Yemen, le operazioni da metà settembre a metà novembre 2015

Alessandro Lattanzio, 18/11/2015yemen19.11Il 14 settembre, l’esercito yemenita e Ansarullah liberavano il jabal al-Jara e la città di al-Nur, presso Taiz. Mentre a nord, le forze yemenite occupavano la città di al-Rabuah in Arabia Saudita, dopo aver circondato la base militare della città, distrutto 17 veicoli militari e il deposito di armi, ed eliminato decine di soldati sauditi. Inoltre veniva anche bombardata la base militare saudita di al-Hajir, nell’Asir. Infine l’esercito yemenita abbatteva un elicottero saudita con un missile terra-aria ad Hurayb, provincia di Marib. aerei da combattimento sauditi bombardavano Dhuran al-Anas nella provincia di Dhamar, uccidendo 15 persone. Hadi si ritirava dai colloqui con Ansarullah. Il 15 settembre, l’esercito yemenita e Ansarullah distruggevano 24 veicoli militari sauditi a Zat al-Rida e Hama al-Masaria nel Marib. Il 16 settembre, le forze filo-saudite presso Marib venivano bombardate da razzi e artiglieria di Ansarullah ed esercito yemenita, impedendo la presa di Marib da parte dei sauditi. Il 18 settembre, le forze yemenite bombardavano le posizioni saudite nel Jizan, eliminando 3 soldati e ferendone altri 28. Il 18 settembre i raid aerei sauditi uccidevano 34 civili nella provincia di Sada e altrei 19 a Sana. I sauditi effettuavano 8 raid aerei su un carcere della provincia di Bayda, su una base militare, un’emittente e l’ambasciata dell’Oman nella capitale, e nella provincia di Ib. Gli attacchi sauditi provocavano un morto e tre feriti nell’isola di Qamaran, sul Mar Rosso. Almeno 50 civili venivano uccisi dagli attacchi aerei sauditi su un Munabih, provincia di Sada, e altre dodici persone furono uccise in diversi attacchi su Sada. Tre civili furono uccisi dai raid sauditi nella provincia di Marib.
Il 20 settembre l’esercito yemenita occupava Qamar, al-Dhahira, Dar al-Nasr, presso al-Qubah, nella provincia saudita di Jizan, eliminando e ferendo decine di soldati sauditi e distruggendo 12 mezzi sauditi, mentre le forze yemenite abbattevano un altro elicottero saudita nei pressi di Marib. Già il 13 settembre, le forze della difesa aerea dello Yemen avevano abbattuto un elicottero da combattimento Apache saudita, sempre nella provincia di Marib. Nei combattimenti nella provincia di Marib, le forze rivoluzionarie yemenite eliminavano il figlio del Primo ministro e Vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti, shaiq Muhamad bin Rashid al-Maqtum. “Shaiq Rashid e numerosi soldati dell’UAE sono stati uccisi nell’attacco delle forze yemenite nella provincia di Marib“, riferiva Yemeni Press. Il 14 settembre, il principe Qalid bin Hamad al-Qalifa, figlio del re del Bahrayn, veniva ferito in un attacco missilistico di Ansarullah sulla base militare saudita di Marib. Il 20-22 settembre gli attacchi aerei sauditi uccidevano 236 civili a Sada e a Sana. Nel frattempo, l’esercito yemenita e Ansarullah eliminavano nel Jizan 6 soldati sauditi e altri 7 miliziani filo-sauditi ad al-Maqhawi, nella provincia di Marib. Il 26 settembre, l’esercito yemenita e Ansarulla occupavano i quartieri Qamar, al-Dhahira e Dar al-Nasr, della città di al-Qubah nella provincia saudita del Jizan. E ad al-Qubah le forze yemenite eliminavano il vicecomandante dell’8.va Brigata, generale di brigata Ibrahim Hamzi, assieme a 2 ufficiali dello stato maggiore, tra cui Hasan Ghashum Aqili, e a 13 soldati sauditi. 9 autoveicoli sauditi venivano distrutti e 1 elicottero saudita veniva abbattuto, mentre le forze yemenite occupavano anche la base militare di Hathirah. L’esercito e le forze popolari yemeniti liberavano buona parte del Marib e la regione di al-Zubab. Inoltre le milizie filo-saudite avevano cercato di avanzare nella regione di al-Jafina e Huma al-Masariya, nella provincia di Marib, ma furono respinte dalle forze yemenite. Il 29 settembre esercito e comitati popolari yemeniti prendevano il loro controllo della base militare saudita di Qab al-Jabari e della città di Muhanad nel Jizan, provincia saudita. Il 30 settembre, il Comandante militare della provincia di Jizan dell’Arabia Saudita veniva eliminato negli scontri con le forze tribali del Najran, nel valico di al-Qazra, “Le forze saudite tentavano di avanzare nella regione di Labsa, vista come una delle minacce più pericolose all’esercito saudita, ma caddero in un agguato subendo pesanti perdite“. Numerosi veicoli militari e decine di militari sauditi furono eliminati nei combattimenti. Il capo della tribù Hamzan, lo sceicco Ali al-Hamzani, era stato assassinato a sud del Najran.
