Come la presenza russa in Siria muta l’equilibrio militare nel Mediterraneo orientale

Daniel Fielding Russia Insider, 9 novembre 2015

Lo schieramento di armi e sistemi elettronici molto avanzati, così come rendere permanente la base aerea di Lataqia, sfidano il dominio statunitense del Mediterraneo orientale per la prima volta dalla seconda guerra mondiale1446834985_1I russi hanno fornito ulteriori informazioni sul loro schieramento in Siria, confermando che gli elicotteri Mi-17 e Mi-24 sono stati inviati in Siria con aerei da trasporto pesante, quali gli An-124 e Il-76 fotografati presso la base di Lataqia. Tuttavia hanno confermato che caccia e cacciabombardieri sono arrivati da soli. Sembra che alcuni, forse tutti, caccia e cacciabombardieri provengano dalla base aerea di Budjonnovsk, nella regione di Stavropol, nel nord del Caucaso della Russia. Per raggiungere la Siria i velivoli avrebbero sorvolato Mar Caspio, Iran e Iraq. Nella fase iniziale della costruzione della base aerea di Lataqia gli Stati Uniti agirono bloccando ai russi lo spazio aereo nell’Europa del sud, quindi non c’era altra strada disponibile. I Su-34 possono essere riforniti in volo e i serbatoi di carburante supplementari permettono di volare direttamente da Budjonnovsk a Lataqia. Su-30 e Su-24 probabilmente hanno la stessa capacità. I Su-25 sicuramente no. In altre parole, la forza d’attacco non solo ha sorvolato Iran e Iraq, ma dovrebbe aver compiuto delle soste per il rifornimento lungo la rotta, e non sarebbe stato possibile senza l’aiuto dei governi di Iran e Iraq, i Paesi sorvolati dagli aerei e dove avrebbero effettuato delle soste. Ciò fornisce ulteriore prova degli attenti preparativi diplomatici dei russi prima dello schieramento. I russi dicono che gli Stati Uniti non avevano rilevato lo schieramento mentre era in corso, e se vero sarebbe notevole, data l’entità dell’intelligence degli Stati Uniti nella regione. Tuttavia la pretesa russa sembra essere confermata da rapporti dagli Stati Uniti, supportando la teoria ventilata da The Aviationist a fine di settembre, secondo cui caccia e cacciabombardieri russi elusero la sorveglianza statunitense volando al seguito degli aerei da trasporto Il-76 avvistati su Lataqia il 19 e 20 settembre 2015, poco prima che caccia e cacciabombardieri russi vi apparissero. Apparentemente gli aerei volarono in formazioni strette, con ogni Il-76 accompagnato da quattro aviogetti, in modo da offuscare l’immagine radar, evitando il rilevamento. Tale manovra avrebbe richiesto notevole abilità e disciplina dei piloti, permettendo una formazione di volo serrata e il silenzio radio durante un lungo volo, ulteriore indicazione dell’elevato addestramento dei piloti russi coinvolti nell’operazione. I russi infatti confermano che i piloti degli aerei in volo a Lataqia sono tutti veterani. Presumibilmente hanno esperienza delle guerre cecene e dell’Ossezia del Sud del 2008.
Il fatto che i russi abbiano dovuto schierare i loro aerei in modo così furtivo dimostra che sapevano che gli Stati Uniti avrebbero cercato di intercettarli per impedirne il dispiegamento. Come abbiamo già detto, l’attacco con i missili da crociera russi sui jihadisti in Siria è stato inteso come avvertimento agli Stati Uniti, dimostrando che i russi possono rispondere se gli Stati Uniti ingaggiassero la loro forza d’attacco. Il modo furtivo con cui i russi hanno schierato gli aerei a Lataqia dimostra che erano preoccupati da tale possibilità fin dall’inizio. Gli Il-76 avrebbero compiuto almeno una sosta nella città iraniana di Hamadan, e se la teoria di Aviationist è giusta, i caccia e cacciabombardieri russi furono probabilmente riforniti lì.
