Il cavallo di Troia in Siria

De Mistura non così misterioso, il Dr. Assad sa esattamente cos’è: un cavallo di Troia
Ziad Fadil, Syrian Perspective 14 marzo 2016

I bianchi pensano di essere così intelligenti. Intelligenti per difetto. Quando non possono entrare dall’ingresso, passano dalla porta sul retro. E quando non possono aprire le porte, fanno esplodere la casa“. Ziad A. Fadil dal suo “Compendio di citazioni di Ziad” (Random House, 2017)

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Bolle e ribolle, fatica e difficoltà, ed abracadabra, saluti e grazie. Staffan de Mistura pratica le arti nere alle Nazioni Unite.

Staffan de Mistura non è un mistero per SyrPer. È il terzo degli errori iniziati con Kofi Annan e Laqdar Brahimi. Tutti dei flop completi. In realtà, SyrPer ha assegnato a Laqdar Brahimi l’annuale premio Don Chisciotte dei mulini a vento di Miguel de Cervantes, apprezzandone l’inutilità da mediatore delle Nazioni Unite nella crisi siriana. Eppure, nonostante precedenti carenze e proclami sospetti, la grande accoppiata Annan-Brahimi riuscì a capire un fatto molto serio: bisogna coinvolgere la Russia per combinare qualcosa. E così, con Vladimir Putin in sella, gran parte dei precedenti ostacoli alla convocazione di una conferenza per risolvere la crisi fu eliminata.

Incarnando Marlboro Man di Russia. Posso sentire la colonna sonora di Elmer Bernstein dei "magnifici sette" diretta da Sergej Prokofiev.

Incarnando Marlboro Man di Russia. Posso sentire la colonna sonora di Elmer Bernstein dei “magnifici sette” diretta da Sergej Prokofiev.

Quindi, quali erano tali ostacoli, ci si chiede? Facciamo un elenco:
1. L’opposizione siriana, formulata al singolare, smentiva la brutta verità che era UNA “opposizione”. Invece, si trattava di gruppi e individui petromotivati dal desiderio di spodestare il popolare presidente della Siria che casualmente è:
a. Alawita (Anche se la sua religiosità non gli farà attraversare i cancelli del paradiso)
b. Un baathista (secolare e panarabo)
c. Progressista (un vero handicap per gli islamisti integrali)
d. Legato all’Iran (facendo rabbrividire sionisti, wahabiti e qatarioti)
e. Legato alla Russia (contorcendo statunitensi e NATOnalisti)
f. Ricco come Creso. (Ehi, è un leader arabo di un Paese arabo. Cosa vi aspettavate?)
g. Sposato con una splendida e superbamente istruita siriana nata in Inghilterra. (Questo offende davvero Erdoghan la cui moglie assomiglia a un samovar)
h. Ha gli occhi azzurri. Greve ossessione per Obama, “Laggiù non hanno gli occhi azzurri?” Mi dispiace Barack, le crociate te le sei perse.

E poi c’è il trucco dell’opposizione:
2. L’opposizione siriana si odia. Sarebbe quasi impossibile trovare un gruppo o un individuo che non disprezzi tutti gli altri. Per esempio:
a. il dr. Haytham al-Mana considera tutti gli altri gruppi dei terroristi. Tutti gli altri gruppi pensano che al-Mana lavori per il Dr. Assad. Nizar Nayif, attivista di sinistra d’opposizione alawita e premiato dalla non-entità, è sospettato essere un agente di Assad anche se ha passato 10 anni in una prigione siriana, apparentemente, secondo i suoi nemici, per scrivere una tesi sul sistema penale, un vero e proprio sequel del “Corridoio della paura”. Poi c’è capitan Canguro, alias George Sabra, che una volta guidava la scioccamente denominata “Coalizione nazionale delle forze rivoluzionarie e di opposizione siriane” (NACOSROF). Be, non è così prezioso? Da comunista cristiano mescola rituali ortodossi di Antiochia con il culto del diavolo in vista del suo momento, la prevista ascesa al potere come nuovo presidente della Siria. (Sarà fortunato se l’Ufficio di Sicurezza Politica siriano gli permetterà di scegliere il cappio per l’imminente esecuzione).

