Abe snobba Obama, si scusa, ma vedrà Putin comunque

MK Bhadrakumar Indian Punchline, 25 febbraio 2016Vladimir Putin, Shinzo AbeI curiosi di ciò che succede in Estremo Oriente non possono ignorare il South Block, che offre una sbirciata sul modo in cui il più vicino alleato regionale degli Stati Uniti veda il proprio ‘riequilibrio’. Un articolo de The Japan Times rivela che il primo ministro Shinzo Abe si propone un’iniziativa di sfida al presidente degli Stati Uniti Barack Obama procedendo ad incontrare il Presidente russo Vladimir Putin a Sochi, come previsto, a maggio. L’articolo cita ‘fonti vicine alle relazioni Giappone-Russia’ rivelare che Obama ha fatto appello ad Abe con una telefonata del 9 febbraio, ma Abe “l’ha respinto e andrà avanti come previsto“. Cos’è successo? In effetti, la fuga sui media invia un messaggio lusinghiero a Mosca, ostentando la politica estera “indipendente” di Tokyo verso la Russia. Chiaramente, Washington vorrebbe che Tokyo ci ‘andasse piano’ su qualsiasi normalizzazione con Mosca, per timore che possa uscire dalla solidarietà del G-7 nell”isolare’ la Russia. Abe, d’altra parte, è abbastanza intelligente da capire che, finalmente, l’amministrazione Obama avverte la saggezza di scongelare i rapporti con la Russia. Perché il Giappone dovrebbe seguire dopo? Gli uccellini mattinieri cacciano i vermi, dopo tutto. Il disgelo nei rapporti della Russia con l’occidente si rifletterebbe nella rianimazione dei rapporti economici (una priorità per entrambe le parti) e Tokyo non vorrebbe perderci. Mosca è anche favorevole ai legami economici con il Giappone, come evidenza l’offerta alle aziende giapponesi di avere la maggioranza delle azioni nello sviluppo delle reti dai giacimenti di petrolio e gas in Siberia ed Estremo Oriente russo. Mosca è più a suo agio con uno scenario in cui imprese cinesi e giapponesi partecipino allo sviluppo di Siberia ed Estremo Oriente. Il Giappone sa che Putin è nella posizione unica di fare concessioni nella disputa sulle isole Curili. Soprattutto, c’è il ‘fattore Cina’. La diplomazia regionale del Giappone rimane svantaggiata se non normalizza i rapporti con la Russia, che a sua volta potrebbe incoraggiarla a mediare sull’intesa con la Cina. Naturalmente, vi sono delle complicazioni, il trattato di difesa USA-Giappone e il dispiegamento del sistema di difesa missilistico degli Stati Uniti, in particolare. Ma Tokyo sa che Putin può essere decisivo e pragmatico. A dire il vero, la rissa con la Cina per lo schieramento di sistemi missilistici e aerei da combattimento su Woody Island, nelle Paracels, dimostra che il pivot degli Stati Uniti in Asia è aria fritta.
L’analisi di Stratfor intitolata Uno scorcio sulla presenza militare della Cina nel Mar Cinese Meridionale, conclude: “Anche se questi sistemi di difesa aerea (su Woody Island) forniscono una capacità militare notevole, la loro presenza non riflette necessariamente una grave escalation… La visibilità dello schieramento solleva la possibilità che s’intenda inviare un messaggio politico… Mentre la risposta dei media alle azioni della Cina su Woody Island suggerisce che siano una svolta nella militarizzazione del Mar cinese meridionale, in realtà non sorprende, né è particolarmente significativa“. Nonostante l’ampia attenzione sullo schieramento di Pechino, è improbabile che possa mutare i calcoli dei Paesi interessati alle dispute marittime sul Mar Cinese Meridionale. Ovviamente, l’accomodamento a Pechino rimane alto, come evidenziano le osservazioni del portavoce del Ministero degli Esteri. Un commento di Xinhua, proprio mentre il Ministro degli Esteri Wang Yi conclude una visita di 4 giorni negli Stati Uniti, dice: “lo Zio Sam ha ingiustamente aggredito la Cina… Per i più sobri, il problema del Mar Cinese Meridionale non è e non deve essere fonte di tensione tra Cina e Stati Uniti. In effetti, un’ampia possibile collaborazione esiste in settori come la smilitarizzazione nel Mar Cinese Meridionale e la valorizzazione del dialogo per ridurre errori di valutazione e divisioni. Entrambi i Paesi dovrebbero vedere il loro rapporto attraverso la lente di un telescopio, di ampia portata e lungimirante, anziché attraverso un microscopio, ristretto e poco lungimirante. Considerando l’importanza delle relazioni bilaterali, la Cina adotta un atteggiamento collaborativo e di buona volontà, e mantiene le linee di comunicazione alleviando le preoccupazioni degli Stati Uniti“. Non sorprende che il Giappone debba anche perseguire i propri interessi verso la Russia. Tokyo ha programmato un fitto calendario di scambi diplomatici con la Russia per i prossimi 2-3 mesi. I Viceministri degli Esteri si sono incontrati a Tokyo il 15 febbraio; il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov visiterà Tokyo a metà aprile. Nel frattempo, Abe spedisce il capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale Shotaro Yachi a Washington per spiegare ai funzionari degli Stati Uniti perché lui (Abe) deve vedere Putin a maggio, prima del G-7. Abe ha identificato il reset delle relazioni Giappone-Russia come “compito diplomatico della massima priorità“. Il 2016 segna il sessantesimo anniversario della Dichiarazione congiunta di Giappone e Unione Sovietica del 1956, quando decisero di proseguire i negoziati sul trattato di pace della Seconda guerra mondiale. Ma è difficile vedere come Mosca possa fare concessioni sulla controversia territoriale. L’importanza strategica della regione, Mare di Okhotsk, Sakhalin e Kamchatka, è notevolmente aumentata con le grandi rivalità in formazione sull’Artico e la Russia che sviluppa la cosiddetta rotta marittima del Nord. Ironia della sorte, la Russia ha invitato la Cina a partecipare allo sviluppo del Passaggio a nord-est, che il Viceprimo ministro Dmitrij Rogozin pensieroso ha definito ‘Via della Seta Fredda’. Mosca insedia rapidamente mezzi militari sulle isole Curili e presta un’attenzione senza precedenti al loro sviluppo socio-economico, sottolineando che rimarranno parte integrante della Federazione Russa.Kurils_map.svgTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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