Fratellanza musulmana e trame di USA, Qatar e Turchia contro Egitto e Siria: dal Kosovo allo SIIL

Boutros Hussein, Noriko Watanabe e Lee Jay Walker, Modern Tokyo TimesBrotherhood_InfiltrationIl presidente Obama avviò la sovversione dell’Egitto condividendo i piani della Fratellanza musulmana per controllare il panorama politico della regione. I piani islamici di Washington fecero sì che una comune visione politica islamista emergesse tra USA, Qatar, Turchia e Fratellanza musulmana. Naturalmente, il piano che vedeva Washington e Fratelli musulmani alleati si basava sul controllo dell’area che comprende Egitto, Libia, Siria e Tunisia. La Turchia di Erdogan avrebbe rafforzato tale sogno che, a sua volta, ne avrebbe tratto grandi vantaggi con i petrodollari del Golfo del Qatar. Tuttavia, i poteri dominanti in Siria col Presidente Bashar al-Assad, e l’emergere del Presidente Abdalfatah al-Sisi in Egitto, sconvolsero la prevista impresa dei Fratelli musulmani. Il grande piano era un’idea delle élite politiche di Ankara, Doha e Washington di Obama. Come al solito, il Regno Unito avrebbe utilizzato, ad esempio, il collegamento tunisino dei Fratelli musulmani, collegando le varie basi di potere dei Fratelli musulmani nella regione. Pertanto, l’amministrazione Obama si fissò a collaborare strettamente con l’Islam politico. In effetti, si potrebbe affermare che l’amministrazione Obama semplicemente andasse avanti rispetto alle passate amministrazioni. Dopo tutto, l’intromissione di USA e altre nazioni in Afghanistan, Iraq e Libia hanno sempre fatto avanzare sharia islamica e islamizzazione totale delle società. Gli stessi USA sostennero il dominio della sharia nei primi anni ’80 in Sudan, dove i neri africani non musulmani divennero dhimmi. L’influenza dei Fratelli musulmani nell’amministrazione Obama fu evidenziata all’inizio del 2013 dal Programma Investigativo sul Terrorismo che riferiva: “La notizia del 22 dicembre pubblicata sulla rivista Rose al-Yusif in Egitto e tradotta in inglese dal Programma Investigativo sul Terrorismo (IPT) che suggeriva i sei che fecero passare la Casa Bianca “da una posizione ostile a gruppi e organizzazioni islamiche nel mondo a più grande e più importante sostenitrice della Fratellanza musulmana“. L’articolo continuava affermando: “Le sei persone nominate sono: Arif Alikhan, assistente per lo sviluppo delle politiche del segretario della Sicurezza in Patria; Mohammed Elibiary, membro del Consiglio consultivo per la sicurezza interna; Rashad Hussain, inviato speciale degli Stati Uniti presso l’Organizzazione della Conferenza islamica; Salam al-Marayati, co-fondatore del Muslim Public Affairs Council (MPAC); Imam Mohamed Magid, presidente della Società Islamica del Nord America (ISNA), ed Eboo Patel, membro del Consiglio consultivo del presidente Obama sui partenariati di quartiere basati sulla fede“. In effetti, gli attuali intrighi di USA e Fratellanza musulmana contro l’Egitto sono dovuti alla delegazione della Fratellanza musulmana inviata nei corridoi del potere a Washington. Ancora una volta IPT riporta “La delegazione ha cercato aiuto per restaurare al potere l’ex-presidente Muhamad Mursi e i Fratelli musulmani in Egitto. Parlamentari, ministri e giudici dell’era Mursi formavano il Consiglio rivoluzionario egiziano ad Istanbul, in Turchia, lo scorso agosto, con l’obiettivo di rovesciare il governo militare egiziano. Ha sede a Ginevra, Svizzera“. Il Programma Investigativo sul Terrorismo riferiva che la delegazione comprendeva “Abdul Magid Dardery, membro dei Fratelli Musulmani in esilio e parlamentare egiziano; e Muhamad Gamal Hashmat, membro del Consiglio della Shura dei Fratelli Musulmani e parlamentare egiziano in esilio“. Pertanto, anche dopo che i sostenitori dei Fratelli musulmani e altri islamisti