Aereo russo abbattuto. La reazione della Russia

Alessandro Lattanzio, 25/11/20151598722Il cacciabombardiere Su-24M veniva abbattuto alle 10:24, ora di Mosca, mentre adempiva a una missione di combattimento sul territorio della Repubblica araba siriana, da un caccia F-16 dell’Aeronautica turca che aveva lanciato dei missili aria-aria a guida agli infrarossi. L’aereo turco non aveva mai tentato di stabilire comunicazioni o contatto visivo con il velivolo russo. Il Su-24M si era schiantato a 4 km dal confine con la Turchia. Il pilota è stato ucciso da fuoco da terra, mentre era con il paracadute. Il velivolo non era mai entrato nello spazio aereo turco, come confermava anche la difesa aerea della Siria. I radar nella base aerea di Humaymim indicavano che il velivolo turco era entrato nello spazio aereo siriano, per attaccare il Su-24M. Il Tenente-Generale Rudskoj dichiarava “Si tratta di una gravissima violazione delle norme del diritto internazionale che può avere le più terribili conseguenze, ed è anche una diretta violazione del Memorandum sulla prevenzione degli incidenti e la garanzia della sicurezza in volo nella Repubblica araba siriana che abbiamo stipulato con gli Stati Uniti, e che si applica a tutti i membri della coalizione, compresa la Turchia”. Ankara avviava le consultazioni di emergenza della NATO per porvisi al riparo, e forse scatenare la guerra con la Russia. “Vorrei inoltre richiamare l’attenzione sul fatto che nessuno dei nostri partner e Paesi che conducono le operazioni contro lo SIIL ha mai detto che c’erano cosiddette formazioni “dell’opposizione moderata” nella zona, e che dovevamo consultarli prima di lanciare attacchi in quella zona. Al contrario, la regione è un noto territorio controllato dalle formazioni più radicali”. Quindi mentre Ankara insisteva di aver abbattuto il cacciabombardiere russo Su-24 perché era entrato nello spazio aereo turco, il Ministero della Difesa russo pubblicava il video che dimostra che l’aereo non aveva mai lasciato lo spazio aereo siriano.

Un elicottero russo Mi-8AMTSh inviato in missione di ricerca e soccorso dei piloti del cacciabombardiere Su-24M abbattuto da F-16 turchi, veniva attaccato durante la missione, un soldato della Fanteria di Marina veniva ucciso e l’elicottero veniva distrutto dai terroristi dell’ELS che impiegavano missili anticarro TOW fornitigli dagli statunitensi. Il Tenente-Generale Sergej Rudskoj, capo del Direttorato Operazioni fondamentali dello Stato Maggiore Generale delle Forze Armate russe, dichiarava “È stata effettuata un’operazione di ricerca e soccorso con 2 elicotteri Mi-8AMTSh incaricati di evacuare i piloti dal luogo dell’impatto. Durante l’operazione, a seguito del tiro di armi, uno degli elicotteri è stato danneggiato e costretto ad atterrare in territorio neutrale. Un soldato della Fanteria della Marina è stato ucciso“. Ma l’operazione di salvataggio del pilota-navigatore è stata un successo, venendo recuperato ed inviato nella base aera di al-Humaymim; il Ministro della Difesa russo Generale Sergej Shojgu dichiarava, “L’operazione di salvataggio è stata completata con successo. Il navigatore è tornato nella nostra base aerea. E’ sano e salvo”.
