Le operazioni in Iraq nel settembre-dicembre 2015

Alessandro Lattanzio, 6/1/2016popup.iraq.anbar.province.2Il 18 settembre, la polizia federale irachena eliminava 22 terroristi del SIIL presso Ramadi, ad Albu Murad. A Baiji le forze di sicurezza irachene (ISF) liberavano il quartiere al-Tamim, eliminando 19 terroristi del SIIL, mentre ad al-Qalidiyah le ISF liquidavano due comandanti del SIIL, Abu Tamam al-Saudi e Abu Dhanun al-Muslawi. L’esercito iracheno respingeva l’assalto del SIIL a Baiji, nella provincia di Salahudin, eliminando 65 terroristi nel villaggio di al-Mazrah. Nelle operazioni antiterrorismo a Ramadi, provincia di Anbar, le ISF eliminavano 20 terroristi, “La forza aerea irachena ha bombardato una riunione di alti comandanti del SIIL in una casa nella zona di al-Bubali, nell’isola Qalidiya (23 km ad est di Ramadi). Il bombardamento ha provocato l’uccisione di 20 alti comandanti del SIIL, oltre a causare gravi perdite materiali e umane“, riferiva Ali Dawud delle forze di sicurezza irachene. Il comandante della polizia federale irachena, Tenente-Generale Raid Shaqir Judat, riferiva che “il bombardamento delle posizioni dei terroristi nel versante orientale di Ramadi ha provocato l’uccisione di almeno 22 militanti e ferimento di molti altri. Il battaglione missilistico della Polizia Federale irachena ha bombardato una riunione dei terroristi taqfiri del SIIL nella zona di Albu Murad, ad est di Ramadi, uccidendo 16 terroristi e ferendone altri 6. Un comandante del SIIL, Mahir Jamal Jazayi, e tre cittadini stranieri, erano tra i terroristi uccisi nel bombardamento della polizia, e Muhamad Jamal Jazayi era rimasto gravemente ferito“. Infine, le forze dell’Hashd al-Shabi irachene liquidavano nella città di Baiji il governatore del SIIL della provincia di Salahuddin, Mustafa al-Tiqriti. Il 23 settembre, aerei iracheni eliminavano 3 capi del SIIL, Yasir al-Jumaily, Abu Ubayda al-Jashami e Abu Islam. Abu Baqr al-Turqmani, eliminato il 10 settembre a Tal Afar, dirigeva la tratta delle donne della minoranza Yezidi, e il 5 luglio fu eliminato il terrorista francese David Drugeon, liquidato da un attacco aereo presso Aleppo, in Siria. Drugeon era l’esperto di esplosivi di al-Qaida. Il 26 settembre, negli attacchi aerei iracheni su Ramadi, almeno 40 terroristi del SIIL venivano eliminati, “Gli aerei militari iracheni hanno bombardato 7 autoveicoli del SIIL che trasportavano combattenti e armi nella zona di al-Malahma e Tal Mashahydah, ad est di Ramadi, con la conseguente eliminazione di 40 terroristi, oltre alla distruzione degli autoveicoli“. Inoltre, un drone del SIIL veniva abbattuto dalle truppe irachene presso Ramadi. L’esercito iracheno, l’Hashd al-Shaabi e la Liwa al-Badr avanzavano nel Governatorato di Anbar spezzando le linee del SIIL ad al-Hamidiyah, eliminando 20 terroristi, e liberando ampi territori nei Governatorati di Salahudin e Diyala. Il 30 settembre, le 1.ma, 7.ma e 10.ma Divisioni dell’esercito iracheno avanzavano su al-Hamidiyah, travolgendo i terroristi del SIIL, e su Albu Aytha, Albu Thyab e Albu Faraj, a nord di Ramadi. Secondo l’analista iracheno Muhamad Nana, “Washington fa pressione sul governo iracheno per escludere le forze popolari dalle operazioni nella provincia di Anbar”. Il portavoce del Ministero degli Esteri iracheno Ahamad Jamal annunciava che Baghdad aveva respinto la richiesta di Washington per dispiegare forza di terra statunitensi in Iraq, “Alcuni ufficiali statunitensi e generali delle forze anti-SIIL hanno indirettamente sottolineato la necessità d’inviare truppe statunitensi in Iraq per unirsi alla lotta contro il gruppo terroristico. Ma l’Iraq si oppone alla presenza di qualsiasi forza di terra di Stati Uniti o altri Paesi membri della coalizione contro i gruppi terroristici, perché il popolo iracheno non vuole soldati stranieri sul proprio territorio, e non vuole sperimentare ancora l’amara presenza militare degli Stati Uniti sulla propria terra“, ha aggiunto il portavoce. Qarim al-Nuri, un comandante delle forze popolari Hashd al-Shabi, aveva dichiarato, “Gli Stati Uniti non sacrificheranno un solo loro soldato per l’Iraq e la loro ingerenza negli affari del governo è un complotto per disintegrare l’Iraq. Pertanto le forze popolari non aspettano il permesso di nessuno e continueranno la lotta contro il SIIL“. Le forze irachene Hashd al-Shabi sequestravano materiale bellico saudita, tra cui munizioni e veicoli militari, a Samara, nella provincia di Salahudin. L’esercito iracheno aveva precedentemente sequestrato a Tiqrit e al-Anbar armi e mezzi forniti dall’Arabia Saudita.
