nel giugno 2014 l’Iran attivava il primo radar ad ampio spettro d’azione a Garmsar, provincia di Semnan. Il radar è stato nominato Qadir ed ha un raggio d’azione di 1100 km. Il 4 luglio 2015 l’Aeronautica iraniana annunciava l’attivazione di un altro radar ad onde corte Qadir, ad Ahvaz. Il radar è situato nell’ovest dell’Iran in prossimità del Golfo Persico, al confine del Quwayt e della città irachena di Bassora. La maggior parte dei radar militari svolge compiti di controllo del tiro e rilevamento nelle gamme centimetriche e millimetriche. Un rilievo può essere d’ostacolo ai raggi elettromagnetici emessi dai radar millimetrici e centimetrici perché questi fasci si muovono parallelamente al terreno. Un altro ostacolo è la curvatura della terra, così la distanza di rilevamento massima è 300-500 km. I radar ad onde corte (chiamate anche frequenza UHF da 3 a 30 MHz) del tipo Qadir emettono fasci ad un angolo di 45 gradi rispetto al terreno. I fasci sono riflessi più volte dallo strato ionosferico dell’atmosfera terrestre. Il vantaggio è che la perdita di segnale è insignificante nella riflessione ionosferica. Il radar bistatico iraniano, con stazioni di trasmissione e ricezione separate e distanti tra esse, sembra copiato dai radar russi della classe Dnepr con un campo visivo dall’apertura di 240° e che possono monitorare lo spazio aereo fino a 3000 km di distanza. Al di fuori dei radar Dnepr, la Russia ha in linea una serie di radar tipo 77Ja6DM Voronezh (raggio di rilevamento di 6000 km), presso l’aeroporto Dunaevka di Kaliningrad, a Lekhtusi (vicino San Pietroburgo) e Olenegorsk nella penisola di Kola, al confine con la Finlandia. Un altro radar Voronezh è ad Armavir (150 km a nord di Sochi), sul Mar Nero.
Completando il quadro, ricordiamo che il Generale Philip Breedlove, comandante militare della NATO, ha riconosciuto che in Siria la Russia ha creato una zona di esclusione, impenetrabile a tutte le risorse della NATO (Anti-Access/Area Denial – A2/AD bubble). Una zona di esclusione con mezzi antiaerei navali e terrestri di ultima generazione. Il Generale Philip Breedlove aveva aggiunto che la Siria non era l’unica zona di esclusione della NATO creata dai russi. Queste aree, ha detto, esistono già nell’enclave di Kaliningrad (dove c’è il radar Voronezh dell’aeroporto Dunaevka), sulle coste del Mar Baltico e sulle coste del Mar Nero (radar Voronezh di Armavir), comprendente la Crimea. E in queste zone, i sistemi Krasukha-4 eseguono il continuo disturbo della sorveglianza dei radar della famiglia dei satelliti militari Lacrosse/Onyx, di quelli a terra e di quelli degli AWACS, E-8C e aerei senza pilota Northrop Grumman RQ-4 Global Hawk, General Atomics MQ-1 Predator e MQ-9 Reaper degli Stati Uniti. Un drone “stealth” da ricognizione statunitense Lockheed Martin RQ-170 Sentinel, inviato dalla CIA in missione di spionaggio nel nord-est dell’Iran, fu disturbato sui canali (satellitari e terrestri) che permettevano di pilotare il drone. Qualcuno ne prese il controllo a distanza, facendolo atterrare in buone condizioni sull’aeroporto militare iraniano di Kurt. Gli iraniani avevano una stazione Krasukha con cui effettuarono questa operazione?
Estrapolando e raccogliendo tutti questi piccoli dettagli, di fabbricazione russa, le conclusioni tratte dagli Stati Uniti sul sistema difensivo iraniano ora sembrano ben fondate.ACOPERIRE-RADARTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Advertisements

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...