988098-Yemen-1447072965-680-640x480 Il 1° ottobre, nelle operazioni dell’esercito yemenita nella provincia di Marib, ad al-Balaq, Tal al-Rah e Marbat al-Dam, venivano distrutti 13 veicoli militari ed eliminati 55 soldati sauditi. Un altro veicolo militare saudita veniva distrutto ad al-Jihad, nel Jizan, in Arabia Saudita. Il 3 ottobre, l’esercito e i comitati popolari yemeniti eliminavano 4 blindati sauditi a Taiz, vicino Bab al-Mandab. Le forze saudite lanciavano un’offensiva sulle posizioni yemenite, presso Bab al-Mandab, ma furono respinte dopo aver subito pesanti perdite dalla controffensiva delle forze yemenite, che distruggevano 4 blindati ed abbattevano 1 elicottero e 1 drone sauditi. Il 4 ottobre, le forze yemenite eliminavano 32 miliziani filo-sauditi nella provincia di Marib, e distruggevano 6 blindati della forza di spedizione emirota-saudita. Il 5 ottobre le truppe saudite si ritiravano dal Marib, mentre l’ex-primo ministro yemenita Qalid Bahah fuggiva in Arabia Saudita dopo che 18 sue guardie del corpo degli EAU, presso il Qasr Hotel di Aden, venivano eliminate da un’autobomba. Tra l’ex-presidente Mansur Hadi e l’ex-primo ministro Qalid Bahah era in corso una faida, inaspritasi dopo che i sauditi aveano elaborato un piano per sostituire Hadi con l’ex-premier. L’Arabia Saudita convocava una riunione di emergenza con gli Emirati Arabi Uniti, Bahrayn, Hadi e Bahah, nel tentativo di coordinare gli alleati. Nell’attacco, Qalid Bahah ne era uscito illeso, venendo evacuato in Arabia Saudita su un elicottero degli Emirati Arabi Uniti. Il 7 ottobre, l’esercito yemenita colpiva con un missile il pattugliatore lanciamissili saudita Uqbah, affondandolo nello stretto di Bab al-Mandab, mentre l’8 ottobre, nel Marib, le forze yemenite eliminavano 160 miliziani filo-sauditi e ne ferivano 378 in due giorni di combattimenti presso la base militare di Qufal, a Sirwah, nel Marib, a 120 chilometri ad est della capitale Sana. Aerei militari sauditi colpivano Qufal e il jabal al-Hilan, impiegando bombe al fosforo. Il 9 ottobre, l’esercito yemenita abbatteva un drone Boeing Insitu ScanEagle saudita, sempre nella provincia di Sada, e un altro drone saudita nella provincia di Dhamar. Il 10 ottobre, al largo di al-Muqa, nella provincia di Taiz, le forze yemenite colpivano la nave da rifornimento saudita 902 Burayda, danneggiandola. L’11 ottobre, l’esercito e le forze popolari yemeniti respingevano l’assalto delle forze saudite nella provincia di Marib, “Pesanti scontri sono scoppiati tra le forze yemenite e i militanti pro-sauditi nel Marib“, aveva dichiarato il comandante dell’esercito yemenita Qalid al-Nuri, “le truppe yemenite hanno respinto le forze saudite eliminando decine si soldati, mentre gli aviogetti sauditi hanno colpito le posizioni yemenite oltre 100 volte“. Il 14 ottobre, aerei da guerra sauditi bombardavano la provincia di Taiz, uccidendo 4 civili, e la provincia di Sada, uccidendo almeno un civile.