Download.aspx L’8 ottobre, dopo aver liberato Qat al-Layna, la 5.ta e la 7.ma Divisione dell’esercito iracheno liberavano al-Adnaniyah, Albu Farad, Albu Risha e la periferia di Zanqura, presso Ramadi, tagliando le linee dei rifornimenti del SIIL per Ramadi. Oltre all’assalto a nord di Ramadi, paracadutisti iracheni atterravano nel quartiere centrale della capitale provinciale effettuando un’operazione speciale sulla 17.ma Strada, circondando i terroristi su tre lati. Inoltre, il comandante del SIIL Fadhil al-Ansari veniva liquidato dalle forze di sicurezza irachene in un’operazione presso Fallujah, che portava all’eliminazione di altri 20 terroristi. In un raid aereo iracheno, l’11 ottobre, veniva colpito un convoglio del SIIL nella provincia di Anbar, ad al-Qarablah, eliminando 25 terroristi, tra cui Fadil Ahmad Abdullah al-Hiyali, detto Abu Muslim al-Turqmani. Ex-colonnello dell’esercito iracheno di Sadam Husayn, al-Turqmani era il capo del consiglio militare dello SIIL. L’esercito e le forze volontarie iracheni sequestravano notevoli quantità di armamenti statunitensi, tra cui missili anticarro TOW-II nuovi di zecca, nelle posizioni del SIIL cadute nella regione di Fallujah, provincia di al-Anbar. Anche il capo dello SIIL Abu Baqr al-Baghdadi sarebbe stato ferito dal raid aereo iracheno e trasferito in Turchia per le cure, grazie a una serie di misure coordinate dalla CIA. “La CIA si è coordinata con l’organizzazione dell’intelligence turca per trasferire al-Baghdadi in Turchia“, affermava al-Manar TV. Anche due suoi collaboratori, feriti nell’attacco e catturati dalle forze irachene, confermavano che al-Baghdadi era stato ferito nell’attacco mentre si dirigeva ad al-Qarablah per partecipare ad un incontro con i capi del SIIL, nella parte occidentale della provincia di al-Anbar, vicino al confine con la Siria. Il 14 ottobre, l’esercito iracheno liberava completamente la più grande raffineria di petrolio del Paese, nella città di Baiji, provincia di Salahudin, mentre i militari iracheni liberavano Albu Faraj, a nord di Ramadi, eliminando decine di terroristi del SIIL. Il 15 ottobre, l’esercito iracheno liberava il Checkpoint Majid e la Torre delle Comunicazioni ad est della città di al-Baghdadi, nel Governatorato di al-Anbar. Inoltre, la 16.ma Brigata dell’esercito iracheno, in coordinamento con i comitati popolari, liberava il villaggio al-Tamim, presso Ramadi. Presso Baiji, nel Governatorato di Salahudin, Hashd al-Shabi liberava il villaggio Maqul. Il 18 ottobre, le forze paramilitari irachene dell’Hashd al-Shabi, sostenute dell’esercito e dalla polizia iracheni, iniziavano un’operazione verso Huijah. Le operazioni iniziavano in due aree, una a ovest di Qirquq, intorno ad al-Fatha, e l’altra a sud di Qirquq, vicino al campo petrolifero Alas. Il 21 ottobre, le forze irachene catturavano un colonnello israeliano della Brigata Golani assieme a numerosi terroristi del SIIL, “Le forze di sicurezza e popolari hanno preso prigioniero un colonnello israeliano. L’ufficiale sionista è un colonnello che aveva partecipato a operazioni terroristiche del gruppo taqfirita SIIL. Il nome del colonnello israeliano