I russi hanno anche implementato sistemi di jamming elettronici molto avanzati nella base aerea di Lataqia. I russi tradizionalmente eccellono nel disturbo elettronico. Il sistema schierato a Lataqia è il Krasukha-4 prodotto dalla società russa KRET. Si tratta di un avanzato sistema di disturbo altamente mobile, in grado di disturbare non solo le comunicazioni radio, ma anche i radar di aerei AWACS e satelliti a bassa orbita. Alcuni commentatori hanno parlano eccitati del sistema Krasukha-4 che permette ai russi una bolla apparentemente impenetrabile che è “chiuderebbe” lo spazio aereo siriano agli aerei statunitensi. Certamente è un’esagerazione, non ci sono informazioni che il Krasukha-4 di stanza in Siria sia stato finora utilizzato in questo modo, che sarebbe assai provocatorio e gli Stati Uniti sicuramente avrebbero protestato. Il fatto che non ci sia stato suggerisce che non è avvenuto. Il sistema Krasukha-4 tuttavia ha capacità potenti contro comunicazioni e radar di aerei, droni e satelliti degli Stati Uniti, se le tensioni con Stati Uniti e alleati s’intensificassero. Gli Stati Uniti devono ora prenderne in considerazione la presenza in Siria. Insieme alla presenza di altri sistemi russi, i caccia Su-30, i missili S-300 dell’incrociatore lanciamissili Moskva al largo delle coste siriane e i missili da crociera lanciati dal Mar Caspio, la presenza del sistema Krasukha-4 spiega perché l’aggressività dei militari degli Stati Uniti contro la forza d’attacco russa non ci sia e sia quasi certamente esclusa. Il sistema Krasukha-4 non solo ha un valore deterrente, ma è anche sicuramente utilizzato per supportare le operazioni aeree.
Accanto alla struttura navale di Tartus i russi dispongono da tempo della stazione di ascolto elettronico (“SIGINT”) di Lataqia. Come la struttura di attracco di Tartus, la stazione SIGINT fu creata durante la guerra fredda ed opera ininterrottamente almeno dal 1980. I russi hanno indubbiamente aggiornato la struttura, che quasi certamente sorveglia non solo le comunicazioni dei vari gruppi jihadisti che combattono in Siria, ma anche dei militari occidentali, israeliani, turchi e arabi schierati nella regione. La misura in cui i russi possono decifrare tale traffico è un altro discorso. Decifrare le comunicazioni di Stati Uniti e Israele potrebbero essere fuori portata, anche se i russi hanno una lunga storia di successi nella decrittazione. Tuttavia i russi hanno quasi certamente decifrato le comunicazioni dei gruppi jihadisti, che difficilmente utilizzano metodi molto sofisticati di crittografia. Mentre il Krasukha-4 è volto principalmente a disturbare radar e sistemi di bordo, senza dubbio può disturbare le comunicazioni radio e via cellulare, così come quelle satellitari. La combinazione tra stazione SIGINT di Lataqia e Krasukha-4 da ai russi la possibilità di ascoltare le comunicazioni dei jihadisti e delle forze speciali occidentali operative in Siria, e di disturbarle. Dato che i jihadisti non usano telefoni fissi ma usano molto radio e cellulari, ciò permette ai russi grandi potenzialità (se i jihadisti passassero ai telefoni fissi i russi avrebbero poco controllo e difficoltà nel disturbarli). Accanto a SIGINT e apparecchiature di disturbo elettronico, i russi indubbiamente hanno anche potenti radar che sorvegliano lo spazio aereo siriano. Ne sappiamo molto poco. I radar della base di Lataqia, che i russi hanno mostrato nelle loro trasmissioni televisive, sono semplici radar di controllo. Ma è una certezza, tuttavia, che i radar più avanzati siano stati schierati. L’incrociatore Moskva della Marina russa, al largo delle costa siriane, ha un radar di ricerca 3D Voskhod RM800, che avrebbe un raggio di 275 km. È un radar potente che tuttavia risale agli anni ’70, anche se senza dubbio è stato aggiornato, come l’elaborazione dei dati