Il 15 ottobre, l’esercito yemenita abbatteva sulla provincia di Sada un caccia F-16 saudita. L’esercito yemenita bombardava con missili Kometa la base aerea saudita Qalid bin Abdulaziz, a Qamis Mushayt, nella provincia di Asir, nel sud dell’Arabia Saudita, eliminando 66 militari e distruggendo 17 aviogetti da combattimento F-15 e 9 elicotteri d’attacco Apache. Circa 300 militari sauditi rimanevano feriti. Il 16 ottobre, un battaglione dell’esercito sudanese veniva sbarcato ad Aden da 2 navi d’assalto anfibio degli EAU. I 750 soldati sudanesi si univano al corpo di spedizione saudita composto da 4000 sauditi, 2200 senegalesi, 2000 emiroti, 1500 qatarioti, 800 egiziani, 700 bahrayniti. Inoltre, ad al-Safar, nel Marib, le forze saudite schieravano 4 batterie di missili antiaerei Patriot PAC-2 e PAC-3, e gli emiroti dei sistemi antiaerei a corto raggio Pantsir-S1. Il 20 ottobre, l’esercito yemenita eliminava 5 soldati sauditi nella provincia di Asir, ad al-Rabuah, mentre bombardava la base militare saudita di al-Rahwa ed eliminava altri 13 militari sauditi nella regione del Jizan, ad al-Qubah. Ad al-Taiziyah, provincia di Taiz, le forze yemenite eliminavano decine di miliziani filo-sauditi. Il 24 ottobre, l’esercito yemenita affondava una nave da guerra saudita al largo della regione di al-Muqa, provincia di Taiz, sullo stretto di Bab al-Mandab. L’esercito yemenita abbatteva un drone saudita nella provincia sud-occidentale di Taiz, sul jabal al-Sabar. Il 21 ottobre, l’esercito yemenita eliminava 4 soldati sudanesi ad Aden, mentre altri 12 rimanevano feriti a causa di un’autobomba presso l’aeroporto di Aden. L’esercito yemenita ed Ansarullah liberavano il jabal al-Malah, nella provincia di Marib. Le forze saudite avevano arruolato mercenari stranieri, dopo le gravi perdite inflitte alle coalizione filo-saudita dalle forze yemenite. L’esercito yemenita abbatteva un altro drone saudita sul jabal al-Aswadin, presso Taiz, il 22 ottobre.