è Yusi Oulen Shahak, colonnello della brigata Golani dell’esercito del regime sionista, con il codice di sicurezza militare Re34356578765az231434“, dichiarava l’Esercito iracheno. Il portavoce di Haraqat al-Nujaba, Hashim al-Musavi, sottolineava che “La strategia delle forze irachene nell’assedio al SIIL nelle province di Salahudin e Anbar ha portato alle recenti vittorie”. “Le operazioni a Salahudin proseguiranno fino alla provincia di Niniwa“, dichiarava il portavoce delle forze volontarie irachene Ryan al-Qaldani. Al-Qaldani ribadiva che le forze irachene avevano recuperato la maggior parte delle aree nella regione di Baiji, “la raffineria di petrolio di Baiji, le regioni Shini e Bujard sono ora sotto il pieno controllo delle forze volontarie. Le operazioni iniziarono attaccando Ramadi e Falluja, tagliando le vie di approvvigionamento del SIIL in quelle città; poi siamo avanzati su Baiji iniziando le grandi operazioni per riconquistarla con un assedio da tre direzioni e tagliando i rifornimenti ai terroristi“. Baiji era cruciale per il controllo del territorio e l’avanzata nella provincia di Anbar. Le forze irachene avevano catturato il villaggio di al-Rabi per poi prendere il pieno controllo della raffineria di petrolio di Baiji, nella provincia di Salahudin, dopo aver liquidato, tra gli altri, l’emiro del SIIL della regione. Il 26 ottobre, raid aerei degli USA uccidevano 22 militari e volontari iracheni, “Gli aerei da guerra della coalizione hanno martellato le forze irachene che avanzavano nei pressi della città di Ramadi, dai ponti al-Jama e al-Davajan“, secondo una fonte delle forze di sicurezza irachena. Gli Stati Uniti avevano ripetutamente colpito le posizioni delle forze popolari irachene; già a giugno, i caccia statunitensi avevano colpito le posizioni delle forze irachene nella provincia di Anbar, come le basi dei battaglioni Hezbollah dell’esercito iracheno a Falluja, nella provincia di Anbar, uccidendo 6 soldati e ferendone altri 8; e a maggio aerei da guerra statunitensi avevano colpito una fabbrica di armi delle forze popolari nei pressi della capitale irachena, distruggendola completamente e uccidendo 2 volontari delle forze popolari irachene. Il 29 marzo, i caccia statunitensi colpirono per otto volte le postazioni delle forze popolari irachene vicino Tiqrit, ferendo numerosi combattenti. Il 28 ottobre, l’esercito iracheno eliminava Salam al-Saraya, capo del SIIL di Samara, assieme ad altri 20 terroristi, nelle operazioni a Maqul, nella provincia di Salahudin. Il 31 ottobre, le forze irachene eliminavano 62 terroristi del SIIL a Ramadi, nella provincia di Anbar. Inoltre le forze irachene distruggevano 19 posizioni del SIIL a Ramadi, Mosul, Sinjar e Tal Afar nella provincia di Niniwa. Le forze irachene liberavano Hasibah, al-Sajariyah, Thila e al-Sufiyah, ad est di Ramadi, eliminando decine di terroristi e di autoveicoli armati, mentre ad Albu Faraj, le forze militari e popolari irachene eliminavano altre decine di terroristi del SIIL. Ad ovest di Ramadi, le forze irachene avanzavano su al-Burishah e Zanqurah, e a sud l’esercito e le forze popolari iracheni avanzavano su al-Tamim.
