Gli USA conniventi con il traffico di petrolio dello Stato islamico

MK Bhadrakumar, Indian Punchline, 28 novembre 20151627996L’ultimo giro di vite del presidente turco Recep Erdogan su due personaggi di spicco della stampa del Paese sottolinea l’acuta sensibilità alle accuse a cascata sul sostegno segreto di Ankara allo Stato islamico (SI). La posta in gioco è alta per Erdogan, dato che, apparentemente, alcune persone molto potenti vicine al presidente fanno milioni vendendo petrolio inviato in Turchia dallo SI. Sarebbe un doppio smacco per chiunque fare affari con lo SI, perché con i soldi generati dalle vendite di petrolio, il gruppo terroristico si procura armi dalla Turchia. Non c’è da stupirsi che la Turchia abbia abbattuto l’aereo d’attacco russo sulla regione di confine con la Siria attraverso cui i convogli dello SI arrivano in Turchia. Il presidente russo Vladimir Putin ha fatto alcune ampie osservazioni sul nesso della Turchia con lo SI nel commercio di petrolio. A un certo punto, ha accusato la Turchia di essere il “mentore” dello SI. Putin ha detto: “Al vertice del G20, che ha avuto luogo in Turchia, ad Antalya, ho mostrato una foto… inviata dai nostri piloti dalla quota di 5000 metri. Veicoli per il trasporto di petrolio formavano una lunga fila che scompariva all’orizzonte. Sembrava un oleodotto vivente. Erano forniture di petrolio su scala industriale provenienti dalle regioni della Siria ora nelle mani dei terroristi… Vediamo dall’aria dove questi veicoli sono diretti. Vanno in Turchia giorno e notte. Posso immaginare che forse i massimi dirigenti della Turchia non sappiano di tale situazione. E’ difficile da credere, ma in teoria è possibile. Questo non significa che le autorità turche non dovrebbero tentare di porre fine a tale commercio illegale. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione speciale che vieta l’acquisto diretto di petrolio dai terroristi, perché queste cisterne non arrivano non solo piene di petrolio, ma anche del sangue dei nostri cittadini, e perché i terroristi utilizzano i soldi di tale commercio per comprare armi e munizioni e poi compiere attentati sanguinosi. Se le autorità turche distruggono questo petrolio, perché non vediamo il fumo dei fuochi? Lasciatemi dire ancora una volta che questa è fornitura di petrolio su scala industriale. Si dovrebbero costruire intere strutture speciali per distruggere questo petrolio. Nulla del genere avviene. Se il gruppo dirigente della Turchia non è a conoscenza della situazione, gli apriamo gli occhi ora. Sarei disposto a credere che corruzione e accordi sottobanco ne siano interessati. Lasciategli risolvere ciò che succede. Ma non c’è assolutamente alcun dubbio che il petrolio finisce in Turchia. Lo vediamo dal cielo. Vediamo che veicoli carichi vi si dirigono continuamente, ritornando vuoti. Tali veicoli sono caricati in Siria, nei territori controllati dai terroristi, e vanno in Turchia per ritornare in Siria vuoti. Lo vediamo tutti i giorni”. (Trascrizione).
Tuttavia, la cosa davvero sconvolgente è che gli Stati Uniti non muovono un dito per fermare tale traffico. Se i piloti russi possono individuare i convogli allungarsi per miglia in direzione del confine con la Turchia, giorno dopo giorno, com’è possibile che ai satelliti dell’unica superpotenza sfuggano? Naturalmente, l’amministrazione Obama lo sa dannatamente bene. Ma ha scelto di guardare da un’altra parte. Basti pensare che lo SI ha ucciso cittadini statunitensi e tuttavia il Pentagono ha avuto l’ordine di trattare con i guanti gialli li SI! Il presidente Barack Obama ha lustrato di eloquenze la determinazione a “degradare e distruggere” lo SI, ma il Pentagono ha ordine di non interrompere il traffico di petrolio dello SI! Questo è freddo statismo. Obama probabilmente sa della fiorente attività dell’élite turca ma gli è utile anche Erdogan. In poche parole, l’ordine del giorno del cambio di regime in Siria ha la precedenza sulla fine dei finanziamenti dello SI. Tuttavia, l’amministrazione Obama sembrava entusiasta della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, approvata all’unanimità a febbraio, obbligando gli Stati Uniti a prendere misure per evitare che i gruppi estremisti in Iraq e Siria beneficino del commercio di petrolio. Prendendo parte alla discussione, l’ambasciatrice statunitense Samantha Power aveva anche vantato che, a causa delle azioni della coalizione contro lo SIIL, le risorse erano diventate più difficile per lo SI e la risoluzione contribuiva a ridurne ulteriormente il finanziamento e a facilitare la fine della brutalità del gruppo. (Notizie ONU). Ciò riporta l’attenzione sui robusti sforzi russi (e francesi) attuali per formare un’ampia coalizione internazionale sotto l’egida delle Nazioni Unite per combattere lo SI. Chiaramente, Obama non vuole Russia e ONU nella sua guerra clausewitziana alla Siria. (Vedasi il mio articolo su Asia Times Obama sfrutta le tensioni tra Turchia e Russia).Obama-US-Turkey-Nucle_Horo1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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