Le operazioni nello Yemen nel Novembre-Dicembre 2015

Alessandro Lattanzio, 5/1/2016

Rosso, forze yemenite; Verde, forze filo-saudite; Giallo, al-Qaida; Nero, Stato islamico.

Rosso, forze yemenite; Verde, forze filo-saudite; Giallo, al-Qaida; Nero, Stato islamico.

Il 22 novembre, l’esercito e le forze popolari yemeniti eliminavano, impiegando missili anticarro Konkurs, 4 carri armati Abrams e danneggiavano un altro veicolo corazzato dell’esercito saudita presso al-Rabua, nella provincia di Asir dell’Arabia Saudita. Nel frattempo, unità di artiglieria dell’esercito yemenita distruggevano altri 2 veicoli dell’esercito saudita nella base militare di Alib, nella provincia saudita di Najran. Le forze yemenite occupavano anche la base militare di al-Shabaqa, nella provincia di Zalah, dopo pesanti scontri con sudanesi e milizie filo-saudite. Il 25 novembre, Ansarullah bombardava la base saudita di al-Faridha, nel Jizan, le basi di Alib e al-Ash nel Najran, e occupava la base militare al-Shabaqa di al-Sharafa, nel Najran, catturandovi 3 carri armati Abrams. Ansarullah inoltre liberava Dabab, al-Qasarah e Ras al-Najd nella provincia di Taiz, eliminando 47 combattenti delle forze filo-saudite, e distruggendo 1 carro armato della coalizione filo-saudita ad al-Umari. 2 civili venivano uccisi in un attacco aereo saudita ad al-Rahidah, Taiz, e 18 militanti filo-sauditi, nella provincia di Shabwah, rimasero vittime dei radi aerei degli alleati sauditi. Il 26 novembre, esercito e comitati popolari yemeniti occupavano la base saudita di Nahuqah, nell’ovest del Najran, bombardavano la base saudita di al-Radif, nel Jizan, e di Rajala nel Najran, e distruggevano 1 veicolo saudita presso Rabuah. Il 27 novembre, attacchi aerei sauditi su al-Mashgah e al-Haqil, nella provincia di Sarwah, nel Marib, dove l’artiglieria yemenita bombardava le basi della coalizione filo-saudita. Il 28 novembre, Ansarullah distruggeva 3 mezzi militari sauditi nel distretto di Dhubat al-Rabuah, nell’Asir. Il 29 novembre, esercito e comitati popolari yemeniti occupavano le basi militari saudite di Malhama, al-Radif, al-Rabua e Nahuqa, distruggendo 2 carri armati Abrams, 3 blindati Bradley, 3 bulldozer, sequestrando almeno altri 10 autoveicoli militari e grandi quantità di armi ed equipaggiamenti militari, e liberavano i villaggi Mahdaf, Mamud, Radif, Faridha, Zabadi, Mazab e Musafiq eliminando diversi militari sauditi. A Misraq, nel Taiz, i filo-sauditi uccidevano 11 donne; due giorni prima, a Muza, avevano ucciso 12 civili e bombardato abitazioni civili a Qadir. Il 30 novembre, Ansarullah distruggeva 6 autoveicoli militari sauditi e eliminava 3 guardie saudite nel Jizan.
