L’operazione militare russa in Siria: risultati e conclusioni

Alex Gorka Strategic Culture Foundation 22/01/20161026937966Il coinvolgimento militare di Mosca nella crisi siriana ha portato ad un ruolo sempre più importante della Russia nella politica regionale e globale. L’operazione militare è la prima operazione di combattimento della Russia lontano dai confini dopo decenni. Finora, ha dimostrato capacità militari avanzate in modo ben visibile. Le Forze Aerospaziali della Russia hanno lanciato l’operazione militare in Siria il 30 settembre. Oltre 1000 kmq sono stati liberati dai terroristi dello Stato islamico. Gli aerei hanno compiuto 5662 sortite e i militari hanno lanciato 97 missili da crociera contro obiettivi terroristici, ha detto il 15 gennaio il Tenente-Generale Sergej Rudskoj, capo del Primo Direttorato Operazioni dello Stato Maggiore Generale russo. “Dal 30 settembre, le Forze Aerospaziali russe in Siria hanno effettuato 5662 sortite, tra cui 145 sortite dei bombardieri strategici dell’Aeronautica a lungo raggio, e le Forze Armate inoltre hanno effettuato 97 lanci di missili da navi e aerei”, riferiva. Il generale osservava che gli attacchi aerei miravano a infrastrutture, strutture fortificate e concentramenti di truppe e armi. In precedenza, Rudskoj aveva detto che dal 25 dicembre vi furono 164 sortite e 556 obiettivi terroristici furono colpiti nelle province di Aleppo, Idlib, Lataqia, Hama, Homs, Damasco, Dair al-Zur e Raqqa. Il ritmo degli attacchi è aumentato tagliando le rotte di approvvigionamento dello Stato islamico. Mettendo da parte la domanda chi sia la colpa nell’abbattimento del bombardiere Su-24 russo da parte della Turchia, ci sono buoni motivi per ritenere le azioni di Ankara sproporzionate e pericolose, un aereo, un pilota e un soldato che tentava di salvare l’equipaggio dell’aereo, sono le uniche perdite che la Russia ha sofferto finora. L’esercito siriano è avanzato nella provincia di Aleppo grazie al supporto aereo russo. Secondo Rudskoj, le truppe siriane hanno notevolmente ampliato la zona di sicurezza intorno la base aerea di Quwayris. C’è un altro aspetto che viene raramente menzionato dai media. L’esercito russo fornisce aiuti umanitari ai civili siriani. Sebbene numerose organizzazioni non governative internazionali siano coinvolte nelle attività umanitarie, la maggior parte delle forniture va nel territorio controllato dai terroristi finendo nelle mani sbagliate. Ci sono stati tentativi d’inviare armi e munizioni, ed evacuare terroristi feriti sotto le mentite spoglie dei convogli umanitari. Allo stato attuale, la maggior parte degli aiuti va a Dair al-Zur, assediata dai terroristi da lungo tempo, ha detto Rudskoj. Le prime 22 tonnellate di aiuti umanitari sono state consegnate da aerei da trasporto Il-76 siriani che utilizzano sistemi di aviolancio russi.
Vorrei aggiungere alcuni fatti. Oltre a Humaymim, la Russia utilizza la base aerea di Shayrat, presso Homs, e di al-Gayas, presso Tadmur. Per proteggere le strutture, l’810.ma Brigata di Marina, unità per speciali operazioni e unità aeree sono dispiegate in Siria. L’operazione ha segnato il primo utilizzo in combattimento degli avanzati missili da crociera Kh-101. Questo missile strategico aria-superficie utilizza tecnologie stealth e può colpire bersagli fino a una distanza di 5500 km, con una precisione di cinque metri. I missili sono lanciati dai bombardieri strategici Tu-160, che non devono nemmeno entrare nello spazio aereo siriano. I sistemi di difesa aerea Pantsir-S1 e S-400 Trjumf sono dispiegati per proteggere i velivoli russi. Le forze russe in Siria sono sostenute anche dal mare. Ai primi di dicembre, il sottomarino B-237 Rostov-na-Donu lanciava missili Kalibr-PL contro le posizioni dello Stato islamico in Siria. Le navi lanciamissili della Flottiglia del Caspio sono state coinvolte nell’operazione. Il 7 ottobre e il 20 novembre lanciarono missili Kalibr dal Mar Caspio colpendo bersagli a 2500 km di distanza. L’operazione militare russa ha acquisito una nuova dimensione politica. La Russia ha messo a punto un’iniziativa per agire da intermediaria tra Arabia Saudita e Iran per attenuare un conflitto crescente. E’ coinvolta in un’azione coordinata bilaterale con la Francia dopo gli attentati terroristici di Parigi di novembre. La cellula di coordinamento Russia-Siria-Iran-Iraq è stata istituita a Baghdad per lo scambio di informazioni sullo Stato islamico. Pochi giorni fa una sala operativa russa è stata istituita in Giordania per coordinarsi con Amman, tradizionale alleato degli Stati Uniti, a un livello molto più alto. Finora la Russia ha coordinato con successo la propria attività con Israele. Lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani ha avuto colloqui con il presidente russo il 18 gennaio, visitando Mosca. I due leader hanno convenuto che una “soluzione soddisfacente” alla crisi siriana va trovata. Il vertice ha avuto luogo solo una settimana prima dei colloqui di pace in programma a Ginevra. “La Russia gioca un ruolo fondamentale nella stabilità del mondo. Vogliamo sviluppare relazioni con la Russia e trovare una soluzione ai problemi legati alla stabilità in alcuni Paesi della nostra regione”, aveva detto lo sceicco Tamim all’inizio della riunione. Il Qatar è un vecchio alleato degli Stati Uniti. Il 18 dicembre 2015, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adottava all’unanimità una risoluzione che delinea i principi della risoluzione politica del conflitto in Siria. E’ stata una decisione unanime che riflette la nuova determinazione degli attori chiave “per porre fine al conflitto interno in Siria”. Il processo di gestione dei conflitti è sicuramente correlato ai risultati della campagna militare della Russia in Siria del 2015, così come le sfide affrontate dalle forze anti-Stato islamico nel 2016.
Gli sforzi diplomatici degli Stati Uniti per isolare la Russia sono andati a farsi benedire. Il dialogo strategico con gli Stati Uniti, non facile da rinnovare, s’è intensificato e ampliato. Mosca è vista partner ben preparata nell’azione decisiva nella lotta contro la minaccia globale, cooperando a parità di condizioni. Questo fatto è stato confermato il 20 gennaio dall’incontro tra il segretario di Stato degli USA John Kerry e il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. I contatti Russia-Stati Uniti seguono il modello che Mosca promuove da tempo. Le due grandi potenze responsabili della sicurezza globale discuteranno in riservatezza i problemi della sicurezza più urgenti. Ovviamente Ucraina, questione intensamente discussa di recente su base bilaterale, Siria e lotta allo Stato islamico domineranno l’agenda, tralasciando altre questioni (ad esempio, la non proliferazione), ma è un inizio. Non è un altro “Reset”, di sicuro. La Russia non ne ha bisogno. I contatti si svolgono nella forma di “partnership temporanea ma equa”. E serve allo scopo. Stati Uniti e Russia devono collaborare per risolvere i vari problemi internazionali. Come nel caso dell’accordo sul programma nucleare iraniano, progresso raggiunto a beneficio di tutti. Il vertice dei capi delle diplomazie di Russia e Stati Uniti del 20 gennaio è un altro passo sulla via del dialogo proficuo su base paritaria.lavrovLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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