CCSuD2zXIAAzRyv Il 3 novembre, il governo iracheno sequestrava due aerei, uno svedese e uno canadese, che trasportavano di nascosto armi nel Kurdistan, all’insaputa di Baghdad, “Il comitato di controllo del Baghdad International Airport ha scoperto un enorme numero di fucili dotati di silenziatore, armi leggere e medie. L’ambasciatore statunitense a Baghdad cercava d’inviare le armi nella regione del Kurdistan iracheno“. La settimana precedente le forze irachene avevano sequestrato materiale militare statunitense nelle posizioni dei terroristi, tra cui missili anticarro TOW-II, a Falluja. Il 4 novembre, le forze di sicurezza irachene eliminavano l’emiro del SIIL Abdultalha al-Lubnani e quattro sue guardie a Jarayishi, nel nord dell’al-Anbar. Inoltre, le forze irachene liberavano il ponte al-Jarayishi, tagliando i rifornimenti del SIIL da nord. Un aiutante del capo del SIIL Abu Baqr al-Baghdadi, di origine algerina, veniva liquidato presso Samara. Nel frattempo, aerei da guerra iracheni distruggevano 2 autobombe del SIIL nella zona di Sharif Abas, ad ovest di Samara. L’esercito iracheno e l’Hashd al-Shabi, liberando Baiji, nel Governatorato di Salahudin, e il jabal Maqul, avevano eliminato 920 terroristi del SIIL, e il 6 novembre liberavano Albu Mara, presso Ramadi. Le forze curde irachene lanciavano una grande operazione contro il SIIL nella città di Sinjar. Il 12 novembre, le forze irachene liberavano al-Zawiyah, nella provincia di Salahudin, mentre l’Hashd al-Shabi sventava due assalti del SIIL ad al-Fatha, a nord di Tiqrit, e ad al-Sad, ad ovest di Tiqrit, capitale della provincia di Salahudin. Le forze curde irachene tagliavano le linee di rifornimento del SIIL a Sinjar. Il portavoce del Pentagono Peter Cook affermava che i militari statunitensi collaboravano con i comandanti curdi, “ci sono dei consiglieri nel jabal al-Sinjar che aiutano a selezionare gli obiettivi per gli attacchi aerei“. 7500 soldati curdi avevano avviato l’operazione da diverse direttrici su Sinjar, alle 7:00 del 12 novembre, lungo l’autostrada che collega Mosul alla Siria. Il 13 novembre, l’8.va Divisione dell’Esercito iracheno liberava Albu Manahi e Albu Daij, della regione di Amariya, presso Falluja. Nel frattempo, i curdi liberavano 28 villaggi ed eliminavano 300 terroristi del SIIL presso Sinjar, liberando oltre 200 chilometri quadrati di territorio. Il 26 novembre, le forze irachene spezzavano l’ultima linea di rifornimento del SIIL a Ramadi, catturando il Ponte Palestina sul fiume Eufrate, a nord-ovest di Ramadi, e circondando la capitale della provincia di Anbar; “Questo progresso è molto importante“, dichiarava un colonnello della 9.na Divisione dell’Esercito iracheno, “il SIIL non può più inviare armi, cibo e attrezzature lungo il fiume come faceva in passato“. Il 30 novembre, le forze irachene isolavano completamente Ramadi, capitale della provincia di Anbar occupata dal SIIL da maggio 2015. “Abbiamo tagliato l’ultima linea di rifornimento del SIIL da Ramadi alla Siria. Le forze irachene strangoleranno i terroristi in città e avremo la vittoria in un paio di giorni“. Il 26 novembre gli attacchi aerei iracheni distruggevano 5 unità tattiche del SIIL, consentendo la presa di un ponte ad ovest della città, ultimo passaggio per le aree occupate dal SIIL. Liberando Ramadi, le forze irachene isolavano Falluja, una strategia respinta e criticata dagli statunitensi. Il Primo ministro iracheno Hadi al-Abadi aveva apertamente criticato la riluttanza degli Stati Uniti ad effettuare attacchi aerei su Ramadi e