La guerra sarà decisa a Lataqia

Evgenij Krutikov, Vzglyad, 20/02/2016 – South Front12473768Le forze governative siriane, sostenute dalle milizie e dalla forza aerea russa, hanno occupato tutte le città strategicamente importanti e il territorio della provincia di Lataqia. Nel prossimo futuro, ci si può aspettare la continuazione dell’offensiva sulla provincia di Idlib e un’importante avanzata verso il confine con la Turchia, il che significherebbe la sconfitta completa di tutti i jihadisti e le forze filo-turche su questo importante fronte della guerra in Siria. L’attenzione si è spostata da un settore del fronte all’altro, a seconda di quanto rapidamente si svolgano gli eventi. A causa dei rapidi cambiamenti ad Aleppo, gli eventi di Lataqia sono andati in secondo piano, anche se la provincia è almeno altrettanto importante. Per certi versi più importanti, sia in termini di politica interna della Siria che per le relazioni con la Turchia. La notizia che l’Esercito arabo siriano ha preso il controllo di uno degli ultimi bastioni dei terroristi a Lataqia non va sottovalutata. Per apprezzarne l’importanza va ricordata la genesi della guerra civile siriana.
Ankara iniziò ad interferire negli affari di Lataqia in particolare nella parte settentrionale del confine, proprio mentre si avevano le proteste in Siria. I terroristi supportati dalla Turchia tentarono di lanciare una rivolta già nella primavera 2011 a Qinsiba, ma le forze governative la soppressero rapidamente. I terroristi erano chiaramente stranieri, poiché la maggior parte della popolazione gli si oppose attivamente. Anche i turcomanni sostenevano il governo, non solo gli alawiti. Nell’estate dello stesso anno, i combattenti filo-turchi si ritirarono verso est e organizzarono una ribellione a Jisr al-Shugur, snodo stradale chiave il cui controllo rende possibile influenzare le regioni strategiche del nord ed ovest della Siria. Il nord, ovest e nord-ovest sono le parti più densamente popolate della Siria, il resto è solo deserto con alcune città-oasi. E’ anche la parte più fertile del Paese, la cui costa brulica di attività. Anche oggi la costa, con i porti di Tartus e Lataqia attraverso cui passano gli scambi internazionali della Siria e gli aiuti umanitari e militari, è la base del potere del governo siriano. I combattimenti di Aleppo sono d’importanza strategica, ma non sono vitali come la difesa della provincia di Lataqia. Perdere la zona costiera significherebbe la completa sconfitta del governo di Bashar Assad. Questo, per inciso, in parte ha deciso la scelta di Humaymim come base delle forze aerospaziali russe.
I combattimenti a Lataqia sono sempre stati duri e sanguinosi, anche se relativamente inosservati ai media. Passando dalla costa al confine con la Turchia, le terre fertili vengono sostituite da colline e montagne boscose. Le forze filo-turche e jihadiste hanno trascorso molti anni per radicarvisi e le operazioni offensive in tale terreno e clima sono molto difficili. Ecco perché la lotta per Salma è durata a lungo. Inoltre, questa battaglia è stata fondamentale non solo per la situazione locale, ma per tutta la Siria. Se i terroristi riuscivano a mantenere il controllo su Salma-Qinsiba-Ghamam, avrebbero potuto poi lanciare un’offensiva dalle montagne verso la pianura costiera, dritto su Lataqia e l’autostrada M1. I turchi vi videro un colpo mortale a cui il governo di Assad non sarebbe sopravvissuto. I turchi scommisero sulla popolazione turcomanna locale, utilizzando il pretesto di proteggere tale minoranza per inviare armi e altri “aiuti umanitari”. La maggior parte degli abitanti della regione all’inizio della guerra era alawita, che i jihadisti e i gruppi filo-turchi cacciarono attivamente. Ora non è nemmeno chiaro quale sia la composizione nazionale e religiosa, dato che intere città sono state rase al suolo e gli abitanti uccisi o fuggiti. Quando nell’estate 2011 Damasco capì cosa potesse significare la vittoria dei terroristi in questa parte di Lataqia, elicotteri da combattimento furono inviati per reprimere la rivolta a Jisr al-Shugur. L’assalto di tre giorni sulla città fu l’evento più sanguinoso della fase iniziale della guerra civile. Diverse migliaia di rifugiati passarono il confine con la Turchia, e alcune unità dell’esercito regolare si unirono a jihadisti e forze filo-turche. La città fu presa e ripulita. Dopo di che, grazie alla mediazione delle Nazioni Unite tra il governo di Assad e l’opposizione, fu raggiunto un cessate il fuoco, che l’opposizione usò per riarmarsi e ricevere rinforzi. Le forze governative già subivano carenza di personale ed equipaggiamento, e dopo il cessate il fuoco le unità più esperte furono schierate dal nord di Lataqia ad altri settori del fronte, diventati più critici. Dopo la fine del cessate il fuoco, le forze filo-turche, riposate e ben armate, lanciarono un’offensiva su tre fronti: verso Qinsiba, Salma bypassando Jisr al-Shugur, e direttamente su Jisr al-Shugur. I combattimenti divennerno stragi, perché anche con la partecipazione diretta dei consiglieri militari turchi non fu possibile catturare Qinsiba e Salma da subito. Ci riuscirono solo dopo un anno, trasformandola in fortezza. Qinsiba passò di mano più volte, una volta che i filo-turchi occuparono la città massacrarono la popolazione non musulmana o non-proprio musulmana, soprattutto armeni e alawiti. Le forze governative espulsero i ribelli il giorno dopo solo per trovare montagne di cadaveri.
