Lamento siriano d’Israele

MK Bhadrakumar, Indian Punchline 11 dicembre 20151516179Al Brookings Institution di Washington, il ministro della Difesa israeliano Moshe Yaalon ha esposto la visione del suo Paese sul conflitto in Siria. Yaalon è un ex-capo di Stato Maggiore delle forze armate israeliane. Le sue ampie osservazioni tradivano il dilemma acuto d’Israele sul fronte politico dopo la traumatica sconfitta diplomatica subita nel tentativo di evitare l’accordo nucleare iraniano. Israele trova difficoltà a voltare pagina, mentre altri protagonisti della regione e l’amministrazione Obama si muovono. Yaalon ha posti i seguenti punti:
– La Russia svolge un “ruolo più significativo” rispetto agli Stati Uniti nel conflitto siriano attualmente. Questo non va bene a Israele, perché la Russia sostiene l”Asse Sciita’, che comprende Iran, Siria (regime di Assad), Hezbollah, Huthi nello Yemen e altri elementi sciiti in Bahrayn e Arabia Saudita, ecc
– Israele è contro il processo di pace siriano sponsorizzato dall’ONU nell’ambito del Gruppo Internazionale di Supporto alla Siria e dei colloqui di Vienna, perché riconosce il ruolo chiave dell’Iran nel raggiungere qualsiasi accordo, portando solo al consolidamento del”egemonia’ iraniana in Siria.
– La geopolitica del Medio Oriente in generale e in Siria s’incentra su tre gruppi: a) il “molto solido” asse sciita che attualmente gode del sostegno della Russia, un anatema per Israele; b) l’asse dei Fratelli musulmani che comprende Turchia, Qatar e Gaza (Hamas), che “non è allineata” con Stati Uniti e Israele; e c) il campo sunnita, “il più importante” della regione, senza leadership ma che riunisce Israele, Arabia Saudita, Paesi del GCC, Egitto, Giordania e Marocco.
– Gli Stati Uniti dovrebbero “orchestrare” ed entrare nel campo sunnita; in Siria questo significa sconfiggere lo SIIL con soldati sunniti e curdi, che di conseguenza Washington dovrebbe rafforzare, supportare, finanziare e armare. Gli Stati Uniti avrebbero dovuto farlo fin dall’inizio, ma non è “una causa persa. C’è ancora la possibilità di farlo“.
– Una delle implicazioni pericolose dell’accordo con l’Iran è che Teheran è sempre più percepita “parte della soluzione” nei conflitti del Medio Oriente; e un Iran risorgente è un Iran più fiducioso che si avvia a diventare grande potenza militare. I missili S-300 forniti dalla Russia recentemente “saranno operativi in un paio di settimane“.
– Le operazioni militari russe in Siria sono un fallimento, in quanto Mosca aveva stimato che 3 mesi dall’offensiva avrebbero dato più territorio al regime siriano, mentre ciò non è avvenuto e di conseguenza c’è pressione su Mosca per esplorare una soluzione politica.
– Una soluzione è difficile da raggiungere in Siria e il Paese rimarrà instabile per molto tempo.
È interessante notare che Yaalon ha ammesso che l'”apocalittico e messianico” regime in Iran è saldamente al potere e “con più soldi ora, senza isolamento politico e senza pressioni estere“, ha più spazio di manovra. Quindi, alcun cambiamento è prevedibile nella politica iraniana. Come diceva, “non vedo la possibilità di avere filiali di McDonald a Teheran in futuro“.
Le osservazioni di Yaalon sottolineano l’isolamento politico netto d’Israele in Medio Oriente. Evidentemente, l’opzione preferita d’Israele è che gli Stati Uniti riprendano la strategia del contenimento dell’Iran, e in tale ambito portare gli alleati regionali a spingere militarmente per un cambio di regime in Siria. D’altra parte, l’amministrazione Obama ne ha avuto abbastanza del confronto con l’Iran, non ha la forza di farsi coinvolgere in una guerra prolungata in Siria o qualsiasi parte del Medio Oriente. Inoltre, Israele teme che l’atteggiamento dell’occidente verso il regime di Assad si