Abbattendo il Su-24 russo, la Turchia salva l’Iran

Valentin Vasilescu Reseau International 10 dicembre 2015s300pmu2esquema1twNel 2014-2015 l’esercito iraniano s’è dotato di due radar a lungo raggio (1100 km) Qadir, con un campo d’apertura di 240°. Il primo si trova vicino la città di Garmsar, nel centro del Paese, il secondo nell’Iran occidentale, al confine con il Quwayt e la città irachena di Bassora. Nel marzo 2016 entrerà in servizio il terzo radar a lungo raggio a Khatam al-Anbiya, sulle rive del Golfo Persico, che rileverà bersagli aerospaziali a 3000 km. [1] Così l’Iran ha una rete di radar che rilevano bersagli aerei oltre i confini, ma non ha missili antiaerei a lungo raggio e gestione automatizzata delle sue componenti che consentano la resistenza contro jamming e missili anti-radar. E’ una delle ragioni per cui Russia e Iran firmarono un contratto nel 2007, da oltre 800 milioni di dollari, per fornire cinque battaglioni di sistemi a lungo raggio S-300PMU-1. Nell’autunno del 2010, il contratto fu concluso e poi fu ripreso nel 2015 con la revoca delle sanzioni imposte all’Iran. Per precauzione, l’aviazione israeliana organizzò in collaborazione con quella greca INIOXOS-2015, svoltasi dal 20 al 30 aprile 2015. Dieci F-16I Sufa avevano simulato attacchi ai sistemi S-300PMU-1 importati dalla Grecia nel 1997. In questa occasione, gli israeliani scoprirono la vulnerabilità del sistema S-300PMU-1. L’attacco al cacciabombardiere russo Su-24 da un F-16 turco ha avuto un impatto negativo sulle trame di Stati Uniti e vicini ostili ad Iran e Siria, costringendo la Russia a schierare in Siria i più moderni sistemi antiaerei a lungo raggio (S-400) [2]. Gli S-400 hanno una gittata di 400 km che copre la Turchia meridionale e quasi tutto il territorio d’Israele. L’atto di aggressione della Turchia ha avuto l’effetto di limitare notevolmente la libertà di movimento degli aerei da guerra israeliani, costringendo Israele a rispettare la regola a limitarsi allo spazio aereo nazionale, per evitare incidenti.
Quattro aerei della coalizione anti-SIIL degli Stati Uniti colpivano, il 7 dicembre, con nuovi missili aria-terra la base militare Sayqa, vicino la città di Ayash nella provincia di Dair al-Zur. L’attacco ha provocato la morte di tre soldati siriani e il ferimento di altri 13. In seguito all’incidente, la Russia potrebbe accogliere la richiesta della Siria di fornire i sistemi missilistici S-300PMU-2 per impedire qualsiasi attacco aereo alle sue truppe. Anche a seguito dell’attacco al bombardiere russo, l’Iran, che sostiene l’Esercito arabo siriano e collabora con la Russia in Siria, potrebbe diventare un possibile bersaglio dell’aviazione turca. Pertanto, alla fine di novembre, la Russia ha deciso di avviare la prima consegna dei sistemi di difesa aerea S-300 all’Iran, come annunciato dal consigliere del presidente russo sulla cooperazione militare Vladimir Kozhin, e confermato da Mehdi Sanayee, ambasciatore iraniano in Russia. Il primo sistema S-300 è stato trasportato in treno dalla fabbrica di Nizhnij Novgorod (nei pressi di Mosca) alle rive del Mar Caspio, dove è stato caricato su una nave e trasportato in Iran. Altri sistemi S-300 arriveranno in Iran in poco più di due mesi. Anche se inizialmente ci si aspettava che la Russia consegnasse la seconda generazione dei sistemi S-300, S-300PMU-1 o S-300VM (esportato in Venezuela e Egitto), l’Iran ha convinto i russi a fornirgli il sistema S-300 di terza generazione, cioè il PMU-2. L’S-300PMU-2 è in grado di distruggere aerei e missili da crociera che volano a bassa quota. Le vulnerabilità dell’S-300PMU-2, una variante molto più avanzata dell’S-300PMU-1, non sono note a israeliani, statunitensi e turchi. E ‘questo particolare che crea problemi insolubili per gli aerei che intendano violare lo spazio aereo iraniano. Una batteria di S-300PMU-2 ha un radar di sorveglianza dello spazio aereo (raggio di rilevazione di 300 km) e di puntamento per i 12 lanciatori mobili e 48 missili pronti al lancio. Un battaglione di S-300PMU-2 ha diverse batterie e un centro C3I (comando, controllo, comunicazioni, informazioni) tipo Almaz 83M6 che le coordina. L’S-300PMU-2 utilizza diversi tipi di missili dalla gittata di 200 km, tangenza di 30 km e velocità di 1,6 km/s (6000 km/h). I missili statunitensi più simili sono i MIM-104 Patriot. Durante i test condotti nel poligono Ashuluk, nei pressi di Astrakhan, missili balistici sono stati abbattuti mentre volavano alla velocità di 4,5 km/s. I sistemi S-300PMU-2 dell’Iran potrebbero ricevere le informazioni dalla rete di monitoraggio e allerta precoce della Russia, che include il radar 77Ja6 Voronezh-DM di Armavir (150 km a nord di Sochi) sul Mar Nero. Infatti, il Voronezh ha un raggio di rilevazione di circa 6000 km, controllando Mediterraneo, Nord Africa e l’intero Medio Oriente.

