Perchè la maggior parte dei sistemi d’arma degli USA è un fallimento

Per due motivi: complessità e troppo denaro
Jacob Dreizin, Russia Insider 12 novembre 2015

In questa analisi affascinante, il nostro collaboratore spiega perché l’esercito statunitense è in guai seri, incapace di competere con la Russia, e difficilmente ciò cambierà in futuro. Ha esperienza in campo militare e civile, di Congresso, lobbies e appalti. Vive presso Washington DC.121114_600Ultimamente s’è vista qualche buona analisi su limiti e vulnerabilità dei militari statunitensi alla luce degli eventi nell’ex-Ucraina e soprattutto la competenza dimostrata dalla Russia in Siria. Così sappiamo il “cosa” del problema, ma non il “perché”? Da veterano dell’esercito statunitense residente da tempo nella Beltway, vivendo da quattro anni e mezzo sulla Crystal Drive di Arlington, Virginia, probabilmente la più alta concentrazione di aziende della “difesa” negli USA, credo di aver capito ciò che è fondamentalmente sbagliato nel complesso militare-industriale (MIC) degli Stati Uniti. In primo luogo, il MIC a lungo poté produrre armi durevoli, efficienti e versatili. Ma non c’è nemmeno bisogno di guardare al F-35 perciò (l’ultimo caccia statunitense s’è trasformato in un fallimento tecnico spettacolare (1500 miliardi spesi!); vedasi l’articolo super-popolare di come tale aereo affronterebbe il confronto con i russi). Basta prendere in considerazione l’elemento base, l’M-16.

Il fucile d’assalto M-16
La mia esperienza sul campo con tale spazzatura è che non funziona in presenza di anche una minima quantità di sabbia. Quando abbastanza sabbia finisce nella camera e si mescola con l’olio lubrificante sul gruppo otturatore, la fuliggine così formata impedisce il caricamento dei colpi ogni secondo.

Il denaro sprecato sfida l’immaginazione
Dio non voglia che dobbiate oliare l’arma nella vostra trincea, sareste fatti fuori. In assenza di supporto aereo o d’artiglieria o senza essere in numero soverchiante, siete morti con chiunque armato di fucile che funziona tra la sabbia. E perché? Perché, come mi è stato detto nel campo di addestramento (vero o meno), questa cosa è stata esattamente costruita per avere una tolleranza agli errori pari a zero. Presumibilmente, quasi ogni componente metallica dell’M-16 è lavorata a macchina e non stampata. Questo contrasta con le armi russe o cinesi che si dice siano costruite per sparare piombo il più possibile e in tutte le condizioni. In altre parole, l’M-16 è così sofisticato che non funziona. E’ ormai noto che l’M-16 con i suoi proiettili da 5,56mm sia sufficientemente letale non oltre un paio di centinaio di metri, il che lo rende inadatto a scontri a lunga distanza su terreno aperto (di nuovo scontri nei deserti o forse tra crinali).

Il carro armato M-1 Abrams
Un altro grande esempio, un vero cagnaccio. Il motore è una turbina a gas, come negli aeromobili, eccetto che viene guidato nei deserti e tra le tempeste, rendendolo estremamente esigente nella manutenzione. (Vuoi far volare un Boeing in una tempesta di sabbia?) Naturalmente, l’Abrams è stato progettato per combattere in Germania, dove la sabbia non è un problema. Ma nell’avventura in Iraq la sabbia lacerò le ventole delle turbine (e qualsiasi altra cosa), tanto che oltre 1000 di tali “centraline” milionarie furono ritirati ed inviati nei depositi degli USA per ampia manutenzione e aggiornamenti. Sì, giusto, sono cose che non possono nemmeno essere decise sul campo. Tutto ciò che si può fare è ritirarli con una gru e rispedirli dai civili con enormi spese. Al culmine dell’avventura irachena, nel 2007, il ritardo accumulato nella manutenzione era tale che anche i media nazionali ne ebbero sentore. Naturalmente, quando si dispone della riserva valutaria del mondo, ci si può permettere tutto questo ed altro, tutto il mondo paga le vostre guerre. Ma spreco e inefficienza sono un fatto.Iraqi FreedomIl problema di base: eccessiva complessità
Penso che il problema qui è che i pianificatori di guerra e logistici statunitensi preferiscano originalità, complessità e spese infernali su versatilità e facilità d’uso e manutenzione. Non sorprende data la ricchezza degli Stati Uniti e il continuo generoso finanziamento delle propri forze armate. Dopo tutto, ogni militare riflette la propria società. Niente da fare per lo zio Sam, quello che ha è un equipaggiamento che può funzionare molto bene in un ambiente, ma non in un altro. Ma ha tanti equipaggiamenti statunitensi di per sé. Parliamo della Crystal Drive (un quartiere alla periferia di Washington, dove molte aziende della difesa hanno gli uffici) e più in generale del MIC.

