6000 Pasdaran ad Aleppo

I 6000 dell’unità al-Sabarin del Corpo della Guardia rivoluzionaria iraniana ad Aleppo e i grandi piani prima dell’estate
Elijah J. Magnier, al-Rai, 9/2/2016

Hezbollah invia nuove Forze Speciali. Nel Rif di Aleppo, sempre più città negoziano la resa. Russia e Iran programmano il cambio della situazione militare in Siria entro la prossima estate. I 13000 TOW dell’Arabia Saudita contribuiscono a ridurre le forze corazzate coinvolte negli attacchi, aumentando la fanteria e la distruzione delle città siriane. La Russia impone i curdi, che controllano sempre più territori ogni giorno che passa, attori e partner essenziali nei colloqui di pace a Ginevra.

I Generali Qasim Sulaymani e Mohammad Alì Jafari

I Generali Qasim Sulaymani e Mohammad Alì Jafari

L’Iran invia le Forze Speciali del Corpo della Guardia Rivoluzionaria Iraniana (IRGC) in Siria. Gli aerei militari sbarcano negli aeroporti di Damasco e Aleppo 6000 ufficiali e soldati dell’Unità “Sabarin” per sostenere l’offensiva di terra nel Rif della Siria. L’Hezbollah libanese invia nuove forze nella stessa area in cui anche i curdi siriani avanzano contro i jihadisti salafiti guidati da al-Qaida in Siria, nota anche come Jabhat al-Nusra, e i loro alleati. La Russia, la forza trainante che domina i cieli siriani, vuole garantire un posto ai curdi che Turchia e Arabia Saudita respingono dal tavolo dei negoziati per la pace di Ginevra, ma che dovrebbero conquistare alla fine di febbraio. Iran e Russia sono decisi a cambiare la situazione della Siria a vantaggio di Damasco prima della fine dell’estate. Le città si arrendono senza combattere, come Dayr Jamal, e altre, come Tal Rifat, negoziano una via d’uscita ai terroristi per evitare la distruzione della città. Un alto ufficiale che opera in Siria ha detto, “l’unità Sabarin della IRGC operante nelle grandi periferie di Aleppo (Rif di nord, sud, ovest ed est) fu creata più di dieci anni fa in Iran quale Forza Speciale d’élite, addestrata a combattere le guerre penetrando in profondità dentro e dietro le linee nemiche, soprattutto contro i jihadisti. È la punta di diamante contro al-Qaida nel Rif a nord ed ovest di Aleppo, e nel Rif orientale contro il cosiddetto “Stato islamico” (SIIL). Oltre 47 ufficiali e soldati sarebbero caduti nell’ultima offensiva di Aleppo”. “L’opera di disinformazione dell’Iran in questi mesi ha ingannato i media ufficiali che credevano che le sue forze si stessero ritirando dalla Siria, quando i velivoli da trasporto militari inviavano nuove truppe ad Aleppo pianificando la rottura dell’assedio di Nubul e Zahra, le due città sciite del nord assediate da oltre tre anni da al-Qaida e alleati. Dopo l’abbattimento del jet Su-24 russo sul confine turco-siriano da parte della Turchia l’anno scorso, la Russia ha mutato i piani militari per impegnarsi ancor più in Siria mirando a tagliare tutte le linee di rifornimento e collegamento tra i jihadisti e il loro protettori in Turchia. Pertanto, piani sono stati elaborati per controllare le frontiere dal Rif di Lataqia, dove l’offensiva avanza rapidamente, e dal Rif di Aleppo. Un centro operativo è stato creato ad Aleppo per dirigere i fronti settentrionale e meridionale dove l’unità al-Sabarin è principalmente impegnata”. Secondo la fonte, “quando Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno espresso la volontà d’inviare una forza militare in Siria, come concordato con gli Stati Uniti d’America, è arrivata la risposta dal comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie dell’Iran, Maggior-Generale Mohammad Ali Jafari. Le sue forze sono direttamente presenti sul campo, a nord, contro al-Qaida (Nusra) e a nord-est contro lo SIIL. Ciò significa che IRGC ed Hezbollah affronterebbero tutte le truppe che sbarcassero nella loro area operativa senza alcun coordinamento con Damasco. Il centro operativo iraniano è incaricato di liberare l’area al confine tra Turchia e Siria e di combattere qualsiasi forza nemica ad eccezione dei curdi e dei loro alleati, considerati forze non-nemiche”.
“La battaglia di Ruytan è stata una vera e propria svolta nell’operazione settentrionale. Era la città più difesa e centro di al-Qaida ed alleati, fortificata da anni sopra e sotto il suolo. Era anche il centro operativo che guidava l’assedio di Nubul e Zahra e il fronte settentrionale. L’Aeronautica russa ha distrutto tali fortificazioni eliminando centinaia di jihadisti, secondo i nostri resoconti. La caduta di Ruytan è un esempio per le altre città del nord che negoziano la resa senza combattere. Questo è ciò che è successo a Dayr Jamal, al-Qamiyah e Qafr Naya, nella periferia di Tal Rifat, l’ultima città prima di Azaz da cui si va verso il confine turco. Anche Tal Rifat negozia la resa con le forze avanzanti, che trovano città già abbandonate ma ben fortificate con diverse lunghe gallerie e armi abbandonate. Con la rottura dell’assedio, migliaia di combattenti che proteggevano le due città sono stati divisi sui fronti settentrionale e meridionale, aumentando la forza delle unità di punta e dando un’opportunità unica alle forze che avanzano contro al-Qaida e alleati”.
“Russia, Iran ed Hezbollah perseguono lo scopo di cambiare la situazione militare della Siria a loro vantaggio prima della fine della prossima estate. Il miliardo di dollari speso dall’Arabia Saudita per offrire 13000 missili anticarro TOW ha contribuito solo ad aumentare la distruzione delle città siriane. Invece di far avanzare le truppe corazzate, la Russia impiega l’Aeronautica per distruggere ogni resistenza e l’Iran invia altra fanteria, impiegando meno carri armati. Da qui la necessità di iniettare truppe specializzate per adempiere agli importanti obiettivi militari previsti nei prossimi sei mesi. Queste forze, dell’Iran e di Hezbollah, aumenteranno rispondendo ai futuri piani militari”. “La Russia inoltre mira a imporre de facto, ai colloqui di pace a Ginevra, il sostegno all’avanzata delle forze curde nel fronte settentrionale, al confine turco. Turchia e Arabia Saudita non possono più ignorare i curdi, soprattutto dato il controllo del Rif di Aleppo a Qifin, Dayr Jamal e altre città, unendole alle zona già controllata. Rifiutarne la partecipazione è contro ogni logica. Con i curdi che controllano ormai una grossa parte del fronte, e controlleranno sempre più territori, la comunità internazionale non può più accettare il ricatto turco-saudita. I curdi sono un partner essenziale e saranno parte della soluzione completa della guerra siriana”, ha concluso la fonte.CaptgSDUcAAO6Uk.jpg largeTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

2 Responses to 6000 Pasdaran ad Aleppo

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