sia addolcito notevolmente e che accetti in generale che Assad abbia un ruolo nella transizione. D’altra parte, i missili S-300 forniti dalla Russia saranno operativi entro la prossima settimana circa, e rafforzeranno notevolmente la difesa aerea iraniana. In sintesi, l’opzione militare israeliana contro l’Iran sarà inconcepibile d’ora in poi. Iran e Israele sono acutamente consapevoli che l’equilibrio di potere nella regione è mutato. In altre parole, lo spettro che si aggira per Israele è l’inesorabile ascesa dell’Iran a ‘superpotenza’ regionale. A un certo punto Yaalon l’ha ammesso: “Crediamo che lo Stato islamico stia per essere sconfitto (quindi la missione russa non è più un fallimento? NdT). L’Iran è molto diverso. In realtà è una superpotenza… È perciò ci preoccupiamo di questo regime, e s’è percepito come la chiave della soluzione, perché pronto a combattere lo SIIL, sarà sempre più egemone nella regione… sarà più pericoloso situandosi al nostro confine, nell’ambito della soluzione politica in Siria. È molto pericoloso”. Le implicazioni della soluzione siriana, dato il consenso nel coinvolgere l’Iran, sono davvero molto serie per Israele. L’Iran ha messo le carte sul tavolo sottolineando che il destino del Presidente Assad è una ‘linea rossa’ di Teheran, non negoziabile. E l’Iran considera apertamente Assad un’ancora della ‘resistenza’. Significativamente, una delle figure più influenti della dirigenza iraniana, Ali Akbar Velayati, consigliere per gli affari esteri della Guida Suprema e illustre ex-Ministro degli Esteri, ha fatto una dichiarazione sbalorditiva secondo cui Teheran si aspetta che la Russia si unisca presto alla Resistenza, come anche la Cina nel futuro prossimo. La dichiarazione di Velayati non può essere priva di fondamento.
Israele ha adottato un basso profilo finora sulla presenza della Russia, evitando eventuali scaramucce con le forze russe che operano in Siria. Ma non gradisce l’asse Russia-Iran-Hezbollah in Siria, che può solo rafforzarsi. Israele guarda con inquietudine ai rapporti militari russo-iraniani pronti a un cambio fenomenale. (Forze iraniane e Hezbollah parteciparono chiaramente al salvataggio del pilota russo presso il confine siriano-turco). Le operazioni russe vanno di pari passo con gli attacchi a terra delle forze governative siriane, assistite da Hezbollah e guidate da consiglieri militari iraniani. La crisi arriverà se e quando le operazioni militari s’intensificano nelle regioni meridionali della Siria al confine con le alture del Golan. L’instabilità in Siria è utile per Israele interrompendo le linee dei rifornimenti di Hezbollah. Ma la nuova realtà potrebbe essere la forte presenza iraniana-Hezbollah nel sud della Siria presso il Golan, con copertura aerea russa. Se ciò accadesse, le Alture del Golan illegalmente annesse dagli israeliani, diverrebbero teatro delle forze della ‘resistenza’. Leggasi le osservazioni di Yaalon qui.met-121

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

One Response to Lamento siriano d’Israele

  1. Luigi za scrive:

    – Le operazioni militari russe in Siria sono un fallimento, in quanto Mosca aveva stimato che 3 mesi dall’offensiva avrebbero dato più territorio al regime siriano, mentre ciò non è avvenuto e di conseguenza c’è pressione su Mosca per esplorare una soluzione politica.

    Ciò mi sembra innegabile con le sole bombe l’ISIS non lo sconfiggono di certo visto che, da quanto ho letto, già si è insediato pure in Libia dove é già all’offensiva.
    Notizia di ieri: tre jets di Tripoli hanno bombardato posizioni in Libia degli integralisti.
    Se questi prendono piedi fuori dalla Siria/Iraq per noi europei é finita perchè poi tocca a noi.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...