Il 26 ottobre oltre 500 terroristi dello SIIL venivano trasportati dalla Siria allo Yemen a bordo di aerei turchi, qatarioti ed emiroti, dichiarava il portavoce delle Forze Armate siriane Brigadier-Generale Ali Mayhub. “Secondo i dati dell’intelligence, 4 aerei sono arrivati dalla Turchia nell’aeroporto di Aden (nello Yemen) il 26 ottobre. Due di essi appartenevano a compagnie aeree turche, uno alla compagnia aerea del Qatar e l’altro a una compagnia aerea degli Emirati Arabi Uniti. Più di 500 militanti del gruppo terroristico SIIL erano a bordo, per essere trasportati dalla Siria salvandoli dagli attacchi aerei russi“. Ufficiali della coalizione saudita incontravano i terroristi dello SIIL nell’aeroporto di Aden, nello Yemen, dove i jihadisti avrebbero partecipato alle operazioni contro lo Yemen, “I terroristi sono stati raggiunti da ufficiali della coalizione saudita, che li hanno fatti uscire dall’aeroporto (yemenita) in tre gruppi. Il primo gruppo è stato portato nella provincia di Bab al-Mandab, il secondo a Marib e il terzo nelle province saudite di Jizan e Asir. I terroristi prenderanno parte all’operazione in cui le forze della coalizione saudita hanno recentemente subito gravi perdite negli scontri con i combattenti Huthi. Secondo le informazioni disponibili, le operazioni per trasportare i terroristi dello SIIL dalla Siria continueranno“. Il 29 ottobre, gli yemeniti bombardavano le basi saudite di Zabnah, Arabuah e Nahuqa nel Najran, e di al-Shabaqa e al-Qubah nel Jizan. Inoltre distruggevano un convoglio filo-saudita, eliminando decine dai mercenari e catturandone altri 15. Inoltre, un aereo cargo militare saudita veniva abbattuto nella provincia di Taiz, sul jabal al-Sabr. 13 civili venivano uccisi a Taiz, Saqayn, Sada e Marib dai raid aerei sauditi. Altri 7 civili furono uccisi a Nadhir, e ancora altri 14 ad Hamadan. Aerei sauditi bombardavano anche Qulan e Muqa. Il 30 ottobre, gli yemeniti bombardavano la base militare saudita di al-Shaybani nella regione del Dhahran dell’Arabia Saudita. Il 29 ottobre, 1000 terroristi si addestravano nel campo Salahudin di Aden, prima di unirsi allo SIIL nella guerra contro Ansarullah. Il 31 ottobre, l’esercito yemenita abbatteva due aerei spia sauditi sulla provincia di Sada; uno sorvolava Sahar e l’altro al-Zahar, e Ansarullah bombardava le posizioni saudite tra Marib e al-Juf, infliggendo pesanti perdite e distruggendo una base e depositi di armi, respingendo l’attacco dei filo-sauditi su al-Tabab. Ad al-Zahir, provincia di al-Bayda, Ansarullah eliminava le basi dello SIIL.
CTSgD8PWoAAKb7AIl 1° novembre 2015, Ansarullah distruggeva 1 carro armato Abrams saudita nel Jizan. Diverse basi militari saudite furono bombardate ad al-Musafaq, al-Ramza, al-Qaran, Qaim Zubayd, Janub al-Qubra e Sudanah, nel Jizan e Najran, regioni meridionali dell’Arabia Saudita. Tre persone furono uccise da un’autobomba nei pressi dell’università d’Ib. I raid aerei sauditi bombardavano Haymah, Qarayjah, Sanhan, Bayt Zabatan e al-Sabin, distruggendo diverse infrastrutture per le comunicazioni e i trasporti. Il 2 novembre, l’esercito yemenita ed Ansarullah respingevano l’assalto dei miliziani filo-sauditi su Qufal nella provincia di Marib, eliminandone diverse decine, e bombardava le posizioni saudite distruggendo 1 carro armato e 1 deposito di munizioni nel Najran, e le basi militari di al-Mahdhar e Rabuah, nella regione di Asir. Il 3 novembre, gli aerei da guerra sauditi bombardavano Bani Matar, nella provincia di Sana. Il 4 novembre, l’esercito yemenita ed Ansarullah bombardavano le posizioni saudite ad al-Qaran e al-Qubah, nel Jizan, e ad al-Zahran, nell’Asir, eliminando diversi soldati sauditi. Nel frattempo, le forze yemenite riprendevano la base di Hasn al-Matrab, nella provincia di Shabwah. Aerei sauditi bombardavano Safya Tamash, presso Sana. L’esercito yemenita eliminava un comandante e decine di soldati sauditi nella provincia di Taiz, dopo che i sauditi avevano tentato una controffensiva per riprendersi una base occupata dagli yemeniti, fallendo con la perdita anche di numerosi autoveicoli. Una batteria missilistica della difesa aerea dell’esercito yemenita abbatteva un aereo da caccia saudita sul quartiere Bilad al-Rus di Sana, che