Guerra nello Yemen e nascita dell’alleanza russo-sciita

Katehon 23/11/2015

Yemen Context MapCi sono molti modi di interpretare e comprendere ciò che accade nello Yemen. Prima di tutto possiamo inserire questi eventi nel grande quadro geopolitico. C’è una sorta di confronto tra una potenza terrestre e una marittima, rappresentanti i due poli, due limiti, due confini del conflitto. Da una parte ci sono gli Stati Uniti talassocratici che cercano d’imporre la propria visione sul Rimland, la zona intermedia tra mare e terra. E dall’altra c’è il polo Continentale rappresentato dalla Russia. Così, il quadro principale di tutti i conflitti nella zona intermedia (che si chiama il Rimland in geopolitica) è definito da questa tensione globale tra le due grandi potenze. Così il Medio Oriente è una sorta di spazio in cui due grandi civiltà si affrontano. Dopo aver detto questo, dobbiamo definire con maggiore precisione gli attori regionali. L’Arabia Saudita è un alleato degli Stati Uniti e si comporta come loro emissario ed agente geopolitico. E’ chiaro che i sauditi cercano di proteggere i propri interessi regionali strategici, affermando il loro ruolo di primo piano nel mondo islamico, ma nel quadro generale della geopolitica operano per conto degli Stati Uniti. È lo Yemen? Lo Yemen è la zona del Rimland nel Rimland. Si tratta di una frontiera o zona in cui gli interessi talassocratici globali affrontano il polo tellurocratico. E chi è l’agente regionale della tellurocrazia? Ora questo ruolo è svolto dall’Iran, che appartiene logicamente al Rimland (così come l’Arabia Saudita), ma nella situazione concreta, la strategia dell’Iran è tellurocratica, contro l’egemonia statunitense. L’Iran è uno dei principali attori tellurocratici regionali che affronta l’Arabia Saudita, e lo Yemen è la zona di confine, perché la geopolitica non riconosce confini lineari, ma confini regionali. Potremmo definirla frontiera, non confine nel senso di linea che separa due Stati nazionali, ma come zona di confine, regione a sé stante. Lo Yemen è precisamente la zona di conflitto tra due superpotenze regionali. Entrambi in competizione per la primazia nel mondo islamico. Ma ciò che è molto importante è che dietro l’Arabia Saudita, direttamente e indirettamente, vi sono gli Stati Uniti. Ed è interessante che, nella situazione concreta (soprattutto tenendo conto delle operazioni in Siria) dietro l’Iran ci sia la Russia, la potenza continentale tellurocratica eurasiatica. E lo Yemen è lo spazio in cui la grande corsa geopolitica si decide. L’Arabia Saudita combatte contro gli sciiti huthi, popolazione sciita orientata all’Iran, e attraverso l’Iran al mondo sciita, e attraverso il mondo sciita, nella situazione politica concreta, alla Russia. È una situazione simile a quella in Crimea o Ucraina orientale dove ci sono forze e tendenze tellurocratiche e forze e tendenze talassocratiche. Nel grande quadro, gli huthi vogliono (e sono riusciti) a rovesciare il regime sunnita volto all’Arabia Saudita, e sono sostenuti dagli iraniani e indirettamente dalla logica geopolitica della Russia. Abbiamo a che fare ora con la creazione di una linea strategica molto importante, l’alleanza russo-sciita. Dobbiamo capire la natura di questa alleanza nella geopolitica dell’Islam, poiché l’Islam di oggi esprime due poli che si confrontano, ma il polo sunnita è molto più differenziato e diviso all’interno. Gli sciiti sono una minoranza e i sunniti sono la maggioranza. Ma gli sciiti sono omogenei, più o meno, in Iraq, in Libano con Hezbollah, in Siria, anche in Bahrayn e con gli huthi nello Yemen. Questa è una sorta di zona non infetta culturalmente a livello di coscienza. E il mondo sunnita è completamente lacerato dalle contraddizioni tra Qatar e Arabia Saudita, tra Arabia Saudita ed Egitto, tra le diverse frazioni negli Stati sunniti, come dalle differenze tra Stati del Maghreb e Stati del Medio Oriente. Quindi questa è una complessa visione geopolitica, ma è interessante che ora l’alleanza russo-sciita sia una strategia continentale e tellurocratica. Ora la vediamo attivarsi, e lo Yemen è una parte molto importante del gioco geopolitico in Medio Oriente.
Ora la Russia agisce apertamente. La Russia esitava prima, pensando se promuovere un orientamento sempre più filo-sciita. Ma ora, con la situazione in Siria, la Russia è pienamente impegnata nell’alleanza russo-sciita. Così se era piuttosto difficile, alcuni mesi fa, che la Russia intervenisse direttamente in Siria, ora ne vediamo l’aperto impegno militare, strategico, politico, informativo ed economico. Così l’ultimo incontro di Assad con Putin è un chiaro segno del pieno impegno. E la causa degli huthi yemeniti è parte di questo fronte sciita, esattamente ciò che i russi sostengono direttamente, apertamente e pienamente in Siria. Quindi è molto probabile che l’aiuto militare russo si rafforzi e raggiunga anche huthi e iracheni. Perché il governo iracheno ha già chiesto all’esercito russo aiuto. Così ora Mosca è così profondamente impegnata nella regione, direttamente e senza alcuna copertura, che la Russia può partecipare liberamente e apertamente alla lotta contro le forze filo-saudite e filo-statunitensi nello Yemen, ma tutto dipende da ciò che detta la logica geopolitica. E se i tempi sono calcolati correttamente, il coinvolgimento diretto russo nella crisi dello Yemen non va escluso. Una domanda interessante rimane sul possibile cambio di orientamento geopolitico saudita. Quando abbiamo a che fare con il Rimland non possiamo mai dirlo, ance se tutti i segni, tutta la storia dell’Arabia Saudita dimostrano che geopoliticamente questo Paese e questo regime sono fil-inglesi, filo-anglosassoni e filo-statunitensi. Sempre. Non è lo stesso per l’Iran. L’Iran fu in parte filo-statunitense, in parte anti-statunitense, in parte filo-inglese; l’Iran nella storia moderna ha avuto un lungo periodo di orientamento filo-inglese. Ma comunque ci furono molti più segnali del possibile orientamento opposto nell’orientamento geopolitico dell’Iran. Nel caso dell’Arabia Saudita non c’è alcun segno di un orientamento anti-inglese, perché tale Paese fu inserito nella geopolitica anglosassone in Medio Oriente. Ma dobbiamo ricordare che nello spazio del Rimland un qualsiasi cambio è possibile. Non è fatale. Se per esempio per i Paesi del Sea Power, con una sorta di legge di ferro del Mare, deviano dalla rotta cercando di cambiare orientamento, significherà la fine del Sea Power. Lo stesso per il Land Power. La Russia è stata, è e sarà una forza continentale. La Russia non ha scelta. E il mondo anglosassone non ha scelta. Ci sono la Tellurocrazia e la Talassocrazia. Tutto il Rimland dall’Europa fino alla Cina può scegliere la propria identità. Teoricamente non possiamo escludere un cambio dell’orientamento dell’Arabia saudita, ma piuttosto con la dinastia saudita presente e la sua politica, con il patrimonio storico-politico, politico e geopolitico, religioso e ideologico, ciò è piuttosto improbabile. Ma se per esempio si propone e s’immagina un cambio di regime, in questo caso si potrà sperare anche nel cambio dell’orientamento geopolitico. Poiché è sempre possibile, poco, ma possibile.MiddleEast700Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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