La Russia iniziava a dispiegare i sistemi di difesa aerea missilistica S-400 nella base aerea di al-Humaymim in Siria, “Con decisione del comandante in Capo Supremo gli S-400 saranno schierati nella base aerea di Humaymim in Siria, per fornire un complete difesa aerea“, dichiarava Shojgu. E nel frattempo, l’incrociatore lanciamissili russo Moskva, dotato di 64 sistemi di difesa aerea missilistici S-300F Fort si disponeva al largo di Lataqia, per fornire con i sistemi di sorveglianza e difesa aerea ad ampio raggio di bordo, una copertura adeguata ai velivoli delle Forze Aerospaziali russe in Siria, e gli aviogetti da intercettazione russi avrebbero scortato tutte le sortite contro i terroristi in Siria. Il Tenente-Generale Sergej Rudskoj, portavoce dello Stato Maggiore, dichiarava, “Lo Stato Maggiore attualmente lavora a misure aggiuntive per garantire la sicurezza della base aerea russa. Primo: tutte le azioni degli aerei d’attacco saranno effettuati solo sotto la copertura degli aerei da combattimento. Secondo: saranno prese misure per rafforzare la difesa, e quindi l’incrociatore Moskva, dotato del sistema di difesa aerea Fort, simile all’S-300, assumerà posizione nella regione costiera di Lataqia. Si avverte che tutti gli obiettivi che rappresentino un potenziale pericolo saranno distrutti. Terzo: I contatti militari con la Turchia saranno interrotti”. L’incrociatore Moskva è dotato di 16 missili antinave P-1000 Vulkan; 64 missili superficie-aria a lungo raggio S-300PMU Fort, 40 missili superficie-aria a corto raggio Osa-MA, 1 cannone binato AK-130 da 130mm, 6 sistemi d’artiglieria antiaerea AK-630, 2 mortai antisom RBU-6000 e 10 tubi lanciasiluri da 533mm.1233383Dopo la riunione di emergenza del Consiglio del Nord Atlantico su chiamata della Turchia, il capo della NATO Stoltenberg proclamava pieno supporto ad Ankara, a ‘titolo personale’; “Ci sono stati seri disaccordi durante la discussione sull’incidente del Su-24 nel corso della riunione. Alcuni emissari erano molto cauti e riservati sulle pretese turche“, dichiarava una fonte vicina agli ambienti della NATO, “Ecco perché il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha rivolto ai giornalisti una dichiarazione personale, in quanto non coordinata con tutti i membri del Consiglio”. Nel frattempo, i turchi sospendevano i voli dei loro caccia, venendo sempre illuminati dai radar russi, mentre fonti siriane riferivano che le forze aerospaziali russe avrebbero iniziato la distruzione sistematica delle basi sul confine, annientando anche i convogli dei terroristi in ritirata e i convogli dei rifornimenti diretti in Turchia.
12308742Secondo il colonnello Aleksandr Zhilin l’attacco improvviso e senza preavviso, nello spazio aereo siriano, al velivolo Su-24 russo, era dovuto al fatto stava bombardando una colonna di autocisterne dirette in Turchi, controllati dalla CIA tramite lo SIIL; “Ora mi si permetta di riprendere la retorica di John Kerry su “la Russia che presto vedrà i suoi aerei cadere”. L’aggressione ha una grave motivazione. Subito dopo l’incidente la Turchia avviava, su consiglio degli Stati Uniti, un incontro tra i capi di Stato della NATO, tentando di gettare nel caos l’apparente riavvicinamento tra Russia, Francia,Germania e forse coalizione anti-SIIL. Permettere la nascita di questa coalizione sarebbe un suicidio per Washington. Perciò l’operazione per separare l’Unione europea dalla Russia è stata così rapida, nonostante la mutua lotta al terrorismo internazionale. Il terrorismo internazionale è costantemente utilizzato come pedina della politica estera degli Stati Uniti”. Va anche ricordato che il capo dello spionaggio turco (MIT), Hakan Fidan, uomo di Erdogan, aveva condannato l’intervento russo in Siria, accusando Mosca di ‘soffocare’ la rivoluzione islamista in Siria, “lo SIIL è una realtà e dobbiamo accettare il fatto che non possiamo debellare una struttura ben organizzata e popolare come lo Stato islamico; pertanto esorto i miei colleghi occidentali a rivedere il loro modo di pensare sulle correnti politiche islamiche, mettere da parte le mentalità cinici e contrastare i piani di Vladimir Putin per schiacciare i rivoluzionari islamisti siriani“. Fidan inoltre chiedeva, per favorire l’infiltrazione dei terroristi in Siria, l’istituzione del consolato dello SIIL ad Istanbul e che la Turchia doveva curare i feriti sfuggiti agli “spietati bombardamenti russi, indipendentemente dalla loro appartenenza politica o religiosa”. Difatti i terroristi dello SIIL vengono ospitati in territorio turco e ricoverati negli ospedali militari turchi. Emile Hokayem, analista del Medio Oriente, affermava che Turchia ed alleati del Golfo Perisco, che rifornivano i terroristi di armi e denaro, ritenevano l’intervento russo devastante per i loro sforzi