George Sabra, nel suo "attico" nel bordello gentilmente concessogli ad Istanbul dal MIT di Hakan Fidan.

George Sabra, nel suo “attico” nel bordello gentilmente concessogli ad Istanbul dal MIT di Hakan Fidan.

b. Poi, c’è l’opposizione alberghiera che pensa a rimanere in alberghi a 5 stelle in città come Ginevra, Istanbul, Cairo, Riyadh, Doha, Madrid, Parigi e Newark. Le loro vite vengono spese cercando di capire che cosa faranno dopo che il Dr. Assad deciderà di concorrere per il terzo mandato presidenziale. Haytham al-Malih, che invocava l’esecuzione del Dr. Assad, arrivando a promuovere la decapitazione dei figli di Assad, va pianificando un rinnovamento in “stile di vita da ricchi e famosi” che potrebbe riprodurre con successo nel Borneo. Poi c’è Mamun al-Homsi, notorio accusatore presso un pubblico immaginario di alawiti, avvertendoli dal resistere difendendo il proprio Paese. Ha certamente un grande futuro da nuovo ministro dell’Igiene Sotterranea della Siria. Altri luminari da Holiday Inn sono: Ghasan “Fritto” Hitto, Ahmad al-Qatib e la matrona turca assai ignorata Suhayr al-Atasi, il cui futuro di venditrice di cosmetici Avon nel campo profughi di Reyanli è praticamente assicurato.

Mamun al-Homsi con la sua giovane, bella e intelligente Fiamma.

Mamun al-Homsi con la sua giovane, bella e intelligente Fiamma.

c. Ma, c’è anche la coalizione saudita-qatariota-con-turbante di blasfeme larve wahabite anti-iraniane pseudo-sunnite mai scontente di fare qualsiasi cosa, per quanto miserevole, pur di compiacere i padroni arabi. Tra costoro, vi sono larve sedentarie come Ahmad Jarba, illustre rampollo della tribù Shamar che risiede tra Siria, Iraq, Giordania e Arabia Saudita. Per qualche ragione, i sicari bianchi della CIA di Langley pensavano fosse solo “elegante”, da compradore del posto, data la storia d’intrattenitore regnante di Siria. E infine Qamal Labuani, che ha fatto della Palestina occupata la nuova casa, in brodo di giuggiole per l’invadente affetto sionista mentre snobba i palestinesi che non potrebbero starvi così bene. Perché in realtà ha detto alla junta di Mileikowski (Netanyahu) che avrebbe “personalmente” cedutogli il Golan una volta rovesciato il Dr. Assad. I sogni degli imbecilli.
E, c’è il terzo ostacolo, l’asse delle nazioni impegnate a spodestare il presidente della Siria perché commercia con gli iraniani e ha dato all’Iran il via libera al cruciale gasdotto dall’Iraq alle coste siriane. L’asse è composto da Arabia Saudita, dall’oscenità sionista e dalla Turchia, un’alleanza che si crede piuttosto formidabile data la presenza del primo membro, riuscito ad impantanarsi in una guerra alla più povera e tuttavia più ostinata nazione nel mondo arabo, lo Yemen. E notiamo, con molta costernazione condita dal solito veleno, che ognuno ha il suo pantano; i turchi nel nord della Siria con il PKK, e i sionisti che progettano un’altra stupida invasione del Libano per affrontare Hezbollah, non trascurando l’Arabia Saudita per i motivi già esposti. Sembra che qualcuno ne pianifichi la grande uscita, no? In ogni caso, tali nazioni non hanno alcun interesse al successo dei colloqui di Ginevra. Al contrario, hanno tutte le ragioni per mandarli in fumo. Gli Stati Uniti lottano per mantenere i sauditi contenti anche se non s’immergono in un’altra catastrofe estera. L’ultima intervista di Obama ad Atlantic Monthly dice molto della sua visione degli Stati Uniti, anche dopo che lascerà la carica. Sembra che la dottrina di Obama, usando eserciti altrui per adempiere gli interessi strategici statunitensi, abbia lasciato il posto ad una forma più sottile di isolazionismo. Obama ha biasimato Cameron per il caos in Libia e praticamente immerso i sauditi nei loro escrementi, chiamandoli scrocconi. Eppure, mentre le relazioni statunitensi-saudite avrebbero raggiunto il minimo storico, gli Stati Uniti non rinunciano ad utilizzare cavilli per evitare il ridicolo dei loro ex-amati alleati wahabiti. Gli Stati Uniti in realtà convinsero molti dell'”opposizione” che la questione del futuro del Dr. Assad, e della stessa presidenza, era fondamentale nel programma e ancora puntano su Muhamad al-Lush, il cui fratello abbandonato fu vaporizzato dall’Aeronautica Siriana nel Ghuta, che dichiarava pomposamente che alcun dialogo avrà senso senza la caduta del Dr. Assad. Ciò è stato effettivamente ripetuto, utilizzando moduli diversi, dallo stesso mediatore delle Nazioni Unite che ha iniziato a parlate di elezioni presidenziali e nuova costituzione entro i prossimi 6 mesi. Il governo siriano, parlando tramite il Ministro degli Esteri Walid al-Mualam e il Capo negoziatore ai colloqui di Ginevra, Dottor Bashar al-Jafari, hanno subito fatto capire che l’opposizione si sbaglia su tale possibilità. Anche la squadra russa ha rinfrescato l’atmosfera ribadendo con argomentazione legale che solo il popolo siriano deciderà il destino del suo leader.