Saudi's army crumbling in Jizan (southern Saudi). Houthi fighters capture a Abrams tank 4 Il 1° dicembre, 11 civili venivano uccisi in un raid aereo saudita su al-Silu e al-Misraq, nel Taiz, e su al-Talah, nel Sada. Una guardia di confine saudita veniva eliminata nel Jizan dell’Arabia Saudita, mentre Ansar al-Sharia (al-Qaida) occupava Zinjibar e Jar nella provincia di Abyan. Il 3 dicembre, aerei sauditi bombardavano l’Istituto Tecnico di Hayfan, nella provincia di Taiz, uccidendo due civili, jabal al-Misraq, Azan, un centro medico a Qadir, fattorie ad al-Hanaysha e Dhubab, uccidendo un civile. Sharaf Luqman, portavoce dell’esercito yemenita, dichiarava che le operazioni delle forze yemenite progredivano rapidamente nel sud del Paese, “Le forze yemenite hanno inflitto pesanti perdite al nemico in Arabia Saudita. L’operazione militare per catturare altre basi militari dell’Arabia Saudita è in corso“. E secondo una fonte saudita nota come ‘Mujtahid‘, i sauditi avrebbero perso nella guerra yemenita 2000 soldati, 450 blindati e autoveicoli, 4 elicotteri Apache, 15 altri aeromobili, 3 navi e 200 miliardi di riyal. Il 4 dicembre le forze yemenite affondavano un’altra nave da guerra saudita al largo della provincia di Taiz. L’esercito yemenita distruggeva 1 carro armato Abrams saudita a Sirdah, nel Jizan, 1 blindato Bradley saudita a Rabuah, nell’Asir, e altri 2 carri armati sauditi furono distrutti dalle forze armate yemenite ad al-Qadra, nel Najran, provincia dell’Arabia Saudita confinante con la regione di al-Buqa dello Yemen. Il 5 dicembre, i sauditi bombardavano Sana, Mudam e Dhala. Nel quartiere di Mansura, ad Aden, un giudice del tribunale antiterrorismo e i suoi due figli venivano assassinati. In precedenza, un colonnello della polizia militare di Muala, sempre ad Aden, era stato assassinato. Il 6 dicembre, un’autobomba dello SIIL uccideva il governatore di Aden Jafar Sad assieme a 8 guardie del corpo. Sad era stato nominato governatore dall’ex-presidente Abdarabu Mansur Hadi, dopo diversi mesi di esilio a Riyadh. Nel frattempo s’intensificavano i contrasti tra Abdarabu Mansur Hadi e il suo primo ministro Qalid Bahah, sulla nomina dei ministri del Hizb al-Islah, il ramo yemenita dei Fratelli musulmani. Bahah, sostenuto dagli Emirati Arabi Uniti, era profondamente contrariato da tale riavvicinamento tra Mansur Hadi, supportato da Riyadh, e i Fratelli mussulmani supportati da Doha e Ankara. Il 6 dicembre, numerosi soldati sauditi venivano eliminati dall’artiglieria di Ansarullah nelle basi militari saudite di Nahuqa, al-Ash, al-Shabaqah, Burj al-Abyad, al-Salah, al-Bahtit, al-Qarn e al-Manq. Il 7 dicembre, la Guardia Repubblicana dell’esercito yemenita e i comitati popolari occupavano la base militare di Radif, nel Jizan, eliminando diversi soldati sauditi e mercenari dei Paesi del Golfo, mentre nel Marib le forze yemenite riprendevano la base di Qufal della 312.ma Brigata. Ansar al-Sharia (al-Qaida) si scontrava con le forze di Mansur Hadi ad Aden e nel sud dello Yemen. La Guardia repubblicana dell’esercito yemenita eliminava il colonnello Arthur Kingston dell’esercito inglese, assieme ad un mercenario francese, al messicano Macias Baiknebah, all’argentino Ferdinando Lamos, a 6 colombiani e all’australiano Philip Stitman, tutti della compagnia paramilitare statunitense Blackwater e tutti eliminati negli scontri nella base di al-Umari, presso Taiz. Gli UAE avevano inviato 450 mercenari da Colombia, Panama, El Salvador e Cile nello Yemen. La coalizione saudita compiva 60 raid aerei sulla provincia di Marib e su Sarwah. L’8 dicembre, esercito e forze popolari yemeniti lanciavano missili Saqr sulle basi militari saudite nella provincia del Jizan, distruggendo le basi di Ayn al-Harah, al-Salah e al-Ramzah. Le forze yemenite colpivano diversi centri militari sauditi anche nella regione di al-Quba. Inoltre le forze yemenite catturavano numerose basi militari saudite nel Jizan, secondo il comandante dell’esercito yemenita Ibrahim Musa al-Hamdani, sequestrando mezzi pesanti e un grande deposito di armi e armamenti sauditi. Il 9 dicembre, presso Taiz, la Guardia repubblicana dell’esercito yemenita ed Ansarullah liberavano jabal Hayd al-Baqr, Dabin e Juraybah, raggiungendo le basi al-Arus e al-Shaqab e tagliando l’ultima linea dei rifornimenti dei filo-sauditi a Taiz. Il 10 dicembre, l’esercito e i comitati popolari yemeniti catturavano la base di al-Arus, sul jabal Hayd