Russia e Corea democratica: vecchi alleati, nuove opportunità

La Russia torna in Corea democratica
Ilija Ukhov, PolitRussia 16 novembre 2015 – Fort Russ

rossiya-vozvrashchaetsya-v-454-4391594Per molto tempo l’accento su sviluppo economico e relazioni politiche in Estremo Oriente era posto su giganti come Cina e Giappone. Per ragioni oggettive, presentando le maggiori potenzialità economiche, così come i mercati più capienti e potenzialità nell’attrazione di investimenti nei progetti nelle regioni del Pacifico russe. Tuttavia, la crescente rivalità tra le potenze mondiali sulla regione Asia-Pacifico costringe la Russia a cercare di ristabilire legami con i vecchi alleati militar-politici come la Corea democratica. Nonostante evidenti problemi nella costruzione economica e il problema del nucleare instabile della Corea democratica, il potenziale delle relazioni russo-nordcoreane è abbastanza significativo, e il giusto approccio potrebbe portare a grandi progetti industriali comuni, così come creare una solida posizione in politica estera. Propongo di discutere possibilità e prospettive della nostra cooperazione con la Corea democratica in modo più dettagliato. Va notato che le nostre relazioni con la Corea democratica sono antiche e del tutto limpide. Dopo tutto, lo Stato della Corea democratica, il suo esercito e la sua industria furono creati con la partecipazione diretta dell’Unione Sovietica, e la successiva sanguinosa guerra di Corea cementò il regime per molti anni mutando il 38° parallelo della penisola coreana in uno dei principali simboli della guerra fredda, insieme al Muro di Berlino. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la Corea, insieme ad altri cosiddetti Stati ‘operai’ che conservavano un sistema socialista, cadde in una difficilissima situazione economica. Nel caso della Corea democratica, la situazione fu aggravata dall’assenza di risorse naturali, da un’industria pesante obsoleta e non competitiva e dal fatto che la maggior parte della terra fertile era nella Corea del Sud. Perciò la Cina rappresentò il 90%, fino al 2013, delle esportazioni della Corea democratica. Nel 2012, il fatturato commerciale diminuì del 2,4%, raggiungendo un importo pari a 6,9 miliardi di dollari, il primo calo dal 2009. Rispetto alla Repubblica popolare cinese, le esportazioni di prodotti della Corea democratica verso la Russia erano semplicemente patetiche. Nel 2011, il volume degli scambi tra Federazione russa e Corea democratica era pari a 110 milioni di dollari (quasi un 50.simo del volume degli scambi della RPDC con la Cina e 14 volte meno il fatturato commerciale tra RPDC e Corea del Sud), nel 2012 le esportazioni scesero a soli 80 milioni. Nel frattempo, nel 2012, la Russia, nel tentativo di rafforzare il proprio ruolo nella penisola coreana e migliorare la cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, prescrisse il debito della Corea democratica con l’URSS, che ammontava a 10 miliardi, chiaramente troppo oneroso per la non-così particolarmente forte economia del Paese. Dopo aver azzerato il 90% del debito, il restante miliardo divenne la base finanziaria per l’attuazione dei progetti infrastrutturali comuni, il principale dei quali, naturalmente, è l’ammodernamento dei 54 km di ferrovia dalla stazione di Khasan in Russia al porto della nordcoreano di Rajin, per organizzare le operazioni di traffico della Transiberiana. Va notato che la Corea del Sud aveva notevole interesse nel progetto, poiché un corridoio dei trasporti per la RPDC consentirebbe la fornitura di idrocarburi russi e, in particolare, di gas naturale liquefatto dai giacimenti da creare a Sakhalin.
Nella modernizzazione e riqualificazione delle ferrovie della Corea democratica, i piani prevedono anche l’organizzazione delle esportazioni di carbone, una delle principali voci delle esportazioni del Paese, avendo la Corea democratica 4,5 miliardi di tonnellate di carbone stimati nei giacimenti. A tal fine, un’impresa russo-nordcoreana è stata istituita con il compito di riattivare i 3500 chilometri di ferrovie tra Chaiton e il porto di Nampo, dove è previsto anche un terminal per il carbone. Inoltre, ci sono altre aree familiari e tradizionali della cooperazione, la principale delle quali rimane la cooperazione militar-tecnologica. Non è un caso che un rappresentante della delegazione russa guidata dal primo Vicecapo di Stato Maggiore della Russia, Nikolaj Bogdanov, in visita nella Corea democratica, ne aveva parlato l’altro ieri. I militari di entrambi i Paesi dovrebbero semplicemente avere un linguaggio comune, dato che la stragrande maggioranza delle attrezzature militari dell’Esercito Popolare Coreano proviene dall’URSS, e che lo stesso Esercito Popolare di Corea è modellato sulla dottrina militare sovietica delle grandi operazioni terrestri. Se la Corea democratica oggi chiaramente non può fare grandi acquisti di nostri equipaggiamenti militari, la situazione può presto seriamente cambiare. Il punto è questo: la leadership della Corea democratica può essere definita provocatrice o addirittura ricattatrice, ma non stupida. Per molti anni la Corea democratica fu esclusa da mercati esteri, investimenti industriali, agricoli, nelle telecomunicazioni e altre tecnologie, a causa delle sanzioni. Tuttavia, il Paese ha quelle risorse, praticamente esaurite negli altri Paesi dell’Asia orientale, come Cina, Vietnam e Filippine. Ha una forza lavoro a basso costo e altamente disciplinata. Infatti, la realizzazione di una zona economica libera congiunta con la Repubblica di Corea a Kaesong ha dimostrato che i lavoratori nordcoreani sono abbastanza efficienti sotto una gestione completamente capitalista. Naturalmente, il problema della denuclearizzazione della penisola coreana sarà risolto prima o poi (come nel caso del programma nucleare iraniano). E poi un boom economico in Corea democratica, per divertente quanto possa sembrare ora, è prevedibile. La leadership della Corea democratica, temendo l’influenza indebita del suo più potente (e forse unico) alleato sulla situazione politica interna del Paese, non ha alcun desiderio di “sacrificarsi” completamente alla Cina. E qui la Russia e la cooperazione militare-tecnologica e industriale svolgono un ruolo importante di stabilizzazione.
Con la crescente attività della diplomazia russa nell’Estremo Oriente, sembra che la leadership russa capisca tutto questo assai chiaramente.choe-ryong-hae-rTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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