L’aiuto russo alla Siria è arrivato appena in tempo

Vadim Sokolov Strategic Culture Foundation 06/11/2015Russian Air Force in Latakia Syria 5Un mese dopo l’arrivo degli aerei russi sull’aeroporto Basil al-Assad in Siria, noto anche come Humaymim, presso Lataqia, quando iniziarono a bombardare i terroristi in Siria, i rappresentanti di 19 Paesi si riunivano a Vienna approvando le disposizioni fondamentali per una soluzione politica nel Paese dopo cinque anni di guerra imposta da forze estere. Le operazioni delle Forze aerospaziali russe non solo hanno avuto successo militare, ma hanno provocato una grande trionfo politico. L’aiuto russo alla Siria è arrivato nel momento giusto. Nel quinto anno di guerra, l’esercito siriano era notevolmente indebolito dai pesanti combattimenti con l’“opposizione moderata” armata da statunitensi e alleati, e lo Stato islamico (SI). Secondo alcune stime, entro l’estate del 2015 Bashar al-Assad avevano non più di 80000 truppe fedeli al governo. La guerra aveva anche esaurito le scorte di equipaggiamento militare dell’esercito siriano. I carri armati T-72 apparivano di continuo sulle foto dei combattimenti tra il 2011 e il 2013, ma ora i video dalla Siria mostrano carri armati T-55 e T-54, la maggior parte dei quali nei depositi prima della guerra. Solo un quarto degli aerei e anche un minor numero di elicotteri rimane della flotta di prima della guerra. A giudicare dai rapporti sui media, Mosca sembra aver iniziato a rifornire le forze armate siriane di nuovi blindati, jeep, ecc., nel 2013. Ma nell’estate 2015 l’assistenza militare e tecnica russa in Siria s’è notevolmente ampliata. Al momento, meno di un quarto del Paese era sotto il controllo delle forze fedeli al governo, comprendente Damasco e periferia, la maggior parte delle regioni confinanti con il Libano, l’importante costa mediterranea dove i porti ricevono gli aiuti militari e umanitari, e anche diverse piccole enclavi nel Paese. La famigerata “opposizione moderata” occupa attualmente due grandi regioni: una al confine israelo-siriano e l’altro adiacente la Turchia, dove le forze antigovernative hanno occupato grandi città come Aleppo e Idlib. Lo SIIL controlla una grande fetta del Paese, più significativamente il bacino del fiume Eufrate. Inoltre, varie linee di rifornimento importanti dell’Europa centrale e orientale alla Siria sono controllate dagli islamisti, che hanno occupato il confine ormai praticamente inesistente con l’Iraq dove dominano numerose regioni. Jabhat al-Nusra ha bloccato la strada tra Damasco e Aleppo, nella zona di Idlib. Infine, una parte significativa della frontiera siriano-turca è sotto il controllo delle milizie curde siriane. Mentre le Forze della Difesa aerospaziale della Russia attaccano le milizie e relativi roccaforti, sedi e depositi di carburante, vi erano i preparativi per la controffensiva terrestre dell’esercito siriano. L’8 ottobre fu annunciato che il 4.to Corpo d’Assalto di recente creazione dell’Esercito siriano aveva iniziato l’offensiva nella provincia settentrionale di Hama, nelle pianure al-Ghab e nelle montagne a nord-est di Lataqia. La notte del 12 ottobre, l’esercito avviava l’offensiva nei sobborghi di Damasco e nelle province di Aleppo e Homs. Le azioni dell’esercito erano accuratamente coordinate con il gruppo russo che aumentava le sortite (in media 70 al giorno al 12 ottobre, aumentando nelle settimane seguenti). Secondo il Ministero della Difesa russo, aerei russi hanno compiuto 1391 sortite nell’ultimo mese, attaccando 1623 obiettivi dei terroristi tra cui 249 centri comando e comunicazione a vari livelli, 51 campi di addestramento, 131 depositi, 35 fabbriche, 371 postazioni militari e 786 campi e basi. Dal punto di vista strategico-militare, le azioni delle Forze della Difesa aerospaziale della Russia hanno contribuito a eliminare il pericolo che i gruppi terroristici arrivassero sulle coste mediterranee della Siria. Un problema è stato risolto, non c’è più la minaccia alla struttura navale russa di Tartus che riceve materiale, o per la base aerea di Humaymim dove arriva l’aiuto alle forze armate siriane. I comandanti della Marina russa ha recentemente annunciato che le operazioni di dragaggio a Tartus sono quasi completate, consentendo alle grandi navi d’entrare nel porto. Ciò consentirà maggiori aiuti alla Siria e a Tartus, divenuta strategicamente più importante. Dal punto di vista politico-militare, le azioni dell’Aeronautica russa hanno stabilizzato le posizioni dell’esercito siriano, frustrando i piani di coloro che contavano sulla sua sconfitta e successiva disintegrazione della Siria.
Una soluzione al problema, che comporterebbe la completa sconfitta dei terroristi in Siria, la creazione di un ambiente favorevole a una vita tranquilla e avvio della ricostruzione del Paese, è ancora lontana, ma ciò che è più importante è che la situazione muta sul fronte siriano. I terroristi hanno cominciato a cedere posizioni. L’Iran invia alle forze del governo siriano forze supplementari. A fine ottobre migliaia di soldati e ufficiali delle Guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC) arrivavano in Siria, addestrando nuove divisioni siriane, e alcuni venivano coinvolti direttamente nelle operazioni per liberare il Paese. In poche parole, possiamo dire che gli aerei russi in Siria sono inaspettati ed efficaci. Gli analisti militari stranieri hanno anche apprezzato molto le azioni della Marina russa che ha utilizzato le navi da guerra nel Mar Caspio per lanciare con successo missili da crociera Kalibr su obiettivi terroristici. La NATO non ha più il monopolio della operazioni di combattimento senza contatto o dell’uso dei missili da crociera. C’è un altro punto che va notato. Quando attaccati da aerei russi e carri armati siriani, alcuni gruppi terroristici iniziavano a ritirarsi nelle aree popolate cercando di nascondersi tra la popolazione civile. Di fronte tale situazione, i comandanti russi hanno deciso di non utilizzare gli aerei da combattimento contro obiettivi urbani. Invece, gli attacchi sono proseguiti con gli elicotteri Mi-24 che volano a bassa quota, mirando ai terroristi con la precisione di un orologio svizzero. Così è possibile liberare le regioni occupate della Siria e impedire ai terroristi di entrare nelle città, evitando vittime tra i civili che i militanti cercano di utilizzare come scudi umani.CREIrlDUcAAS2PHLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

2 Responses to L’aiuto russo alla Siria è arrivato appena in tempo

  1. Questo è verissimo , oltretutto gli elicotteri Mi 24 sono molto ben protetti e molto difficili da abbattere.

  2. Pingback: L’operazione russa in Siria svela i veri mandanti del terrorismo | Una Lira per l'Italia

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