e delle comunicazioni del Moskva. La tecnologia è tuttavia compromessa. L’intelligence degli Stati Uniti ha avuto accesso al radar Voskhod RM800 sull’Ukraina, nave gemella incompleta del Moskva attraccata a Nikolaev, in Ucraina. Anche se questo radar è inutilizzato e incompleto, non è stato aggiornato dal 1990 e non è quindi paragonabile al radar pienamente operativo e aggiornato del Moskva, ma utilizza la stessa architettura di base, fornendo ai servizi segreti statunitensi notevoli informazioni sulla capacità del sistema. Tuttavia il radar Voskhod RM800 del Moskva è quasi certamente integrato da altri radar più moderni schierati dai russi in Siria, e forse sugli aerei AWACS. I russi tradizionalmente si sono distinti nello sviluppo di potenti e robusti radar basati a terra. Hanno recentemente perfezionato la progettazione di radar prefabbricati avanzati e di ricerca mobile come il nuovo Nebo-M, che potrebbe tracciare missili ipersonici, aerei stealth e droni in un ambiente altamente disturbato. I russi riterrebbero che lo schieramento di un avanzato radar Nebo-M in Siria non sia necessario, ma non va tuttavia escluso. Il fatto che i russi abbiano implementato sistemi avanzati, come i caccia Su-30, i cacciabombardieri Su-34 e i sistemi di guerra elettronica Krasukha-4 a Lataqia, mostra che possono implementarvi i sistemi più avanzati per proteggere la base in una regione storicamente dominata dagli Stati Uniti. Se i russi decidono che radar avanzati come il Nebo-M non sono necessari in Siria, avranno molti meno sofisticati ma molto potenti radar da scegliere. I russi hanno anche la possibilità di schierare aeromobili AWACS (sistemi di allarme e controllo aerei). Il velivolo AWACS Beriev A-50 certamente seguirebbe i movimenti aerei nello spazio aereo siriano. Anche se non ci sono notizie su questi aerei operativi dalla base aerea di Lataqia, data la loro autonomia non avrebbero alcuna difficoltà nel sorvegliare lo spazio aereo siriano dalle basi in Russia. Infatti è certo che lo facciano. Infine, alcuni rapporti trattano il Krasukha-4 come un radar da sorveglianza aerea. Non è il suo ruolo e non è certamente usato così.
Infine i russi hanno confermato che missili terra-aria sono dispiegati sulla base aerea di Lataqia. Vi sono stati suggerimenti che vi siano dispiegati missili S-300 inviati dalla Russia. Non ci sono rapporti che lo confermino. Stati Uniti, Turchia e Israele non hanno detto nulla su tale schieramento. Date le dimensioni del sistema S-300, con missili ingombranti e veicoli lanciatori, radar e comando, il suo dispiegamento sarebbe impossibile da occultare. Data la sensibilità politica del possibile dispiegamento di missili S-300 in Medio Oriente, in passato, con Stati Uniti e Israele reagire furiosamente quando si discute dei piani del loro dispiegamento in Siria e l’Iran, e la Turchia reagire altrettanto furiosamente ai piani del loro impiego in Cipro, è difficile credere che tali Paesi rimarrebbero in silenzio se i russi effettivamente dispiegassero S-300 nella loro base aerea di Lataqia. E’ più probabile che i missili superficie-aria di cui i russi parlano siano i missili a corto raggio Pantsir-S1, schierati su veicoli ruotati e cingolati con un sistema antiaereo combinato missili e cannoni. I sistemi Pantsir-S1 sono schierati sulla base aerea di Lataqia dove sono stati ripresi. Il loro scopo è la difesa di punto della base aerea, non controllare l’intero spazio aereo della Siria. L’impiego di sistemi di difesa di punto come il Pantsir-S1 per proteggere una base aerea è una procedura standard russa. Il loro schieramento è una precauzione di routine che i russi prendono sempre. Alcuna base aerea russa ne è sprovvista, anche quelle situate in profondità nel territorio russo. I russi non rinuncerebbero di certo alla protezione garantita da tali sistemi alla