L’Iran nel contesto del conflitto siriano

Katehon

L’Iran è un Paese asiatico, confinante con Iraq e Turchia a ovest, con Turkmenistan, Azerbaigian e Armenia a nord, con Afghanistan e Pakistan ad est.2711051. Storia delle relazioni
Nella guerra in Siria, l’Iran è un rigoroso sostenitore del regime di Bashar al-Assad. La cooperazione siriana e iraniana va avanti da oltre un quarto di secolo. Nonostante trasformazioni politiche in entrambi i Paesi e la situazione mutevole che li circonda, i rapporti tra Damasco e Teheran sono sempre più forti e più stretti. La base della cooperazione siriano-iraniana sono gli interessi regionali comuni e la similarità delle posizioni su questioni chiave del Medio Oriente. Iran e Siria si avvicinarono negli anni ’80, essendo entrambi ostili all’Iraq di Sadam Husayn, e la posizione dura contro Stati Uniti e politica d’Israele ha contribuito a mantenere l’alleanza.

2. I gruppi religiosi
L’Iran è il leader riconosciuto del mondo sciita. Circa l’89% della popolazione aderisce a questo ramo dell’Islam; i sunniti sono circa il 9%, di altre religioni il 2%. Allo stesso tempo, l’Iran sostiene e protegge gli sciiti di Bahrayn, Quwayt, Yemen, Turchia e Arabia Saudita, Paesi in cui gli sciiti sono minoranza. Con il sostegno della comunità sciita, l’Iran può influenzare politica ed economia dei Paesi arabi. Gli avversari sunniti non ne sono contenti. Ad esempio, in Arabia Saudita gli sciiti vivono nelle cosiddette regioni “petrolifere”, e la loro presenza è considerata una minaccia al benessere economico del Paese.

3. Geopolitica
Gli interessi dell’Iran in Siria sono comprensibili. Il Paese ha bisogno di un accesso diretto al Mediterraneo, avendo grandi prospettive geopolitiche. L’Iran ha stabilito i collegamenti con il vicino Iraq. Hezbollah e la posizione stabile della comunità sciita forniscono una forte posizione in Libano. L’unico punto debole è la Siria divenuta focolaio del conflitto armato. La Siria è uno dei pochi Paesi dall’ideologia anti-USA e anti-saudita nel mondo arabo. Se il regime di Bashar al-Assad perde il potere, la posizione dell’Iran ne soffrirà. Essendo l’Iran il principale avversario ideologico, militare, economico e politico dell’Arabia Saudita, lo è anche di Washington in Medio Oriente. Hassan Rouhani, Presidente iraniano: “L’interferenza di certi Paesi negli affari interni di altri e l'”approccio strumentale” a violenza e terrorismo sono i due problemi principali che sfidano la regione e il mondo. I Paesi più potenti ed influenti della regione non dovrebbero imporre il loro parere sugli Stati regionali e intromettersi nei loro affari interni“.

4. Geo-economia
Produzione petrolifera dell’Iran
Le riserve petrolifere sono pari a circa 50 miliardi di tonnellate, il 4,6% delle riserve mondiali di petrolio, i costi di produzione pari a 5,7 dollari al barile, e la produzione a 5 milioni di barili al giorno. Oltre a rafforzare l’influenza politica nella regione, l’Iran partecipa al conflitto siriano per i propri interessi economici. Il Paese vuole tornare sul mercato mondiale del petrolio da attore chiave. Mentre i Paesi occidentali tolgono le sanzioni, l’Iran vuole rifornire di “oro nero” l’Europa e costruire un gasdotto attraverso Iraq e Siria. Mentre Bashar al-Assad è ancora alla guida del Paese e del governo fedele all’Iran, questo progetto è realistico. Nel caso della sua caduta, le prospettive sul petrolio possono essere dimenticate. Bijan Namdar Zanganeh, Ministro del Petrolio iraniano: “L’Iran è deciso ad aumentare con certezza la produzione da 500 mila barili al giorno subito dopo la rimozione delle sanzioni, e nel giro di pochi mesi salire a 1 milione di barili al giorno. Aumenteremo la produzione ad ogni costo, non abbiamo scelta perché se l’Iran non lo fa, perderà la sua quota di mercato“.