precipitava sul jabal al-Laham. Il 6 novembre l’esercito yemenita lanciava un’ampia operazione nei Governatorati di Shuba e Dhala, nello Yemen meridionale. Infine, l’esercito dello Yemen ed Ansarullah occupavano la città saudita di al-Rabuah e bombardavano le basi militari saudite di Tuwal e al-Qujarah, nella regione del Jizan, e di al-Dud, al confine. Un velivolo russo per la prima volta dall’inizio dell’aggressione allo Yemen, atterrava a Sana trasportando 20 tonnellate di aiuti umanitari, mentre gli EAU iniziavano a ritirare le truppe superstiti dallo Yemen. Il 7 novembre, l’esercito yemenita e Ansarullah liberavano i Governatorati di al-Dhala e al-Haj nel sud dello Yemen, dopo 72 ore di combattimenti con le milizie filo-saudite, accerchiando la base aerea di al-Anad ed entrando nella città di Damat, nel governatorato di al-Dhala, dopo avervi scacciato le milizie filo-saudite. L’esercito yemenita affondava un’altra nave da guerra saudita al largo di Muqa, assieme a 3 chiatte. L’esercito yemenita e il movimento rivoluzionario Ansarullah avanzavano su Aden, liberando Tal Yais. L’8 novembre, Ansarullah liberava al-Mayzir, nella provincia di Shawba, e al-Madaribah, nella provincia di Taiz, e il 9 novembre Ansarullah occupava la base militare saudita di Faridhah, nel Jizan, distruggendo 3 blindati sauditi.
L’11 novembre, l’esercito yemenita ed Ansarullah liberavano la città di Qutabah, nel Governatorato di al-Dhala, dopo che i filo-sauditi avevano abbandonato le loro posizioni, e bombardavano la base aerea di al-Anad, nel governatorato di al-Lahj. La base aerea di al-Anad, occupata dai sauditi, è appena a nord di Aden ed è la più grande base militare dello Yemen. L’esercito e le forze popolari yemeniti liberavano anche il jabal al-Shajara, nella provincia di Taiz, scacciavano le forze saudite e filo-saudite dalla regione di al-Masraq e liberavano completamente Bab al-Mandab; “I terroristi e le milizie filo-Hadi supportati dai caccia della coalizione saudita avevano tentato di assediare Bab al-Mandab per assicurare la navigazione alle navi del regime sionista“, dichiarava Husayn al-Huthi, portavoce dei comitati popolari dello Yemen (Ansarullah), “Oltre 3000 forze militari dell’esercito yemenita e dei comitati popolari del Paese hanno partecipato alle operazioni per respingere l’attacco alle nostre posizioni sullo stretto di Bab al-Mandab“. Le navi militari saudite si erano ritirate dalle acque dello Yemen dopo l’affondamento di una quarta nave da guerra saudita presso Bab al-Mandab, e di altre due imbarcazioni al largo di al-Muqa, ai primi di novembre 2015. Il 12 novembre le forze yemenite colpivano la base militare Malhama di al-Quba, nel Jizan, e le basi militari saudite di al-Sadis e al-Ash. L’artiglieria di Ansarullah eliminava diversi mercenari sudanesi e soldati sauditi della coalizione filo-saudita a Taiz, nel wadi al-Qadi e al-Jahmalia, distruggendo 3 loro veicoli corazzati. Inoltre, Ansarullah eliminava 56 terroristi di SIIL e al-Qaida nel sud dello Yemen. Gli attacchi aerei sauditi colpivano le fattorie di Midi, Harad, Aby e Hayran nell’Hajah. Il Bahrayn inviava una fregata e truppe nello Yemen. Il 14 novembre, la coalizione saudita occupava al-Najd, tra Aden e Taiz, e ad Hudaydah si avevano numerosi attacchi terroristici presso l’ospedale militare al-Ulfi, la scuola al-Zubayri e l’ufficio postale. Ansarullah bombardava una base militare nel Marib, distruggendone il deposito di armi. Un nuovo contingente degli EAU, specializzato nella protezione di funzionari di alto rango, si dispiegava nel palazzo presidenziale di Aden, in vista dell’arrivo dell’ex-presidente Hadi. Il 15 novembre, Ansarullah espelleva i filo-sauditi da Dhubab e Bab al-Mandab e avanzava nelle province di Dhala, Marib e Taiz distruggendo diversi blindati sauditi. L’alleanza yemenita bombardava le posizioni saudite nel Jizan, Asir e Najran, colpendo le basi di Rajla, nel Najran, Ayn Hara, Ramlah e al-Rabuah, nel Jizan. Aerei della coalizione saudita bombardavano il quartiere Qitaf di Sada, uccidendo almeno un civile. Le forze yemenite bombardavano le basi militari saudite di al-Musanfaq e al-Shurfah, nel Jizan e Najran, eliminando numerosi soldati sauditi, e 1 carro armato Abrams ad al-Shurfah.
