Damasco presto ospiterà una base militare russa

al-Ahad, 31 ottobre 2015

12079258Dopo la copertura aerea militare russa da nord alle coste della Siria, Damasco si prepara ad accogliere una piccola base militare russa alla periferia, nella zona della 100.ma Brigata della 10.ma Divisione dell’Esercito arabo siriano. Infatti, fonti informate hanno detto ad al-Ahad che è in costruzione una base militare russa presso Damasco. Secondo le notizie, decine di ufficiali russi risiedono attualmente a Damasco supervisionando la costruzione e la dotazione della base in questione. Viene indicato inoltre che il governo siriano ha fornito il terreno su cui costruire le case per gli ufficiali russi e le loro famiglie, tra Jadayd Artuz e Qatana. Si è deciso che la forza russa sarà stanziata nell’aeroporto militare di Mazah. Sempre secondo la fonte intervistata da al-Ahad i russi hanno piena fiducia nella Siria, con cui condividono i compiti sul campo, in particolare nel Rif Dimashq, dove i preparativi per grandi operazioni militari sono in corso nel Ghuta. Un’operazione con l’obiettivo d’interrompere le comunicazioni tra gruppi terroristici e minarne le linee difensive, come nel Nord e nel Rif di Hama, nel centro della Siria. La base militare russa sarà dotata di un radar e di un’enorme base aerea, comprendente un ampio sistema missilistico. Da questa base verranno dirette le operazioni militari sul territorio siriano. Il sistema di difesa aerea sarà collegato alla rete della difesa aerea siriana. Inoltre, l’esercito siriano ed alleati si preparano a lanciare un’operazione militare nel Ghuta di Damasco. Un’operazione simile a quelle già lanciate nel nord della Siria, nei Rif di Lataqia, Homs e Hama. Secondo la fonte, l’operazione avrà lo scopo d’infliggere attacchi efficaci sui terroristi, i cui effetti cominciano a vedersi nelle zone dei combattimenti in corso. Gli effetti principali sono qui riportati:
– Fine dell’invio di armi e rifornimenti al fronte, grazie alle incursioni aeree russe e ai droni che controllano i movimenti dei gruppi armati per 24 ore. Un fatto che ha spinto tali gruppi a fare uso di veicoli civili per trasportare i rifornimenti, riducendo la capacità dei terroristi di compiere attacchi.
– Fine dei movimenti dei convogli di terroristi che ora non possono spostarsi tra i fronti per darsi sostegno. In realtà, il raid contro il convoglio di Amar Qudur, capo di Ahrar al-Sham nella città di Hula, a nord di Homs, ha dimostrato ai gruppi armati che non possono muoversi su grandi convogli.
– Distruzione delle linee difensive sui fronti per l’intensivo e preciso bombardamento aereo. Un fatto che ha costretto i gruppi armati a ritirarsi e a formare piccoli gruppi di tre o quattro membri, la cui azione si basa sui missili anticarro TOW degli USA e velocità dei movimenti.
– Riduzione del sostegno da Paesi del Golfo e Turchia, preludio alla fine totale di tale supporto. Scomparsa dei sistemi di difesa turchi nel nord della Siria, grazie all’intervento militare russo. In effetti, la Turchia aveva fornito rifugio ai terroristi negli ultimi quattro anni, permettendogli di prendere il controllo della provincia di Idlib, tranne Fua e Qafraya, e della quasi totalità di Aleppo.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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