furono coinvolti negli attacchi ai cristiani copti e nell’incendio di chiese, tale organizzazione viene ancora accolta dall’amministrazione Obama. Inoltre, i capi politici degli USA sono pienamente consapevoli che i Fratelli musulmani operano di nascosto con varie organizzazioni islamiste coinvolte nel terrorismo nel Sinai e in Egitto. Questo vale per musulmani simpatizzanti e sostenitori della Fratellanza in Egitto e per lo stretto rapporto con Hamas, per cui i militanti utilizzano Gaza per destabilizzare il Sinai. Allo stesso modo, in Libia Fratelli musulmani, SIIL e vari gruppi islamisti cercano di usurpare il sistema politico e pugnalare al cuore l’Egitto. Allo stesso modo, proprio come i sostenitori dei Fratelli musulmani hanno attaccato chiese e cristiani in Egitto, ora il SIIL decapita e e massacra copti egiziani in Libia.919859Concentrandosi sui Balcani poi, nonostante tutta la propaganda, di fatto tre guerre si sono prodotte in Europa tra cristiani ortodossi e musulmani, in Bosnia, Cipro e Kosovo, dove Ankara e Washington hanno condiviso interessi simili. Tale realtà ha fatto sì che la Turchia musulmana inglobasse parte di Cipro. Allo stesso modo, il Kosovo fu tolto alla Serbia, nonostante sia la Gerusalemme di questa nazione. Pertanto, con l’amministrazione Obama che favorisce gli anticristiani Fratelli musulmani in Egitto, è chiaro che non cambia nulla perché l’islamizzazione su entrambi i lati del Mediterraneo riassume la politica di Washington. In altre parole, lo SIIL uccide cristiani, sciiti e shabaq rapidamente. Mentre la scristianizzazione di Cipro del Nord e del Kosovo segue i piani di Ankara e Washington. Nel frattempo, nella Siria odierna l’Islam indigeno e il Cristianesimo sono ugualmente minacciati dalle barbariche forze taqfirite supportate dalle potenze del Golfo e della NATO. Tuttavia, a differenza di Ankara e Washington nei Balcani, l’unico aspetto importante della destabilizzazione di Egitto, Libia e Siria è che le potenze del Golfo e della NATO sono estremamente confuse. Dopo tutto, i soliti avvoltoi di NATO e Golfo hanno piani geopolitici e religiosi diversi. Data tale realtà, la Libia è divisa internamente da potenze estere che ora sostengono due poteri differenti in questo Stato fallito. Nello stesso modo, le trame estere contro la Siria evidenziano tali divisioni geopolitiche e religiose, perché i vari gruppi terroristici islamici settari vengono supportati in base ad obiettivi diversi. L’unico fattore vincolante che collega potenze del Golfo e della NATO è che non hanno remore a creare Stati falliti, a prescindere se si tratti di Afghanistan, Libia o Iraq. Non a caso, il governo siriano si rifiuta di consegnare la nazione a Paesi esteri che supportano caos e destabilizzazione. Allo stesso modo, l’emergere di al-Sisi sulla scena politica in Egitto indica anche il rifiuto di consegnare la sovranità di questa nazione ai soliti attori. Sembra che nei Balcani Stati Uniti e Turchia potessero facilmente spartirsi le nazioni cristiane ortodosse perché Cipro e Serbia hanno sistemi politici tipici. Allo stesso modo, la potenza militare statunitense è pensata per combattere eserciti meccanizzati e distruggere le infrastrutture delle nazioni. Questo può essere visto dal bombardamento della Serbia da parte della NATO sotto la guida di Washington e Londra. Allo stesso modo, le forze armate e le istituzioni statali irachene furono presto aggredite da USA e alleati. Tuttavia, gli USA non sanno affrontare le insurrezioni che combattono. Pertanto, le politiche d’islamizzazione dei Balcani di USA e Turchia hanno prodotto come risultato in Kosovo e a Cipro la ghettizzazione della cristianità ortodossa e la cancellazione della cultura locale. Eppure in Iraq, Libia, Egitto e Siria vi sono varie nazioni regionali e potenze