al-Baqr, tra Taiz e al-Lahj. Inoltre, esercito e comitati popolari yemeniti affondavano il mezzo da sbarco saudita Faysali al largo di al-Muqa, nella provincia di al-Hudayda, colpendolo con un missile che lo fece esplodere. La Guardia repubblicana dell’Esercito ed Ansarullah liberavano al-Sur, Mahjam, Wastah e Qadima, nella provincia del Jizan dell’Arabia Saudita, e bombardavano la regione di al-Jamaraq, nel Jizan, e le basi militari di jabal Hamar, al-Hazar e al-Sadis, nel Najran, eliminando decine di soldati sauditi. Le forze yemenite distruggevano anche 1 carro armato Abrams e 4 blindati Bradley sauditi presso la base militare di al-Muhdaf. L’11 dicembre, le forze della coalizione filo-saudita occupavano l’isola di Jazirat al-Hanish al-Qabir, nello Stretto di Bab al-Mandab. Aerei sauditi bombardavano forze alleate presso al-Marwan, uccidendo decine di soldati e distruggendo diversi autoveicoli, mentre Ansarullah distruggeva 1 carro armato presso la base militare saudita di al-Lahij. 1 caccia F-16 della coalizione saudita precipitava mentre cercava di atterrare nella base aerea di al-Anad. Il 12 dicembre, esercito e forze popolari yemeniti lanciavano i nuovi missili Qahir-I sulla base aerea saudita Qalid bin Abdulaziz, nella provincia di Asir, nel sud dell’Arabia Saudita.
CVUGje6WwAQEq21Il 13 dicembre l’esercito yemenita lanciava un missile Tochka sul comando saudita di al-Umari, nella provincia di Taiz, regione di Bab al-Mandab, distruggendo 3 elicotteri Apache, 40 autoveicoli, 12 blindati (5 della Blackwater) e 2 lanciamissili Patriot, ed eliminando 152 soldati e mercenari filo-sauditi, sauditi, emiroti e marocchini, tra cui i colonnelli degli EAU Sultan Muhamad bin Huaydan e Muhamad Ali al-Qutubi, il colonnello saudita Abdullah al-Sahyan, 23 soldati sauditi, 9 degli EAU, 15 marocchini e 42 mercenari della Blackwater. Le forze yemenite affondavano 2 imbarcazioni saudite al largo di al-Muqa, presso Bab al-Mandab. Il 14 dicembre, esercito e forze popolari yemeniti bombardavano le basi militari saudite nella provincia di Asir, Arabia Saudita, distruggendo il centro comando delle guardie di frontiera saudite e diversi edifici governativi sauditi ad al-Rabua, e sparando 52 razzi contro le regioni di Alab, al-Shaybani, al-Hazar e al-Thurayn nell’Asir, e un nuovo missile superficie-superficie Qahir-I sull’aeroporto di Jizan. Il 15 dicembre dieci civili venivano uccisi da un attacco aereo saudita su Harad, provincia di Hajah. Ansarullah bombardava la base militare di al-Qarsh, nel Sada, distruggendo 2 autoveicoli militari, e 2 basi militari saudite a Zabnah, nel Najran. Il 16 dicembre si avevano violenti scontri tra le tribù Abida e le truppe filo-saudite nella provincia di Marib, a Qashm al-Asuad. La tribù Abida catturava diversi blindati e respingeva i soldati sauditi. Il 18 dicembre, nel Governatorato di Marib, le forze yemenite lanciavano un missile Tochka distruggendo una base saudita, eliminando oltre 180 soldati della coalizione filo-saudita e distruggendo 2 elicotteri Apache, diversi veicoli blindati e un deposito di armi. Un attacco aereo saudita sui quartieri al-Qitaf, Baqim e Zahir di Sada uccideva 23 civili, tra cui una famiglia di quattro membri e personale medico. Il 19 dicembre, l’esercito yemenita colpiva con dei missili Qahir-I il valico di frontiera di al-Tawal con l’Arabia Saudita e una base delle forze speciali saudite nel Marib, distruggendo diversi elicotteri Apache, droni e blindati, ed eliminando oltre 200 soldati sauditi e sudanesi, oltre a 5 ufficiali degli EAU. Le forze yemenite bombardavano anche le basi militari saudite nelle provincie del Jizan e Najran. Il 20 dicembre, aerei sauditi lanciavano 40 missili sulle provincia di Sada, Hudaydah, Hajah e Sana, uccidendo almeno 11 civili, in concomitanza con il sesto giorno dei colloqui di pace in Svizzera “volti a stabilire un cessate il fuoco permanente e globale“, iniziati il 15 dicembre in una località segreta e mediati dall’inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen Ismail Uld Shayq Ahmad. Oltre 85 miliziani filo-sauditi venivano eliminati da un terzo missile Qahir-I lanciato sulla base militare di al-Safar, nella provincia di Marib, distruggendo anche numerosi veicoli militari e un’unità di droni. La Guardia repubblicana yemenita, i comitati popolari ed Ansarullah catturavano la città di al-Qubah e i villaggi di Shabaqat e Mustahdath, nella regione del Jizan, in Arabia Saudita.