_81835494_81835489Il 16 novembre, l’ex-presidente Hadi tornava ad Aden dall’Arabia Saudita per supervisionare le operazioni contro Sana. Decine di veicoli militari degli Emirati Arabi Uniti arrivavano nella provincia di Lahj da Aden, per combattere su tre fronti: al-Madhariba, Qarish e al-Wazayah, nella provincia di Taiz, presso la base aerea di al-Anad. Ma decine di miliziani filo-sauditi furono eliminati nella base al-Umari, a nord di Bab al-Mandab. Un comandante saudita veniva eliminato assieme a 13 soldati, e numerosi veicoli sauditi venivano distrutti. Le forze della coalizione saudita venivano fermate ad ovest di Taiz. Aerei della coalizione saudita attaccavano la provincia di Ib, Muqa, Taiz, dove uccidevano 4, al-Ayar, la strada tra al-Rahida e Qarash nel Taiz, una stazione di servizio ad al-Jadid, aree residenziali e il palazzo presidenziale di Taiz, e la regione di al-Umri, utilizzando bombe a grappolo che uccidevano decine di cittadini yemeniti. Gli aerei sauditi bombardavano anche le zone residenziali di Qub al-Shaf e Salah, nella provincia di al-Juf, uccidendo 13 civili. Il 17 novembre, la coalizione saudita lanciava un’offensiva nella provincia di Taiz, guidata da forze sudanesi dalla base aerea di al-Anad. Gli aerei da guerra sauditi bombardavano la regione di Habil Salman, uccidendo numerosi miliziani di Ansarullah. Ma una ventina di militari sudanesi, tra cui un ufficiale, venivano eliminati negli scontri con le forze popolari yemenite presso la base militare di al-Anad, distruggendo anche 3 blindati sudanesi. Navi da guerra saudite uccidevano sei pescatori presso al-Quqa, nel governatorato di Hudaydah. Oltre 200 miliziani filo-sauditi venivano eliminati dalle forze yemenite presso Bab al-Mandab, distruggendo anche numerosi veicoli sauditi. Nel frattempo, Ansarullah attaccava la base militare saudita di al-Sadis, nella provincia di Najran, scacciando le truppe saudite dalla regione, e bombardava le basi saudite di Bin Yalin e Rajla nella provincia del Najran, e la grande base militare saudita di al-Quba, nella provincia del Jizan. Infine, pesanti scontri esplodevano tra le forze filo-saudite ad Aden per il ritorno di Hadi. Scontri si avevano tra gli eserciti saudita, emiratino e al-Qaida contro le milizie del SIIL. Decine di soldati sauditi e degli Emirati Arabi Uniti venivano uccisi e feriti negli scontri. Infine, presso Aden, l’esercito yemenita e i comitati popolari tendevano un’imboscata alle forze filo-saudite.JizanIl 16 settembre, almeno 3 mezzi da sbarco degli Emirati Arabi Uniti iniziavano ad utilizzare i porti eritrei, come il porto di Assab. In precedenza si ebbe un scontro diplomatico tra Gibuti ed Emirati Arabi Uniti. Il 28 aprile, il consolato degli Emirati Arabi Uniti a Gibuti fu chiuso dopo l’alterco tra Wahib Musa Qalinlah, comandante dell’Aeronautica di Gibuti, e Ali al-Shihi, viceconsole degli Emirati Arabi Uniti, provocando la cacciata delle truppe del Gulf Cooperation Council dalla base di Haramus, a Gibuti. Quindi Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti si volsero a costruire una base militare in Eritrea. A sua volta l’Eritrea, nel tentativo di rompere l’isolamento regionale, accettava finanziamenti sauditi ed emiroti, dimenticando che in passato aveva sostenuto Ansarullah ed era vicina all’Iran. Comprandosi Asmara, sauditi ed emiroti perseguivano 3 obiettivi, allontanare