[1]. Cosa ha spinto Washington a revocare le sanzioni imposte all’Iran?
[2]. I dettagli dell’attacco all’aereo Su-24 russo

S300-Iran-halfLa difesa antiaerea/antimissile russa in Siria
Analisis Militares

b1529d7e5e88d284504fe06e022780ffDopo le manovre navali russe nel Mediterraneo orientale, l’incrociatore lanciamissili Moskva rimaneva al largo delle coste siriane, supportando l’attuazione della difesa aerea russa della zona costiera della Siria (Lataqia e Tartus). Altre navi parteciparono alle esercitazioni nel Mar Nero di pochi giorni prima. L’apparizione della nave dotata del sistema di difesa aerea S-300F Fort, versione navale dell’S-300, alterava l’equilibrio di forze regionale perché comportava il dispiegamento di un sistema di difesa aerea/antimissile di teatro molto più avanzato di quello solitamente visto in questo taetro negli ultimi decenni. L’S-300F Fort non è la versione navale più avanzata dell’S-300. Ma di per sé è un significativo cambio qualitativo nella regione e minaccia potenziali aggressori. Mentre compariva l’incrociatore lanciamissili Moskva, diventava chiaro che la base aera di Humaymim, nell’aeroporto Basil al-Assad di Lataqia, erano presenti sistemi di difesa aerea a corto raggio (SHORAD) Pantsir-S1, offrendo questo tipo di copertura. Questa volta, i sistema missilistici S-300F Fort del Moskva e il dispiegamento ad Humaymim dei sistemi da combattimento Pantsir-S1, costituivano una formazione più potente di quella di solito presente nella difesa antiaerea/antimissile della regione. Se vi si aggiungono i Su-30SM che la VVS ha schierato a Humaymim, appare chiaro che lo schieramento di Pantsir-S1, S-300F e Su-30SM è una piccola forza, ma molto potente ed avanzata, che preoccupa di certo i vicini, poco abituati ad affrontare sistemi avanzati. Se necessario, il Sukhoj Su-34 potrebbe anche svolgere compiti di difesa aerea. Quando i Paesi confinanti erano abituati, più o meno, a fare ciò che volevano in Siria perché avevano una schiacciante superiorità tecnologica rispetto all’Aeronautica o in generale alle Forze Armate siriane, la comparsa in questo scenario di mezzi tecnologicamente avanzati che minacciano i protagonisti, suscita ripensamenti. Questo è ciò che hanno causato, assieme ai sistemi di difesa aerea, quelli da guerra elettronica (EW) che i russi hanno schierato, come il Krasukha-4. Non è questione di ridurre le cose ai “sistemi russi sono migliori”, ma piuttosto di chiedersi del divario tecnologico tra la difesa aerea siriana e quella dei Paesi circostanti (Turchia e Israele in particolare) che si riduce quando entra nella regione la difesa aerea russa, indipendentemente dalla quantità. Questa è la ragione per cui Turchia e Israele sono così sconvolti dallo schieramento russo in Siria. Fonti russe citate da Interfax parlano del dispiegamento per la difesa della base aerea russa di Humaymim, Lataqia, in Siria, di altri mezzi antiaerei oltre a quelli citati nell’articolo, come i sistemi di difesa aerea Buk-M2E. Dopo l’abbattimento del cacciabombardiere Sukhoj Su-24M russo ad opera di un F-16 turco, il Ministero della Difesa russo annunciava, tra l’altro, l’impiego degli S-400 nella base aerea di Humaymim. Gli intercettori del sistema di difesa aerea S-400 raggiungono i 250 km di gittata, fornendo un copertura simile a quella mostrata nella seguente tabella (in verde):siria crucero moscú y pantsirAl termine delle esercitazioni navali russo-indiane INDRA-15 l’incrociatore lanciamissili Varjag della Marina militare russa sostituirà il Moskva al largo delle coste siriane, nei compiti nell’ambito del dispiegamento militare russo nella regione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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