CWG7f_fWcAAxdWZ Il 21 dicembre, l’esercito bombardava la raffineria saudita dell’Aramco Oil Company nella provincia del Jizan impiegando missili balistici Qahir-I. Il Qahir-I è una versione superficie-superficie del missile antiaereo S-75, inoltre le forze yemenite bombardavano la regione saudita di al-Quba con più di 700 razzi e missili. Sette civili venivano uccisi da un attacco aereo saudita su al-Hudaydah. Ansarullah affondava l’11.ma imbarcazione saudita al largo di Muqa, nella provincia di Taiz. Il 22 dicembre, Ansarullah bombardava Qulal al-Shaybani, nel Jizan, distruggendo 1 veicolo militare saudita, e la base militare di al-Mahdhar, nella provincia dell’Asir. L’esercito yemenita eliminava 4 mercenari della Blackwater in una base militare nella provincia di Taiz, nella regione di Zubab, liberando il Jabal al-Jubah. “L’attacco yemenita ha eliminato l’ex-ufficiale della Marina inglese George William Castle, l’ex-ufficiale delle forze speciali inglesi Mark Judd Hart, lo statunitense Eshaq Bikark e il sudafricano Alfred Banoushka“, dichiarava la TV al-Masirah. Inoltre l’esercito yemenita bombardava la base militare saudita al-Faysal nella provincia di Asir nell’Arabia Saudita. Almeno sette civili venivano uccisi dal bombardamento aereo saudita su Safra, nella provincia di Sada, e altri due civili venivano uccisi dagli attacchi aerei sauditi su Bayhan, nella provincia di Shabwah. Il 23 dicembre, un gruppo delle ‘Forze di Resistenza dello Yemen meridionale’ assediava il palazzo di Mansur Hadi ad Aden, probabilmente su ordine degli Emirati Arabi Uniti, in contrasto con l’Arabia Saudita che sosteneva Hadi contro il primo ministro Qalid Bahah. Il principe ereditario degli Emirati Arabi Uniti, Muhamad bin Zayad, aveva incontrato ad Abu Dhabi i capi dello Yemen del sud, tra cui il salafita Hani bin Bariq. Tra Hadi e Bahah vi era in corso una faida da parecchi mesi, inaspritasi quando i funzionari sauditi sventarono un piano per sostituire l’ex-presidente con il premier, entrambi fuggiaschi in Arabia Saudita. Il 24 dicembre, il Generale di Brigata Sharaf Qalib Luqman, portavoce delle forze armate yemenite, annunciava che missili Tochka dell’esercito yemenita avevano colpito la base militare saudita ad al-Anad, nella provincia di Lahij. Il 25 dicembre, l’esercito yemenita assediava centinaia di soldati sauditi ed emiroti nella città di Jabal al-Asud, provincia orientale yemenita del Juf, e catturavano 130 soldati della coalizione saudita, tra cui 39 soldati e 9 ufficiali degli Emirati Arabi Uniti. Il 26 dicembre, l’esercito yemenita bombardava la base della Guardia nazionale dell’Arabia Saudita nella provincia del Najran, impiegando missili balistici Qahir-I. Il 28 dicembre, le forze yemenite affondavano un’imbarcazione saudite al largo di al-Muqa, nella provincia di Taiz. Il 28 dicembre, l’esercito yemenita colpiva con un missile Qahir-I la raffineria petrolifera dell’Aramco, nella provincia saudita del Jizan. Almeno 20 soldati sauditi venivano catturati il 29 dicembre da Ansarullah, sul Juf al-Marib, mentre liberava la base militare di al-Awa nella regione di al-Qarba, provincia di Taiz. Il 30 