Falluja, ritardando l’operazione. Un ufficiale iracheno del centro operativo di Anbar affermava che il SIIL “Ha trasformato Ramadi in una bomba gigantesca. Il numero di IED, kamikaze e mine rallenta l’avanzata dei nostri soldati. Alcuni giorni possono muoversi solo per 50 metri perché devono distruggere 10 bombe piazzatevi dal SIIL“. Un comandante delle Forze volontarie irachene (Hashd al-Shabi), il Comandante del Qataib Imam Khamenei Haydar Husayni al-Ardavi, lamentava l’intromissione degli Stati Uniti nella lotta al SIIL, impedendo la sconfitta del gruppo terroristico e la liberazione delle città strategiche di Ramadi e Falluja, “L’intromissione degli Stati Uniti impedisce all’esercito e alle forze popolari iracheni di concludere la battaglia contro il SIIL a Ramadi e Falluja“. Abu Yusif al-Qazali, comandante del Qataib Sayad al-Shuhada, dichiarava “Gli USA spingono il governo di Baghdad ad impedire le operazioni per liberare Ramadi. Gli Stati Uniti da tempo cercano di costringere il governo a non impiegare le forze popolari nelle operazioni militari contro il SIIL, specialmente nelle operazioni di liberazione condotte in varie regioni irachene“, e Qarim al-Nuri, portavoce delle forze popolari irachene, dichiarava “l’interferenza degli statunitensi ha distorto le operazioni per liberare Ramadi.
IRAQ-UNREST-JIHADIST-MOSUL Il 5 dicembre, 150 soldati turchi appoggiati da 25 carri armati entravano a Bashiqa, a nord-est di Mosul, in territorio iracheno senza chiederne il consenso a Baghdad, “Le autorità irachene chiedono alla Turchia… di ritirarsi subito dal territorio iracheno. Abbiamo la conferma che le forze turche, consistenti in circa un reggimento corazzato con numerosi carri armati e artiglieria, sono entrate in territorio iracheno… presumibilmente per addestrare gruppi iracheni senza richiesta o autorizzazione dalle autorità federali irachene. Lo schieramento è considerato una grave violazione della sovranità irachena” dichiarava il governo di Baghdad. Secondo fonti turche, l’operazione fu discussa con Brett McGurk, coordinatore della lotta al SIIL del presidente degli USA Barack Obama, ad Ankara il 5-6 novembre. “Questa non è un’operazione della coalizione guidata dagli USA, ma li informiamo su ogni singolo dettaglio. Questa non è una operazione segreta“, dichiarava Ankara, che si rifiutava di ritirare i soldati, perché sarebbero stati inviati nell’ambito “di una missione internazionale per addestrare ed equipaggiare le forze irachene per combattere lo Stato islamico”. Ma il governo iracheno non avevano mai richiesto tale presenza. Erdogan aveva visitato il Qatar il 1° dicembre per firmare degli “accordi strategici”, e il 4-5 dicembre le truppe turche entravano in Iraq, e l’8 dicembre aerei da combattimento turchi violavano lo spazio aereo iracheno bombardando le regioni di al-Imadiya, Dairluq e Shilazi, nella provincia di Duhuq, e la regione del Kurdistan iracheno di Qandil. Il Comitato per la Sicurezza e la Difesa del Parlamento iracheno chiedeva la revisione o l’annullamento dell’accordo sulla sicurezza con Washington, secondo Hamid Mutlaq, parlamentare del Comitato per la sicurezza e la difesa, “Il governo e il parlamento iracheni devono rivedere l’accordo di sicurezza con gli Stati Uniti, perché Washington non è seria nella sua attuazione. Ne chiediamo la cancellazione. L’Iraq sarà difeso solo dai suoi figli, e la Turchia ritirerà le sue truppe dato che la terra dell’Iraq è sacra e la sua sovranità è una linea rossa. Abbiamo il diritto di dare a questo problema un carattere internazionale e