Il Complesso Militare Industriale (MIC) è un colossale fallimento
E’ chiaro ora che il MIC non costruisce nulla al di sotto del 200 per cento del bilancio preventivato (e qui si è estremamente prudenti). Né ogni cosa che sforna oggi soddisfi tutte le performance o resistenze attese. Oltre all’immane relitto supersonico noto come F-35, abbiamo altri fallimentari sprechi come la Littoral Combat Ship, che a detta di tutti è meno potente e più vulnerabile rispetto alle navi di 20 o 30 anni fa che dovrebbe sostituire. Oppure, risalendo di qualche anno, c’è l’elicottero dell’esercito “Comanche“, sostituto dell’Apache, che aspirò 6,9 miliardi di dollari nel 1983-2004, probabilmente oltre 10 miliardi di oggi, prima che l’intero programma venisse demolito. Proprio così, oltre 10 miliardi di dollari per niente, il Comanche non fu mai consegnato per l’impiego in un’unità operativa dell’esercito! Dov’è finito quel denaro, se in realtà non produsse che un paio di prototipi? Spesero 10 miliardi di dollari per presentazioni in PowerPoint? Non posso nemmeno pensarci. Potete immaginare cosa Russia o Cina avrebbero fatto con 10 miliardi di dollari? Tuttavia, anche questo impallidisce di fronte al programma Future Combat Systems dell’esercito, annullato e che bruciò si stima (non si sa esattamente) 20 miliardi di dollari dal 2003 al 2012-2014 (a seconda di dove l’ultima pietra miliare vada), con quasi nulla da mostrare che un paio di prototipi, molta concept art e un robot giocattolo da 15kg della iRobot, famosa per l’aspirapolvere “Roomba“. In realtà, non mi viene in mente un riuscito grande sistema d’arma degli Stati Uniti negli ultimi 25 anni, a parte forse l’autoblindo Stryker (anche se alcuni hanno da ridire, ma io non ne so abbastanza). Come sottolineato da molti altri osservatori, parte della colpa è del nostro sistema politico, dove le compagnie del MIC comprano i politici e poi ricevono favori sotto forma di contratti, anche insensati. Tuttavia, credo che ciò non sia l’unico problema, e nemmeno il più grave. Fondamentalmente penso che si tratti della sistemica eccessiva complessità conseguente al nulla di fatto continuo, o a nulla di benfatto comunque.nlos_cLe agenzie d’intelligence statunitensi hanno lo stesso problema
Ciò assomiglia alla profonda crisi sistemica delle agenzie d’intelligence dello Zio Sam, dove dall’11 settembre alla primavera araba, alla Crimea e alla conquista del SIIL di Mosul e alla Russia in Siria, la parola è sempre “non ce l’aspettavamo…” In tal caso, abbiamo numerose agenzie, alcuni delle quali che si sovrappongono, che annegano in documenti e dati spazzatura (o in troppi dati) che si sovrappongono e sono quasi del tutto inutili. Come alcuni lettori ricorderanno, fu urtante che nell’aprile 2014 il dipartimento di Stato pubblicasse un collage di foto con l’obiettivo di dimostrare che (tra l’altro) un barbuto comandante di battaglione ceceno dal nome Hamza, apparso in un video della TV russa sulla Guerra Olimpica del 2008, non fosse altri che il barbuto e in sovrappeso miliziano di Slavjansk denominato “Babaj“; cioè, in altre parole, che le forze speciali russe avessero invasero il Donbas. (The New York Times ci si buttò e fu poi vagamente e delicatamente rimproverato dal proprio garante). Tale pessimo scherzo non sarebbe stato possibile evitarlo per l’Ufficio del Direttore della National Intelligence, che dovrebbe promuovere lo scambio delle informazioni tra agenzie e curare centralmente tutte le dichiarazioni e conclusioni, specialmente quelle strombazzate sul sito del dipartimento di Stato o nei suoi briefing? Apparentemente no!

Bolla burocratica
D’altra parte, ciò in cui il complesso privo-d’intelligence degli Stati Uniti è molto bravo, oltre ad assumere formose e civettanti giovani direttamente dai college, prive di conoscenze linguistiche o di qualsiasi esperienza (DIA e NSA hanno direttori ex-militari che amano abbellire i propri uffici), è dare lavoro a decine di migliaia di personale, nonché a decine di migliaia di imprenditori grottescamente strapagati, anche a quelli che costruiscono e gestiscono centri d’intercettazione per miliardi di dollari e che si sono dimostrati incapaci di raccogliere qualcosa di utile, forse perché quando si tenta di ascoltare tutto, si finisce per non sentire nulla. La lezione è che più ci sono uffici ed agenzie, e più responsabili e incaricati politici cercheranno di giustificare e ampliare il loro campo e i loro bilanci spalando più soldi possibili da più contratti possibili il più rapidamente possibile, in molti casi anche pagando gli imprenditori per starsene seduti (a volte a casa) in attesa del prossimo contratto. (L’ho visto molte volte a Washington). Quindi si avrà al massimo gente che si spintona laddove la mano sinistra non sa cosa fa la mano destra.