dicembre, l’esercito yemenita bombardava con 2 missili Qahir-I l’aeroporto e i depositi di petrolio di Abha, nella provincia saudita di Asir, e inoltre le forze yemenite attaccavano le posizioni saudite nella provincia del Jizan. La difesa aerea dell’esercito yemenita abbatteva 1 caccia F-16 della Bahrain Air Force su Quba, nel Jizan, in Arabia Saudita. Il 31 dicembre, esercito e forze popolari yemeniti bombardavano la base al-Umar, nella provincia di Taiz, eliminando 19 mercenari sudanesi e diversi miliziani filo-sauditi, e liberavano il jabal al-Sabr, regione montuosa che include Tal Hada, Tal Ashqab e Tal Arus. Nel Jizan, le forze yemenite bombardavano le posizioni saudite, eliminando 3 militari sauditi. Altri 11 soldati sauditi furono eliminati nella provincia di Jizan, ad al-Sawabatah, dal tiro della propria artiglieria. Dall’inizio delle operazioni militari contro lo Yemen, nel marzo 2015, almeno 80 militari sauditi furono eliminati nel territorio dell’Arabia Saudita.
Il 3 gennaio, la Guardia repubblicana dell’esercito yemenita ed Ansarullah occupavano i villaggi di Quba e Shabaqah, avanzando verso il jabal al-Dud e la città di Qarn, nella regione del Jizan, in Arabia Saudita.46670967_cachedDopo questa serie di sconfitte, Ryadh chiedeva un cessate il fuoco con lo Yemen, tentando di salvare la faccia dopo aver perso terreno nei confronti della Guardia Repubblicana dell’esercito yemenita e di Ansarullah, non solo nel sud dello Yemen, ma anche nella regione meridionale del Jizan dell’Arabia Saudita. Comunque i rappresentanti di Ansarullah non partecipavano ai colloqui di pace indetti in Svizzera, e dichiaravano che l’ONU non era capace di fermare l’aggressione saudita. In un’intervista a PressTV, un commentatore politico affermava che Arabia Saudita, Stati Uniti, Regno Unito e Francia avevano attaccato lo Yemen quando si resero conto che Ansarullah e i comitati popolari yemeniti avevano eliminato al-Qaida da Abyan, Shabwah, Lahij e Aden, mentre la coalizione filo-saudita favoriva al-Qaida, fornendole armi e autoveicoli Humvee, e non attaccava lo SIIL, che si muoveva liberamente nel sud. Intanto, però, i governanti sauditi si dividevano sulla guerra allo Yemen. Secondo un diplomatico occidentale, “Le differenze interne riguardano la decisione di porre fine o continuare la guerra contro lo Yemen”. Muhamad bin Salman voleva continuare la guerra, mentre Muhamad bin Nayaf vedeva nella guerra l’opportunità dell’ulteriore avanzata del terrorismo. Il 29 aprile, re Salman aveva nominato suo nipote, il viceprincipe ereditario e ministro degli Interni Muhamad bin Nayaf, nuovo erede. Anche il ministro degli Esteri saudita Saud al-Faysal fu sostituito dall’ambasciatore saudita a Washington Adil al-Jubayr. Secondo ‘Mujtahid’, un attivista politico saudita, Muhamad bin Salman cercando di diventare il prossimo re, aveva aperto centinaia di account twitter e reclutato molti impiegati per pubblicizzare la propria figura. Nel frattempo, il Quwayt decideva d’inviare un battaglione di artiglieria nello Yemen, per combattere contro Ansarullah.CWG6ZzkUAAAY_sBNote
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