5. Posizione sulla Siria
L’Iran aiuta seriamente il governo di Bashar al-Assad in Siria, e dà un aiuto significativo alla vittoria sullo Stato islamico. Secondo informazioni ufficiali, l’esercito iraniano non è schierato nella regione. Vi sono solo consiglieri militari iraniani. Damasco usa gli aiuti militari, tecnici, le informazioni e la consulenza di Teheran. Aladin Bujerdi, a capo della Commissione per la Politica Estera e la Sicurezza Nazionale del Majlis: “In linea con la nostra strategia antiterrorismo, aiutiamo con armi e consiglieri la Siria. L’aiuto è fornito su richiesta di Bashar al-Assad. Qualsiasi altra richiesta sarà considerata e discussa“.
Hezbollah è composto da mille soldati e cinquemila riservisti: dieci battaglioni motorizzati e sei battaglioni di fanteria. Il mediatore degli interessi iraniani è Hezbollah libanese, il “Partito di Dio”. Gli esperti ritengono che sia tra le forze militari e politiche più organizzate, disciplinate ed efficaci del Medio Oriente. Oggi Hezbollah è attivo in Siria, a sostegno del governo di Bashar al-Assad. Con il sostegno dell’Iran, Hezbollah è diventato un esercito ben attrezzato e dai migliori combattenti. Secondo i media libanesi, durante la guerra in Siria, sono caduti circa duemila soldati di Hezbollah. Hassan Nasrallah, Segretario Generale dell’organizzazione sciita libanese Hezbollah: “La Siria è un centro di resistenza in Medio Oriente. Noi siamo a fianco dell’Esercito arabo siriano, gli diamo sostegno militare e morale e vinceremo! Perché non siamo guidati dal denaro, il nostro esercito non è mercenario come quello saudita. Moriamo per la verità, l’idea e la nostra terra“.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica è dotato di 300 aerei, 470 carri armati, 366 pezzi d’artiglieria, 6 sommergibili, 20 motosiluranti e circa 500mila effettivi. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica partecipò alla creazione di Hezbollah. È una formazione militare e politica d’élite iraniana creata oltre 30 anni fa, per aiutare l’esercito a difendere indipendenza, integrità territoriale e sistema repubblicano islamico dell’Iran. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, così come Hezbollah, è attivamente presente nella guerra a fianco di Bashar al-Assad. Tuttavia, non è ufficialmente considerata una presenza militare iraniana in Siria. Muhamad Ali Jafari, il comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica: “Teheran e Damasco hanno una relazione strategica. La Repubblica Islamica dell’Iran è vicina al popolo e al governo siriani. L’esercito dei Guardiani aveva una sola unità, in precedenza, ora siamo una vera potenza. E la nostra missione principale è aiutare i popoli oppressi”.
Così l’Iran, come 30 anni fa, è un alleato chiave della Siria sul piano militare. Fornendo aiuto, l’Iran segue le sue idee geopolitiche e geo-economiche, e non vi rinuncerà. Il rovesciamento di Bashar al-Assad e l’impatto dei principali avversari, i sauditi, può essere disastroso per l’Iran. Perciò il Paese è pronto a utilizzare tutte le forze, anche militari, per avere una posizione adeguata nella regione.

Syria's President Bashar al-Assad (R) meets Iranian Parliament Speaker Ali Larijani in Damascus December 21, 2014, in this picture released by Syria's national news agency SANA. REUTERS/SANA/Handout via Reuters (SYRIA - Tags: CIVIL UNREST POLITICS CONFLICT) ATTENTION EDITORS - THIS PICTURE WAS PROVIDED BY A THIRD PARTY. REUTERS IS UNABLE TO INDEPENDENTLY VERIFY THE AUTHENTICITY, CONTENT, LOCATION OR DATE OF THIS IMAGE. FOR EDITORIAL USE ONLY. NOT FOR SALE FOR MARKETING OR ADVERTISING CAMPAIGNS. THIS PICTURE IS DISTRIBUTED EXACTLY AS RECEIVED BY REUTERS, AS A SERVICE TO CLIENTS

Il Presidente Bashar al-Assad e il Portavoce del Parlamento iraniano Ali Larijani

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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