domandare al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il ritiro delle truppe turche“. Safa al-Tamimi, dell’Haraqat al-Sadr, dichiarava “Se le forze turche non si ritireranno dall’Iraq, la resistenza islamica le bersaglierà con nuove e avanzate tecniche, e l’Iraq mostrerà una reazione assai più seria”. Secondo il deputato Sarvah Abdulwahid, “Barzani ha ricevuto aiuti finanziari pari a 8 milioni di dollari durante l’ultima visita a Riyadh, da spartire tra familiari e alti funzionari della regione del Kurdistan“. Barzani aveva incontrato a Ryadh il re saudita Salman bin Abdulaziz al-Saud e il ministro degli Esteri saudita Adil al-Jubayr. Infine, il segretario della Difesa degli USA Ashton Carter affermava che l’esercito statunitense avrebbe schierato una nuova forza per operazioni speciali in Iraq. “L’Iraq non ha bisogno di forze di terra straniere e il governo iracheno si è impegnato a non consentire la presenza di una qualsiasi forza in terra irachena” rispondeva il premier Abadi, mentre Hadi Amiri, comandante dell’Organizzazione Badr, avvertiva che qualsiasi base degli USA in Iraq sarebbe stata considerata un “bersaglio”. Circa 3500 soldati statunitensi sono presenti in Iraq con compiti di addestramento e supporto delle forze irachene. Nel frattempo, un altro membro del Comitato per la sicurezza e la difesa, Isqandar Watut, dichiarava “Presto si avrà un incontro del Comitato con il Primo ministro Haydar Abadi, al quale proporremo la cooperazione con la Russia negli attacchi aerei contro il SIIL e nella lotta al terrorismo in Iraq“.
Il 7 dicembre, l’esercito iracheno entrava a Tamim, quartiere sud-ovest di Ramadi, che liberava completamente l’8 dicembre, mentre le forze governative occupavano anche una grande base del SIIL a nord di Ramadi, ed eliminavano 6 basi e decine di terroristi del SIIL ad Husaybah, nell’Anbar orientale. “Oggi, le nostre forze hanno liberato completamente l’area di al-Tamim dopo una feroce battaglia contro i terroristi del SIIL“, dichiarava Sabah al-Numan, portavoce del servizio antiterrorismo dell’Iraq. Il Maggior-Generale Hadi Irzayij, capo della polizia dell’Anbar, confermava che al-Tamim era stata liberata e il Generale di Brigata Yahya Rasul, portavoce del Comando delle operazioni congiunte, dichiarava “La liberazione di al-Tamim sarà di grande aiuto accelerando la liberazione di Ramadi“. 500 poliziotti venivano inviati da Habaniyah a controllare al-Tamim dopo la liberazione. Uno dei compiti principali era liberare l’area dalle bombe piazzate dallo SIIL. Il 12 dicembre, l’Aeronautica irachena eliminava 15 terroristi al confine con la Siria, “L’aviazione ha distrutto un quartier generale (del SIIL), uccidendo 15 militanti, molti sono rimasti feriti“, tra cui il vicecapo del SIIL Abu Ali, “Secondo le informazioni, è rimasto ferito ed è stato trasferito a Buqamal“, dichiarava il Ministero degli Interni dell’Iraq. Il 18 dicembre 30 soldati della 55.ma Brigata dell’esercito iracheno venivano uccisi da un attacco aereo statunitense su al-Naymiyah, nella provincia di Falujah. L’Esercito iracheno e le milizie alleate liberavano i 2/3 di Ramadi, eliminando decine di terroristi del SIIL asserragliatisi nel centro della città. Il 20 dicembre l’esercito e le forze popolari iracheni liberavano metà della regione di Albu Ziyab, a nord di Ramadi. Le forze dell’8.va Divisione dell’esercito iracheno e 5 battaglioni delle tribù Anbar entravano nel centro di Ramadi liberando i quartieri Baqr e Aramil, mentre 300 terroristi del SIIL combattevano facendosi scudo dei civili.