base di Lataqia, dato che si trova in una zona di guerra. Anche se è improbabile che il grande e potente sistema S-300 sia stato schierata a Lataqia, non è impossibile che esso o un sistema simile lo sia eventualmente. La difesa aerea della regione, al momento, è fornita dai missili S-300 a bordo dell’incrociatore Moskva, al largo delle coste siriane. Mantenere il Moskva a tempo indeterminato al largo delle coste siriane è comunque difficilmente un’opzione attraente, e non sorprenderebbe se i russi prendessero in considerazione alternative per dare alla loro base una difesa aerea a medio e lungo raggio. Vista la sensibilità politica dello schieramento di sistemi missilistici S-300 in Medio Oriente, se i russi decidessero di schierare a Lataqia sistemi missilistici più potenti del Pantsir-1, potrebbero scegliere di schierarne uno dei tanti meno visibili, ma non meno potenti, sistemi che hanno nel loro arsenale. Una possibilità è il sistema missilistico Buk, le cui più recenti versioni avrebbero gittata e capacità paragonabili a quelle dell’S-300. Un’altra possibilità è il più avanzato sistema TOR-M1 a medio raggio. Uno di questi sistemi proteggerebbe la base di Lataqia e dintorni con una protezione simile o anche superiore a quella fornita dal Moskva i cui S-300, anche se potenti, sono di un generazione precedente piuttosto anziana. Essendo molto più piccoli dell’S-300, i sistemi missilistici Buk o il TOR-M1 potrebbero essere facilmente e rapidamente trasportati a Lataqia da aerei cargo Il-76. Il fatto che i sistemi completamente mobili, a differenza dell’S-300 che lo è solo parzialmente, probabilmente ne renderebbe il dispiegamento facile e semplice. Il loro impiego sarebbe meno controverso di quello dell’S-300, rendendolo politicamente attraente.
In sintesi, si vede in Siria un dispiegamento militare russo di grande potenza. Oltre alla stazione SIGINT preesistente a Lataqia e la base navale di Tartus, vi è ora una base aerea che può ricevere grandi aerei da trasporto An-124 e Il-76, e ospitare una forza d’attacco paragonabile a quella di una portaerei statunitense. Questo complesso di strutture e basi è dotato di sistemi elettronici molto sofisticati, e probabilmente di una potente difesa aerea missilistica, comportando anche il dispiegamento di una forza di fanteria pari forse a un battaglione. A differenza delle basi che l’URSS cercò di schierare nel Mediterraneo, in Albania ed Egitto, rivelatesi effimere, qui la Russia ha basi terrestri e aeree sicure in Paesi amici, e probabilmente vi rimarranno. Non sorprende che alcuni membri delle forze armate russe chiedono che il complesso delle basi sia ampliato e reso permanente, e il governo siriano l’accetterebbe certamente, fornendo alla Siria la protezione russa contro gli attacchi che ha subito. La presenza di una base russa significherebbe la fine del predominio incontrastato d’Israele sui cieli di Siria e Libano. Per la prima volta dal 1970, quando le forze di difesa aerea russa furono dispiegate in Egitto durante quella che i russi chiamarono Operazione Kavkaz e gli israeliani guerra di logoramento, Israele sarebbe sovrastato tecnologicamente e quantitativamente dall’Aeronautica di una potenza più forte. Tale complesso di basi potrebbe anche finire con il rivaleggiare con le basi nel Mediterraneo orientale di Incirlik e Suda. Sarebbe una situazione completamente nuova, possibilmente sfidando il controllo degli Stati Uniti sul Mediterraneo orientale, come non accade dalla fine della seconda guerra mondiale. Se la leadership politica russa abbia tali grandiosi piani è una cosa completamente diversa, ma una tale possibilità comunque, è un fatto che più di ogni altro spiega allarme e sgomento di Washington.10402037Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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