nel rovesciare il Presidente Assad. Nel 2014, Hakan Fidan, il ministro degli Esteri Davutoglu, e attuale Premier, il Sottocapo di Stato Maggiore Tenente-generale Yasar Guler e altri militari, discussero di un’operazione sotto falsa bandiera in Siria. Essendo trapelato tale segreto su YouTube e Twitter, Erdogan decise di bloccare Twitter, YouTube e i server di Google e OpenDNS. Secondo l’ambasciatore MK Bhadrakumar, “La Turchia sicuramente agisce secondo un piano. Lo scorso fine settimana Ankara aveva chiesto una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per discutere le operazioni russe nel nord della Siria. Prima consegnò una protesta diplomatica a Mosca per fermare gli attacchi aerei russi sulle terre tradizionali della comunità turkmena. L’abbattimento del velivolo russo è un passo calibrato nell’agenda della Turchia per creare una ‘no-fly zone’ e una ‘zona di sicurezza’ nel nord della Siria. La posta in gioco è il controllo dei territori intorno alla città settentrionale siriana di Aleppo. Le forze governative siriane con copertura aerea russa sperano di riconquistare i territori strategici a nord di Lataqia ai ribelli, diminuendo la capacità della Turchia di di rifornire i gruppi estremisti. Proprio per questo motivo, la Turchia fa di tutto per fermare le operazioni militari russe e siriane nella regione. Damasco e Ankara corrono contro il tempo dato che un cessate il fuoco è previsto per le prossime settimane e il controllo del territorio sarà una forte merce di scambio al tavolo delle trattative, in cui il processo di pace per la transizione in Siria inizierebbe a gennaio. Inoltre, non va trascurato il fatto che, storicamente parlando, la Turchia ha ambizioni territoriali nelle regioni settentrionali della Siria. … In realtà la Turchia ha fatto precipitare una situazione estremamente imbarazzante nel delicato frangente in cui le grandi potenze sono impegnate in un tango diplomatico di grande importanza per il processo di pace siriano e la formazione della coalizione internazionale per lottare contro lo SIIL, in particolare. … Allo stesso modo, la Turchia è ben consapevole che l’introduzione di una cinquantina di militari delle forze speciali statunitensi nel nord della Siria è imminente e non è nell’interesse di Washington creare nuove tensioni nella regione, a quel punto, ed è effettivamente ciò che la Turchia ha fatto. Pertanto, la grande domanda sarà perché la Turchia ha agito come ha fatto quando aveva la possibilità di scortare il jet russo dal suo spazio aereo. Dopo tutto, la presunta incursione russa durò soltanto 17 secondi. In breve, la conclusione è inevitabile, la Turchia ha agito deliberatamente perseguendo obiettivi politici, ma senza riuscire a legarvi NATO e Stati Uniti”.
Nel 2014 la Turchia ha importato 1,7 miliardi di piedi cubi di gas naturale, pari al 99% del totale. Gazprom è di gran lunga il maggiore fornitore, con il 57% del gas naturale che la Turchia aveva importato nel 2013. Secondo gli esperti, la Turchia rivende il petrolio che riceve dallo SIIL al doppio del prezzo pagato ai terroristi, e perciò non li bombardano. Il politologo Igor Jushkov, esperto di Energia del Fondo per la Sicurezza Nazionale, dice che mentre prima le autocisterne si muovevano continuamente, ora a causa di bombardamenti russi, gli autocisterne devono disperdersi e ridurre il carico. Lo Stato islamico controllerebbe il 60% dell’estrazione di petrolio della Siria e il 10% dell’Iraq, secondo Jushkov, pari a 10 giacimenti controllati dallo SIIL nei due Paesi. Secondo Jushkov lo SIIL non crea nuovi giacimenti petroliferi, li prosciuga soltanto. Nel luglio 2015, il capo della provincia irachena di Niniwa del comitato per l’energia Qisham al-Briqfani aveva detto che le forniture di petrolio dalla Siria alla Turchia erano scese da 10 mila barili al giorno a 2 mila barili. Per Jushkov, “La Turchia compra greggio a buon mercato, e lo rivende a un prezzo superiore. Quindi il collasso dello SIIL non le sarebbe vantaggioso. Inoltre, secondo voci non confermate, una delle aziende acquirenti di tale petrolio è di proprietà dal figlio del presidente turco, Bilal Erdogan“, assai vicino ai terroristi dello SIIL.10696170L’assassino e torturatore del pilota russo del Su-24M, Tenente-Colonnello Oleg Anatolevich Pehskov, è il turco Elazig Alparslan Çelik, figlio di un sindaco e membro dei Lupi grigi di Turchia. Il 26 novembre, veniva liquidato il capo dei terroristi turcomanni Rashid Bagdash, coordinatore dell’agguato all’elicottero di salvataggio russo e responsabile diretto dell’assassinio del pilota del Su-24M abbattuto dai turchi e del fante di Marina russo a bordo dell’elicottero di salvataggio. (News Front)

Tenente-Colonnello Oleg Anatolevich Pehskov

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