CCX5kI9W8AA4PF_ Il 22 dicembre, le forze irachene raggiungevano il ponte al-Qur sul fiume Tigri. Le forze irachene liberavano i quartieri al-Dubat e al-Jirayshi a sud di Ramadi, mentre nel quartiere al-Armal le forze irachene eliminavano una dozzina di terroristi e sgombravano la strada tra al-Budhyab e al-Jirayshi. Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito iracheno, Uthman al-Ghanamai, aveva dichiarato che “L’esercito iracheno ha preso d’assalto le prime linee dei terroristi del SIIL nel centro della città ed ora è impegnato in una seria battaglia per le strade con i terroristi taqfiri. Circa 250-300 militanti del SIIL sono intrappolati nel centro della città, senza via di fuga, e le forze pro-governative hanno deciso di utilizzare questa occasione per dargli la caccia a uno a uno. Le unità dei genieri dell’esercito iracheno erano impegnate sin dalle primi ore di questa mattina a smantellare oltre un migliaio di ordigni esplosivi improvvisati (IED) piazzati dal SIIL nel centro della città. Le forze irachene hanno limitato l’uso dell’artiglieria sulle posizioni del SIIL in città, nel tentativo di evitare vittime civili“. Il Generale di Brigata Ismail al-Mahlavi, comandante dell’operazione di Liberazione dell’al-Anbar, dichiarava che una grande quantità di armi ed equipaggiamenti del SIIL era stata distrutta e che i terroristi erano fuggiti. “Il 60 per cento di Ramadi è ora sotto il controllo delle forze irachene ed è stato epurato dai terroristi taqfiri“, dichiarava Raja Baraqat, del Comitato di sicurezza del governatore di al-Anbar, e il Ministro della Difesa iracheno, Qalid al-Ubaydi, annunciava che “Perdere la città Ramadi sarà una pesante sconfitta per il SIIL, mutando l’equilibrio delle forze a Ramadi, e sarà un cambio fondamentale“. Il 24 dicembre, le forze irachene catturavano l’emiro del SIIL di Ramadi Abu Baqr, e le forze di sicurezza irachene sventavano un attentato al quartier generale della Polizia Federale di Ramadi eliminando 7 attentatori suicidi del SIIL. Il 26 dicembre, l’Esercito iracheno liberava l’ultimo sito controllato dal SIIL nel centro di Ramadi, dopo aver eliminato più di 30 terroristi, e liberava la sede governativa e l’Ospedale Nazionale di Ramadi. Il SIIL subiva la peggiore sconfitta dalla liberazione di Tiqrit, nel 2014. Il 27 dicembre le forze irachene liberavano completamente Ramadi. Il portavoce dell’Esercito iracheno confermava che, “Questa operazione ha riunito 11 formazioni militari irachene e liberato 34 località dell’al-Anbar“, spezzando i collegamenti tra il SIIL nell’Iraq occidentale e il SIIL in Siria. L’operazione per la liberazione di Ramadi non vide la partecipazione della coalizione anti-SIIL degli USA. Secondo una fonte del governo iracheno, “le forze statunitensi che operano in Iraq dal centro operativo di Baghdad definiscono unità, giorno e ora degli attacchi contro il SIIL. Se vogliamo beneficiare dell’appoggio dell’US Air Force per sconfiggere il gruppo terroristico, dobbiamo inchinarci al comando statunitense. Non è improbabile che un eventuale coordinamento turco-statunitense comunichi al SIIL permettendo ai terroristi di ritirarsi verso il confine siriano-iracheno. Questa è l’informazione che i nostri droni hanno raccolto nei giorni precedenti l’attacco su Ramadi. La nostra intelligence ha informato gli statunitensi sui movimenti del SIIL. Non ci fu permesso di attaccarlo e nessuno nel governo può contraddire gli statunitensi, per il momento. Gli Stati Uniti hanno ordinato a Baghdad di tenere l’Hashd al-Shabi lontano dal campo di battaglia di Anbar, forse per garantire la via di fuga al SIIL, ridurre l’influenza iraniana e ridimensionare la vittoria dell’Iraq. Gli USA hanno chiesto a Baghdad di cambiare i vertici dei servizi antiterrorismo, d’intelligence e della sicurezza dell’Esercito e del Ministero degli Interni. Inoltre, il Segretario generale del Consiglio dei Ministri è stato suggerito dagli statunitensi e quindi nominato a tale posizione. Gli Stati