Walid al-Mualam

Walid al-Mualam

Così, cosa faranno gli Stati Uniti? Comincia ad emergere un’altra idea che rivela l’intento reale di Washington (correzione: neo-conservatori di Washington). Ne abbiamo già scritto: creare nuovi Stati per bloccare l’espansione economica dell’Iran. Dato che il primo tentativo di distruggere il governo della Siria è stato un misero fallimento, gli Stati Uniti ne hanno intrapreso un altro oooh-così-intelligente: il federalismo! Tritiamo la Siria in Stati autonomi, con un governo centrale sterile e traballante sull’orlo dell’oblio. Se gli Stati Uniti avranno l’assenso delle parti per, ad esempio, gli Stati Uniti di Siria comprendente Stato del Kurdistan, Stato del Drusistan, Stato dell’Alawistan, Stato del Turcomannistan, Stato islamico del wahhabistan, Sunnistan, Ortodossistan e Armenistan, ne manipoleranno la configurazione affinché alcun oleogasdotto iraniano possa attraversare un qualsiasi territorio amico. Non è incredibilmente intelligente? Wow. De Mistura, come i suoi predecessori, lavora per Stati Uniti ed Europa. Non ci s’inganni, pubblicizza i suoi gusti occidentali semplicemente vestendosi ogni mattina. Sa chi lo paga e non nasconde le sua collusione con John Kerry nei test del palloncino della conferenza, vedendo se magari una ne passa. Finora, il Dr. Jafari, ha ribattuto a tutto. Walid al-Mualam è andato anche oltre dicendo al mondo che la presidenza del Dr. Assad è una “linea rossa”. Allora, cosa farà l’opposizione? Beh, gente, non m’interessa. Che faranno le scimmie saudite? Idem. Sembra che senza alcun possibilità di raggiungere qualcosa nella conferenza, l’opzione militare rimane l’unica. Tutto questo avverrà mentre l’Esercito siriano e l’Aeronautica russa continuano la loro massiccia offensiva contro i soli alleati di Arabia Saudita, Turchia e Khazaristan che uccidono siriani: i terroristi di SIIL e al-Qaida. È l’universo ipocrita di Stati Uniti e NATO, dove Obama, Cameron e Hollande sguazzano. Sappiamo quello che sei, De Mistura.

Sappiamo quello che sei, De Mistura

Sappiamo quello che sei, De Mistura

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

One Response to Il cavallo di Troia in Siria

  1. Non ho afferrato la c.d. ossessione agli occhi blu di Obama.. delucidazioni?
    P.s. scusa se non c’entra niente, ma te Alessandro sai niente della vicenda di Paolo Ferraro ?

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