della NATO (la Turchia è una potenza regionale della NATO) dagli obiettivi diversi. Tale realtà ostacola il sogno dei Fratelli musulmani di USA, Qatar e Turchia, com’è chiaramente visibile dalla tenacia della Siria e dalla crescente centralizzazione dell’Egitto di al-Sisi. Pertanto, mentre USA, Qatar, Arabia Saudita e Turchia non hanno avuto scrupoli a destabilizzare Libia e Siria, gli interessi in conflitto di tante nazioni consentivano la contro-rivoluzione. Questa controrivoluzione appare in Egitto e nella Siria in lotta per l’indipendenza, perché le attuali élite politiche di entrambe le nazioni sanno che diverranno Stati falliti e sottomessi se fallissero.
E’ evidente che lo SIIL è emerso con forza in Iraq dopo che Obama ha ritirato le forze armate statunitensi. Allo stesso modo, la destabilizzazione della Siria ha permesso a SIIL, al-Nusra e varie altre forze settarie e taqfirite d’emergere. Anche se questo è avvenuto, la Fratellanza musulmana siriana è diventata il volenteroso strumento del piano di sensibilizzazione dell’amministrazione Obama, ricevendone una spinta dagli intrighi simili concepiti da Qatar e Turchia. Tuttavia, mentre Arabia Saudita ed altri attori del Golfo destabilizzano la Siria; le stesse nazioni del Golfo si distinguono da USA, Qatar e Turchia perché non vogliono vedere i Fratelli musulmani andare al potere in Egitto e Giordania. La recente crisi in Libia evidenzia l’Egitto reprimere le forze terroristiche e taqfirite che cercano di fare di questa nazione il pugnale al cuore delle nazioni regionali, spingendo i militari egiziani ad attaccare le basi dello SIIL in Libia dopo i brutali omicidi di cristiani copti egiziani. Tuttavia, mentre l’Egitto vuole che la comunità internazionale sostenga le fazioni non islamiche della Libia e attacchi i vari gruppi terroristici, è evidente come ciò sia accolto dal silenzio di USA, Qatar e Turchia. Pertanto, mentre Washington continua a parlare con elementi filo-Fratellanza musulmana e a distanziarsi dalla crisi in Libia, gli intrighi contro l’Egitto appaiono in corso. Allo stesso tempo, USA, Qatar e Turchia manovrano un’altra nuova forza terroristica e settaria addestrata e armata contro la Siria, nonostante le minoranze si trovino ad affrontare la persecuzione sistematica se un movimento islamista rovesciasse l’attuale governo della Siria. In altre parole, Ankara, Doha e Washington cercano di usurpare Medio Oriente e Nord Africa proprio come fecero nei Balcani, al fine di plasmare la regione in base alle loro ambizioni geopolitiche. Pertanto, per raggiungere tale obiettivo, queste tre nazioni favoriscono la Fratellanza musulmana. L’Islam locale, proprio come il Cristianesimo Ortodosso a Cipro del Nord e Kosovo, non ha valore per USA, Qatar e Turchia quando si tratta di preoccupazioni geopolitiche. Tale realtà significa che queste tre nazioni cercano di utilizzare l’Islam politico sfruttando le ambizioni dei Fratelli musulmani in Nord Africa e Levante. Egitto e Siria, pertanto, sono in prima linea nel preservare l’indipendenza del Medio Oriente. Inoltre, conoscendo completamente i legami dello SIIL con Qatar e Turchia, la paura dell’Egitto è che nazioni estere manipolino le forze taqfirite proprio come esse, ed altre, fecero contro la Siria.RTX123WJ-1024x620Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Annunci

2 Responses to Fratellanza musulmana e trame di USA, Qatar e Turchia contro Egitto e Siria: dal Kosovo allo SIIL

  1. Pingback: Fratellanza musulmana e trame di USA, Qatar e Turchia contro Egitto e Siria: dal Kosovo allo SIIL - Vox Populi Blog

  2. Pingback: Fratellanza musulmana e trame di USA, Qatar e Turchia contro Egitto e Siria: dal Kosovo allo SIIL | Misteri e Controinformazione - Newsbella

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...