In definitiva i jihadisti presero punti strategici, ma il tentativo di continuare l’offensiva verso la costa fallì. La decisione era appesa a un filo. Aerei turchi bombardarono le posizioni del governo in più di un’occasione. Pressione fu esercitata su tutto il fronte di Lataqia. Le forze filo-turche raggiunsero la periferia di Ghamam e la situazione divenne critica nell’autunno 2015. Ci si era eroicamente attestati sulle rovine di Qinsiba e un paio di colline intorno Salma, ma la perdita della costa era allora solo questione di tempo e abilità dei consiglieri militari turchi. Avanzando lungo l’autostrada M4, jihadisti e turcomanni gradualmente occupavano la provincia di Lataqia. Le forze turcomanne si rivelarono le meno efficaci, così Ankara gli diede compiti solo simbolici. Tuttavia affidarsi ad al-Nusra era dubbio, pertanto la Turchia schierò una brigata di “lupi grigi” sul fronte di Lataqia e unità agguerrite di combattenti di Caucaso e Asia centrale. Nel frattempo, le forze d’opposizione e jihadiste di altri settori mantennero un profilo basso, osservando se lo Stato siriano crollasse. Anche lo SIIL si fermò dopo l’occupazione di Palmira e trattenne il respiro. In quel momento il governo della Siria si rivolse alla Russia per chiedere aiuto. L’offensiva turca su Lataqia era fino a poco prima l’operazione più promettente e riuscita della guerra. La provincia divenne il fulcro delle forze aerospaziali russe nel primo mese di operazioni in Siria. La provincia fu anche la primo a ricevere le armi moderne fornite dalla Russia, tra cui gli MLRS Smerch e Uragan, i lanciafiamme TOS-1A e gli obici Msta-B. L’offensiva di al-Nusra e turca si esauriva, costringendo tali unità ad adottare posizioni difensive lungo la linea Salma-Rabia-Qabir. Ma le forze governative non si sentivano abbastanza forti da respingere il nemico dalle cime che occupava, a causa del terreno difficile. I combattimenti ancora una volta divennero un massacro durato per diversi mesi. L’attenzione si spostò su altri settori del fronte, Lataqia fu in parte dimenticata, anche se è lì che la guerra è stata decisa. Ma i capi turchi non l’avevano dimenticata. Le forze filo-turche combatterono per ogni collina, anche se gli attacchi aerei russi li hanno costretti a ritirarsi verso il confine. La Turchia perde rapidamente il controllo della situazione sul fronte di Lataqia e non potendo nemmeno pensare a un’offensiva costiera. E’ in quel momento cruciale che il Su-24 fu abbattuto da un caccia turco, dove i terroristi turcomanni sapevano esattamente dove uccidere il pilota russo. La Russia, tuttavia, ha risposto intensificando la pressione e le forze governative subito liberarono Salma. Dopo di che, il fronte unito di al-Nusra e forze filo-turche crollò, le brigate mercenarie fuggirono e le forze governative avanzarono di 30 km in diversi settori senza incontrare opposizione.
Oggi i combattimenti a Lataqia sono “eclissati” dagli eventi ad Aleppo e dalla guerra delle informazioni sulla pressione turca sui curdi nella regione. Allo stesso tempo, le forze governative sostenute dalle forze aeree russe sono pronte a liberare Jisr al-Shugur e infine intrappolare le forze filo-turche al confine. Le colline del Jabal al-Turqmani sono quasi interamente liberate, e quelle parti che non lo sono sono circondate e la logistica turca è quasi finita. Se la Turchia perde la sua seconda forza di ascari in Siria, dopo aver persa quella ad Aleppo, Ankara perderà totalmente la capacità d’influenzare gli eventi in Siria.MwEsNWm

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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