Algeria-Russia: una vecchia amicizia che affronta nuove sfide

Histoire et Societé – 28 febbraio 2016

Un articolo da leggere con attenzione perché riflette il fatto che i dirigenti algerini (cioè l’esercito) è consapevole di essere il prossimo obiettivo della NATO, ma non ha deciso come proteggersi. Cedere alle sirene occidentali e ai profitti promessi o rafforzare l’alleanza con la Russia? Tutte le condizioni per incendiare il Paese sembrano riunite, con o senza i leader algerini, che farebbero bene a prendere in considerazione cosa mutamento di alleanze e apertura all’occidente hanno comportato per Gheddafi. Per noi francesi va misurato l’eventuale dramma dell’Algeria con la situazione libica. (Danielle Bleitrach)

5Libia, Siria, energia e cooperazione militare: la visita del Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov il 29 febbraio è importante. La solida collaborazione tra Algeri e Mosca non facilita le discussioni su questi grandi questioni? Annunciata per il 29 febbraio, la visita di Sergej Lavrov ad Algeri non è la prima in Algeria di un alto funzionario della Federazione Russa. Al ritmo di almeno una visita di alto livello ogni anno, Algeri è una meta preferita della diplomazia russa che cerca sostegno nel mondo arabo. Le precedenti visite del Presidente della Camera Alta della Federazione Russa, Valentina Matvienko, nel maggio 2014, e del Presidente della Duma Sergej Naryshkin, nel novembre 2015, essenzialmente rinnovarono la cooperazione e assicurarono la convergenza di vedute diplomatiche in Medio Oriente. Ma oggi le cose sono cambiate molto, soprattutto con l’intervento russo in Siria. Le operazioni aeree e i bombardamenti hanno causato grande scalpore in parte dell’opinione pubblica e certe tendenze politiche denunciano l’aumento delle vittime civili nelle regioni della Siria che hanno subito gli attacchi. Il compito di Sergej Lavrov sarà rimuovere i dubbi e far sì che uno degli ultimi alleati dichiarati di Mosca, nella regione, appoggi la sua posizione sulla questione siriana. Oggi si tratta anche del caso della Libia, che sarà oggetto della visita, con Mosca che si rifiuta di lasciarsi sfuggire il tradizionale alleato libico, temendo sempre più il ripetersi dello scenario iracheno, che vedrebbe la NATO occupare questo Paese, rubarne le ricchezze e farne per molto un partner commerciale e militare esclusivo. Non è escluso che Lavrov trasmetta le richieste di Putin per aiutare la Russia nell’intervento contro lo Stato islamico in Libia o convincere Algeri a non contribuire a una qualsiasi invasione.

Una storia tumultuosa
Il mito che Algeri e Mosca hanno sempre mantenuto ottimi rapporti dopo la rivoluzione algerina non è del tutto vero. Il rapporto tra i due Paesi ha subito diverse traversie ed iniziò anche piuttosto male. Mentre la maggior parte dei Paesi progressisti sostenne la rivoluzione algerina, l’Unione Sovietica non volle puntare ad ostacolare il Generale de Gaulle, che giocava il ruolo di guastafeste nel campo occidentale creando un momento difficile per NATO e Stati Uniti. Solo sotto la guida di Nikita Krushjov, nel 1960, l’URSS sostenne diplomaticamente il FLN e cominciò ad accogliere i dirigenti del NLA. Il primo contingente di piloti e meccanici dell’Aeronautica, così come altri ufficiali, iniziò a frequentare le scuole russe verso la fine degli anni ’60, nell’ambito di una tradizione che dura fino a tutt’oggi. Tuttavia, l’URSS era l’unico Paese ad aver inviato migliaia di soldati volontari a sminare i confini con Tunisia e Marocco e permettere che la vita tornasse nelle aree abbandonate dagli abitanti. Molti volontari russi vi rimasero mutilati o pagarono con la vita un lavoro durato anni. Fino alla caduta del muro di Berlino, migliaia di russi collaborarono insegnando o detenendo incarichi in Algeria, in cambio l’Unione Sovietica addestrò più di 12000 algerini, soprattutto nei settori tecnici e scientifici. Molti vi si sposarono e mettendo su famiglia mista.

Cooperazione militare
L’Algeria è dopo l’India il secondo maggiore importatore di equipaggiamenti militari dalla Russia. Con un budget di oltre dieci miliardi di dollari c’è un autentico partenariato strategico tra i due Paesi si è creato. L’Algeria per esempio è preferita rispetto ad altri Stati arabi nella vendita di apparecchiature sensibili; ANP è ancora l’unico esercito arabo ad avere i missili antiaerei S300PMU2, e fu il primo esercito, anche prima di quello russo, ad acquistare gli aerei Jak-130 così come i sistemi di difesa antiaerei Pantsir Janus. Eppure i russi perdono terreno ogni giorno, non stipulando più contratti militari in Algeria al di fuori dei contratti quadro firmati durante le visite ufficiali dei due Paesi. La centralizzazione eccessiva del commercio del materiale militare russo, attraverso Rosoboronexport, subisce negativamente le dinamiche aziende occidentali, rotte a tutte le tecniche commerciali e di ottimizzazione del marketing, senza esitare a proporre il trasferimento di tecnologie all’Algeria.

Il caso del MiG-29
Per questo il più grave rimprovero dello Stato algerino verso i russi, con poche eccezioni, è che la Russia non ha mai trasferito unità produttive in Algeria. Attesi dalle autorità di Algeri, gli alti funzionari russi moltiplicano gli annunci per installare fabbriche di armi negli ultimi anni, ma finora con un nulla di fatto. Nel 2007 un incidente deteriorò i rapporti tra i due Paesi, la scoperta da parte degli ufficiali algerini di una truffa ai danni del Comando dell’Aeronautica, nella vendita di aerei MiG-29SMT usati, rimessi a nuovo per l’Algeria, inasprendo le relazioni tra i due Paesi fino alla violazione del contratto e alla riconsegna dei velivoli ricevuti. La cooperazione energetica è anche una questione importante nella visita di Lavrov. Il recente accordo tra Russia, Arabia Saudita e Venezuela nel congelare l’aumento della produzione di petrolio sarà probabilmente proposto all’Algeria, già aperta ad ogni buona volontà. La ripresa dei negoziati avviati nel 2006 per l’accordo sul gas liquefatto potrebbe anche essere prevista dalla visita del capo della diplomazia russa. Algeria e Russia forniscono il 36% del consumo nell’Unione europea di gas naturale, e sono indirettamente in concorrenza in questo settore. Infine, il programma di sviluppo dell’energia elettronucleare firmato un anno fa attende l’entrata in vigore, nonostante gli sforzi dell’agenzia Rosatom russa presente in Algeria.MIG-29SMT FC-14 3017 ARGELINO 1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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