Le ragioni dell’assassinio dello Shayq al-Nimr

Ahmed Rajeev, South FrontBAHRAIN-DEMO-SAUDI-EXECUTIONL’Arabia Saudita ha giustiziato il massimo leader sciita, lo Shayq al-Nimr. Non è giustizia come afferma la Casa dei Saud. E oltre, una provocazione volta a condividere il potere con l’occidente nella geopolitica mediorientale.
Shayq Nimr al-Nimr era tra i più rispettati esponenti religiosi sciiti dell’Arabia Saudita, leader della comunità sciita di Qatif che chiedeva giustizia sociale, libertà politiche e civili, che riteneva non fossero considerati dall’apparato statale saudita. Era un ribelle per la Casa di Saud, la voce principale delle vittime dell’oppressione saudita nella provincia orientale sciita. Si mostrava coraggioso di fronte alle minacce di persecuzione violenta dalle autorità saudite. Il suo valore s’irradiava sul regno saudita e la comunità sciita mondiale. Così, la Casa dei Saud lo considerava una minaccia per il potere e la polizia infine lo ferì catturandolo nel 2012. Shayq Nimr sembrava uno strumento dei negoziati con l’Iran, dato che era religiosamente collegato alla filosofia dello Stato sciita. La Casa di Saud sostenne che era uno agente iraniano. Così, l’occidente in ritirata sa che l’esecuzione dello Shayq Nimr comporterebbe violente divisioni religiose e tribali nel Medio Oriente. E l’occidente vuole disperatamente tale escalation, per contrastare le attività del blocco alternativo nella regione. Dopo il fallimento del complotto occidentale e turco, l’occidente ora si appoggia sulla Casa dei Saud per raggiungere l’obiettivo regionale comune. La Casa dei Saud è uno degli alleati più fidati dell’occidente in Medio Oriente. Per contenere la progressiva avanzata dell’influenza regionale dell’Iran, l’occidente preferisce l’Arabia Saudita, che ha un’influenza religiosa e politica nella regione maggiore di Israele e Turchia assieme. Dato che l’Arabia Saudita è ricca, le è possibile acquistare armi occidentali e israeliane per le forze di ascari. Recentemente, Israele e Stati Uniti hanno venduto moderni equipaggiamenti militari all’Arabia Saudita. C’è l’indicazione on-line che l’esercito saudita abbia usato tali armi contro lo Yemen. Molte fazioni siriane ricevono fondi e armi dall’Arabia Saudita. Le guerre civili per procura si diffondono in Medio Oriente come una piaga. Potenze regionali come Israele, Turchia, Arabia Saudita e Iran giocano ruoli regionali nelle guerre per procura, sostenendo molte milizie. D’altra parte, l’occidente e il blocco Russia-Cina giocano a livello internazionale sostenendo diplomaticamente, politicamente e militarmente i partner regionali.
L’anno scorso, abbiamo visti molti eventi raccapriccianti, ma rivoluzionari, sulla scena geopolitica del Medio Oriente. Ora, con l’apertura del nuovo anno cristiano, la crisi del Medio Oriente promette altro sangue versato in terra araba. Così, lo scopo dell’assassinio dello Shayq al-Nimr è massimizzare i conflitti tra sciiti e sunniti in Medio Oriente e altrove. In tale caso, il mondo sunnita avrà il sostegno totale dell’occidente, e sul lato opposto il blocco russo-cinese continuerà a sostenere gli sciiti. Tale conflitto intra-religioso avrà meno effetto sui Paesi asiatici musulmani, poiché hanno altri mezzi per mantenere il tessuto sociale. Ma creerà significative divisioni culturali che potrebbero portare ad un futuro bagno di sangue. La polarizzazione ideologica e la conseguente violenza nella comunità musulmana saranno più visibili. L’occidente si ritira piantando mine politiche nel mondo fin dalla crisi strutturale. Abbiamo visto cose del genere quando l’impero inglese cadde; piantò mine politiche amplificando divisioni religiose e linguistiche nelle vecchie civiltà. Possiamo vederlo ora su scala possibilmente più ampia. L’intero Medio Oriente è ormai un campo minato politico. Le mine del Medio Oriente esplodono gradualmente da quando il blocco Russia-Cina è sceso in campo. Dall’apparizione dei russi sulla scena mediorientale, queste mine politiche si svelano, assieme al complotto geopolitico occidentale per l’oppressione atroce della regione. Tale piano occidentale, per contenere in Medio Oriente l’Iran, ha aperto la via alla repressione degli sciiti nella regione. La dottrina wahhabita promossa da Arabia Saudita e occidente distrugge la stabilità multiculturale della regione. L’intento principale è dividere la terra araba il più possibile per prendere il pieno controllo, anche se indiretto, di rotte commerciali del petrolio e dell’approvvigionamento energetico. Dato che l’occidente cercherà d’intensificare le violenze in Medio Oriente, è il momento per il blocco alternativo di creare un equilibrio di potere rafforzando l’Iran. La partnership strategica tra Cina, Iran e Russia può svolgere un ruolo fondamentale sul futuro economico e geopolitico in Medio Oriente e non solo. Ma per giocare un ruolo di lunga durata nel processo di pace e nella stabilità in Medio Oriente, è giunto il momento per l’Iran di dotarsi di armi nucleari. Solo un Iran dotato di armi nucleari, creando l’equilibrio di potere regionale, può porre fine all’attuale crisi in Medio Oriente. Un Iran nucleare può generare la piattaforma dove pace e stabilità possono essere facilmente promosse. Quindi, una solida, potente, stabile piattaforma politica e diplomatica, incentrata sull’Iran, sarà centrale per la grande rotta commerciale dell’Unione Eurasiatica.map-of-turkey-syria-iraq-iran-jpgTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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