L’efficienza delle Forze Aerospaziali della Russia in Siria “ha sorpreso la NATO”

J. Hawk, Daniel Deiss e Edwin Watson, South Front 5 marzo 2015

463250478Se le prestazioni delle Forze Aerospaziali russe sorprendono la NATO, è perché le precedenti operazioni russe non suggerivano tale efficienza. L’Aeronautica russa subì gravi perdite nel conflitto del 2008 con la Georgia: 7 velivoli abbattuti tra cui un bombardiere Tu-22M, e 4 danneggiati, o una perdita ogni 17 missioni di combattimento. Non c’era praticamente alcun nuovo aereo dal 1994. Gli equipaggi russi volavano molto meno degli omologhi della NATO. Ma il conflitto in Georgia fu un campanello d’allarme e portò a riforme dimostratesi cruciali e riuscite. L’Aeronautica russa fu ridotta e riorganizzata su 8 basi aeree, ognuna con diversi gruppi aerei basati su singole aerodromi permettendo ai piloti di aver più ore di volo. Nel 2012 le basi aeree e i gruppi aerei furono rinominati divisioni e reggimenti. Dal 2012, aeromobili nuovi e modernizzati entravano in servizio numerosi. Nel 2014 e 2015, le Forze Aeree russe ricevettero 100 aerei nuovi o accuratamente modernizzati all’anno, e quel ritmo dovrebbe continuare nel 2016. Nel 2020, le Forze Aerospaziali russe (VKS) avranno a disposizione circa 1500 per lo più moderni aerei da combattimento, tra cui 130 bombardieri pesanti Tu-160, Tu-95MS e Tu-22M, oltre 800 caccia e più di 500 bombardieri tattici e aerei d’attacco. Le riforme delle VKS russe dimostrano varie operatività che sembravano fuori portata solo sette anni prima:
– Capacità di schierare e sostenere una forza di 100 aerei da combattimento per alcuni mesi in condizioni difficili, e la capacità di sostenere un elevato rateo di missioni di combattimento.
– Capacità di operare in modalità “complessa ricognizione-attacco”, permettendo all’intelligence ottenuta da varie fonti, tra cui aerei, satelliti, droni ed agenti, d’essere convertita in coordinate per colpire rapidamente anche bersagli mobili, come truppe in movimento o colonne dei rifornimenti.
– Capacità di supporto aereo ravvicinato, così come interdizione sul campo di battaglia e repressione del nemico che pratica l’occultamento.
– Capacità di operare in qualsiasi condizione atmosferica e in qualsiasi momento della giornata.
– Possibilità di utilizzare munizioni a guida di precisione.
– Capacità di integrare aeromobili da allarme precoce aereo a lungo raggio A-50 e aerei d’intelligence e sorveglianza terrestre Il-20 e Tu-214R, nel concetto generale delle operazioni.
– Possibilità di utilizzare droni su larga scala nell’ambito delle operazioni aeree integrate.
Certo, il quadro non è perfetto. Ecco cosa la forza aerea russa non ha dimostrato in Siria:
– Capacità di organizzare e gestire grandi “pacchetti d’attacco” aereo contro sofisticate difese aeree e antiaeree. A dire il vero, le forza USA e NATO avrebbero avuto questa capacità dieci anni fa, avendo degradato le forze aeree di Afghanistan e Iraq.
– Possibilità di utilizzare numerose o ampia varietà di munizioni a guida di precisione. Gli aerei russi utilizzano molte bombe KAB-500R a guida satellitare e missili a guida laser Kh-29L. Ma la maggior parte delle munizioni sganciate è non guidata come bombe e razzi, supportati da sofisticati computer balistici digitali di bordo, permettendogli di colpire gli obiettivi con un buon grado di precisione. La Russia non ha munizioni tattiche stand-off come SDB o SAMA o il missile da crociera tattico JASSM. Tali armi sono in fase di sviluppo e sono state mostrate al MAKS-2015, ma non saranno in servizio per anni. D’altra parte, forse c’è un lato positivo perché la Russia non da eccessivamente affidamento ai sistemi di navigazione satellitare come la NATO, potendo benissimo verificarsi uno shock, una volta che si tenti di usare tali armi contro avversari più sofisticati dei taliban.
La maturità di alcuni tra i più moderni sistemi aerei entrati in servizio solo di recente. Su-30SM, Su-35S e Su-34 dimostrano capacità almeno al minimo operative, mentre le prestazioni in Siria non hanno dato motivo di dubitare della loro efficienza. Allo stesso tempo, il conflitto non li spinge al massimo delle prestazioni, essendo la maggior parte delle missioni eseguite altrettanto bene dal molto più vecchio, anche se aggiornato, bombardiere Su-24. Gli aerei russi in Siria non includevano gli elicotteri d’attacco Mi-28N o Ka-52, sollevando domande sulla loro maturità operativa. Tuttavia, nulla suggerisce che questi aeromobili siano un fallimento come l’F-35, per esempio. Tutto fa pensare che le VKS russe non riposino sugli allori, ma invece continueranno a costruire i punti di forza e ad eliminare quelli di debolezza, in modo che sarà una forza ancora più capace nel prossimo conflitto da combattere.12107125_1667974130112003_6642631673715012484_nTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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