Il MIC degli Stati Uniti lavorava molto 50 anni fa, perché aveva meno soldi e meno personale
Quindi ecco cosa penso succeda non solo nell’apparato dell’intelligence, ma nel MIC nel complesso. Abbiamo centinaia di migliaia di personale e collaboratori, nonché ufficiali assegnati per mantenere i contatti con ogni sorta di project manager, “cinture nere a sei sigma” e altri codici, giocandosi milioni in PowerPoint sul Potomac e su tutto il Paese, senza poter schierare un elicottero dopo averci speso 10 miliardi di dollari. Davvero? Come ha fatto questo grande Paese a sconfiggere l’Impero giapponese? Si vada al National Air and Space Museum di Washington, si potranno vedere cose, ad esempio, come gli incredibili generatori progettati per operare sulla superficie della Luna, attingendo energia dal plutonio in decadimento, sviluppati quando non c’era Crystal Drive, né Tysons Corner o altro. Poi si vada continuando al museo nei pressi dell’aeroporto Dulles e si veda l’SR-71 Blackbird, l’aereo più veloce e a più alta quota mai costruito (circa 50 anni fa). Come hanno fatto? Anche se ci sono più uomini in divisa di allora, il MIC stesso (o dovrei dire il Complesso militare-industriale-intelligence-insicurezzadellaPatria (MIIHIC)) aveva una frazione della forza lavoro civile di oggi. Fortunatamente, il grosso del “sistema integrato” dei passacarte e dei ranger da PowerPoint non esisteva. I progetti erano redatti con carta e penna. Oggi, lo Zio Sam non può neanche costruire un motore-razzo pesante, per non parlare di un buon elmetto o del seggiolino eiettabile per il suo F-35.Welcome backAlcuna speranza di cambiamento per il futuro
Così appare una civiltà tecnologica che degenera. Certo, vi sono progressi costanti nel campo della microelettronica (i circuiti integrati) e dei programmi che li permettono, ma in termini di grande ingegneria, MIIHIC e altre iniziative del governo, come il programma spaziale, all’avanguardia dalla seconda guerra mondiale, sembra che gli Stati Uniti siano fuori. E sapete una cosa? Gettarvi altri soldi può solo peggiorare la situazione. Le organizzazioni avranno i loro budget ed argomentazioni perfettamente ragionevoli per avere sempre più grandi budget, forza lavoro, amministrazione ed edifici per uffici più lucidi e alti, ma il risultato sarà un sempre più negativo rendimento marginale. John McCain e tutti gli altri falliti, dentro e fuori, del Pentagono diranno che ancora non abbiamo abbastanza fondi per contrastare l’invasione russa di inutili e folli parassiti come la Lituania (attualmente guidata da un ex-comunista) o qualsiasi altro scenario bellico speculativo anni ’90 che in qualche modo spaventi la coscienza pubblica, volgendolo nella peggiore minaccia alla pace mondiale. Naturalmente, finché gli Stati Uniti avranno i soldi per mandare eserciti e armate da gazillioni di dollari contro indigeni analfabeti armati di bastoni appuntiti e noci di cocco, ovviamente l’egemonia non ne sarà minacciata. Quasi tutti i problemi o errori possono essere rattoppati con i dollari, almeno per qualche tempo. Ma alla fine, anche se il rubinetto dei soldi non chiuderà, saremo al punto in cui i militari non potranno essere utilizzati che come facciata o parata delle cannoniere, sperando che nessuno chiami il bluff, perché tale roba semplicemente non funziona come dovrebbe, o è troppo vulnerabile (lo testimonia l’evacuazione della portaerei degli Stati Uniti dal Golfo Persico dopo che lo Zio Sam ha scoperto che la Russia ha missili da crociera con una gittata di almeno 1500 chilometri, o la ridicola regata sulle piccole isole della Cina con il buon senso di violare poco e brevemente le immaginarie acque territoriali di quel Paese), o gli indigeni gli riservavano le proprie contromisure. In realtà, direi che siamo già a quel punto. Per non parlare dell’esercito statunitense e del dipartimento per i Veterani ancora così usurati dopo Iraq e Afghanistan che un’altra grande operazione di terra è impensabile. (A questo punto, Washington è più probabile lanci la bomba su qualcuno piuttosto che rischiare un’altra guerra di terra). Così si anticipano tante strette di mano e molti più soldi verranno gettati. È semplicemente ciò che la macchina fa, non vi è alcuna possibilità di riformarla, né l’egemonia si dissiperà volentieri (anche se ultimamente si dissipa controvoglia alla grande). Ma tutti quei soldi finiranno nello scarico. La soglia è stata attraversata, ed ora è tutto in discesa.

1069276Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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