Uniti vogliono una squadra omogenea favorevole alla loro politica e alla presenza delle forze statunitensi in Iraq. L’era di ostilità dell’ex-Primo ministro Nuri al-Maliqi, che ha portato al ritiro delle forze dalla Mesopotamia, è finita e la politica adottata in questo momento consiste nel ridurre l’influenza del Maggior-Generale della Guardie rivoluzionarie iraniane (IRGC) Qasim Sulaymani su certi gruppi armati iracheni. Ciò che contribuisce nel successo di tale politica è che il Primo ministro Haydar al-Abadi è in cattivi rapporti con Sulaymani. Fin dall’inizio, Abadi credeva che Sulaymani avesse intenzione di rimuoverlo dal potere, sostenendo al-Maliqi e altri per sostituire l’attuale premier. L’Iran controlla varie organizzazioni militari che combattono nelle Unità di Mobilitazione Popolare, assai presenti sul campo di battaglia in Iraq e Siria. Tale influenza ha convinto al-Abadi ad aprirsi allo “Zio Sam” invece che al Wilayat-al-faqih. Questo è il motivo per cui Abadi, su esplicita richiesta statunitense, rifiutava qualsiasi assistenza aerea militare della Russia in Iraq, a differenza del presidente siriano Bashar al-Assad. Il primo ministro iracheno sa che gli Stati Uniti vorrebbero vedere 3 cantoni iracheni, uno per i curdi, uno per i sunniti e l’altro per gli sciiti. Gli statunitensi sostengono anche la presenza turca in Iraq. Incontrando il vicedirettore dell’intelligence francese, Abadi ha detto: ‘Il Medio Oriente non sarà più lo stesso di prima. Ciò che appare sempre più chiaro ora e che il SIIL è un giocattolo usato dagli attori per modificare la mappa del Medio Oriente’“. Secondo il comandante dell’Hashd al-Shabi (Raggruppamento del Popolo), Haydar al-Husayni al-Ardavi, gli Stati Uniti avevano evacuato i capi del SIIL durante le operazioni speciali a Ramadi e Falluja, “Il rallentamento delle operazioni speciali nelle città di Ramadi e Falluja, nella provincia di al-Anbar, è dovuto all’interferenza degli Stati Uniti. Tutto indica che hanno deciso di evacuare i capi del SIIL con gli elicotteri, versi una destinazione sconosciuta“.
Il 30 dicembre, il ministro degli Esteri iracheno Ibrahim al-Jafari avvertiva che l’Iraq avrebbe fatto ricorso a mezzi militari se costretto a difendersi dall’intrusione delle forze turche nel Nord, “Se non c’è altra soluzione, se non quella militare, allora l’adotteremo. Se siamo costretti a combattere e difendere le nostre sovranità e ricchezza, saremo costretti a combattere“. Il 4 dicembre, la Turchia aveva inviato presso Mosul 150 soldati appoggiati da 25 carri armati e il 20 dicembre il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ne annunciava il ritiro delle truppe, ma non l’attuava.
Il 5 gennaio, l’Esercito iracheno eliminava centinaia di terroristi presso Ramadi, “Le forze irachene, sostenute dalle unità dell’Aeronautica e dell’artiglieria, colpivano diverse posizioni del SIIL ad Haditha e nella regione di Barwana, ad ovest di Ramadi. Oltre 250 terroristi sono stati uccisi e 100 veicoli del gruppo distrutti nell’attacco“. Le truppe irachene rastrellavano il mercato di Ramadi, la clinica, i quartieri al-Saliah e al-Jamiah a nord della città, e riprendevano il ponte al-Jazira, a nord della città. Inoltre, aerei da combattimento iracheni bombardavano le posizioni del SIIL nella provincia di Anbar, a Barwanah, eliminando oltre 60 terroristi, tra cui il ministro della guerra dello Stato islamico Samir Muhamad Matlub al-Mahlawi, e tre suoi aiutanti. Al-Mahlawi era un ex-capo di al-Qaida in Iraq, sodale di Abu Musab al-Zarqawi. Il 26 dicembre, le forze armate irachene avevano eliminato Sad al-Abidi ad al-Qalidiya, a 23 chilometri ad est di Ramadi. Al-Abidi era il responsabile dell’addestramento dei terroristi del SIIL a Ramadi e Falluja.Members of the Iraqi Special Operations Forces take their positions during clashes with the al Qaeda-linked Islamic State of Iraq and the Levant (ISIL) in the city of Ramadi

Iraq.All.01Note:
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