I militari russi dimostrano quanto l’occidente si sbagli

L’occidente sottovaluta la Russia
Garrett I. Campbell, Federal Executive Fellow, Brookings Institution; United States Navy, Center for 21st Century Security and Intelligence 26 ottobre 2015 – Fort Russ

Incrociatore Moskva, Proekt 1164

Incrociatore Moskva, Proekt 1164

Fin dalle prime indicazioni che i russi si erano insediati nella base aerea di Lataqia, teorie si sono moltiplicate su strategia e intenzioni della Russia in Siria, come le domande su quanto lontano loro (e altri) andranno. Ci sono molte cose sbagliate in tali teorie. Molti analisti hanno definito la Russia militarmente debole, con qualche indicazione specifica su carenze nelle forze aree e navali in Siria. Ma in base alle prestazioni in combattimento della Russia finora, tale valutazione sembra errata: al contrario, la Russia dimostra che ha la capacità (per non parlare della volontà) d’impiegare le forze convenzionali per raggiungere obiettivi politici limitati.

Nell’aria
I russi compiono numerose sortite dai successi riconoscibili. Le stime attuali variano da 48 a 96 quotidianamente. È molto, come un recente articolo del New York Times indica: “I jet da combattimento della Russia, almeno per ora, effettuano quasi altrettanti attacchi in un giorno contro le truppe ribelli che si oppongono al governo del Presidente Bashar al-Assad, della coalizione guidata dagli statunitensi contro lo Stato Islamico svolge ogni mese, quest’anno“, colpendo numerosi obiettivi dei ribelli anti-Assad. Vi sono rapporti, per esempio, secondo cui raid aerei russi hanno eliminato il Capo di Stato Maggiore della Prima divisione costiera ed ex-capitano dell’esercito siriano Basil Zamu, noto capo ribelle, il 19 ottobre. Anche il capo delle brigate Nuradin al-Zinqi è stato ucciso in altri combattimenti. La Russia può sostenere tale campagna aerea? Forse. Quasi alcuno dei nostri alleati della NATO potrebbe rispondere a ciò che la Russia ha fatto finora nei cieli. Si tratta della sfortunata lezione delle campagne aeree della NATO in Kosovo e Libia.

Sul mare
La Marina militare della Russia è stata definita “più arrugginita che attiva”. Ma la Russia incredibilmente riattiva vecchie navi e ne procurar di nuove. E la Marina ha svelato una capacità significativa: corvette e fregate sul Mar Caspio possono sparare missili da crociera su bersagli ad oltre 900 miglia di distanza. Questa funzione era precedentemente sconosciuta. In prospettiva, le due unità Littoral Combat Ship Liberty e Independence sono sostanzialmente più grandi, 2900 tonnellate e 3100 tonnellate rispettivamente, ma non possiedono alcun missile da crociera o simile capacità di proiezione di potenza. Questa è stata quindi una grande rivelazione, inviando all’occidente un messaggio forte, spingendo un commentatore a suggerire che la flotta russa del Mar Caspio sia decisiva. Con piccole, poco costose, tecnologicamente semplici e facilmente realizzabili navi, la marina russa mostra possibilità uniche, illuminando i risultati degli sforzi della modernizzazione navale, molti dei quali sconosciuti. Gli osservatori hanno anche messo in dubbio il concetto che la Marina russa, e in particolare la Flotta del Mar Nero, possa sostenere operazioni prolungate. Ma negli ultimi tre anni si è registrato un continuo flusso di navi che rifornisce le forze di Assad via Lataqia e Tartus, senza mostrare segni di declino. Con maggiore impegno delle forze di terra e aeree russe, l’occidente dovrebbe aspettarsi che la Russia aumenti le proprie capacità logistiche navali per soddisfare le mutevoli esigenze dei partner della coalizione filo-Assad, e tutto indica che fanno proprio questo. In realtà, la Flotta del Mar Nero si è dimostrata preziosa per la Russia e i partner siriani. Il fiore all’occhiello di Flotta del Mar Nero, l’incrociatore lanciamissili Moskva e numerose unità di superficie di scorta, si sono schierate al largo della Siria per fornire la difesa area e missilistica dal Mediterraneo. La critica è che queste navi siano vecchie con tecnologie vecchie. Rispetto a molte navi della NATO è vero, ma sono più che adeguate al compiuto assegnato. Inoltre, il loro impiego presagisce la capacità e l’intento dei russi di raggiungere limitati obiettivi in politica estera, rappresentando una minaccia significativa che non va ignorata dai pianificatori navali della NATO. A detta di tutti, i russi hanno costruito la loro flotta, negli ultimi anni, in linea ai propri obiettivi dichiarati e dimostrati in politica estera. Il tempo ce lo dirà sicuramente, ma fin quando non abbiamo la prova che il collasso della Marina russa sia imminente, dobbiamo essere attenti nel gettarci in previsioni avventate che non riflettono la realtà.

Le implicazioni nel dubitare delle capacità russe
Molte valutazioni di ciò che l’esercito russo può e non può fare sono inesatte. Questo non è solo il problema di rispettare i fatti, ma ancor più preoccupante, rischia d’inquinare la nostra valutazione di quanto lontano Mosca andrà nell’intervento in Siria. Quando gli analisti occidentali, e a loro volta i capi occidentali, cercano di screditare le capacità militari russe, Mosca continuerà probabilmente a cogliere l’occasione per dimostrare che si sbagliano.

Corvetta Uglich, Proekt 20360

Corvetta Uglich, Proekt 21360

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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