l’Eritrea dall’Asse della Resistenza; utilizzarne le infrastrutture logistiche, come il porto di Assab; e infine usare l’Eritrea come strumento per destabilizzare l’Etiopia, Paese sempre più influenzato dagli investimenti cinesi. Le comunità etniche Ogaden e Oromo sono influenzate dall’Eritrea, mentre il governo etiope persegue una politica anti-saudita reprimendo le entità islamiste filo-saudite. Infine, le Nazioni Unite affermavano che almeno 400 soldati eritrei erano stati dispiegati ad Aden a sostegno della coalizione filo-saudita, trasportati da navi degli Emirati arabi uniti da Assab allo Yemen. Assab è lo snodo logistico principale della coalizione filo-saudita, infatti gli Emirati Arabi Uniti avrebbero affittato per 30 anni il porto di Assab, e cercherebbero di affittare anche l’ex-base navale di Berbera nel Somaliland. Inoltre, il 17 ottobre il Sudan inviava ad Aden i primi 750 di 10000 soldati del corpo di spedizione concordato con Ryadh, e 16 furono uccisi già sei giorni dopo l’arrivo. Il 16 ottobre invece era la Mauritania che accettava di schierare 500 soldati in Yemen, la settimana dopo la visita del viceministro della Difesa saudita al-Ayash in Mauritania. 2100 soldati senegalesi furono inviati invece al confine saudita con lo Yemen, poco dopo che l’Arabia Saudita aveva annunciato investimenti nel Senegal. Ed infine 800 paramilitari colombiani venivano arruolati dai sauditi per 1000 dollari alla settimanale.CQ-GLlbUYAE1Ipr.jpg largeIl 29 ottobre, dall’aeroporto di Cagliari partiva un aereo cargo Boieng 747 della compagnia azera Silk Ways carico di bombe destinate all’Arabia Saudita, fabbricate dalla RWM Italia S.p.a. di Domusnovas, nel Sulcis. Mentre la portacontainer Jolly Cobalto dal porto di Sant’Antioco, salpava per la medesima destinazione con il medesimo tipo di carico. Inoltre, il dipartimento di Stato degli Stati Uniti approvava il 13 novembre la vendita, per 1,29 miliardi di dollari, di 10000 bombe, munizioni e parti di armi prodotte da Boeing e Raytheon all’Arabia Saudita, tra cui 5200 bombe laserguidate Paveway II e 12000 bombe “general purpose” e “bunker busters”. “La proposta di vendita aumenta la capacità dell’Arabia Saudita di affrontare le minacce attuali e future da potenziali avversari nelle operazioni di combattimento“, affermava la Defense Security Cooperation Agency del dipartimento della Difesa statunitense. L’approvazione avveniva un mese dopo che gli Stati Uniti avevano approvato la vendita per 11,25 miliardi di dollari di navi da guerra all’Arabia Saudita, primo partner commerciale bellico degli Stati Uniti nel 2014. La Defense Security Cooperation Agency aveva detto: “Fornire questi articoli per la difesa sostiene le missioni della difesa dell’Arabia Saudita e promuove la stabilità nella regione… e permette all’Arabia Saudita di salvaguardare le più grandi riserve di petrolio del mondo“, ma Paul Shannon dell’AFSC (American Friends Service Committe) osservava “Stati Uniti, Francia e occidente forniscono ampio sostegno e molte armi ad Arabia Saudita e altre monarchie del Golfo, le cui famiglie reali sono responsabili della diffusione dell’ideologia estremista jihadista nella regione“.Shi'ite Houthi rebels gesture as they stand atop an army vehicle they took from the compound of the army's First Armoured Division in SanaaFonti:
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